www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


mercoledì 2 novembre 2011

2 novembre: Giornata della memoria per i migranti morti

PER NON DIMENTICARE MAI
2 NOVEMBRE : GIORNATA DELLA MEMORIA PER I MIGRANTI MORTI

Questa giornata nasce dal desiderio di NON DIMENTICARE MAI i migranti vittime e colpevoli di aver osato cercare un luogo dove vivere meglio.
Dal 1988 sono morti circa 17856 persone nel tentativo di varcare le frontiere dell'Europa. In maggioranza giovani, hanno lasciato il paese di origine in un viaggio di non ritorno. E' lecito domandarsi dove questi giovani siano finiti.
Da anni infatti, alcune famiglie dall'Africa, dall'Asia, dal sud del mondo continuano ad interrogarsi su queste misteriose scomparse ma il loro appello finisce nel totale disinteresse delle istituzioni dei paesi d'origine e di tutta la stampa e comunità internazionale.
Trappole, centri di detenzione e barriere alle frontiere vengono costruite per fermare il flusso di essere umani dal sud al nord. I migranti vengono cinicamente respinti, lasciati morire, resi oggetto di ogni violenza, privati della loro libertà, confinati. Il mar mediterraneo che per gli italiani è soprattutto luogo di mete turistiche, è per gli immigrati provenienti dalle sponde africane luogo di tragedia, violenza e morte. 
Splendidi luoghi naturali quali il deserto del Sahara, il monte Sinai e tanti altri sono diventati testimoni di stragi di innocenti per sostenere un sistema politico-economico-culturale sempre più in decadenza.
Perché tanto silenzio intorno a queste vittime della politica delle frontiere? In tempo di crisi c'è chi pensa che parlare di migranti sia inutile. Mai come in questo momento occorre essere tutti uniti per ricreare un nuovo sistema che non lasci nessuno indietro! Essendo una mancata presa di posizione,il silenzio è il peggior complice di questa tragedia e contribuisce aumentare la xenofobia.


Promuoviamo il 2 novembre, un evento laico, inter-religioso, internazionale, non-violento, affinchè possa risvegliare la coscienza umana che si oppone alle logiche perverse di coloro che, in nome di un nuovo ordine mondiale, in realtà stanno operando per creare una restaurazione che ci coinvolgerà tutti e ci renderà più poveri e meno liberi.


Bastano pochi secondi con un pensiero, una candela accesa, una parola, un fiore,un piccolo gesto, per far rivivere in questa giornata quelli che sono scomparsi. 
In alcune località d'Italia intere comunità si fermeranno per richiamare la nostra attenzione sulle vittime di un sistema mondiale repressivo, nel quale il migrante è diventato il capro espiatorio.
E' il caso di Imola con un appuntamento sul ponte delle acque, organizzato dal comitato primo marzo e dall'associazione Giù le Frontiere: molte persone si ritroveranno per spargere petali di fiori nel fiume;nel cimitero di Lampedusa (nell'angolo delle vittime senza nome) e nei diversi luoghi di culto in tutta la penisola si potranno depositare fiori e accendere una candela.


Aderisci anche tu a questa giornata in memoria dei migranti per NON DIMENTICARE MAI.

-----

PRIMO MARZO "Una giornata senza di noi. Sciopero degli stranieri"

Stranieri non dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.



Nessun commento: