www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


venerdì 20 marzo 2009

3 aprile: conferenza multimediale, la Pasqua in Sicilia




Pasqua in Sicilia: processione, emozione e rito
Conferenza multimediale di Marcella Croce
Auditorium RAI Palermo 3 aprile 2009 ore 18




La festa per antonomasia è quella religiosa: per Platone è il giorno del rapporto con la divinità. Ma, oltre il significato religioso, esistono molteplici altri aspetti con cui i popoli, durante la celebrazione di una festa, esprimono la loro identità. Leonardo Sciascia afferma che in Sicilia la festa è il giorno della esplosione esistenziale, dell’es collettivo. Per moltissime comunità piccole e grandi di Sicilia è il momento in cui il siciliano esce dalla condizione di uomo solo per ritrovarsi parte di un ceto, di una classe. Per coloro che ormai risiedono altrove da una o più generazioni, è l’unico modo, in un mondo sempre più globalizzato, per cercare faticosamente di riallacciare le proprie radici. La processione è un evento multimediale che coinvolge i sentimenti più profondi degli spettatori stimolandone i sensi: la vista con gli abbaglianti tesori, l’olfatto con il profumo dei fiori e dell’incenso, l’udito con i toccanti ritmi delle bande musicali. In modo per lo più inconsapevole da parte di chi vi partecipa, le forme in cui le feste popolari sono tuttora celebrate sull’isola sono riconducibili da una parte al mondo pagano greco-romano e dall’altra alle culture con cui i siciliani ebbero lunga consuetudine, in particolare la spagnola, l’araba e l’ebraica. In una estesa prospettiva antropologica, tratti caratteristici comuni dei nostri comportamenti possono essere a volte trovati anche in culture geograficamente lontanissime che non hanno mai avuto contatti diretti fra loro.Nella Pasqua cristiana si rinnova annualmente la vicenda mitica esemplare già esistente in tutte le antiche civiltà nelle quali si parlava di una dea (che i Babilonesi chiamavano Ishtar, gli Egiziani Iside, i Frigi Cibele, i Greci Demetra, i Fenici Astarte, i Romani Cerere) che piangeva la morte e assisteva alla rinascita di una divinità che era la personificazione della vegetazione e del grano in particolare. L’opposizione ricorrente è quella dell’estate e dell’inverno, della lotta fra il bene e il male che riprende quella, primitiva e solenne, fra la vita e la morte. Un rito di rigenerazione puntuale della natura che era particolarmente importante per una società come quella siciliana la cui sussistenza era interamente basata sul ciclo agricolo.

Marcella Croce ha conseguito il dottorato in letteratura italiana presso la University of Wisconsin-Madison (USA). Ha tenuto conferenze negli Stati Uniti, Giappone e Israele. È giornalista e collabora con il quotidiano “La Repubblica”. Per conto del Ministero degli Esteri ha insegnato italiano all’Università di Isfahan (Iran) e di Kyoto (Giappone). Ha pubblicato vari libri sulle tradizioni popolari siciliane tra cui “Le stagioni del sacro – Almanacco delle feste popolari siciliane” (introduzione di Roberto Alajmo - Dario Flaccovio ed. Palermo). Con ‘Oltre il chador - Iran in bianco e nero’ (Medusa Milano) ha vinto il 1° Premio di scrittura femminile “Il paese delle Donne”, Roma 2007. Le sue ultime pubblicazioni sono “Eat smart in Sicily” (Ginkgo Press Madison Wi. USA) e “Guida ai sapori perduti” (Kalòs ed. Palermo) che sono stati presentati negli Istituti Italiani di Cultura di Washington, San Francisco e Vancouver.

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