www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


giovedì 27 gennaio 2011

Permesso di soggiorno per studio come il “gioco dell’oca”

Ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno (PS) dalla Questura è veramente estenuante. Alcuni si chiederanno, il perché. Il permesso di soggiorno per motivi di studio è concesso per il periodo di un solo anno rinnovabile fino al secondo anno fuori corso secondo quanto previsto dalla Legge Bossi-Fini. Se lo studente italiano può “permettersi” anche tre anni fuori corso perché allo studente extracomunitario ne sono concessi solo due?

Con il vecchio ordinamento un’alta percentuale degli iscritti si laureava proprio al terzo anno fuori corso, mentre al Miur risulta (30/04/2009) che la metà degli studenti si laureano fuori corso, mentre ben il 60% degli studenti non arriva a conseguire il titolo. Insomma agli studenti extracomunitari si chiede un impegno sopra la media non tenendo conto che vivono senza la famiglia, che alcuni sono obbligati a lavorare part time per potere pagare l’affitto...

Alcuni giovani sono arrivati in Italia con il sogno di studiare per poi tornare nel loro paese di origine: nel frattempo nel paese d’origine scoppia la guerra… e la famiglia resta senza mezzi di sostentamento. In questo caso lo studente improvvisamente può trovarsi a dovere studiare e contemporaneamente a dovere sostenere la famiglia con i pochi soldi guadagnati con qualche lavoretto precario. In questi casi come farà lo studente extracomunitario più sfortunato a laurearsi entro il secondo anno fuori scorso? Oggi il grande incubo degli studenti extracomunitari è proprio la mancanza di un permesso di soggiorno in mano.

E senza il famigerato permesso i giovani universitari stranieri non possono partecipare a progetti di mobilità internazionale come l’ Erasmus: l’unica strada consentita è, infatti, quella che porta nel paese di origine con un volo diretto. Anche trovare un lavoro è tabù.

Quando sono iniziate queste restrizioni che uccidono il sogno di tanti giovani provenienti da paesi in via di sviluppo e che vorrebbero crescere culturalmente e scientificamente per tornare nel proprio paese per un riscatto economico, culturale e sociale delle comunità più sfortunate? Il governo centrale con una comunicazione del 6 novembre 2006 ha deciso che il rinnovo del PS doveva essere effettuato tramite gli uffici postali con una spesa di 70 euro con l’impegno che entro tre mesi i PS sarebbero stati pronti. Infatti obbiettivo del Ministero dell'Interno era di semplificare e ridurre i tempi delle attuali procedure, nonché un recupero di risorse umane e finanziaria. Ma a giudicare dalle tante storie tristi di studenti che da tre anni non riescono ad ottenere un permesso di soggiorno valido… sembra di potere affermare che il sistema non è mai andato a regime.

Mi auguro che le autorità competenti si facciano carico delle difficoltà che impediscono agli studenti extracomunitari di vivere non dico “sereni” ma almeno un pò meno preoccupati.

Non tutto comunque per gli studenti stranieri è negativo. E Palermo rappresenta una meta interessante che dovrebbe però scommettere un pò di più su questo essere baricentro del Mediterraneo aprendo in modo palese ai giovani del bacino medio-orientale ed africano.

Voglio citare un esempio a mio avviso positivo: la Facoltà di Agraria, al corso di laurea Organic farming and quality managment, ospita una quindicina degli studenti egiziani che stanno portando avanti un progetto che coinvolge studenti italiani ed egiziani per favorire un’ integrazione intellettuale e culturale. Nel nostro Ateneo nella ricerca sono presenti professori Indiani, dottorandi Tunisini, Algerini: mi auguro che sia l’inizio di una integrazione mediterranea.

Bijù Nzirirane





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