Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

sabato 17 settembre 2011

25 settembre, Perugia-Assisi: Amnesty International alla Marcia per la pace

1500 MORTI NEL MEDITERRANEO. EUROPA DOVE SEI?

 
Amnesty International parteciperà alla 50esima edizione della Marcia per la pace Perugia-Assisi del 25 settembre per denunciare le violazioni dei diritti umani dei migranti.

Dall’inizio della crisi in Nord Africa e Medio Oriente si stima che siano almeno 1500 le persone morte nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. UN NUMERO INACCETTABILE.

Durante la marcia vogliamo ricordare ognuna di queste vittime, sfilando in 1500 con indosso una maschera bianca, per simboleggiare l’enormità e la gravità dell’accaduto.

Per farlo abbiamo bisogno di 1500 persone che vogliano esprimere insieme a noi la loro indignazione, e chiedere all’Europa di garantire un accesso sicuro per le persone in fuga.

Per aderire scrivi subito ad action@amnesty.it

Ci vediamo a Perugia.
firma
Fabio Ciconte
Direttore Ufficio Attivismo
Amnesty International - Sezione Italiana


venerdì 16 settembre 2011

Grenoble, Francia: Chiude l'Istituto Italiano di Cultura di Grenoble

Cari amici ed amiche,
 
Qualche mese fa avete firmato la petizione contro il progetto di chiusura dell'Istituto Italiano di Cultura di Grenoble. Alcuni e alcune di voi, oltre alla firma, hanno voluto aggiungere dei brevi commenti, per esprimere l'importanza del vostro legame all'Istituto. In molti avete partecipato alle diverse iniziative che abbiamo organizzato nella primavera scorsa e questa larga solidarietà è stata per coloro che lavorano all'Istituto la piu' emozionante e bella ricompensa per il proprio lavoro.

Purtroppo i nostri sforzi non hanno prodotto il risultato sperato. L'Istituto di Grenoble chiuderà alla fine di questo mese. Lo annunciamo, certo, con tristezza e rammarico. La comunità italiana di Grenoble e la città intera non meritavano questa dolorosa scomparsa. L'assenza dell'Istituto determinerà un vuoto grave nella vita culturale e associativa della nostra comunità. Al contempo, pero', proprio la vostra solidarietà ci fa dire che innanzi tutto rimarrà una memoria preziosa della sua presenza e della sua attività e che questa memoria sarà la base sulla quale costruire nuove iniziative per continuare a diffondere e a far conoscere la cultura italiana.

E' questo l'impegno che vogliamo prendere con voi tutti e tutte. Ma questo lavoro necessiterà, ancora una volta, del vostro impegno e del vostro sostegno. Per adesso vogliamo ringraziarvi con tutte le nostre forze e ribadire come e quanto il vostro sostegno sia stato importante per tutti noi in questi mesi cosi difficili.

Nous vous invitons samedi 24 septembre à partir de 15h00 pour nous aider à fermer les portes dans la bonne humeur.
Musique et chants seront au rendez-vousVos contributions gastronomiques et autres boissons sont les bienvenus

Un grand merci à tous.
Giuseppina Grasso et Christian Sorrentino
administration.iicgrenoble@esteri.it
 
 

"L'Italia sono anch'io": la rivoluzione della cittadinanza. Sta per diventare realtà il progetto "L'Italia sono anch'io" che punta alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia


Foto di Italiano chi nasce in Italia da un almeno un genitore con il permesso di soggiorno da un anno, e possibilità di diventare italiano a 18 anni per i bambini nati in Italia da genitori senza documenti o nati all’estero ed entrati qui entro il decimo anno di età. Punta al passaggio allo ius soli (si prende la cittadinanza del Paese in cui si nasce) la proposta contenuta nell'iniziativa popolare “L’Italia sono anch’io”, che è stata depositata in Cassazione per il controllo delle firme.


Attualmente la legge italiana non fa alcuna distinzione tra i minori non nati qui, ma che nel nostro Paese hanno passato gran parte della loro vita e che magari hanno frequentato le nostre scuole, e gli immigrati adulti. In sostanza sono stranieri punto e basta. Per stare in Italia devono avere il permesso di soggiorno e a 18 anni, se vogliono la cittadinanza, devono dimostrare 10 anni di residenza regolare ininterrotta, con lavoro o studio regolari, come tutti gli altri stranieri.


La proposta di legge di iniziativa popolare "L'Italia sono anch'io" finalmente distingue le due situazioni e riconosce un diritto per i minori che crescono e vivono qui: i bambini, nati in Italia da genitori senza documenti, o entrati in Italia entro i 10 anni di età, e che vi abbiano soggiornato legalmente, possono diventare italiani con la maggiore età se ne fanno richiesta entro due anni. Di più. Su richiesta dei genitori, diventano cittadini italiani i minori che hanno frequentato almeno un ciclo della nostra scuola.


E'previsto anche il dimezzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza per gli stranieri: sarà sufficiente dimostrare una permanenza legale di 5 anni, e non più di 10 anni come previsto attualmente.


Un’altra importante novità è quella della competenza dei sindaci nella procedura di attribuzione della cittadinanza.


L'iniziativa "L'Italia sono anch'io" prevede anche il diritto di voto in città, province e regioni per gli stranieri in possesso di titolo di soggiorno da 5 anni
.

di Francesco Bianco (14 settembre 2011)

Fonte: MixaMag

Milano: Via Paravia, giù le mani dalla scuola!

Istituto preziosissimo per l'integrazione tra italiani e figli degli immigrati,
ma il provveditorato la vuole chiudere,
perché supera il tetto del 30%

Foto di Via Paravia: giù le mani dalla scuola!
La vicenda della scuola elementare Radice, in via Paravia 83, pare non abbia fine. Nonostante sia uno degli esempi di eccellenza didattica, la sua anima multietnica non sembra in sintonia con il decreto Gelmini – 83 nuovi iscritti non italiani su 96 alla prima classe: supera la soglia del 30% di stranieri – e l’Ufficio scolastico provinciale ha deciso per la soppressione della prima elementare, dando così il via alla morte della scuola.

Insegnati, genitori, alunni non ci stanno: non solo è la scuola del quartiere, ma da anni offre ben 18 progetti scolastici mirati all’integrazione degli alunni. C’è un laboratorio linguistico di italiano, c’è un prezioso supporto didattico in orario extrascolastico, poi ancora corsi di musica, di educazione civica, di lingue straniere: un luogo quindi che prepara con livelli di eccellenza gli italiani di domani, siano o no figli di italiani. Da non dimenticare il primo premio vinto dalla biblioteca della scuola per le buone pratiche di lettura, assegnato addirittura dall’ufficio scolastico regionale. 

I genitori, gli insegnanti e gli alunni non si danno per vinti e - dopo aver raccolto le lettere dei bambini, le firme degli abitanti del quartiere, organizzato presidi e manifestazioni - hanno fatto causa per discriminazione contro il ministro Gelmini e l’Ufficio scolastico. 

Il 14 settembre c’è stato il primo round. Per la scuola di via Paravia si è mosso anche il comitato italiano per l’Unicef: “La maggior parte degli alunni di origine straniera iscritti alla prima classe della Lombardo Radice è nato in Italia e ha dimestichezza con la lingua italiana. Anche alla luce di questi episodi risulta quindi urgente un ripensamento dell'attuale normativa in materia di acquisizione della cittadinanza”.

Dei nuovi iscritti, infatti, meno di 10 hanno problemi con la lingua italiana: la stragrande maggioranza dei bimbi ha frequentato la scuola materna ed è ben inserita nel tessuto sociale del quartiere. Tutto questo pare non interessare ai piani alti dell’amministrazione scolastica: il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosso rilascia interviste a mezzo stampa per difendere strenuamente la scelta di sopprimere la prima elementare della Lombardo Radice. 

Secondo il dottor Colosso la legge è ‘dalla sua’ e non ha intenzione di tornare indietro: non sarebbe un problema di conoscenza o meno dell’italiano, ma una questione di mancato scambio culturale tra bambini e famiglie (!). In attesa che la causa intentata dai genitori di via Paravia faccia il suo corso, la Storia fa inesorabilmente il suo: viviamo in una società multietnica destinata ad esserlo sempre di più, decreto Gelmini o meno.
di Angiola Bellu (14 settembre 2011)


Fonte: MixaMag

Terraferma Italia

Incontro con Emanuele Crialese, regista del film vincitore del premio della Giuria a Venezia: "Siamo di fronte a un nuovo Olocausto"

Immagine relativa a Terraferma Italia
Gli italiani hanno paura dello straniero forse perché si sentono protetti dalla propria identità

C'è stata grande festa a Lampedusa per la vittoria al Festival di Venezia del film di Emanuele Crialese "Terraferma", pellicola che parla degli sbarchi di africani in Sicilia. Ma non solo. La terra ferma è cercata sì dagli immigrati con le barche alla deriva, ma anche dai pescatori travolti dalla modernità, dalle madri che vorrebbero rifarsi una vita, dalle nuove generazioni indecise tra le leggi del cuore e quelle dello stato. 

Il film è stato girato a Linosa, anche se per scelta del regista non è mai stata nominata, perché è una storia che potrebbe accadere ovunque. E' la storia delle difficoltà di una famiglia di pescatori - Ernesto (Mimmo Cuticchio), il figlio Nino (Beppe Fiorello), la nuora Giulietta (Donatella Finocchiaro) e il nipote Filippo (Filippo Pucillo) - e di tre migranti - la madre (Timniti, che non è un'attrice ma la vera sopravvissuta di una traversata dall'Africa a Lampedusa, in cui ha visto morire 72 compagni di viaggio) e i suoi due bambini, miracolosamente scampati al naufragio in mare. Un incontro che segnerà il destino di entrambi.

"Stiamo attraversando un momento di profonda confusione morale - commenta il regista romano, di origini siciliane -. La risposta dello stato al problema dell'immigrazione è totalmente inadeguata. Anche i media, che ci bombardano di notizie e imbrigliano la realtà nella rete del linguaggio, hanno gravi responsabilità. Siamo tra i pochi Paesi europei ad avere adottato in materia d'immigrazione una legislazione improntata alla paura e alla chiusura. Dovremmo aprirci alla contaminazione. E invece siamo vecchi".

"Gli italiani hanno paura dello straniero - ha spiegato il regista - forse perché si sentono protetti dalla propria identità. L'Italia ha bisogno di contaminazione. Ci sono Paesi sviluppati grazie alla contaminazione. Siamo davanti ad un nuovo Olocausto. Diamo clandestinità a questo fenomeno: arrivano queste persone e li trattiamo da fuorilegge, chiudendoli nei centri di accoglienza come criminali. Lasciar morire la gente in mezzo al mare è un segno di inciviltà ma responsabili sono anche i mass media che parlano di questo in modo falsato".

"La cronaca era solo il punto di partenza - racconta Crialese -. Sapevamo di doverla rielaborare e di doverci affrancare dai canoni della fiction televisiva". "Non faccio film a tesi, non mi verrebbero bene - sottolinea il regista -. Racconto storie ponendomi delle domande. Potessi scegliere il mio pubblico ideale, avrebbe sette anni. Ho cercato di fare qualcosa di estremamente semplice, che potesse arrivare a tutti".

"Conosco molti pescatori che si son visti sequestrare le barche con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina - spiega Crialese - Avevano solo soccorso della gente in mare". Amaro il suo giudizio sugli italiani: "A volte non so chi sono, cosa pensano. Se attorno alla famiglia di Ernesto ci fosse una comunità, la sua barca saprebbe qual è la rotta per la terraferma".

Su Timniti dice:"La guardi e capisci che ha passato l'inferno. Nello stesso tempo sa trasmettere una grande serenità. Ha una dignità che sa nascondere il dolore. Non ha voluto parlare di quello che è successo, così abbiamo deciso di reinventare insieme la sua storia. E quando dicevo qualcosa di sbagliato, mi correggeva". "La sua foto l'ho vista su un giornale. La cronaca di uno dei tanti barconi della disperazione. Tre settimane alla deriva, 70 persone a bordo. Tutti morti, tranne cinque. Tra questi una sola donna. Lei. Il suo volto mi si imprime dentro. Voglio vederla con i miei occhi questa donna che ha traversato il mare, ha rischiato la vita per riscrivere la sua storia"

di Francesco Bianco 

Fonte: MixaMag


 

martedì 13 settembre 2011

Campagna per la Somalia: Il Poco che può Salvare Tanti


Federazione Associazioni
Comunità Immigrati

                                                                                                               
Palermo, 12 Settembre 2011 - Comunicato stampa

CAMPAGNA PER LA SOMALIA
IL POCO CHE PUO' SALVARE TANTI
               
Esodi di dimensioni bibliche, vite umane perse giornalmente, alcune statistiche parlano di 20 bambini al giorno che muoiono per mal nutrimento . La Somalia, un paese del cosiddetto corno d'Africa,  sotto la stretta della carenza di generi alimentari da una parte, e di carestia e siccità dall’altra parte, condizione nella quale vivono oramai da una decina di anni.

                Gli interventi umanitari sono pochissimi, scarsa anche la presenza di organizzazioni umanitarie operanti in quella zona.

                L'ARCA “Federazione delle Associazioni e delle Comunità Immigrate” in collaborazione con le comunità immigrate a Palermo, crede sia doveroso un impegno che vede coinvolti individui, associazioni, organizzazioni, partiti, ma anche la stampa per fare fronte alla tragedia che si sta consumando nel vecchio continente, le cui vittime sono per la maggior parte i bambini, e pertanto rivolge un caloroso appello a tutti per aderire all'iniziativa di raccolta fondi per sostenere la popolazione somala intitolata “IL POCO CHE PUO' SALVARE TANTI”.

                In varie parti del mondo, questa campagna, già partita da diverso tempo, è particolarmente attiva. in tal senso, anche Islamic Relief (IR) in Somalia promuove campagne alimentari, Ramadan e Qurbani, dal 1996. Dal 2006 nella regione del Puntland è operativo un ufficio che porta avanti progetti nei settori dell’acqua, della sanità e dell’educazione per le comunità pastorali e gli sfollati, vittime di conflitti o catastrofi naturali, e sono presenti in questi giorni in una missione straordinaria anche con una troupe televisiva egiziana.

                L'Arca ha già distribuito in vari punti della città, contando anche sulla sensibilità delle comunità immigrate, diversi contenitori in cui possono essere raccolte le offerte. Di seguito un allegato  con un elenco provvisorio dei punti di raccolta, ma attendiamo altri suggerimenti per estendere ancora meglio sul territorio palermitano le offerte.

                Inoltre, avendo già ricevuto la disponibilità di alcuni artisti locali a partecipare ad una serata, domenica 18 settembre a Villa Filippina, il cui ricavato sarà interamente devoluto all'iniziativa, facciamo appello a tutti, individui, associati, organizzazioni, partiti, stampa, ecc., per dare ciascuno ogni contributo capace di migliorare i risultati dell'iniziativa stessa.

                Al momento l'unico mezzo di comunicazione che possiamo utilizzare è il social network “Facebook” all'indirizzo :https://www.facebook.com/pages/IL-POCO-CHE-PUO-SALVARE-TANTI/235872373122588 e le mail come la presente, ma sabato prossimo all’aula Rostagno del Comune di Palermo, lanceremo l’iniziativa con una conferenza stampa alla quale parteciperà una parte degli artisti che hanno aderito.

                Fra i vari gruppi artistici, hanno aderito finora Le Cozze, Matilde Politi, Said Benmsafer  ma altri ancora si stanno aggiungendo.

                Con la certezza che Palermo non farà mancare il suo vitale contributo, anche sul numero di c/c con donazioni da utilizzare per i versamenti : IT 66L 02008 04650 000101460329, presso UNICREDIT,  filiale di Palermo, V. Vittorio Emanuele (28602) indicando nella causale “IL POCO CHE PUÒ SALVARE”, rinnovo l'appello di contribuire con ogni mezzo, anticipatamente a buon rendere.

                Inoltre, ogni contributo utile sarà gradito alla riunione organizzativa che avrà luogo giovedì pomeriggio alle ore 17,30 nella sede dell'arca in Via Porta di Castro 171.

Il Presidente dell'Arca
Federazione delle Associazione e delle Comunità Immigrate
Zaher DARWISH
federazione.larca@gmail.com
 


domenica 11 settembre 2011

26 settembre, Mondello Valdesi (PA): Musiche senegalesi del gruppo Lilly con Matilde Politi & Doudou Diouf per l'inaugurazione del Centro Studi Avventure nel Mondo

Il CENTRO STUDI AVVENTURE NEL MONDO di Palermo
organizza per amici di Avventure nel Mondo ed appassionati di viaggi incontri
con video proiezioni e commenti, con ingresso gratuito, e distribuzione del giornalino
presso la sede dell’ HOTEL CONCHIGLIA D’ORO Via Cloe, 9 (angolo Via Galatea)
PALERMO MONDELLO
proiezioni che si svolgeranno ogni penultimo giovedì del mese alle ore 21.15.
Sono molto graditi simpatizzanti con le loro personali proposte di viaggio.

Il CENTRO STUDI AVVENTURE NEL MONDO di Palermo
(
Via Orfeo, 20 PALERMO MONDELLO Valdesi)
sarà inaugurato il 26 settembre 2011 dalle ore 18.

In occasione dell’inaugurazione, sarà offerto uno spettacolo etnomusicale:.

Lilly significa RADICI, in Bambara, la lingua dell'etnia
prevalente del Mali, cuore dell'antico impero Mandingue: “Nii yeri Lilly bedouguouma, Lilly bolo beta sanfe, Allah leba fete, Allah leba fete “ - Finchè le radici dell'albero sono nel profondo della terra, l'albero crescerà verso l'alto, così ha deciso Dio, così ha deciso Dio – Il gruppo LILLY propone musica nello stile tradizionale della cultura Mandingue, che si riferisce a un territorio che comprende
il Mali, Burkina Faso, Senegal,
Guinea e Costa d'Avorio.
Leader del gruppo, creato 16 anni fa in Senegal, è Doudou Diouf,
autore dei brani
  e, sul palco, alla voce, chitarra, tokhoro, djembe e danza.
Il Centro si pone l’obbiettivo di favorire presso i soci e i frequentatori di VnM
la formazione della cultura del viaggio. Vi sarà presente una ricca documentazione
su molti paesi del mondo: carte geografiche, guide, libri e opuscoli di ogni tipo.
Il Centro sarà aperto una volta la settimana; sarà presente Marcella Croce
www.marcellacroce.com responsabile del Centro, o uno dei fiduciari VnM, per con-
sentire la consultazione del materiale e per dare informazioni personalmente.
E’ prevista l’organizzazione di attività culturali quali
seminari, mostre, incontri con autori, eventi etnomusicali.

Gli incontri di videoproiezione della nuova programmazione Autunno/Inverno 2011/2012
si svolgeranno alle ore 21,15 presso i locali dell’
HOTEL CONCHIGLIA D’ORO
Via Cloe, 9 (angolo Via Galatea – subito prima del distributore IP venendo dal mare)
PALERMO MONDELLO www.hotelconchigliadoro.com

PROGRAMMA VIDEOPROIEZIONI

Calendario 2011-2012

22 SETT : ETIOPIA TERRA DEL PRESEPE VIVENTE
VIDEOPROIEZIONE DIGITALE di Marcella CROCE

26 SETT : inaugurazione CENTRO STUDI dell’ANGOLO AVVENTURA PALERMO
Via Orfeo, 20 PALERMO MONDELLO (dalle ore 18)


Tutta la programmazione è consultabile a questo LINK


 

sabato 10 settembre 2011

Tradizioni popolari: protocollo tra Sicilia e Tunisia

Museo Antonio Pasqualino sabato 10 settembre ore 17.30


Tradizioni popolari: tra Sicilia e Tunisia
un protocollo per la tutela e la valorizzazione dei patrimoni
al Museo internazionale delle marionette A. Pasqualino
sabato 10 settembre alle 17.30
un incontro con il Ministro della cultura, Ezzedine Bach Chaouech
e il Ministro del Commercio e del Turismo della Tunisia, Mehdi Haouas

Sabato 10 settembre alle ore 17.30, nell'ambito di un più ampio progetto di interscambi culturali, il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo, ospita il Ministro della cultura, Ezzedine Bach Chaouech e il Ministro del Commercio e del Turismo della Tunisia, Mehdi Haouas.

Durante l'incontro al quale partecipano Janne Vibaek, presidente dell' Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari e Rosario Perricone, direttore del Museo Antonio Pasqualino, si firmerà un protocollo di intesa per la coordinazione, lo sviluppo e la valorizzazione della tradizioni popolari in Tunisia.

"Siamo sempre molto interessati e aperti a questo tipo di relazioni - spiega Rosario Perricone, direttore del Museo Pasqualino - confrontarsi, dialogare, valorizzare non fa che tutelare lo straordinario patrimonio delle tradizioni popolari nel mondo".

La Sicilia e la Tunisia sono terre bellissime, sia per gli aspetti naturali che per le affinità culturali, prettamente mediterranee, che le accomunano alle nazioni mediterranee. Se osserviamo attentamente la realtà odierna, ci si accorge che molte tradizioni tunisine sono simili a quelle siciliane e viceversa. A meno della lingua (anche se il siciliano è ricco di parole arabe ed il tunisino è ricco di parole siciliane) e di alcuni aspetti religiosi, il sistema di vita e la cultura di fondo dei Tunisini e del sud dell'Italia, in particolare la Sicilia, si assomigliano molto e il mare è la comune "culla" in cui i due popoli sono cresciuti e hanno sviluppato relazioni nei diversi campi.

Da sempre le attività e le finalità del Museo A. Pasqualino sono contraddistinte dall'apertura e dalla conoscenza di altri territori legati alle tradizioni popolari. Ed è in quest'ottica che la firma del protocollo di intesa con la Tunisia si colloca come ennesimo tassello di una più ampia politica interculturale. L'idea progettuale ha come titolo "Sicilia-Tunisia, tradizioni e Opera dei pupi" e mira a formare figure professionali di alto livello per la costruzione e la manovra dei pupi.

La presenza italiana in Tunisia ha lasciato numerose tracce, dalla costruzione di strade ed edifici fino all'industria, commercio, letteratura e finanche alla gastronomia. A Tunisi e Biserta vi sono ancora oggi "quartieri siciliani" e numerosi italiani hanno scelto la Tunisia come seconda terra d'elezione, per impiantare nuove attività industriali o come meta turistica.

In questi ultimi anni i rapporti economici e sociali hanno conosciuto uno slancio dinamico e forte ed hanno aperto nuove e grandi prospettive, che potranno consentire un nuovo sviluppo che ci permetteranno di mettere queste relazioni in sintonia con la realtà del mondo attuale in profondo cambiamento.

Tra le molteplici forme di collaborazione tra la Tunisia e la Sicilia, la valorizzazione in campo turistico-culturale dà senz'altro ampie possibilità di cooperazione che possono consentire nel territorio di accrescere lo sviluppo economico e sociale. 



venerdì 9 settembre 2011

9 settembre, Palermo: Seminario "I Rom. Istruzione e inclusione sociale"

Seminario

I ROM: istruzione e inclusione sociale
9 Settembre 2011 - ore 9-19

Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia
Università di Palermo (Viale delle Scienze)
coordina Maria Giovanna Granata
Dirigente scolastico DD De Gasperi, Palermo
 


mercoledì 7 settembre 2011

Situazione esplosiva al CSPA di Contrada Imbriacola. Terre des Hommes: mettiamo subito al riparo i minori di Lampedusa


A Lampedusa la prolungata e illegittima permanenza di  bambini e ragazzi migranti nel CSPA li espone giornalmente alla violenza derivata dall’esasperazione delle oltre 500 persone attualmente rinchiuse e in costante attesa di trasferimento. “Non è più ammissibile che bambini piccoli possano anche solo incrociare il loro sguardo con adulti esasperati, intenti a tagliarsi braccia e gambe con lamette, così come non è accettabile che i minori possano essere colpiti com’è già successo, anche solo per sbaglio, dal lancio di sassi durante rivolte che scoppiano sempre più frequentemente dentro le mura di quei Centri che si insiste nel voler chiamare di ‘accoglienza’ e ‘soccorso’”, denuncia Federica Giannotta, responsabile del progetto FARO di Terre des Hommes, per l’assistenza giuridico-legale dei minori a Lampedusa.
Oltre alle tristemente note condizioni igienico sanitarie che più volte Terre des Hommes ha segnalato alle autorità competenti, occorre denunciare la promiscuità in cui si trovano minori, famiglie con bambini e altre categorie vulnerabili come disabili, malati e richiedenti asilo, spesso presenti nel cosiddetto “gabbio” – zone chiuse dei centri in cui le organizzazioni umanitarie non possono entrare – invece che in reparti loro dedicati, adeguati alle loro esigenze, come prescrive la normativa. Gli esigui trasferimenti di questi giorni non fanno che accrescere la rabbia dei migranti detenuti e le notizie di respingimenti allarmano”, continua Giannotta. “La tensione è gioco forza sempre più alta e sfocia nelle rivolte che hanno scandito gli ultimi giorni e che hanno spinto gli stessi minori ad azioni che denotano come il loro equilibrio psicologico sia ormai precario. Per questo chiediamo con urgenza che sia garantito un luogo sicuro e protetto a tutti i minori migranti, trattenuti in assenza di provvedimenti amministrativi e di convalide giudiziarie, in violazione delle norme di legge e delle convenzioni internazionali.

Terre des Hommes con il suo progetto FARO, che offre informativa giuridica ed assistenza legale ai minori migranti sbarcati sull’isola, aiutandoli ad orientarsi tra le procedure di accoglienza vigenti in Italia e a conoscere i diritti a loro riconosciuti nel nostro Paese. FARO non è finanziato con fondi governativi. Il servizio è assolutamente gratuito grazie a una donazione della Fondazione Vodafone Italia.
Nel corso dei due mesi di attività sull’isola più di 700 persone, per la maggior parte minorenni, sono stati incontrati con colloqui individuali, informati sui loro diritti e sulle procedure giuridiche italiane. A circa il 10% è stata data assistenza diretta per problemi legali specifici.  Tutti i migranti presenti nell’isola hanno ricevuto materiale informativo sui diritti e sulle procedure giuridiche.
Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente è presente in 72 paesi con oltre 1.000 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano. Per informazioni: www.terredeshommes.it


Rossella Panuzzo
Ufficio Stampa Terre des Hommes
02 28970418 - 340 3104927


lunedì 5 settembre 2011

30 settembre, Firenze: Convegno "A Scuola Nessuno E' Straniero"

A SCUOLA NESSUNO È STRANIERO
   
Nuovi cittadini nell’Italia plurale (150 anni dopo)

Ancora pochi giorni per iscriversi al convegno “A scuola nessuno è straniero. Nuovi cittadini nell’Italia plurale (150 anni dopo)”, organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con Giunti Scuola, che si terrà venerdì 30 settembre presso il Palazzo dei Congressi di Firenze (Piazza Adua 1).

L’iniziativa, gratuita, è rivolta a docenti di ogni ordine e grado, dirigenti scolastici e operatori del settore scolastico.
Il convegno ha ottenuto l’esonero dal servizio del MIUR prot. n. A00DGPER5585 del 06/07/2011.
L’evento intende fornire un quadro aggiornato delle metodologie e degli strumenti educativi per superare il concetto di “integrazione degli stranieri” e approdare a quello di “inclusione nelle differenze”.
Tanti i motivi per partecipare: una motivazione di carattere strutturale e demografico, poiché sta progressivamente aumentando il numero dei bambini stranieri nati in Italia; una motivazione pedagogica, in quanto si avverte sempre più la necessità di crescere, insegnare e apprendere in contesti eterogenei; una motivazione di tipo sociale ed etico che guarda con preoccupazione al clima attuale di chiusura e distanza nei confronti degli altri, che rischia di erodere il lavoro educativo e di rendere più fragile la scuola che “costruisce uguaglianza”.
La mattina si terranno cinque sessioni tematiche parallele:
  • L’integrazione comincia dai più piccoli
  • L’italiano e le altre lingue
  • La scuola prepara il futuro: gli studenti stranieri nella scuola secondaria
  • La scuola fa cittadinanza. Coesione sociale con le famiglie e nella città
  • La scuola intreccia i saperi: per un curricolo interculturale
Il pomeriggio si terrà una sessione plenaria dal titolo Le idee e le proposte per un’educazione inclusiva, durante la quale interverranno, fra gli altri, Graziella Favaro (pedagogista, referente scientifica del convegno), Elio Satti (Dirigente settore Istruzione e Educazione della Regione Toscana), Vinicio Ongini (Ministero Istruzione Università e Ricerca), Cristina Allemann-Ghionda (Università di Colonia), Eden Yseak, Sara Sayed, Hassan El Aouni.

L'evento è gratuito, è necessaria l'iscrizione.

Informazioni, iscrizioni e programma completo:



13 settembre, Palermo: Riunione del Forum delle Associazioni per l'Immigrazione di Palermo

Riunione del Forum delle
Associazioni per l’immigrazione di Palermo

E' convocata la riunione del Forum delle Associazioni per l'immigrazione di Palermo per martedì 13 settembre, alle ore 18,00, nei locali della UISP,  siti in Via Quintino Sella 15/d - Palermo, con i seguenti punti all’ordine del giorno:
1)      Conferenza del Forum regionale dell’immigrazione, che si terrà sabato 24 settembre alla Sala Rossa dell’Assemblea Regionale Siciliana.
2)      Iniziative comunitarie, nazionali, regionali e locali.
3)      Varie ed eventuali.     
La riunione è aperta a tutte le persone e gli organismi associativi interessati a partecipare

Comitato UISP di Palermo                                       Istituto Regionale Siciliano Fernando Santi
Marcella Marramaldo - Agata Arrostuto                   Pippo Cipriani – Marco Luciani
Tel.  091585637                                                       Tel.  091320744
Cell. 3396062503- 3405932108                             Cell. 3355786169 – 3389576705
alcentrodeimieipensieri@virgilio.it                              segreteria@irsfs.it  

domenica 4 settembre 2011

11 settembre, Palermo: Presentazione digitale sui sapori perduti di Sicilia

Vela Club Palermo
domenica 11 settembre ore 19.30
proiezione digitale di Marcella Croce
autrice di “Guida ai sapori perduti” Kalòs editore
Cibi sconosciuti di Sicilia
Per i siciliani il cibo ha massima importanza:
in una riunione informale fra amici come in un pranzo ufficiale,
l’argomento non manca mai di eccitare gli animi,
di rompere ogni tipo di ghiaccio,
di sconfiggere ogni inibizione.
Mangiare è sempre un atto culturale,
dando alla parola cultura quel senso lato che molti le hanno negato.
Nel campo culinario molto è sconosciuto
anche agli stessi abitanti dell’isola:
in Sicilia c’è tutto un universo sommerso di cibi
che sono conosciuti solo in una zona,
a volte addirittura solo in un quartiere,
o che si possono comprare in una singola pasticceria o panificio.

Frascatole, ’nfasciatieddi, funciddi, piscirè, ’nfigghiulate
e molto altro ancora:
vere e proprie reliquie da conoscere e da preservare.
Ogni siciliano, specie se di una certa età,
conserva alcuni di questi misconosciuti brandelli di cultura
legati ai propri ricordi d’infanzia o all’esperienza ancora viva del quotidiano.
È importante riunire il maggior numero possibile di queste informazioni,
per un atto di conoscenza collettiva
e per una speranza di futura memoria.
 
 
 Marcella Croce ha conseguito il dottorato presso la University of
Wisconsin-Madison (USA). Ha tenuto conferenze negli Stati Uniti,
Grecia, Argentina, Brasile, Giappone e Israele. È giornalista e collabora
con il quotidiano “La Repubblica”. Per conto del Ministero degli Esteri
ha insegnato italiano all’Università di Isfahan (Iran) e di Kyoto
(Giappone). Ha pubblicato “Pupi carretti contastorie” (1999), “Pupari”
(2003), “Le stagioni del sacro” (2004), “History on the road - The painted
carts of Sicily” (2005), “Oltre il chador - Iran in bianco e nero” (Medusa
Milano 2006) per il quale ha vinto il 1° Premio di scrittura femminile, “Il
paese delle Donne”, Roma 2007. Nel giugno 2008 è uscito negli USA un
suo libro in inglese sul cibo siciliano: “Eat smart in Sicily” (Ginkgo Press
Madison WI. USA) che è stato presentato negli Istituti Italiani di Cultura
di Copenhagen, Valletta, Washington, San Francisco e Vancouver. Le
sue pubblicazioni più recenti sono “Guida ai sapori perduti” (Kalòs.ed.)
e “L’anima nascosta del Giappone” (Marietti Milano)
 
 
 

Liceo Regina Margherita di Palermo: On-line il nuovo spazio di consultazione dedicato alle risorse sull'Educazione Interculturale


Il progetto (circ. 541 del 19/5/2011) nasce per iniziativa della Commissione Intercultura dell'Istituto per mettere a disposizione di docenti, alunni e genitori le normative nazionali e i documenti internazionali, la mappa dei servizi del territorio, la documentazione delle attività svolte a Scuola e alcuni contributi.

La Commissione è composta dai docenti
Antonella Ardito (antonellardito@libero.it) e
Giuseppe Calderone (giuscaldrone@inwind.it)

L'OFFERTA FORMATIVA

LICEO SOCIO-PSICO-PEDAGOGICO
LICEO SCIENZE SOCIALI A INDIRIZZO MOTORIO-SPORTIVO
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO MUSICALE D.A.M.S.
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO MUSICALE
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO UMANISTICO
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO ARTISTICO-LINGUISTICO
LICEO SCIENZE SOCIALI
LICEO LINGUISTICO E LINGUISTICO/AZIENDALE

 

 

venerdì 2 settembre 2011

Regione Sicilia: Bando per l'erogazione di bonus di € 1.000,00 per la nascito di un figlio nel 2011 anche a stranieri


La Regione Sicilia il 5 Agosto ha pubblicato un

avviso pubblico concernente criteri e modalità di erogazione di bonus
di € 1.000,00 per la nascita di un figlio, ex art. 6,comma 5
L.R. n°10/2003 - Anno 2011

Tale opportunità è rivolta, oltre che ai bimbi italiani e comunitari, anche a quelli stranieri, nati nel 2011, purchè almeno un genitore abbia il permesso di soggiorno e la residenza in Sicilia da almeno un anno.

Le domande per i bimbi residenti a Palermo potranno essere presentate presso le sedi dei Servizi Sociali territoriali delle 8 Circoscrizioni.
 
Si ritiene che le domande saranno accettate già a metà Settembre.
 
I documenti da allegare alla domanda sono:
 
- fotocopia documento riconoscimento dell'istante in corso di validità;
- attestato indicatore I.S.E.E. riferito all'anno 2010
- copia del permesso di soggiorno in regola.
 
La copia dell'avviso e del modulo per la richiesta possono essere scaricati dal sito www.regionesicilia.it andando su Assessorato alla Famiglia.
 
Vi preghiamo di dare le informazioni alle persone, italiane o  migranti che potrebbero avere diritto a presentare l'istanza, chiarendo che la Regione farà una graduatoria in base al reddito e che, quindi, forse, non tutte le domande saranno accolte.
 
Grazie e cordiali saluti.
L'Assistente Sociale Coordinatrice
Laura Purpura
ufficio.nomadi.immigrati@comune.palermo.it

 

La "best practise", ovvero la faccia tosta del ministro Maroni

L'anti-bavaglio
 
la rubrica di Luigi Riccio

RUBRICHE
. “In questi ultimi mesi sono arrivati in Italia 57.000 profughi: 13.000 sono stati già rimpatriati e si prevede di arrivare a quota 30.000 entro l’anno” annuncia il ministro dell’Interno Roberto Maroni, durante il suo intervento al Meeting di Rimini nell’ambito del dibattito “Mare Nostrum” il 26 agosto. Secondo il ministro, “la valutazione delle richieste di asilo viene effettuata con un rigore non persecutorio, così da garantire a chi ha il diritto di restare in Italia di farlo, e a chi invece non ce l'ha, di essere rispedito a casa propria”.
Ma non spiega però il modo in cui la prima cifra è stata raggiunta, tantomeno come si pensa di lambire la seconda. Ciò che si sa è che le notizie sui respingimenti denunciate da associazioni e giornalisti parlano di tutt’altro rigore, se non proprio “persecutorio”, certamente “massivo”.

Fino alla Primavera Araba, ha proseguito Maroni, sul fronte dell’immigrazione clandestina si era arrivati a risultati straordinari “con una riduzione statistica del 90%”. Nessun cenno al fatto che a garantire questi dati erano gli accordi disumani (Trattato di Bengasi, 2008) stipulati con il dittatore Muammar Gheddafi, che è costato torture stupri e prigionia a migliaia di immigrati transitati per la Libia alla volta dell’Italia. Non ne fa cenno perché secondo il ministro “il nostro modello di accoglienza è una best practice in Europa” nonostante l’Onu abbia definito i respingimenti una violazione del diritto internazionale e l’Italia sia attualmente sotto processo alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Maroni spera di rimpatriare altri 17.000 immigrati in quattro mesi, cioè 4.000 in più di quelli che ha rispedito a casa in otto. Non dice come lo farà, se seguendo gli obblighi del diritto internazionale o le scorciatoie già sperimentate in passato, ostruite per un po’ e adesso di nuovo praticabili. Non dice chi sono i 17.000 immigrati, se avranno la possibilità di richiedere asilo o saranno pescati in mare, identificati alla bell’e buona e rimandati da dove sono venuti. Ma si sa, la “best practise” è speciale: non ha bisogno di dettagli.
 


APPELLO : Venezia 2011 - Il cinema con i migranti

Con questo appello noi registi, attori, produttori e artisti del mondo del cinema vogliamo lanciare un messaggio all'opinione pubblica e alle istituzioni, per contribuire con la nostra voce, oltre che con i nostri racconti, alla costruzione di una società meno soggetta a chiusure e derive xenofobe e più preparata a comprendere i flussi di immigrazione e a dialogare con i nuovi cittadini.
 
Chiediamo che:

1. Si intensifichino gli sforzi a livello internazionale per ridurre l'eccidio intollerabile di profughi in fuga dalla Libia. E' disumano ciò che è successo dal marzo 2011 ad oggi: civili in fuga da un Paese sotto attacco militare sono stati lasciati completamente soli ad affrontare il mare, con un bilancio di almeno 1500 vittime. E' dovere umanitario internazionale ed italiano in primis fare di tutto perché chi fugge da una guerra a cui il nostro stesso paese partecipa, peraltro con l’obiettivo dichiarato di proteggere i civili, sia adeguatamente tutelato.

2. Si riconosca senza esitazione a tutti i profughi in fuga dalla Libia la possibilità di ottenere o una protezione umanitaria in Italia o, se espressamente richiesto dalla persona interessata, un rimpatrio assistito nel proprio Paese di provenienza.

3. Contemporaneamente ci si impegni a non replicare mai in futuro la scellerata politica dei respingimenti, attivata nel maggio 2009 con l'allora “amico” Gheddafi nonostante le denunce di vari organismi internazionali. Nessun respingimento in mare è accettabile, né verso la Libia né verso altri Paesi, come purtroppo sembra stia succedendo nelle ultime settimane verso la Tunisia.

4. Venga abolito il reato di clandestinità e si blocchi il prolungamento a 18 mesi della detenzione nei CIE, Centri di Identificazione ed espulsione, la cui organizzazione e funzione va completamente ripensata essendo diventati luoghi di intollerabile sospensione dei diritti, di forte umiliazione delle dignità personali e di isolamento civile e democratico. Venga a questo proposito revocata la circolare ministeriale che impedisce l'accesso di giornalisti e altri osservatori nei Centri stessi.

5. Venga pensato e finanziato un vasto programma di diffusione culturale e sociale di pratiche di accoglienza e integrazione. Da una parte vengano rivisti i modi di gestione dei vari centri di accoglienza, in particolare i CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), troppo spesso ridotti a semplici dormitori isolati e spersonalizzati; dall'altra si attivino percorsi culturali di conoscenza, incontro e informazione per ricostruire una società aperta e solidale.

6. Venga riconosciuta la piena cittadinanza ai giovani 2g, ovvero i cittadini cresciuti in Italia ma figli di stranieri.

In collaborazione con le reti attive della società civile antirazzista, terremo alta l'attenzione su questi temi e rimaniamo sin da subito disponibili a collaborare con i nostri film a percorsi di educazione e conoscenza in scuole, università, biblioteche e altri luoghi di incontro in tutte le Regioni Italiane.

Primi firmatari:

Andrea Segre, Guido Lombardi, Marco Paolini, Giuseppe Battiston, Valerio Mastrandrea, Elio Germano, Roberto Citran, Gaetano Di Vaio, Luca Bigazzi, Francesco Bonsembiante, Marco Tullio Giordana, Daniele Vicari, Daniele Gaglianone

Invitiamo altri registi, attori, produttori e artisti del mondo del cinema ad unirsi all'appello inviando un breve messaggio e la propria firma a:
o via sms al +39 333/6127483

L'8 settembre alle 14.30 presso la Casa delle Giornate degli Autori verrà reso noto l'elenco completo dei firmatari e verranno letti alcuni messaggi.