www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 6 marzo 2010

8 marzo, Palermo: Laboratorio per una Università popolare

LABORATORIO PER UNA UNIVERSITA’ POPOLARE

Le recenti misure legislative ed i tagli indiscriminati delle risorse stanno allontanando l’università pubblica dal solco dell’autonomia prevista dal dettato costituzionale, espellendo docenti e studenti quando non vengano ritenuti funzionali al disegno complessivo di ristrutturazione di stampo privatistico che il governo ed il ministro (in)competente stanno realizzando, a partire dalle false riforme degli anni precedenti ed in particolare dalla legge n.133 del 2008.

In un momento nel quale la funzione di ricerca e il ruolo di formazione dell’università pubblica viene asservito sempre di più alle esigenze del privato e dei gruppi economici più forti, in assenza di una autentica politica di opposizione su questo tema, riteniamo necessario rivolgerci all’esterno dell’università per attivare altre sedi di formazione e di ricerca che siano capaci di coinvolgere persone che altrimenti resterebbero escluse dalla possibilità di accedere all’università e di formarsi in questo modo una cultura ed una coscienza critica.

D’altra parte, i processi di espulsione dal mercato del lavoro, praticati ormai su vasta scala, e la risposta repressiva che si contrappone alle domande sociali, sollecitano la creazione di nuovi spazi pubblici di ricerca e di formazione che si rivolgano anche a quegli adulti che rimangono privi di una occupazione o sono costretti alla mera sopravvivenza del lavoro precario.

Proponiamo quindi la costituzione di un laboratorio per una università popolare, da intendere intanto come uno o più luoghi di incontro, nella città, per la creazione o la difesa degli spazi sociali esistenti, ma anche all’interno delle scuole e dell’università, con la partecipazione di docenti e di esperti che si confrontano per sperimentare nuove forme di ricerca e di trasmissione dei loro saperi, e quindi come occasione di aggregazione tra persone di varia provenienza, senza discriminazioni basate sulle condizioni economiche, sul genere, sull’età o sull’origine nazionale od etnica.

Il laboratorio sarà articolato in sezioni tematiche coordinate tra loro, con riunioni periodiche tra i diversi gruppi, e si svolgerà in una prima fase con due incontri settimanali di due ore ciascuno, il lunedì ed il venerdì, tenuti da docenti universitari e da esperti, secondo un percorso che sarà condiviso tra tutti i partecipanti, anche sulla base delle proposte e delle sollecitazioni che proverranno dai diversi gruppi.

Il laboratorio per una università popolare inizierà le proprie attività nel mese di marzo del 2010, presso i locali occupati dello ZETALAB di Palermo in via Boito, e nella fase di avvio avrà come destinatari coloro che frequentano questo spazio sociale, gli abitanti del quartiere, gli studenti che vorranno completare in questo modo la propria formazione. Le attività del laboratorio saranno aperte a tutti coloro che vorranno parteciparvi, in particolare ai soggetti più svantaggiati e a tutti coloro che subiscono sulla propria pelle i processi di esclusione, come gli immigrati, i disoccupati ed i senza casa.

Si potranno consultare liberamente i testi già esistenti presso la Biblioteca del Laboratorio Zeta in via Boito, presso la quale saranno pure disponibili i volumi o le dispense forniti dai docenti che interverranno.

A partire da lunedì 8 marzo, ore 17,30, nei locali del Laboratorio Zeta in via Boito, saranno trattati i seguenti temi

- Sicurezza, giustizia penale e diseguaglianza, Fulvio Vassallo Paleologo

- Mafie e lotta alle mafie, Umberto Santino

- Liberismo, repressione dei conflitti e spazi sociali, Marco Pirrone

- Minoranze, discriminazione e gruppi oppressi, Giuseppe Burgio

- Conflittualità e tecniche di gestione non violenta dei conflitti, Andrea Cozzo

Dopo l'inizio delle attività del laboratorio per una università popolare, anche sulla base delle esigenze di quanti parteciperanno, sarà predisposto un calendario per i mesi di marzo, aprile e maggio.

Tra gli obiettivi del laboratorio si inserisce la creazione di una piattaforma informatica di orientamento sui temi trattati, liberamente consultabile su internet.



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