www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


venerdì 6 novembre 2009

Li vuci di l'omini. Altre storie, storie nostre. Quattro dialoghi per rappresentare l'esperienza in antropologia e letteratura

Li vuci di l'omini. Altre storie, storie nostre. Quattro dialoghi per rappresentare l'esperienza in antropologia e letteratura.

Una giornata di studi per discutere del rapporto tra antropologia e letteratura, si svolgerà venerdì 6 novembre, alle 9.30, nella sala Lanza dell'Orto Botanico di Palermo. L’evento è organizzato dal Dipartimento di Beni culturali dell'università di Palermo e dalla Fondazione Ignazio Buttitta. I professori Gabriella D'Agostino, Vincenzo Matera e Matteo Meschiari, antropologi, ne discuteranno con quattro scrittori, Kader Abdolah, Mihai Mircea Butcovan, Gabriella Kuruvilla, Tahar Lamri. Adottando una formula "performativa" a più voci, alterneranno la lettura di brani narrativi e riflessioni di carattere antropologico, intrecciando registri linguistici e concettuali diversi, articolando l'incontro intorno ai poli dell'esperienza e della rappresentazione. I romanzi, Scrittura cuneiforme (Abdolah), Allunaggio di un immigrato innamorato (Butcovan), I sessanta nomi dell'amore (Lamri), E' la vita, dolcezza (Kuruvilla) saranno il terreno a partire da cui si discuterà della centralità della nozione di esperienza in antropologia e letteratura e del ruolo della "scrittura" nella costruzione della realtà.

“Educare alla Cittadinanza e all’Intercultura in Europa” è il tema del progetto Tra.C.I.E. cofinanziato dalla Comunità Europea all'interno del Programma per l'Apprendimento Permanente e promosso dal Dipartimento di Psicologia dell'Università di Palermo che avrà luogo lunedì 9 novembre 2009 dalle ore 9 alle 17 nella sala Magna dello Steri, a piazza Marina a Palermo.

Destinatari del progetto sono docenti e ricercatori universitari, insegnanti di scuola primaria e secondaria, educatori e operatori sociali che lavorano nelle ONG, politici impegnati nel campo dell’educazione e dell’istruzione.
La conferenza è finalizzata ad offrire una panoramica delle tendenze recenti nel campo dell’Educazione alla Cittadinanza e all’Intercultura in Europa, fornendo spunti di riflessione teorica ed esempi di buone pratiche.

Le tematiche trattate sono di estrema attualità e rilevanza nell’ambito dell’Unione Europea, all’interno della quale i vari paesi stanno cercando di raggiungere l’integrazione tra diverse culture (nazionali, etniche, linguistiche, ecc.) sotto l’egida di una comune cittadinanza. In un contesto simile, emerge chiaramente la necessità di pensare a nuove modalità di convivenza fondate sul rispetto reciproco e di identificare metodi efficaci atti a promuovere il dialogo interculturale e la cittadinanza democratica, nella convinzione che la possibilità di vivere insieme a persone portatrici di valori culturali differenti sia legata alla capacità di essere cittadini responsabili.



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