www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


venerdì 30 ottobre 2009

6 novembre, Palermo: Scrittori migranti. Romanzo e antropologia in un dialogo a più voci

Foto di Nico Bastone
Scrittori migranti
Romanzo e
antropologia in un
dialogo a più voci

Venerdì 6 novembre la Sala Lanza all’Orto Botanico ospita una giornata di studi dal titolo “Li vuci. Di l’omini. Altre storie e storie nostre” organizzata dalla Fondazione I. Buttitta in collaborazione con Dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Palermo, dedicata agli autori cresciuti e affermati fra tradizioni, lingue e luoghi diversi da quelli della loro lingua madre.

La Fondazione Ignazio Buttitta in collaborazione con il Dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Palermo organizzano la giornata di studi “Li Vuci di l’omini. Altre storie storie nostre. Quattro dialoghi per rappresentare l’esperienza in letteratura e in etnografia” per discutere dell’affascinante storia d’amore – a strange romance – tra antropologia e romanzo. La giornata di studio è prevista per venerdì 6 novembre, Aula Lanza, Orto Botanico a Palermo, dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.00.

La produzione letteraria degli ultimi anni è caratterizzata dalla presenza sempre maggiore di autori “ibridi” , cresciuti e affermati fra tradizioni, lingue e luoghi diversi da quelli della loro lingua madre. Spesso sono originari di pesi che hanno subito la dominazione coloniale e che si sono affacciati sulla scena letteraria con una lingua non “europea”. Il passaggio dalle “identità uniche” alle “identità di relazione”, come vengono definite dallo scrittore caraibico Edouard Glissant, è il tema centrale nel discorso letterario ed antropologico internazionale degli ultimi anni.

Da un lato gli “scrittori migranti” che ritraggono culture in cammino, movimenti di una diaspora fisica e mentale, esili nel mondo della globalizzazione o nelle geografie dell’universo privato. Dall’altro, gli antropologi studiano gli stessi problemi tentando di ridefinire gli strumenti e i terreni del sapere antropologico e cercando di pensare al problema da un’ottica diversa rimodulando il rapporto tra esperienza e rappresentazione.

Proprio in sintonia con quest’esperienza, la giornata di studi organizzata dalla Fondazione Ignazio Buttitta e coordinata da Gabriella D’Agostino, antropologa presso l’Università di Palermo, adotta una formula diversa basandosi su una “performance” a due voci, alternando la lettura di brani narrativi a riflessioni di carattere antropologico, intrecciando così due registri linguistici e concettuali diversi.

Due dunque i registri: da una parte gli autori, l’iraniano Kader Abdolah (Scrittura Cuneiforme - edizioni Iperborea); il rumeno Mihai Mircea Butcovan (Allunaggio di un immigrato innamorato – Besa editrice); l’indiana Gabriella Kuruvilla ( (E’la vita, dolcezza – Baldini e Castoldi edizioni) e l’algerino Tahar Lamri (I sessanta nomi dell’amore – Fara editore).

Dall’altra gli antropologi: Gabriella D’Agostino, antropologia Università Palermo; Vincenzo Matera, antropologo Università Bicocca Milano; Matteo Meschiari, antropologo Università di Palermo.

Nell’affascinante “strange romance” i romanzi di questi autori saranno intesi nell’accezione di terreno in senso antropologico e al tempo stesso luogo della rappresentazione letteraria e antropologica.

Per info: fondazione.buttitta@yahoo.it

Scheda autori:


Kader Abdolah: nato in Iran nel 1954 è membro del partito comunista clandestino durante gli anni universitari; si è opposto prima allo Scià e poi al regime degli Ayatollah. E’ espatriato ottenendo asilo politico in Olanda dove vive dal 1988. I suoi romanzi sono scritti in nederlandese e sono stati tradotti in molte lingue.

Mihai Mircea Butcovan, nato in Transilvania (Romania) nel 1969 vive a Sesto San Giovanni (Milano) dal 1991. Nel ’03 ha vinto il premio “Voci e idee migranti” e nel 2006 con la raccolta di poesie Borgo Farfalla vince la XII edizione del Premio Eks&Tra.

Gabriella Kuruvilla, nata nel 1969 da padre indiano e madre italiana è laureata in architettura ed è giornalista e vive a Milano. Ha collaborato con diversi quotidiani e riviste prima di dedicarsi alle sue due grandi passioni: la pittura e la scrittura.

Tahar Lamri, nato ad Algeri nel 1958 lascia l’Algeria e si sposta in Libia. Vive in Italia dal 1987 dopo aver vissuto in Francia ed in altri paesi europei. E’ scrittore e giornalista. Ha pubblicato diversi racconti alcuni dei quali tradotti in inglese e svedese.



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