www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 20 marzo 2012

Cie di Trapani in sciopero della fame e della sete

19/03/2012 - 15.57

IMMIGRAZIONE

Sciopero della fame e della sete nel Cie di Milo. I reclusi:
"Condizioni disumane"

La denuncia dei reclusi a Redattore Sociale: "Si deve aspettare minimo
un mese, un mese e mezzo per la domanda per avere il riconoscimento
dello status di rifugiato. Condizioni disumane, devi tagliarti, fare
un massacro del tuo corpo per avere qualcosa"TRAPANI – Sciopero della
fame e della sete degli immigrati reclusi nel Cie di Milo per
protestare contro "le condizioni disumane" della detenzione a cui sono
sottoposti e che formalmente sarebbe solo amministrativa perché
irregolari con il permesso di soggiorno.

"Ci troviamo in condizioni disumane, veramente non avevamo mai visto
questa faccia dell'Italia", denunciano i reclusi a Redattore Sociale.

Pochi giorni fa c'è stata una fuga di massa dal Cie di contrada Milo,
aperto la scorsa estate e gestito dal consorzio Connecting People in
attesa del passaggio di consegne al consorzio Oasi di Siracusa,
vincitore dell'ultimo bando.

"Sessantotto sono scappati. Dopo la fuga, quelli che sono stati
ripresi sono stati seduti per terra per due o tre ore di notte,
urlavano e gridavano", raccontano i trattenuti.

"Siamo in sciopero della fame, dell'acqua e dei farmaci – dicono –
perché da qui non si esce. Si deve aspettare minimo un mese, un mese e
mezzo per la domanda per avere il riconoscimento dello status di
rifugiato.  Quando chiediamo spiegazioni ci rispondono che siamo
troppi. Le forze dell'ordine non fanno niente, anzi appena
protestiamo,  si rivolgono contro di noi. Questo è un commercio umano,
ci sono malati psichiatrici che non possono stare qui. Fanno le
proroghe del trattenimento senza farci incontrare un giudice".

Ex detenuti raccontano che  "nel Centro oggi è come ieri, oggi come
domani così è la nostra giornata, un giorno come l'altro, devi
tagliarti, devi fare un massacro del tuo corpo per avere qualcosa". E
continuano: "Siamo stati in carcere e capiamo quanti grammi toccano a
un detenuto, qui ci danno poco da mangiare e non c'è un giorno in cui
abbiamo mangiato all'ora di pranzo, mangiamo alle tre, la quantità è
scarsa e la qualità di quello che ci danno da mangiare è molto
scadente".  (Raffaella Cosentino)

© Copyright Redattore Sociale

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