Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

venerdì 30 luglio 2010

2 agosto, Palermo: Presidio "Palermo non tollera le discriminazioni e il razzismo"

E' vergognoso che le famiglie sgomberate forzosamente da Casa Guzzetta e buttate per strada abbiano dovuto aspettare mesi prima che il Comune si decidesse a proporre una sistemazione abitativa provvisoria che era disponibile sin dal primo momento.

E' ignobile che da questa stessa sistemazione provvisoria sia rimasta esclusa l'unica famiglia di origine straniera tra quelle rimaste per strada dopo lo sgombero.

Il Forum Antirazzista di Palermo aderisce all'iniziativa del Comitato di Lotta per la Casa è invita a partecipare numerosi all'iniziativa di lunedì mattina per mostrare con nettezza l'indignazione dei cittadini per questa plateale discriminazione xenofoba.

Il Forum Antirazzista di Palermo esige che si ponga immediatamente rimedio all'ingiustizia ai danni della famiglia bangla.

Il Comune deve assegnare subito un alloggio dignitoso alla famiglia rimasta esclusa dall'accordo del dopo festino.

LUNEDI' 2 AGOSTO ORE 10:00


PRESIDIO A PIAZZA PRETORIA


PALERMO NON TOLLERA
LE DISCRIMINAZIONI E IL RAZZISMO

Forum Antirazzista Palermo

9-13 agosto, Cefalù: Convivio, canti e cunti

Convivio Pupi, canti e cunti

Cefalù 9-13 agosto 2010 ore 21.00

Dal 9 al 13 agosto 2010 Cefalù ospiterà "Convivio: pupi, canti e cuntu" manifestazione ideata e diretta da Rosario Perricone e organizzata dall'Associazione culturale "Michele Palminteri" in collaborazione con il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo, la Fondazione Ignazio Buttitta e la Fondazione Mandralisca di Cefalù e finanziata dall'Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana.

Da lunedì 9 a venerdì 13 agosto ogni sera alle ore 21.00, il Teatro Comunale di Cefalù (cortile Teatro Comunale Salvatore Cicero p.zza Cristoforo Colombo) e la piazza di Abbazia, faranno da cornice a spettacoli di opera dei pupi, cuntu e canti della tradizione siciliana.

Intenso il programma. Si apre il lunedi 9 agosto alle 21.00, Teatro Comunale, con i "Fatti di Malaguerra" di Gaetano Cellano, erede della tradizione dei cuntisti. Martedì 10 agosto, sempre alle 21.00 e sempre al Teatro Comunale, è la volta di "Sicily vs Brasil", concerto con Rosa Mistretta, Giuseppe Milici, Vincenzo Palermo e Vito Parrinello del Teatro Ditirammu di Palermo. Mercoledì 11 agosto, ore 21.00 Teatro Comunale, i racconti del cantastorie Paolo Zarcone che canterà "Storie e leggende di Sicilia". Giovedì 12 agosto, il Teatro Comunale ospiterà alle 21.00 il concerto della Compagnia di canto e musica popolare dal titolo "La musica dei saloni". Venerdì 13 agosto gran finale a piazza Abbazia con la Compagnia Carlo Magno che porterà in scena l'affascinante spettacolo di opera dei pupi "Morte di Gattamugliera".

Museo Antonio Pasqualino
Tel. +39 091.328060
http://www.museomarionettepalermo.it/
mimap@museomarionettepalermo.it

martedì 27 luglio 2010

Rita Atria, 18 anni fa la sua morte. Milazzo ricorda la "picciridda" di Borsellino

A 11 anni aveva perso il padre Vito, ucciso dalla cosca a cui era legato; a 16 le avevano assassinato il fratello Nicola che voleva vendicare il padre. A 17 anni, rimasta sola dopo la morte di Paolo Borsellino, a cui aveva legato le sue speranze, Rita Atria decideva di uccidersi, lanciandosi a Roma da un balcone di viale Amelia, nome assonante con via D'Amelio, dove Borsellino e gli uomini della sua scorta sono saltati in aria. Rita Atria moriva esattamente 18 anni fa, il 26 luglio '92, una settimana dopo la strage di Palermo.

Abbandonata dalla famiglia, che non condivideva la sua scelta di collaborare con la giustizia, e sostenuta dalla cognata Piera Aiello, che aveva aperto uno squarcio e consentito a Borsellino - al tempo procuratore a Marsala - di scavare dentro i segreti dell'organizzazione criminale, Rita Atria era convinta che "la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci". Ma sapeva che dopo l'assassinio di Borsellino non ci sarebbe stato più nessuno a proteggerla. Rita Atria sarà ricordata oggi a Milazzo (Me), la città che per prima, nel '94, le dedico' l'Associazione antimafie. L'incontro di oggi [26 luglio 2010, ndr.], che si terrà all'associazione Giglio di Capo Milazzo e prevede stasera la partecipazione di don Luigi Ciotti - chiude le iniziative cominciate due giorni fa a Partanna (Tp) - paese che ha dato i natali a Rita - e a Roma.

© Riproduzione riservata

Fonte: SiciliaInformazioni del 26 luglio 2010

domenica 25 luglio 2010

6 agosto, Santa Margherita di Belìce: La Triscele che scrive. TeatroFestival di scrittura contemporanea al femminile.

LA TRISCELE CHE SCRIVE
Teatrofestival di scrittura siciliana contemporanea al femminile
inaugura la sua seconda edizione

A dare voce al progetto promosso dall'Associazione Luminaria, nell'ambito degli eventi della settimana Gattopardiana,tre scrittrici che, ognuna nel suo specifico letterario ed espressivo, ricreano una Sicilia reale e immaginaria, alimentata dall'appartenenza ad una geografia umana oltre che di luoghi, spazi e tempi.

La Triscele come simbolo della Sicilia, la testa di una donna, forse di una dea, in alcuni casi raffigurata con le ali per indicare l'eterno trascorrere del tempo, contornata da serpenti per indicare la saggezza, ci pare si presti a rappresentare il progetto che vuole mettere in relazione mondi narrativi diversi pur legati da una identità comune che affonda le sue radici in un “luogo”, allo stesso tempo geografico e culturale.

Quella che si vuole mostrare è una Sicilia “portata dentro” che ci appartiene e che diviene riconoscibile al di là degli stereotipi e delle consuete raffigurazioni. Una Sicilia fatta di vicende vissute e di ricostruzioni dolorose, di artifici sfolgoranti e di storia. Da qui la scelta delle scrittrici di quest'anno:
Giovanna Fiume
con Mariti e pidocchi. Storia di un processo e di un aceto miracoloso (XLedizioni, 2008)

Emma La Spina con
Mille volte niente (Piemme 2010)

Leda Melluso
con La ragazza dal volto d’ambra (Piemme 2010)

Ogni scrittrice presenterà l'altra in un giro di conoscenza e valorizzazione reciproca della scrittura a cui seguiranno e daranno ulteriore risalto le teatralizzazioni di brani interpretati dalle attrici Patrizia D’Antona, Maria Teresa De Sanctis, Elda Nobile,Letizia Porcaro,Rina Rossitto, rappresentati nella scenografica e suggestiva cornice dello scalone del palazzo del Gattopardo con la regia di Margò Cacioppo.

venerdì 23 luglio 2010

23 luglio, Palermo: Comunità civica e sicurezza dei cittadini

Oggi 23 luglio 2010

a Piazza Mondello, Palermo

Comunità civica e sicurezza dei cittadini


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domenica 18 luglio 2010

18 luglio, Corleone - 19 luglio, Monreale: Libero Cinema in Libera Terra

Libero Cinema in Libera Terra

è promosso da CINEMOVEL FOUNDATION con la presidenza onoraria di ETTORE SCOLA, e da LIBERA, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, presieduta da DON LUIGI CIOTTI.

Tutte le proiezioni sono alle ore 21 - Ingresso libero

18 luglio - Corleone (PA)
Villa comunale
Angela
di Roberta Torre

Apertura di Giuseppe Crapisi dell'associazione Corleone Dialogos presidio Libera di Corleone, con gli interventi del Sindaco Antonino Iannazzo, di Marina Busacca dell'associazione "La Ribalta" e di Enrico Colajanni dell'associazione antiracket Libero Futuro, alle ore 19,30. Prima del film avrà luogo lo spettacolo teatrale Si muore perché si è soli - Storie di semplici eroi dell'associazione culturale "La Ribalta", dedicato al tema della Memoria delle vittime, alle ore 20. In piazza i gazebo informativi di Libera e di Addiopizzo.

19 luglio - Monreale (PA)
Piazza Gugliemo
Rough Cut di Firouzeh Khosrovani e
Persepolis di Marjane Satrapi

Dopo il saluto del Sindaco Filippo Di Matteo la proiezione sarà introdotta da Umberto Di Maggio, coordinatore siciliano di Libera e da Elisabetta Antognoni, presidente della Cinemovel Foundation.

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Liberati i 205 eritrei detenuti da 16 giorni nel carcere di Braq nel sud della Libia

Ieri sera [15 luglio 2010, ndr] i 205 ragazzi eritrei detenuti da 16 giorni nel carcere di Braq, nel sud della Libia, sono stati rilasciati. Nelle stesse ore sono stati liberati tutti i cittadini eritrei chiusi nei vari centri di detenzione in giro per la Libia, circa 400 persone in totale secondo stime delle autorità di Tripoli confermate dalla comunità eritrea.

Il rilascio collettivo - annunciato nei giorni scorsi dalle autorità della Jamahiriya e dal direttore dell'ufficio di tripoli dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) Laurence Hart - è il risultato anche delle pressioni di organizzazioni internazionali come Human Rights Watch e Amnesty International, di alcuni organi di stampa nazionali e della campagna messa in atto da vari gruppi della società civile.

Poco prima di essere liberati, i reclusi di Braq sono stati ascoltati dai membri della commissione d'inchiesta voluta dal leader libico Muammar Gheddafi. A loro hanno ripetuto che non vogliono restare nel paese arabo e che non sono immigrati irregolari ma richiedenti asilo, e che come tali vogliono ottenere lo status di rifugiati in un paese terzo che abbia firmato la Convenzione di Ginevra.

L'Italia - che ha respinto in mare 103 dei 205 reclusi di Braq, oltre a centinaia di altri potenziali richiedenti asilo - ha espresso la disponibilità ad accettare il resettlement di alcuni di loro. Vedremo nelle prossime settimane se questa disponibilità sarà seguita da fatti concreti, vista anche la responsabilità diretta del governo italiano nella situazione di stallo in cui si trovano oggi centinaia di eritrei in Libia.

Fonte: comeunuomosullaterra.blogspot.com

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mercoledì 14 luglio 2010

21-26 luglio, Palermo: Giovani Protagonisti cercasi per incontro internazionale a Palermo

Il CEIPES cerca partecipanti italiani per l’incontro internazionale di giovani che si terrà dal 21 al 26 Luglio a Palermo.

L’incontro rientra all’interno del progetto Youth Protagonists (Giovani Protagonisti):
http://ceipesweb.fltlab.net/index.php?option=com_content&task=view&id=100&Itemid=98
http://youthonair.org/

L’incontro vedrà riuniti 20 giovani dall’Italia Turchia, Malta e Romania i quali da 3 mesi creano una radio online.

Il vitto e l’alloggio sono gratuiti durante i 4 giorni dell’incontro internazionale e la partecipazione è giornaliera durante tutto il giorno e anche di sera.

La partecipazione all’incontro prevede l’impegno futuro nella radio e nella creazione dei programmi: da settembre a gennaio ci saranno programmi internazionali di radio creati dai giovani ogni 2 settimane.

I giovani partecipanti devono avere meno di 28 anni e parlare inglese basico.

Se sei interessata/o contatta afonso@ceipes.org

Se non lo sei inoltra ai tuoi amici!

Grazie.

Ana Afonso, Presidente
CEIPES - Centro Internazionale per la Promozione dell'Educazione e lo Sviluppo
Via G. La Farina 21 - 90141 Palermo, Italia
Tel.: +39 091 7848236 - Fax: +39 091 6197543
http://www.ceipes.org/ - CEIPES channel You Tube

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19 luglio 2010 - 18 ANNI DOPO, PALERMO NON DIMENTICA


18 anni fa, Palermo ha assistito a stragi che hanno segnato in maniera indelebile la storia della Repubblica italiana. La nostra storia.



18 anni fa, le cittadine e i cittadini onesti di Palermo sono scesi in piazza per esprimere con forza lo sdegno contro la barbarie mafiosa.


18 anni fa alcuni di noi non erano nati, ma crescendo hanno saputo udire quel coro di gente onesta. E a questo coro si sono uniti. Per non dimenticare. Per non rendere vano il sacrificio di chi è morto per liberarci dalla mafia. Per chiedere Verità e Giustizia.


Perché 18 anni fa, allo Stato e ai suoi cittadini onesti è stata dichiarata guerra. E come in tutte le guerre, ci sono stati tradimenti e nemici mascherati da amici.


18 anni dopo siamo ancora in piedi, ma vogliamo sapere chi ha vinto.


18 anni dopo, Palermo sarà in via D’Amelio per ricordare la strage, per commemorare Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta e per tornare a chiedere Verità e Giustizia.


18 anni dopo, Palermo non dimentica.


18 anni dopo. Non è finito tutto.






PROGRAMMA

17 luglio 2010
h 19:00 - Villa Filippina, Palermo
“Non è finito tutto”
con Martin Schulz, Rita Borsellino, Antonio Ingroia, Vittorio Teresi e Sandro Ruotolo - a cura di Itaca

18 luglio 2010
h 22:00 - Via D'Amelio, Palermo
Veglia “Le morti dimenticate. Fedeltà all’impegno.”
a cura dei Gruppi AGESCI Piana degli Albanesi e Capaci 1

19 luglio 2010
h 09:00 - Via D'Amelio
Animazione per Bambini

h 16:00 - Via D'Amelio
Letture per non dimenticare

h 16:58 - Via D'Amelio
Silenzio

h 17:30 - Via D'Amelio
Concentramento Corteo verso l'Albero Falcone

h 21:00 - Biblioteca Comunale, Palermo
Legami di Memoria a cura di ARCI SICILIA

Aderiscono

Addiopizzo
AGESCI Capaci 1 e Piana degli Albanesi
ARCI
Arci Barcollo
Arci Blow Up
Arci Caracol
Arcigay
Centro Pio La Torre
Cepes
Comitato 19 Luglio
Il Quartiere
Itaca
Left
Libera
Movimento degli Universitari
Muovi Palermo
Piera Cutino
Ragazzi di Paolo
Rete degli Studenti
Ubuntu
Un'altra Storia
Zen Insieme

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Forum delle Associazioni familiari. Progetto Con-Tatto. Contributo del Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni del Comune di Palermo

Comune di Palermo - Settore Servizi Socioassistenziali
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Newsletter realizzata grazie al progetto “Osservatorio giuridico-legislativo”

Il Forum delle Associazioni familiari, ha avviato un progetto denominato “Con-tatto”, finanziato con i Fondi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e avente per tema proprio la migrazione.

Abbiamo ritenuto opportuno predisporre lo schema, di seguito riportato, relativo alla legislazione Sul DIRITTO ALLA UNITA’ FAMILIARE, perché lo riteniamo un contributo utile non solo alla ricerca che il Forum delle associazioni familiari sta svolgendo ma anche al tema complessivo sulla famiglia e l’immigrazione: sempre di più soggetto di mediazione interculturale.

Da cosa è disciplinato in Italia il diritto dello straniero all’unità familiare?
Dagli articoli 28.29,29bis, 30 e 31 del Testo Unico Immigrazione. Condizioni, presupposti e termini per completare le relative procedure amministrative sono state modificati dalla legge 15 luglio 2009, n. 94.

Chi ha diritto ad accedere, o mantenere o riacquistare l’unità familiare?
L’art. 28, comma 1 T.U., prevede che lo straniero deve essere in possesso del titolo di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o di permesso di soggiorno, purché di durata non inferiore ad un anno, rilasciato per motivi di lavoro, subordinato o autonomo, ovvero per asilo, per studio, per motivi religiosi o per motivi familiari.

Chi non può accedere a tale diritto?
I lavoratori stagionali, nonché tutti coloro che sono autorizzati a soggiornare per breve periodo al fine di svolgere attività occasionali.

Cosa accade se il ricongiungimento viene richiesto, per familiare straniero, da cittadini italiani o dell’Unione Europea?
Si applicano le disposizioni del D.l.vo 6 febbraio 2007, n. 30 Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione Europea e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve quelle più favorevoli previste dal Testo Unico di cui al D.l.vo 286/1998 e dal D.P.R. 394/1999.

Per quali familiari può essere richiesto il ricongiungimento?

CONIUGE, non legalmente separato e di età non inferiore ai 18 anni. IMPORTANTE: IL PARTNER NON LEGATO DA VINCOLI DI MATRIMONIO, NON PUO’ BENEFICIARE DEL RICONGIUNGIMENTO.
Non è ammesso il ricongiungimento del coniuge qualora il soggetto interessato sia coniugato con un cittadino straniero regolarmente soggiornante con altro coniuge nel territorio nazionale. (comma 1 ter dell’art.29. T-U- (inserito dall’art. 1, comma 22 lett. s), L. 94/2009).

FIGLI MINORI, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso. Ai fini del ricongiungimento si considerano minori i figli di età inferiore a 18 ani, al momento della presentazione dell’istanza di ricongiungimento; i minori adottati o affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli. (sull’argomento dell’affidamento è in corso un approfondimento sul tema dell’affidamento volontario correlato ad aspetti particolari del diritto familiare straniero e rilevanza o meno dell’istituto musulmano della Kafalah).

FIGLI MAGGIORENNI a carico qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenza di vita.

GENITORI a carico qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza. NON E’ CONSENTITO IL RICONGIUNGIMENTO DELL’ASCENDENTE QUALORA IL SOGGETTO INTERESSATO SIA CONIUGATO CON UN CITTADINO STRANIERO REGOLARMENTE SOGGIORNANTE CON ALTRO CONIUGE NEL TERRITORIO NAZIONALE.

Se vi sono difficoltà a documentare i presupposti di parentela o vi sono fondati dubbi sulla autenticità della documentazione?
Le rappresentanze diplomatiche o consolari provvedono al rilascio di certificazioni, ai sensi dell’art. 49 del D.P.R. 5 gennaio 1967 n. 200, sulla base dell’esame del D.N.A.( ART. 29, comma 1 bis, T.U.).

IMPORTANTE: Il Tribunale per i minorenni può autorizzare l’ingresso o la permanenza, per un periodo di tempo determinato, del familiare di un minore che si trova in Italia, se ricorrono gravi motivi connessi con lo sviluppo psico-fisico del minore e tenuto conto dell’età e delle sue condizioni di salute. Al familiare autorizzato all’ingresso, ovvero alla permanenza sul territorio nazionale ex articolo 31, comma 3, è rilasciato, in deroga a quanto previsto dall’art. 5, comma 3 bis, un permesso per assistenza minori, rinnovabile, di durata corrispondente a quella stabilita dal Tribunale per i minorenni.

Quali sono le condizioni e le modalità per l’esercizio del diritto all’unità familiare?
Ai sensi dell’art. 29, comma 3, T.U., lo straniero che richiede il ricongiungimento familiare, salvo che si tratti di rifugiato, deve dimostrare la disponibilità di:

UN ALLOGGIO conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali. Nel caso di un figlio di età inferiore ai 14 anni al seguito di uno dei genitori, è sufficiente il consenso del titolare del’alloggio nel quale il minore abiterà;

UN REDDITO minimo non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.

Per il ricongiungimento di due o più figli di età inferiore ai 14 anni o per il ricongiungimento di due o più familiari titolari dello status di protezione sussidiaria è richiesto, in ogni caso, un reddito non inferiore al doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale;

UNA ASSICURAZIONE sanitaria o altro titolo idoneo a garantire la copertura di tutti i rischi nel territorio nazionale a favore dell’ascendente ultrasessantacinquenne ovvero la sua iscrizione al Servizio sanitario nazionale.

Dove si presenta la domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare?
Tutta la documentazione relativa ai requisiti di cui al comma 3 dell’art. 29, deve essere presentata allo sportello unico presso la Prefettura competente per il luogo di dimora del richiedente.

Il rilascio del visto in favore del familiare per il quale è stato ottenuto il nulla osta al ricongiungimento, è subordinato naturalmente all’ effettivo accertamento dell’autenticità della documentazione , da parte dell’autorità consolare italiana competente al rilascio del visto ( artt. 29, comma 7, T.U. e 6, comma 1 D.P.R. 394/1999).

Quali sono i tempi di rilascio?
Il nulla osta è rilasciato entro 180 giorni dalla richiesta, ai sensi del comma 8 dell’art. 29 T.U. (cosi sostituito dall’art. 1, comma 22, lett. u, L. 94/2009).

Cosa si può fare contro il diniego del nulla osta?
Avverso il diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare, nonché contro gli altri provvedimenti dell’autorità amministrativa in materia di diritto all’unità familiare, l’interessato può presentare ricordo al Tribunale in composizione monocratica del luogo in cui risiede, IL QUALE PROVVEDE, SENTITO L’INTERESSATO, NEI MODI DI CUI AGLI ARTICOLI 737 E SEGUENTI DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE.

ATTENZIONE: GLI ATTI DEL PROCEDIMENTO SONO ESENTI DA IMPOSTA DI BOLLO E DI REGISTRO E DA OGNI ALTRA TASSA (art. 30, comma 6, T.U.).

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mercoledì 7 luglio 2010

8 luglio, Napoli/Italia: Sit-in per il diritto di asilo dei rifugiati eritrei respinti dall'Italia e segregati nella prigione di Brak, Libia

L'UMANITA' NON E' UNA MERCE

Giovedi 8 luglio 2010 dalle ore 19.00
Piazza Bellini - Napoli

SIT-IN in contemporanea
con altre analoghe iniziative promosse in tutta Italia
per il diritto d'asilo dei rifugiati eritrei respinti dall'Italia
e segregati nella prigione di Brak (Libia)

Da giorni gli appelli dei 250 eritrei rinchiusi nella prigione di Brak, in Libia, ed esposti ad ogni tipo di violenza e al rischio di morte stanno raggiungendo l'Italia e cercando di risvegliare le nostre coscienze.

Le torture e le violazioni subite in Libia da queste persone legittimamente in fuga da guerra e persecuzione non sono certo un caso isolato!

Così come i corpi dei profughi e dei migranti abbandonati a morire nel deserto sono una realtà che solo per convenienza e calcolo i governi europei fingono spesso di dimenticare. Quelle torture, quelle violenze, ci raccontano però soprattutto della disumanità e dei crimini contro la vita umana di cui i governi italiani degli ultimi anni si sono macchiati delegando alla politica di Gheddafi la gestione di migliaia di profughi, ovvero il potere e l'arbitrio assoluto su migliaia di esseri umani inermi e titolari di diritti fondamentali come quello di chiedere e ottenere asilo politico. Prima con l'embargo e la minaccia di esclusione da Euromed, poi con accordi e finanziamenti, si è spinto la Libia a fare il lavoro sporco della “Fortezza Europa”. A operare quei soprusi che è meglio tenere il più lontano possibile da telecamere e informazione...

I "respingimenti collettivi" violano ogni minimo principio di protezione internazionale, ma sono definiti con crudeltà e ipocrisia da Maroni come "una grande vittoria contro l'immigrazione clandestina"! Sono in realtà solo l'ultimo atto di una storia di complicità e ridefinizione di equilibri politici ed economici che ha usato e continua ad usare il corpo vivo dei migranti come moneta di scambio, la vita delle persone come una merce qualunque. Con i respingimenti verso la Libia la classe politica al potere in Italia sta dichiarando a gran voce che la vita umana non vale nulla, specie se si tratta di quella di persone considerate ormai sotto-uomini da sfruttare e dominare.

I richiedenti asilo come tutti gli altri migranti sono stati stigmatizzati e criminalizzati da leggi come quella sul reato di immigrazione clandestina e da decenni di razzismo istituzionale che ha imbarbarito questo paese.

Restare in silenzio mentre le donne, gli uomini e i bambini respinti dall'Italia rischiano la morte in Libia o la deportazione verso l'Eritrea, dove subirebbero altre persecuzioni, significa rendersi complici di questa vergogna! Salvare queste persone significa lottare per i diritti e le libertà di tutti, per il diritto di ognuno di noi di vivere in un paese civile. Mobilitarci è una nostra responsabilità comune!

Libertà e diritto d'asilo per 250 profughi eritrei deportati nel deserto Libico.
Fermiamo le violenze contro i migranti e i rifugiati.
Rivediamo gli accordi Italia/Libia e fermiamo la politica dei respingimenti.

Intervengono di persona o in diretta streaming:

RIFUGIATI IN CAMPANIA che hanno conosciuto le violenze e il carcere libico
AGENZIA ERITREA ABESHA
DAGMAWI YIMER (regista di 'Come un uomo sulla terra')
FULVIO VASSALLO PALEOLOGO (Docente università di Palermo e membro dell'ASGI)
Video-Proiezioni: estratti da 'Come un uomo sulla Terra', 'L'amico Isaias', 'Morire nel deserto', 'Welcome'. Pannelli e materiali informativi
FORUM ANTIRAZZISTA DI NAPOLI

HANNO ADERITO:
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud, LESS, Centro territoriale Mammut, Chi rom e chi no, Assopace, ASGI, Associazione rifugiati Napoli, CGIL, Comitato Immigrati di Napoli, Rdb, Cobas, Laboratorio occupato Insurgencia, Orientale 2.0, RadioazionI.

PER ADESIONE inviare email a dirittodasilo@gmail.com

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SOSTENIAMO L'APPELLO DELL'UNITA'
Serve un’ampia mobilitazione per rompere il silenzio di morte che pesa sui lager libici. Per questo motivo possiamo inviare una e-mail al Ministro dell’Interno Maroni, DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it
perché la legga e la inoltri al resto del governo.

Questo il testo: «Io, (nome e cognome) sono convinto che un Paese civile non possa essere complice di un crimine contro l’umanità. Fermate il massacro dei prigionieri eritrei in Libia»

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Per un approfondimento della notizia leggi i seguenti articoli sul sito web del CISS:
Emergenza in LIBIA. Fermiamo le deportazioni - 5 luglio 2010
L'Italia ripensi al colonialismo. La lettera di Dagmawi Yimer per gli eritrei

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9 luglio, Palermo: Palermo Giardino delle Religioni. Libertà di Culto e Convivenza civile nel Centro storico

Palermo Giardino delle Religioni.
Libertà di culto e convivenza civile
nel centro storico

Venerdì 9 luglio alle ore 17
Giardino di Palazzo Jung in via Lincoln

Questa iniziativa muove dalla convinzione che sia doveroso da parte delle istituzioni politiche farsi carico di promuovere un costruttivo dialogo interreligioso.

Conoscere le analogie e le differenze tra i diversi credi religiosi può evitare posizioni radicali e strumentali.

In questo momento storico, in cui assistiamo a un progressivo acuirsi del divario sociale, diviene inevitabile l'accentuarsi delle intolleranze e la religione rischia di diventare una ragione in più per dividere piuttosto che per unire. E' necessario riscoprire il senso profondo della solidarietà sociale che è alla base di ogni credo religioso e che deve essere un obiettivo fondativo di ogni comunità civile.

La nostra città, e in particolare il centro storico, ha una storia di armoniosa convivenza tra genti di cultura e religioni diverse, pertanto è proprio dalla Circoscrizione di cui noi organizzatori siamo Consiglieri che vogliamo iniziare un percorso di conoscenza e di confronto tra culture religiose diverse, facendoci carico insieme, istituzioni politiche e religiose, di abbattere i pregiudizi dell'ignoranza e promuovere un dialogo interreligioso fondato sul rispetto delle diversità.

Partecipazione straordinaria del

Coro multietnico dell'Università ERSU
diretto dal Maestro Pietro Gizzi

Vi aspettiamo, Milena Gentile

--
Arch. Milena Gentile
Capogruppo PD Consiglio I Circoscrizione
Responsabile Dipartimento Sicurezza PD Città di Palermo

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Parlamento Europeo: Finalmente una strategia comune per la lotta alla discriminazione dei Rom

FINALMENTE UNA STRATEGIA EUROPEA PER LA LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE DEI ROM. Mentre a Palermo aumentano i campi nomadi

Nella seduta del 25 marzo scorso l’Assemblea del Parlamento Europeo ha approvato con 572 voti favorevoli, 28 contrari e 23 astensioni (quindi una larghissima maggioranza!) una risoluzione sostenuta da tutti i gruppi politici sul “ Secondo vertice europeo sui rom”.

Il provvedimento condanna “la recente recrudescenza del razzismo contro gli zingari (fobia dei rom) in diversi Stati membri dell’UE, che si è manifestata sotto forma di casi ripetuti di incitamento all’odio e attacchi contro i rom”.

E’ stata quindi reiterata la richiesta formulata dal Parlamento europeo nel gennaio 2008 – cui la Commisione non ha dato ancora seguito – di elaborare una strategia europea per i rom “volta a meglio coordinare e promuovere gli sforzi intesi a migliorare la situazione della popolazione rom”.

Il Consiglio dovrebbe quindi adottare una posizione comune sulla politica di finanziamento a titolo dei fondi strutturali e di pre-adesione, “in cui trovi riscontro l’impegno politico europeo di sfruttare pienamente le opportunità offerte da tali fondi di promuovere l’inclusione dei rom”.

Un’ultima notazione: vengono registrate presenze di campi nomadi, oltre quello della Favorita, nella nostra città, che andrebbero monitorate soprattutto per quel che riguarda il problema igienico-sanitario e la frequenza dei minori nelle scuole.

Comune di Palermo - Settore Servizi Socioassistenziali
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Newsletter realizzata grazie al progetto “Osservatorio giuridico - legislativo”

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lunedì 5 luglio 2010

7 luglio, Palermo: Presentazione del libro "Difendere la 'razza'. Identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini

FORUM ANTIRAZZISTA PALERMO - LABORATORIO ZETA

Mercoledì 7 luglio 2010, ore 19

Giardino del Laboratorio Zeta - via Arrigo Boito, 7 Palermo

Presentazione libro di Nicoletta Poidimani

"Difendere la 'razza'. Identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini"
Ed. Sensibili alle foglie

Presenta il volume Tommaso Baris, ricercatore di Storia Contemporanea all'Università degli Studi di Palermo

Interverrà l'autrice

ore 19 aperitivo

ore 20 presentazione

Il libro nasce da una ricerca sulla genealogia della mentalità razzista in Italia; un lavoro di tessitura tra la storia dell'impresa coloniale nel Corno d'Africa, i dispositivi dell'immaginario di conquista, le biopolitiche di Mussolini nell'impero e in territorio nazionale.
L'originalità di questa ricerca consiste nell'evidenziare, anche da una prospettiva di genere, il convergere di diversi piani e codici comunicativi, così come di diverse discipline e saperi nella costruzione della "razza italiana".

OGGI, col riattivarsi sulla pelle di donne e uomini migranti, in nome della sicurezza, di vecchi e sperimentati dispositivi razzisti e de-umanizzanti che si formarono proprio nei cinquant'anni dell'esperienza coloniale in Africa; col ripresentarsi nel linguaggio quotidiano di molte parole fascistissime dell'epoca; col riaffacciarsi sempre piu' potente di una concezione della donna e della famiglia di stampo clerico-fascista, CONOSCERE QUESTA PARTE della NOSTRA STORIA è URGENTE e SERVE a COMBATTERE IL NUOVO FASCISMO nelle sue VARIE FORME.



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venerdì 2 luglio 2010

3 luglio-12 settembre, Erice (TP): Mostra fotografica Erice. Una Venere di bellezza


Erice. Una Venere di bellezza
Mostra fotografica di Letterio Pomara
INGRESSO LIBERO


Inaugurazione Sabato 3 luglio 2010 alle 18.00
Polo Umanistico via Vico San Rocco - Erice (TP)

53 immagini in bianco-nero e colore. Erice e le sue bellezze storiche, architettoniche, archeologiche e ambientali. La contemporaneità nei suoi molteplici aspetti socioculturali. La sua gente e alcuni tra i visitatori famosi che negli anni hanno indugiato nella cittadina.

La MOSTRA sarà visitabile sino al 12 Settembre 2010
Orari: 10,00-13,00 - 17,00-20,00 (Luglio e Settembre)
17,00-22,00 (Agosto)

Info: http://www.veneredargento.it


Letterio Pomara
Fotoreporter professionista free lance. Reportage fotogiornalistici a sfondo sociale ed antropologico, i temi della sua fotografia. Ha anche ritratto grandi personaggi della cultura, della scienza, della politica, dello spettacolo, dello sport e della moda tracciandone i loro lati meno pubblici. Anche se per motivi editoriali fotografa a colori, è votato alla convenzionale fotografia in bianco/nero e alla soddisfazione delle sue esigenze estetiche. Per questo realizza le sue mostre in bianco nero, in Italia e all’estero. Sue foto e servizi sono pubblicati sui principali magazine nazionali ed esteri. I suoi servizi e le sue fotografie sono distribuite in esclusiva dall’Agenzia fotogiornalistica SIPA di Parigi. Ha al suo attivo numerose mostre e pubblicazioni fotografiche.


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Test di italiano per i permessi di soggiorno CE per lungo soggiornanti

Comune di Palermo - Settore Servizi Socioassistenziali
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Progetto “ Osservatorio giuridico - legislativo ”

Con decreto ministeriale del 4 giugno 2010 sono state individuate le modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana al cui superamento è subordinato il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, secondo quanto previsto dall’art. 9 comma 2 del Testo Unico sull’immigrazione.

A CHI SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI DEL DECRETO?
A tutti gli stranieri che chiedono il rilascio del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti ed ai loro familiari, ad eccezione dei figli minori di quattordici anni – anche nati fuori dal matrimonio, proprio e del coniuge – e dei cittadini stranieri affetti da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico derivante dall’età, da patologie o da handicap, attestate mediante certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica.

COME SI SVOLGE IL TEST?
Il test di lingua italiana si svolge presso la Prefettura territorialmente competente in base al domicilio del richiedente. La richiesta di partecipazione al test deve essere inviata con modalità informatica e, entro 60 giorni dalla presentazione, il richiedente sarà convocato dalla Prefettura. Nello specifico, il test valuterà la comprensione di brevi testi e la capacità di interazione degli immigrati, in conformità ai parametri adottati dagli Enti di certificazione di cui all’art. 4 del decreto.

E’ OBBLIGATORIA LA MODALITA’ INFORMATICA?
Su richiesta dell’interessato il test potrà essere svolto con modalità non informatiche che avranno identico contenuto, criterio di valutazione e limite temporale adottati per la modalità informatica.

SE IL TEST HA ESITO POSITIVO, COSA ACCADE?
Il risultato della prova sarà comunicato all’interessato e poi inserito a cura della Prefettura nel sistema informativO del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno.

E IN CASO DI ESITO NEGATIVO?
La prova può essere ripetuta facendo una nuova richiesta

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mercoledì 30 giugno 2010

Il razzismo comincia dalle parole "normali": il razzismo "democratico". Intervista a Giuseppe Faso



Cos’è il razzismo democratico?

È quello che spesso non sa di essere tale, anche se è diffuso nella società e incoraggiato dalle istituzioni. Di solito è segnalato dalla frase: “Non sono razzista, ma...”.

Incoraggiato dalle istituzioni?

Sì, c’è un razzismo dei cosiddetti “antirazzisti” che è ancora più grave di quello consapevole - perché spesso tocca a queste persone prendere decisioni sugli stranieri.

Per esempio?

Si fanno delle discriminazioni in base alle appartenenze geografiche che vengono “naturalizzate”.

Cioè trasformate in caratteristiche innate?

Sì. Così nelle scuole si dice di un bimbo: “Non va bene a matematica nonostante sia cinese”. Come se nell’essenza delle persone di origine cinese ci fosse una predisposizione alla matematica e una difficoltà a imparare l’italiano. È il caso più ingenuo: ce ne sono di cruenti.

Cruenti?

Dopo due stupri, a Roma, l’allora sindaco Walter Veltroni, del Pd, disse: “La matrice è la stessa”. Parlava del fatto che in due episodi c’erano sospettati romeni (diversi) e faceva risalire alla comune origine romena il delitto. Questo è razzismo.

Intende il fatto di ragionare per categorie e non per individui?

Tendiamo spesso a pensare per categorie anche quando non ci sono: esperimenti psicologici hanno dimostrato che se dici a una persona che appartiene a un determinato gruppo, questa trova elementi in comune con gli altri appartenenti ad esso - anche se il gruppo è stato estratto a sorte. Il problema è che chi interviene nel dibattito pubblico non tiene conto di queste tendenze.

Con chi ce l’ha?

Con politici, giornalisti, commentatori: dovrebbero avere un surplus di responsabilità, perché condizionano il modo in cui pensano gli altri. E sono tanto più pericolosi quanto più sono democratici.

Perché?

È più facile difendersi da uno che dice “cacciamoli via”, che da chi dice “bisogna combattere i pregiudizi razziali, ma nel rispetto delle leggi”, come scrisse l’attuale governatore della Toscana in campagna elettorale. Cosa c’entra? Mettere in connessione le due cose significa dare per scontato che se hai a che fare con stranieri, ci sono persone che violano la legge. È subdolo: fa passare i contenuti di discriminazione in un discorso che sembra neutro.

Lei critica anche il modo in cui vengono gestite le consulte degli stranieri...

Non tutte: critico quelle in cui si fa votare gli stranieri per provenienza. Nel momento in cui si decide di dare voce - simbolicamente, perché non hanno potere decisionale - agli immigrati, si fanno esprimere a gruppi: gli asiatici, gli africani, i sudamericani. Questo è tribalismo: nostro, non degli immigrati.

Cioè?

Si antepone la provenienza geografica al diritto di scelta individuale. Come se gli stranieri fossero organizzati in tribù, come se gli indiani, solo perché stanno in Asia, pensassero uguale ai cinesi. E i cinesi ricchi come quelli poveri. Vuol dire che cresce la tendenza a far dipendere le posizioni personali da quelle delle comunità: stiamo diventando più conformisti. È evidente nelle parole.

Che c’entrano le parole?

Tacito diceva: “Quando vogliamo far accettare un atto degno di biasimo, cambiamo le parole”. Anche noi ci siamo visti cambiare le parole, con nuovi significati positivi o negativi. Prima nessuno diceva “badante”. Da quando Umberto Bossi e la Lega sono andati in tv a parlare di badanti, lo diciamo tutti.

Qual è la parola che secondo lei meglio racchiude il “razzismo democratico”?

“Degrado”. Le misure “anti-degrado”, oggi, sono quelle contro writer, lavavetri, prostitute, mendicanti, rom, per garantire la “sicurezza” dei cittadini. Fino agli anni ‘80 però il degrado era solo quello dei muri e delle case a rischio crollo: il significato originario, da dizionario, del termine.

E dove sta il razzismo, qui?

Lo spostamento di senso ha diffuso la paura nei confronti degli immigrati: attribuisce loro un senso di minaccia. È passata l’idea che la mia incolumità è a rischio se qualcuno scrive sui muri o si prostituisce. E che i sindaci di questo debbano occuparsi.

Un altro termine che lei non ama è “disperati”.

Gli immigrati che arrivano sulle navi non sono disperati. Sono pieni di speranza: hanno progetti, voglia di migliorare la loro vita. George Orwell, in 1984, scriveva che un regime autoritario passa anche attraverso la sostituzione del vecchio linguaggio con una nuova lingua. Che toglie umanità a determinate categorie di persone e ci impedisce di essere solidali con loro.

Che conseguenze ha tutto questo sui ragazzini italiani figli di immigrati?

Una signora romena mi ha raccontato, che dopo l’ennensimo “allarme romeni” suo figlio non voleva più andare a scuola: i compagni continuavano a dire che i romeni sono tutti delinquenti. Il risultato è che i ragazzi di seconda generazione sono costretti ad abbandonare la loro identità per farsi accettare. A cancellare la memoria dei loro genitori.

Elena Tebano elena.tebano@rcs.it

29 giugno 2010

Fonte: city.corriere.it e www.facebook.com/notes/cristina-sebastiani/intervista-a-giuseppe-faso-autore-di-lessico-del-razzismo-democratico/404378550950

***
Giuseppe Faso è insegnante di italiano e latino al liceo, pugliese emigrato in Toscana, collabora con l'associazione Africa Insieme, è fondatore della Rete Antirazzista e dirige il Centro Interculturale Empolese-Valdelsa. "Lessico nel razzismo democratico" Ed. Derive e Approdi, esce nel 2008 in prima edizione e nel 2010 in seconda edizione.


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Accordo di integrazione: ecco alcune indicazioni per capire se si ha il livello A2 richiesto

A tutti gli immigrati verrà presto chiesto un livello A2. Il test per capire se lo avete già raggiunto

Roma – 29 giugno 2010 – Per gli stranieri che non parlano italiano diventerà sempre più difficile rimanere regolarmente in Italia. La conoscenza della lingua è prevista dall’accordo di integrazione che dovrà essere firmato da tutti i nuovi arrivati, ma è anche tra i requisiti per la carta di soggiorno e compare nelle varie proposte di riforma della cittadinanza.

In tutti i casi non si chiede una padronanza da accademico della Crusca, ma un livello A2, standard europeo abbastanza elementare che probabilmente molti hanno già raggiunto. Qui si seguito pubblichiamo un piccolo test di autovalutazione ricavato dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: se rispondete sempre sì, il vostro italiano è sufficiente.

Ascolto. Riesci a capire espressioni e parole di uso frequente su ciò che ti riguarda (informazioni su di te, sulla tua famiglia, gli acquisti, l’ambiente circostante e il lavoro)? Riesci ad afferrare l’essenziale di messaggi e annunci brevi, semplici e chiari?

Lettura. Riesci a leggere testi molto brevi e semplici e a trovare informazioni specifiche e prevedibili in materiale di uso quotidiano come pubblicità, programmi, menù e orari? Riesci a capire lettere personali semplici e brevi?

Conversazioni. Riesci a comunicare affrontando compiti semplici e di routine che richiedano solo uno scambio semplice e diretto di informazioni su argomenti e attività consuete? Riesci a partecipare a brevi conversazioni, anche se di solito non capisci abbastanza per riuscire a sostenere la conversazione?

Produzione orale. Riesci ad usare una serie di espressioni e frasi per descrivere con parole semplici la tua famiglia ed altre persone, le tue condizioni di vita, la carriera scolastica e il tuo lavoro attuale o il più recente?

Produzione scritta. Riesci a prendere semplici appunti e a scrivere brevi messaggi su argomenti riguardanti bisogni immediati? Riesci a scrivere una lettera personale molto semplice, per esempio per ringraziare qualcuno?

Elvio Pasca


____________________

Esempio di prova d'esame del livello A2 - Modulo Adulti della CILS (Certificazione di Italiano come Lingua Straniera) dell'Università per Stranieri di Siena. L'esame può essere sostenuto presso la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo.



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martedì 29 giugno 2010

10-17 luglio, Cecina (Livorno): Meeting Internazionale Antirazzista. Anche da Palermo una delegazione ARCI

MEETING INTERNAZIONALE ANTIRAZZISTA

10 -17 Luglio - Marina di Cecina (Livorno)

organizzato da Arci Toscana e dalla Regione Toscana

con la partecipaizone, tra gli altri, di

Stefano Benni, Ascanio Celestini, Dario Vergassola, Giobbe Covatta, Casa del Vento, Bobo Rondelli, Rossana Campo, Jonathan Coe

Inoltre università sul diritto d'asilo, università estiva antirazzista, laboratori, assemblee, seminari, workshop, concerti, proiezioni e tanto altro.

Il programma provvisorio della manifestazione è scaricabile qui

Info su costi e prenotazioni: http://www.meeting.arcitoscana.it/

Una delegazione dell'Arci di Palermo si sta organizzando per partire.

Per informazioni, contattate Costanza Chirivino: cochirivino@hotmail.it

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3 luglio, Palermo: Galleria S.A.C.S. Sportello per l'arte contemporanea della Sicilia

Riso, museo d'arte contemporanea della Sicilia

presenta

Galleria S.A.C.S.
Sportello per l'arte contemporanea della Sicilia

opening sabato 3 luglio 2010 ore 19

La Galleria S.A.C.S sarà inaugurata con una video installazione di Gabriella Ciancimino "If iu fil homsik, tink in Dailect: RITRATTO IN NERO DI SEPPIA"

A seguire Massimo Minini presenta il libro "Pizzini/Sentences" edito da Mousse Publishing.

Al termine aperitivo offerto da Orestiadi Vini.

Riso, museo d'arte della Sicilia
Palazzo Riso
Corso Vittorio Emanuele 365
sacs@palazzoriso.it
091.320532 int.23

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29 giugno, Palermo: Doppia presentazione Community di Addiopizzo e Volume "Da Addiopizzo a LiberoFuturo"

Martedì 29 giugno alle ore 18.30, presso il Kursaal Kalhesa (corso Umberto I, Palermo), siete invitati a un aperitivo pizzo-free per una doppia presentazione...

La Community di Addiopizzo
Addiopizzo Community è un'associazione culturale figlia del Comitato Addiopizzo che si propone di mettere in relazione tutte le realtà sociali sparse sull'intero territorio nazionale, favorendo la nascita di una vera e propria community, dando voce, grazie alle nuove tecnologie, a una generazione giovane ma pronta ad assumersi le responsabilità, sognatrice ma attiva e concreta, combattiva ma piena di gioiosa vitalità. L'obiettivo è quello di dar voce all'Altra Italia, quella spesso lontana dai media, ma che lavora dal basso, quotidianamente, per un Paese migliore.

Per maggiori informazioni, clicca qui

l volume di Fausto Gristina e Cinzia Ferrara
Da Addiopizzo a LiberoFuturo
Fausto Gristina e Cinzia Ferrara, entrambi grafici e docenti di comunicazione visiva, ricostruiscono il percorso di crescita del Comitato Addiopizzo sino alla nascita di LiberoFuturo, prima associazione antiracket palermitana, attraverso lo scorrere di alcuni dei lavori realizzati per promuovere le azioni delle due associazioni.

Per maggiori informazioni, clicca qui

Non mancate!

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venerdì 25 giugno 2010

L'italia vista dai bambini immigrati. Intervista a Giuseppe Caliceti sul suo libro Italiani, per esempio

"Quanti alunni stranieri avrò conosciuto in questi venticinque anni di scuola? Duecento? Quattrocento? Di più? Non so, ma ho sempre cercato di accogliere tutti e di ascoltarli con attenzione, clandestini compresi. Ho cercato di rispettare i loro silenzi finché, in modo inaspettato, è scattata in loro la voglia di raccontarsi e rileggere, a volte anche in modo fantastico, la propria esperienza. Hanno aiutato me e tanti alunni italiani a guardare con occhi nuovi al complesso fenomeno dell’immigrazione e ai problemi a esso connessi, mettendo spesso in discussione le nostre presunte superiorità e certezze."



Giuseppe Caliceti

Giuseppe Caliceti insegna nelle scuole elementari di Reggio Emilia. In Italiani per esempio ha raccolto le storie, le riflessioni, le confidenze di alunni non italiani incontrati negli ultimi vent'anni di scuola. Ne viene fuori un ritratto inedito dell'Italia di oggi e degli italiani.


Qui di seguito proponiamo una serie di definizioni - tratte dal libro - che i bambini immigrati hanno dato ad alcune parole-chiave del nostro mondo.

Abbronzato
Non è vero che io in estate non mi sdraio e non prendo il sole, anche io prendo il sole. Anche se sono già con la pelle nera, io lo voglio prendere e infatti lo prendo. Anche mia madre, anche mio padre, ma non in Italia, in Africa. Infatti in Italia mio padre non ha tempo perché deve sempre lavorare. In Africa però lo prendeva e infatti era più nero di adesso. Era abbronzato. In Italia invece lui ha la pelle meno nera.
(Tamu, 10 anni, Burkina Faso)

Albanesi
Gli italiani sono un po’ più scuri rispetto ai polacchi, agli svizzeri. Sono bassi, simpatici, allegri, sempre alla moda. Gli italiani assomigliano agli albanesi. (Vera, 9 anni, Albania)

Arroganti
Certe volte degli italiani, non dico tutti, sono un pochino arroganti. Cioè si sentono superiori, vogliono avere sempre ragione, si sentono i padroni del mondo solo perché i loro parenti sono italiani.
(Dinkar, 11 anni, Sri Lanka)

Chiesa
In Italia c’è libertà di religione ma quasi tutti vanno a pregare in chiesa.
(Samir, 11 anni, Marocco)

Contaminato
Quando un bambino nasce la madre trasmette i colori: se lei ha la pelle nera nasci nero, se lei ha la pelle bianca nasci bianco, se invece la mamma ha la pelle nera e il padre la pelle bianca nasci contaminato, ma non vuol dire essere inferiore, perché tutti siamo uguali.
(Omar, 9 anni, Marocco)

Democrazia
Democrazia è quando si sente alla tv che si picchiano per la democrazia.
(Sheela, 9 anni, Sri Lanka)

Dittatura
La dittatura sono delle persone che lavorano tutte in una ditta.
(Sheela, 9 anni, Sri Lanka)

Euro
È una marca di soldi tutti uguali che ogni cento anni cambia nome, per esempio in Italia prima di un euro c’erano i dollari.
(Samir, 9 anni, Marocco)

Giornali
Un mio amico italiano di questa scuola, che non dico il nome, lui dice sempre che lui non va mai ai ristoranti cinesi perché i cinesi mangiano i gatti. Io dico che non è vero e lui dice che a lui lo ha detto sua mamma, perché sua mamma aveva letto sopra un giornale italiano e sopra quel giornale c’era scritto così. Io non so proprio che giornali ci sono in Italia!
(Tong, 10 anni, Cina)

GrandeFratello
In Italia tanta gente guarda un programma della tv dove ci sono dei ragazzi e delle ragazze che sono chiusi in una casa per tanto tempo e mangiano e dormono insieme e si innamorano. È come una prigione, però tutti li guardano.
(Sheela, 10 anni, Sri Lanka)

Immigrati 1
Io sono nata in Italia, a Montecchio, però mia mamma e mio papà sono albanesi e anche io allora sono albanese. Io ho fatto l’asilo qui, la scuola qui. Io vorrei chiedere al maestro due cose. La prima cosa è questa: io sono italiana o albanese o tutti e due? La seconda: ma io sono immigrata o no?(Vera, 11 anni, Albania)

Italia Politica
In Italia ci sono due re: un re è Berlusconi, l’altro re è il Papa. Berlusconi comanda l’Italia, il Papa comanda gli italiani.
(Lili, 9 anni, Cina)

Lega Nord
Loro sono persone italiane che il capo è un italiano. Lui alla tv parla un po’ male perché è malato, ha la faccia storta. Loro vogliono mandare via dall’Italia tutti gli uomini, le donne e i bambini non italiani. Oppure anche quelli come me che sono nata in Italia ma i miei genitori e dei miei fratelli e sorelle grandi no. Loro sono contro tutti tranne loro. Loro si chiamano Lega Nord e sono contro il Sud, l’Ovest e l’Est.
(Naima, 11 anni, Marocco)

Mangiare
Un’altra differenza è il mangiare. Buddha dice: “Non mangiare mucca!”. Allah dice: “Non mangiare maiale!”. Gesù invece dice: “Mangia tutto!”.
(Amir, 11 anni, Marocco)

Montone
In Marocco in gennaio c’è la festa del montone, invece in Italia non mi sembra che si festeggia nessun animale. Perché? Non vi piace nessun animale?(Naima, 7 anni, Marocco)

Più
Secondo me in Italia le donne lavorano di più dei mariti. Come in Africa.
(Ada, 6 anni, Camerun)

Razzismo
In alcuni paesi dell’Italia secondo me ci sono le strade un po’ sporche, poi c’è anche un po’ di razzismo: lo sporco nei paesi più poveri, il razzismo nei paesi più ricchi.
(Damian, 10 anni, Romania)

Razzista
Io voglio dire al maestro che non voglio stare col banco vicino a lui tutto il mese perché io ho i miei amici preferiti. Io lo so che noi dobbiamo abituarci a stare con tutti, ma io posso avere le mie preferenze, no? Oppure non le posso avere? Non posso avere neanche un migliore amico? Io preferisco non stare col banco vicino a lui non perché è cinese, ma perché ci sono già stato tutto il mese scorso e lui sputa, calcia, mi fa cadere le matite, mi dà i pizzicotti. Anche se lui era italiano io non ci volevo stare. Poi io sono tunisino anche io, perciò in Italia posso essere razzista se lui è cinese? Non credo, perché siamo tutti e due stranieri.
(Alì, 10 anni, Tunisia)

Vicino
Qui in Italia gli italiani sono molti, ma vicino a casa mia non ne vedo nessuno.(Iruwa, 6 anni, Costa d’Avorio)

Yak
Lo yak è un animale asiatico che può essere alto circa 6000 metri. Però si chiama così anche una barca molto grande per i ricchi.
(Kuma, 10 anni, Senegal)

Zucca
Io non capisco bene perché tanti bambini italiani prendono una zucca per Halloween se Halloween è una festa americana e non italiana. Allora perché non fanno anche la festa del Ramadan? Solo Halloween? Solo perché a scuola noi impariamo inglese?
(Milena, 10 anni, Albania)

Ascolta l'intervista a Giuseppe Caliceti sul sito di Feltrinelli

Fonte: Feltrinellieditore.it

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giovedì 24 giugno 2010

25-27 giugno, Palermo: Le Comunità immigrate a Palermo. Rassegna interculturale dei Colori e dei Sapori



Da venerdì 25 a domenica 27 giugno a Palazzo Mirto, a Palermo

Tre giorni dedicati ai sapori ed ai colori delle comunità immigrate residenti a Palermo. Da venerdì 25 a domenica 27 giugno, Palazzo Mirto ospiterà una rassegna interculturale che avrà per protagonisti i piatti tipici, le danze, le musiche ed i costumi degli stranieri che hanno scelto di vivere nel capoluogo siciliano.
La manifestazione intende mettere in risalto il tema dell’incontro delle culture che la città ha, ora snobbato, ora affidato alla sola attività dei soggetti operanti del Terzo settore.
Il cibo, la musica e l’arte sono stati scelti, dunque, per il loro potere attrattivo e aggregativo, quali linguaggi capaci di superare differenze e diffidenze tra comunità straniere e comunità locale.

La rassegna si aprirà venerdì 25 giugno, alle ore 18.30. Alle 18.45 verrà inaugurata la mostra fotografica “Colori in rete”, curata dal Ciss e dalle stesse comunità immigrate. La serata si concluderà con un cocktail.

La giornata di sabato 26 giugno si aprirà alle ore 18.15 con l’intervento dei mediatori culturali e delle associazioni del Terzo settore. Quindi, andrà in scena il recital “Contaminazioni e poesia” e si proseguirà con la rassegna video sui temi dell’intercultura, curata del Ciss. Infine, si darà spazio alla degustazione dei sapori tipici del Mediterraneo.

La giornata conclusiva, domenica 27 giugno, sarà dedicata alle danze, ai colori ed ai suoni delle varie etnie presenti alla rassegna ed alla degustazione dei piatti tipici preparati dalle comunità immigrate.

La manifestazione è promossa dall’Associazione culturale “Sociale News”, dal quotidiano online Medeu.it, dal blog Forza Palermo ed dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali. L’evento, inoltre, è realizzato in collaborazione con C.I.S.S. (Cooperazione Internazionale Sud Sud) e Ce.S.I.E. (Centro Studi e Iniziative Europeo), con il Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni del Comune di Palermo, con l’Associazione “ViaRoma” e con il Movimento “Per Palermo”. In fase di ideazione, oltre al contributo di associazioni, dei movimenti civici e di alcuni imprenditori palermitani, il progetto ha visto l’adesione e l’impegno dell’assessore regionale ai Beni Culturali, Gaetano Armao, e del consigliere comunale di Palermo, Elio Ficarra, i quali hanno voluto condividere il progetto, riconoscendovi elementi indispensabili e utili per avviare un percorso di conoscenza e di reciprocità tra le culture che vivono e lavorano in città.

Alla manifestazione hanno aderito le seguenti comunità:

Mauritius, Tamil, Eritrea, Senegal, Tunisia, Costa d'Avorio e Nigeria

Programma della Manifestazione


Venerdì 25 Giugno Ore 18,30 – ore 21,00 - Palazzo Mirto

h.18,30 Inaugurazione ed apertura della manifestazione
h. 18,45 Mostra Fotografica “Colori in rete”
(a cura del C.I.S.S. e delle comunità)
h.20,00 Cocktail

Sabato 26 Giugno Ore 18,15 – ore 21,00 - Palazzo Mirto

h. 18,15 La mediazione culturale: interventi delle associazioni
h. 18,45 Letteratura interculturale:
Recital “Contaminazioni e poesia”
h. 19,30 Rassegna video sui temi dell’intercultura
(a cura del CISS)
h. 20,15 Degustazione: Sapori dolci del Mediterraneo

Domenica 27 Giugno Ore 18,30 – ore 22,00 - Palazzo Mirto

h.18,30-19,30 Suoni, danze e colori multietnici
h.19,30 -21,30 Degustazione piatti tipici delle comunità immigrate di Palermo

Fonte: Medeu.it

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