www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


lunedì 29 marzo 2010

Voce a... Comitato Primo Marzo Palermo: Xcittà Palermo

PALERMO - Oggi per la rubrica "Voce a..." ospitiamo il Comitato primo marzo di Palermo, protagonista dello sciopero degli immigrati del primo marzo. Tindara e Yodit ci spiegano di cosa si tratta e quali sono le iniziative future.

"Il Comitato primo marzo di Palermo nasce meticcio fin dall'inizio. Tindara Ignazzitto, italiana, docente di italiano agli stranieri e operatrice interculturale, e Yodit Abraha, etiope, mediatrice culturale, educatrice e psicologa, sono tra le prime a raccogliere l’appello del Movimento nazionale che, sulla scia della francese 'La journée sans immigrés. 24 heures sans nous', si diffonde presto in più di 60 città italiane e in Spagna, Grecia, Germania, Belgio. Il Primo marzo è un collettivo non violento che riunisce stranieri e italiani accomunati dal rifiuto di certe culture e pratiche xenofobe che sempre di più sembrano affermarsi in Italia. Come si legge nel Manifesto gli stranieri sono «parte integrante dell'Italia di oggi. La contrapposizione tra 'noi' e 'loro' , 'autoctoni' e 'stranieri' è destinata a cadere, lasciando il posto alla consapevolezza che oggi siamo 'insieme', vecchi e nuovi cittadini impegnati a mandare avanti il Paese e a costruirne il futuro.»

Il Comitato palermitano, composto da diverse decine di persone, ha promosso una lunga serie di iniziative per la sua 24ore cittadina, culminata il 1° marzo in un corteo a cui hanno partecipato più di 1.000 persone e a cui hanno aderito più di 70 tra associazioni e gruppi cittadini italiani e stranieri.

Alcune iniziative:

Nelle scuole «percorsi sensoriali» con i più piccoli e percorsi interattivi con i più grandi, «migranti per un giorno» al Centro Astalli e al Laboratorio Zeta, mentre altri hanno ascoltato nelle proprie scuole uomini e donne di ogni parte del mondo raccontare la propria esperienza di migrazione. L’università ha contribuito con il seminario di presentazione del «Corso in Diritto d’Asilo e Status costituzionale dello Straniero» presso la Facoltà di Giurisprudenza, durante il quale è stato proiettato il docu-film «La Terra (e)Strema», e con un editoriale di STRA(n)ITALIANO, rivista murale della Scuola di Lingua italiana per Stranieri della Facoltà di Lettere e Filosofia.

Per i diritti. La sera del 1° marzo, una delegazione del Comitato ha consegnato in Prefettura la «Carta per i Diritti e la Convivenza democratica» in cui, oltre alla «cittadinanza europea di residenza» e alla necessità di una «nuova legislazione nazionale in materia di immigrazione» coerente con le politiche europee, si fa riferimento ad alcune importanti questioni locali, in particolare: l’«abbattimento delle barriere burocratiche, logistiche e linguistiche» negli uffici e negli enti che erogano servizi agli stranieri (questura, scuole, ospedali); la creazione di «luoghi di aggregazione e di culto» che rispondano alle esigenze delle comunità straniere; l’esigenza di considerare i migranti residenti «non più come ospiti, ma come consociati che abbiano voce» nei mezzi di comunicazione ma anche nei luoghi della politica.

Futuro. Vogliamo dire a tutti i palermitani e le palermitane - senza alcuna differenza di nazionalità - che la forza e la volontà di aggregazione e di cambiamento emerse in questi ultimi mesi non devono andare e non andranno perdute. Il Primo marzo non finisce ma comincia il Primo marzo!

Ci auguriamo che il Movimento possa continuare ad essere considerato anche nella nostra città non come un 'ennesimo' interlocutore nel panorama cittadino già ricco di organizzazioni e gruppi attivi, ma come un'occasione per continuare a costruire insieme una «rete coordinata» delle tante risorse già presenti sul territorio, un utile mezzo di intermediazione e aggregazione, uno strumento di lavoro a disposizione delle mani, delle teste e dei cuori di chi crede e vuole investire in questa battaglia comune per i diritti di respiro nazionale ed europeo.

Per saperne di più e ricevere aggiornamenti c'è anche il blog e la mailing list primomarzo2010palermo@gmail.com

(
foto Comitato primo marzo)

Fonte: http://palermo.xcitta.it/20100329/voce_a/comitato_primo_marzo_palermo


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