L'INNO DEL RICORDO a Falcone e Borsellino
domenica 20 luglio 2008
Ricordo di Falcone e Borsellino
L'INNO DEL RICORDO a Falcone e Borsellino
sabato 19 luglio 2008
Itaca
fa’ voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via;
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrìgoni o Ciclopi
né Posidone asprigno incontrerai,
se no li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.
Fa’ voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa’ scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Rècati in molte città dell’Egitto,
a imparare e imparare dai sapienti.
Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.
Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.
E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.
Costantino Kavafis
(traduzione di Filippo Maria Pontani)
mercoledì 16 luglio 2008
XXIII Festival del Cinema latinoamericano di Trieste
Trieste, 11/19 ottobre 2008 - Cinema Teatro Miela
COMUNICATO STAMPA N° 1
XXIII Festival del Cinema Latino Americano (Trieste, 11-19 ottobre): aperte le iscrizioni
Sono aperte le iscrizioni al XXIII Festival del Cinema Latino Americano, la più vasta Mostraeuropea sulla produzione cinematografica, video e televisiva del continente latino. Il Festival si terrà a Trieste dall'11 al 19 ottobre, al Teatro Miela, dove verranno presentati oltre 160 tra film e documentari sulla realtà culturale, artistica, storica e sociale dell'America latina. Il Festival è organizzato dall'APCLAI (Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia), con la collaborazione di varie istituzioni pubbliche e private italiane, d'Europa e dell'America latina. Le schede d'iscrizione per proporre film e video sono scaricabili dal sito web del Festival di Trieste, all'indirizzo: www.cinelatinotrieste.org. Informazioni all'e-mail apclai@yahoo.it
COMUNICADO DE PRENSA N° 1
XXIII Festival de Cine Latino Americano:(Trieste, 11-19 de Octubre): abiertas las Inscripciones
Están abiertas las inscripciones para participar al XXIII Festival del Cinema Latino Americano, la más vasta Muestra europea sobre la producción cinematográfica, video y televisiva del continente latino. Il Festival se realizará en Trieste desde 11 al 19 de Octubre, en el Teatro Miela, donde serán presentadas más de 160 obras:largometrajes, documentales, cortos y cine de animación sobre la realidad cultural, artística, histórica y social de América Latina. El Festival es organizado por la APCLAI (Asociación para la Promoción de la Cultura Latino Americana en Italia), con la colaboración de instituciones públicas y privadas de Italia, Europa y América Latina. Las fichas de inscripción para proponer film y videos se pueden descargar en el sito web del Festival: www.cinelatinotrieste.org. Informaciones al correo electrónico: apclai@yahoo.it
INFORMAZIONI / INFORMACIONES:
Direzione / Dirección: Rodrigo Diaz – cell. (+39)347.2364535 - e-mail: apclai@yahoo.it
Organizzazione / Organización: APCLAI - via Massari n. 3/14, 30175 Venezia - tel. 041.5382371 – fax: 041.932286 - cell. 347.236 45 35 – e.mail: latinotrieste@yahoo.com
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martedì 15 luglio 2008
Il fenomeno demografico dell'immigrazione in Italia: qualche dato
Italia: paese di forte immigrazione? - Secondo il 17° Dossier Immigrazione Caritas/Migrantes, che si basa sui dati riferiti all’anno 2006, l’Italia risulta essere tra i primi 5 paesi di immigrazione europei dopo Germania, Spagna, Francia e Regno Unito, con una crescita di 2,3 milioni di presenze rispetto all’anno precedente. Tale crescita viene registrata con una percentuale che si attesta al 5% anche dal Rapporto sull’immigrazione curato da Marzio Barbagli dell’Università di Bologna per il Ministero dell’Interno. Tuttavia il Rapporto presenta dati diversi dal Dossier per quanto riguarda la quota di stranieri in Italia e la sua posizione rispetto al resto dell’Europa. In base al Rapporto, infatti, l’Italia nel 2007 registra una quota di stranieri inferiore a Germania, Belgio, Danimarca e Norvegia e la presenza straniera è tutto sommato contenuta e di gran lunga inferiore rispetto a quella dei paesi storici di immigrazione. Le differenze tra i due documenti sono forse dovute alla diversa metodologia usata per conteggiare tale fenomeno. Il Rapporto si basa infatti sulla quota di stranieri e di stranieri nati all’estero sul totale dei residenti, indicatori non perfetti, ma validi per dimostrare che l’Italia, nonostante tutto, non è tra i paesi con il più alto tasso di immigrazione. Invece il Dossier si basa sui permessi di soggiorno rilasciati dal Ministero e sulle stime fatte da Caritas/Migrantes.
Differenze tra nord e sud - Tuttavia bisogna considerare anche un altro aspetto, ovvero la profonda differenza tra nord e sud d’Italia. Se è vero infatti che nel 2007 la crescita del numero di stranieri in tutta Italia è del 5%, la quota scende al 1,6% per quanto riguarda il sud, mentre sale al 6,8% per le regioni di centro-nord – una quota uguale più o meno a quella di altri paesi di immigrazione come la Francia, la Svezia, la Danimarca, l’Irlanda e i Paesi Bassi. E nello specifico è la Lombardia la regione con il più alto numero di stranieri - ¼ della popolazione straniera in Italia - seguita da Veneto, Lazio ed Emilia Romagna. Quindi non si tratta di Stato, ma di regioni ad alto tasso di immigrazione.
Gli immigrati in Italia- Sempre in base al rapporto il ciclo migratorio in Italia ha avuto inizio più o meno verso la fine degli anni ’90 e riguardava in quegli anni soprattutto uomini, soli, in cerca di lavoro. Lo squilibrio tra i sessi è andato progressivamente diminuendo anche a causa del crescente aumento di ricongiungimenti familiari e nel 2006/2007 si è assistito ad un’inversione di tendenza con una maggioranza di donne straniere. Altro dato significativo, la percentuale dei minori stranieri residenti in Italia: ¼ sul totale degli stranieri e questo dimostra come l’immigrazione anche nel nostro paese si stia stabilizzando. Come indica anche il Dossier Caritas/Migrantes l’Italia registra un forte numero di immigrati comunitari: con l’ingresso nell’Unione europea del 2007 da parte di Romania e Bulgaria, molte operazioni, dal lavoro al voto, sono risultate più semplici per i nuovi comunitari. Così, in base ai dati Istat riportati dal Rapporto, emerge la forte presenza di romeni (342.000 persone) - mentre secondo Caritas/migrantes la quota raggiungerebbe addirittura le 600.000 presenze. Ma il primato spetta ad albanesi (375.000), e marocchini (342.000), seguiti, dopo i romeni, da cinesi, ucraini (che negli ultimi 4 anni sono aumentati notevolmente, anzi; aumentate, vista la notevole percentuale di donne) - e filippini (comunità quest’ultima radicata da più anni, considerando che la maggioranza di loro in Italia ha più di 45 anni). Ovviamente la concentrazione di diverse nazionalità differisce da regione a regione: se polacchi e filippini vivono soprattutto nel centro Italia, gli abitanti della ex-Yugoslavia al nord ovest – soprattutto per ragioni di vicinanza, gli ecuadoriani risedono al nord; mentre tunisini ed ucraini sembrano le popolazioni meglio distribuite sul territorio italiano, registrando una forte presenza anche al sud e nelle isole. Che colma almeno in parte il grande disequilibrio tra nord e sud Italia.
Fonte: Primo Rapporto sugli immigrati in ItaliaGuida per l´informazione sociale (2008)
(Francesca Mezzadri)
giovedì 3 luglio 2008
Corleone: la città che ha portato la Pace nel cuore
Prem Rawat parla in piazza Falcone e Borsellino a Corleone il 2 luglio 2008Fonte: Città nuove Corleone, il giornale on-line della zona corleonese, giovedì 3 luglio 2008
Nel pomeriggio di ieri 2 luglio Prem Rawat è stato a Corleone, dove alle ore 18.00 è stato ricevuto dal Consiglio Comunale per ricevere la cittadinanza onoraria. Alle 19.00 ha poi tenuto la sua conferenza in piazza Falcone e Borsellino. Per questa particolare occasione sono giunti i messaggi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e del presidente del Senato, Renato Schifani. Ha scritto il Presidente Giorgio Napolitano: «Ho appreso con sincero compiacimento che la manifestazione "Pace un messaggio senza confini" ha suscitato interesse in Sicilia. Merita vivo apprezzamento la sensibilità mostrata dalla Ammininistrazione Comunale per una iniziativa volta a promuovere la sensibilità e l'impegno di ogni persona verso il grande tema della pace, e favorire un coerente impegno verso i valori della libertà e della dignità dell'uomo. Rivolgo pertanto il sincero augurio di un nuovo e meritato successo». Ha scritto Schifani: «Mi preme esprimere tutto il mio apprezzamento per la vostra iniziativa. Consapevole di quando sia importante porre l'attenzione di tutti noi sui temi della pace, della solidarietà e del dialogo tra i popoli, e per aver dato vita all'associazione Percorsi, con l'obiettivo di promuovere la cultura della pace attraverso momenti di approfondimento e confronto in varie città Italiane. Rammaricandomi di non poter essere presente, auguro pieno successo all'iniziativa e invio a tutti gli intervenuti i miei più cordiali saluti.
Prem Rawat, conosciuto anche con il titolo onorifico di Maharaji, ha detto: «È necessario che la pace si manifesti nella vita di ogni persona. Fra tutte le cose che abbiamo provato in questo mondo, ce n'è una alla quale non abbiamo mai dato alcuna possibilità, ed è la pace. Se davvero vogliamo sperare in qualcosa, allora, nel nostro cuore, magari possiamo sperare che nella nostra vita ci sia pace. La pace che stiamo cercando è dentro di noi. È nel cuore, sta aspettando solo di essere sentita. Non è il mondo che ha bisogno di pace, ma le persone».
Prem Rawat ha presentato il suo messaggio a più di 9 milioni di persone, in oltre 250 città di 50 nazioni nel mondo.Ha costituito la Fondazione che porta il suo nome, promuovendo numerosissime attività a favore della pace e delle azioni umanitarie, intervenendo, tra l’altro, in India, Filippine, Indonesia, Africa, Pakistan e per aiutare le vittime dello Tsunami.
“Percorsi” è un’associazione italiana senza scopo di lucro, costituita nel 2004 da parlamentari, ex parlamentari, rappresentanti delle istituzioni, della società civile e della cultura con l’intento di portare l’attenzione sul tema della pace e della dignità umana nelle sedi istituzionali e culturali del paese. Pace vista non soltanto come condizione politica tra le nazioni ma anche e soprattutto come bisogno e responsabilità individuali.
Diario di viaggio: Palermo-Corleone, 2 luglio 2008
di Tindara Ignazzitto
Arrivo da Palermo sull'autobus numero 8 partito da piazza Politeama intorno alle 16 insieme ad altri nove noleggiati per l'occasione. Mi fa piacere fare il viaggio in autobus, nonostante il mio amico Paolo mi abbia invitata ad andarci in macchina insieme a lui e al suo amico Giovanni. Voglio vivermi il viaggio come tutti gli altri, venuti da altre regioni d'Italia e del mondo, come se fosse un vero viaggio, con una partenza e una méta da raggiungere con trepidazione e curiosità.
Il viaggio è piacevole. Accanto a me alcuni amici con cui chiacchiero e scatto foto di un paesaggio incredibilmente bello che vedo per la prima volta.
Non ricordo di esserci mai stata prima a Corleone. Forse l'ho attraversata in fretta solo una volta; in compenso, i miei studenti stranieri - a cui insegno la lingua italiana - me ne parlano sempre. Loro ci vanno perché ne hanno sentito parlare: Corleone è un mito, un mito forse al contrario, ma pur sempre un luogo mitico che evoca strani pensieri e strane storie, oltre che curiosità.
Oggi, però, a Corleone si respira un aria festosa. Arrivati a destinazione, la piazza Falcone e Borsellino è già pronta per la conferenza che Prem Rawat terrà alle 19.
Prem Rawat riceverà oggi dal sindaco di questa piccola cittadina dell'entroterra siciliano, Nino Jannazzo, la cittadinanza onoraria. Per me, siciliana di nascita ma cittadina del mondo, è una sensazione particolarissima: conosco Prem Rawat e i suoi insegnamenti da 15 anni e mi sono sempre spostata io da qualche parte nel mondo per sentirlo parlare di persona. Oggi è lui qui, nella terra in cui sono nata, ed è una cosa che stento a credere: evidentemente, la Sicilia - e Prem Rawat - hanno ancora la capacità di stupirmi! Forse ho anch'io una piccola parte in tutto questo: forse lo stupore di oggi dipende in buona parte anche da me, che sono ancora capace di stupirmi.
E' presto per restare nella piazza sotto il sole ancora alto. Decidiamo di fare un giro in paese. E' duro percorrere il breve tratto che ci separa dalla piazza del Municipio: ad ogni passo, facce che conosciamo, amici che io non vedo da anni, e che sono qui oggi per ascoltare un messaggio che dice al mondo quanto sia possibile realizzare la pace; anche in questa piccola cittadina tristemente famosa per qualcosa che è tutto il contrario della pace, ma il cui nome dolcissimo evoca amore e coraggio: cuor di leone.

Portale del Municipio di Corleone: un leone tiene in mano un cuore
ore 18.30
Nella piazza antistante del Municipio, una trentina di persone convenute lì come noi, con fare discreto e in un silenzio quasi inverosimile, attendono che arrivi Prem Rawat. Intanto guardano, chiacchierano con la gente del posto, fanno conoscenza con loro.
In un punto della piazza, il busto di Placido Rizzotto, il sindacalista corleonese ucciso dalla mafia, sembra vegliare e attendere anche lui. Incollata all'effige di bronzo, un foglietto scritto a mano dice: Dedicato a Placido Rizzotto. La mafia, usata ormai come stereotipo per tutta l'Italia sembra diventata invincibile e indistruttibile, una multinazionale del crimine. Di persone che l'hanno combattuta ce ne sono state tante, e ce l'avrebbe se fossero state aiutate dalle istituzioni ma, come dicono alcuni, è più importante la poltrona di un politico che una vita umana. Ci sono stati uomini che hanno lasciato un segno, come Placido Rizzotto. Lui ha dato la sua vita per togliere il marcio che la mafia ha lasciato passo dopo passo. Ha combattutto per i diritti dei contadini che subirono violenze dai mafiosi, perché la mafia non è un datore di lavoro onesto come molti sostengono, ma è solo una fonte di violenza contro l'onestà."
Finalmente arriva Prem Rawat:
E' la prima volta che lo vedo arrivare ad una conferenza da così vicino. L'emozione è forte, come quella che ho provato al Teatro Massimo due giorni prima, quando ha fatto ingresso nel teatro in occasione della prima delle due conferenze dallo stesso titolo, le prime in assoluto che Prem Rawat abbia mai tenuto in Sicilia e in tutto il Sud d'Italia.
Sentirlo parlare mi dà sempre una certa emozione: non ho mai sentito un altro essere umano parlare negli stessi termini in cui parla Prem Rawat, sin dal primo momento, con la stessa semplicità e, allo stesso tempo, con la stessa forza e coerenza. Aderisco pienamente ad ogni suo pensiero, non ciecamente né con spirito di emulazione: mi reputo una persona sufficientemente intelligente e capace di pensare con la mia testa per avere paura di essere daccordo con i suoi insegnamenti e il suo modo di intendere la vita. E riconosco che averlo conosciuto mi ha permesso di ri-conoscere e godere pienamente della mia esistenza.
Non nascondo che mi piacerebbe poter entrare nell'edificio insieme a lui; non nascondo che mi piacerebbe sentirlo parlare, vedere cosa succede là dentro. E, in effetti, di tanto in tanto, si sentono degli applausi. Noi, intanto, continuiamo ad aspettare... in silenzio.
Ma ecco scendere Pino Maniaci, il giornalista e fondatore di Telejato balzato recentemente agli onori della cronaca per essere stato picchiato a causa delle denunce fatte ad alcuni boss mafiosi di Partinico
Questo video su Youtube contiene un'intervista a Pino Maniaci
Questo video su Arcoiris racconta alcuni pezzi della vita di Telejato
Io non conosco Pino personalmente, ma quando lo vedo, mi avvicino immediatamente, quasi d'istinto, e gli chiedo se l'intervista al consigliere comunale di Corleone Giuseppe Cardella, andata in onda qualche minuto prima in piazza Falcone e Borsellino, sia già disponibile on-line sul sito di Telejato. Pino è molto gentile ed affabile; scambiamo velocemente quattro chiacchiere, poi mi conduce insieme a lui, sua moglie e sua figlia Letizia a prendere un caffè al bar di fronte. Io tentenno: non vorrei perdermi l'uscita di Prem Rawat. Lui, sicuro di sé, mi assicura che per adesso non verrà fuori nessuno e che, se voglio, posso salire poi insieme a loro. Questo, decisamente, non me l'aspettavo! Quasi quasi accetterei... ma non darò fastidio? Se vuoi fargli un'intervista, posso tradurre. Prem Rawat parla inglese, gli propongo io, quasi per dare a me stessa una giustificazione della mia presenza in quel luogo in cui non sono stata invitata.
Prendiamo il caffé. Gli racconto quello che faccio nella vita; lui mi chiede se so dell'iniziativa Siamo tutti Pino Maniaci e mi chiede se non mi andrebbe di leggere anch'io un telegiornale di Telejato, come stanno già facendo tante persone - tra cui noti esponenti politici, di associazioni anti-racket come LiberoFuturo e Addiopizzo, e della società civile - per solidarietà nei suoi confronti.
Prima di andare su per le scale del Municipio, il cuore mi batte forte. So che gli amici della piazza mi stanno guardando e, forse, si stanno domandando dove diavolo io stia andando con quell'uomo... Per la verità, mi sento un pò frastornata anch'io... Sono un'intrusa...
Poi, improvvisamente, penso: Io, un'intrusa? E perché mai dovrei sentirmi un'intrusa? Sono qui nella mia terra, e forse per la prima volta nella mia vita, mi sento siciliana... Nessuno dei miei amici nella piazza, forse, conosce Pino Maniaci. Io sì, perché sono siciliana, come lui. E come lui vivo su questa terra, ne respiro l'aria ogni giorno, ne ascolto gli echi riverberare intorno a me ogni giorno... Io, un'intrusa? Per la prima volta in vita mia - giuro - mi sento siciliana. Grazie Prem Rawat, perché oggi la cittadinanza l'hai data tu a me...
ore 19.30 circa
Dopo aver tenuto un breve ma intenso discorso nella sala del consiglio comunale di Corleone allo stesso consiglio, ad atri 4-5 sindaci di cittadine limitrofe invitati per l'occasione, rappresentanti della stampa e qualche altro ospite, Prem Rawat viene accompagnato in corteo in piazza Falcone e Borsellino, dove già lo stanno aspettando in tantissimi.
Prem Rawat, cittadino onorario di Corleone, diventa siciliano (come me;-)
Alcuni estratti del discorso tenuto da Prem Rawat in piazza Falcone e Borsellino (e da me stessa appuntati)
Grazie Capitano: attendo anch'io di sentirLa parlare, Capitano, perché accenda ancora quella lampada che ha acceso al Teatro Massimo. E La ringrazio anche di aver parlato prima di tutto all'uomo Nino Jannazzo. (Antonio Jannazzo, sindaco di Corleone)
Credo che Corleone debba smettere di fare riferimento al passato e, da oggi, guardarsi come la città che ha accettato la Pace.
Che cosa praticate di più? Perché è nella cosa che praticate di più che diventerete veramente abili. Sta a voi. A noi, la scelta. Io non sono venuto qui da leader, ma come essere umano che ha la stessa vostra sete, il vostro stesso sogno. Noi, la gente, le persone, possiamo fare la differenza sulla Pace in questo mondo. Abbiamo fatto affidamento sulle istituzioni. Ma sentire la Pace dentro di noi, questa è una questione "nostra", non delle istituzioni.
La buona notizia è che nel 2008 il desiderio di Pace non è morto.
Cos'è la Pace? Assenza di guerra? A differenze delle nuvole che sono originate da qualcos'altro, le guerre, da cosa sono originate? Dagli esseri umani.
La guerra non è soltanto un uomo con la pistola... è nella mente delle persone. Si pensa che basti eliminare le armi. E invece: che cosa ci vuole? Gentilezza.
C'è un detto: se sei forte, dovresti anche essere gentile. Se sei intelligente, dovresti anche essere semplice. Se sei ricco, dovresti anche essere umile.
Guardate verso voi stessi, non soltanto per cercare delle colpe, ma anche delle risposte. Se cerchi la Pace, guarda dentro te stesso, perché essa risiede dentro di te... Semplicemente, comincia a pensare. Just start to think. L'atteggiamento che deve cambiare è: LA PACE E' POSSIBILE OPPURE NO? Io non posso rispondere per voi; io, per me, ho già deciso. Quando tornerete a casa, forse penserete: "Uhm... La Pace? Dentro di me?!?!" Rifletteteci.
Tutto ciò di cui abbiamo bisogno, ci è già stato dato. Sono coloro che credono, non coloro che non credono, che fanno la differenza. Come la luce ed il buio: l'una appare e l'altro sparisce.
Anche i prigionieri chiusi in una prigione possono sentire la Pace di cui io parlo. C'è una dimensione dentro di noi che è molto di più di ciò che appare all'esterno.
Corleone: la città che ha portato la Pace nel cuore
Per saperne di più su Prem Rawat e la Fondazione che porta il suo nome
Per altri articoli sulla manifestazione di Corleone
Una breve cronaca della manifestazione in spagnolo
Articolo su Dialogos, sezione ARCI di Corleone
Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza. Oggi inizia l´estate. Evviva.
Luca Trinchieri
luca.trinchieri@ yahoo.it
Roma
Fonte: Quotidiano Liberazione del 21 giugno 2008
giovedì 26 giugno 2008
Inventario sulla cultura mediterranea: laboratorio internazionale dei saperi mediterranei
Docenti siciliani e spagnoli a simposio, domani a Palermo alle ore 9,30 presso la facoltà di Lettere e filosofia nell’ambito dell’incontro “I saperi mediterranei: primo laboratorio internazionale”. L’evento è organizzato dall’Università di Palermo (Facoltà di Lettere e filosofia – Dipartimento di civiltà euromediterranee e di studi classici cristiani, bizantini, medievali, umanistici), dall’Officina di Studi medievali di Palermo e dalla Fundacion universidad de Castilla di Leon (Spagna). Il seminario s’inquadra all’interno di un accordo internazionale di collaborazione firmato il 3 novembre scorso con la fondazione spagnola per intraprendere iniziative culturali e scientifiche di comune interesse. L’Officina di studi medievali e il team spagnolo presenteranno per la prima volta il progetto di ricerca internazionale C.I.M. (Catasto intellettuale mediterraneo), già avviato nei mesi scorsi con altri partner provenienti da Libano, Israele, Egitto. L’obiettivo del progetto ‘’C.I.M.’’ è la catalogazione della ‘cultura mediterranea’ che si esprime in numerosi e articolati ‘saperi’ a partire dall’età antica e preistorica, dall’età classica fino ad arrivare agli inizi dell’età moderna, ripercorrendo l’età medievale. In una sorta di rete virtuale, i partner metteranno a confronto le diverse culture collegate alla tradizione arabo-islamica, greco-latina, cristiano-latina e greco-bizantina, ebraica e semitica. Di particolare interesse risulta il riferimento alla tradizione alimentare mediterranea in relazione agli usi agricoli e alla produzione agro-alimentare a cominciare dal cibi mediterranei: grano, olio, vino. I lavori proseguono, alle 16,15 all’Officina di studi medievali (in via Del Parlamento, 32) con due interventi sul rapporto tra alimentazione e feste religiose arabe ed ebraiche. Interverranno tra gli altri i professori Alessandro Musco (Università di Palermo), Ignazio Buttitta (Università di Palermo), Lucio Melazzo (Università di Palermo), Salvador Rus Rufino (Università di Leon), Jesus Perez Paniagua (Università di Leon), Pere Villalba Varneda (Università autonoma di Barcellona), Fernando Dominguez Reboiras (Università di Friburgo –Germania), Asuncion Sanchez Manzano (Università di Leon).
Fonte: AteneoNews n. 62 del 26 Giugno 2008, Agenzia stampa dell'Università degli Studi di Palermo
venerdì 20 giugno 2008
Messaggio del Presidente della Repubblica in occasione della giornata mondiale del rifugiato
"La Costituzione italiana assegna un ruolo centrale alla tutela dei diritti fondamentali della persona". Lo ha ricordato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nella Giornata Mondiale del Rifugiato ,ha inviato un messaggio al rappresentante dell'Unhcr in Italia, Walter Irvine. "Occorre garantire ad ogni individuo protezione, garanzie e diritti, coniugando le politiche di assistenza ai rifugiati con norme che favoriscano l'integrazione, la convivenza pacifica e la sicurezza" ha ribadito il Capo dello Stato, avvertendo che "per svolgere un'azione realmente efficace si deve riflettere sulle ragioni che inducono tanti esseri umani a fuggire dai propri paesi e a cercare accoglienza in altre comunità".
"Solo costruendo un ordine internazionale improntato a giustizia e solidarietà, in cui l'impegno a favorire la convivenza fra i popoli si accompagni alla tutela dei diritti dei singoli, sarà possibile affrontare efficacemente questo fenomeno" sottolinea Napolitano, che esprime apprezzamento per "tutti coloro che, in questa giornata, levano la propria voce per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla drammatica situazione dei rifugiati nel mondo e per invitarla a riflettere sulla loro condizione".
mercoledì 18 giugno 2008
Mediterraneo antirazzista
Piazza Tavola Tonda* ore 18.00
* seguire Parata Antirazzista per le vie della Vucciria con la partecipazione dei MALAMURGA (Roma).
*** 20 Giugno ***
Velodromo "Paolo Borsellino"* ore 12.00
Velodromo "Paolo Borsellino"
OM (Italia)
SPERANÇA DE CABO VERDE gruppo di ballo + KOSMO'S (Cabo Verde)
DRUSVO ROM (Comunità Rom)
SAID (Marocco)
I bambini della Cascino (Italia)
FASO BARRANI (Costa d'Avorio)
ASSAN (Comunità Rom)
DJELI D'AFRIQUE messaggeri dell'Africa (Africa)
Velodromo "Paolo Borsellino"
* dalle ore 8.30 alle ore 12.30
* ore 12.30
martedì 17 giugno 2008
CARTA DI ROMA: protocollo deontologico per giornalisti
Lo stesso documento era già stato approvato lo scorso mese di aprile dalla Federazione nazionale della Stampa, il sindacato dei giornalisti.
La CARTA DI ROMA esorta i giornalisti italiani ad usare termini giuridicamente appropriati e corretti (ha infatti in allegato un glossario). L'obiettivo é, fra gli altri, quello di garantire una informazione accurata che tenga conto della delicatezza della posizione dei suoi protagonisti e degli effetti che un avventato sensazionalismo può avere sull'opinione pubblica.
Un ulteriore passo in avanti verso una corretta informazione nei confronti del complesso mondo dei migranti.
Il Centro Studi e documentazione sulle migrazioni di Palermo é a disposizione dei colleghi giornalisti affinché anche nella nostra città si realizzino le linee guida della CARTA DI ROMA e si organizzino attività di formazione dei giornalisti, "dalle scuole di giornalismo ai seminari per i praticanti" e giornate di studio ad hoc.
Roberto Mazzarella
Responabile Centro Studi e documentazione sulle migrazioni di Palermo
Scarica e leggi la CARTA QUI
giovedì 22 maggio 2008
Notte dell'Interculturalità e del dialogo: musica e danze dei popoli di Palermo

Bangladesh, Capoverde, Costa d'Avorio, Ecuador, Ghana, Isole Mauritius, Perù, Rom, Romania, Tamil dello Sri Lanka, Tunisia
interverranno inoltreYousif Latif Jaralla (Iraq): voce narrante; Said Benmsafer (Marocco): oud; Djali Moulaye Diabate (Senegal): koraLaboratorio di Etnomusicologia "Aglaia"; Mario Crispi (duduk armeno); Francesco Giunta (voce) con Mario Incudine e Gruppo "Terra"; Jambo Sana
a cura delle singole comunità saranno allestiti stand gastronomici e d'artigianato, mostre fotografiche e documentariesarà esposta la mostra fotografica "Viaggio nell'interculturalità" realizzata dell'Associazione Simposio
Giovedì 22 maggio 2008, ore 21Auditorium del Teatro Nuovo della Facoltà di Lettere e Filosofiaviale delle Scienze, accanto l'edificio 17
coordinamento: Dipartimento "Aglaia" di Studi greci, latini e musicali; ideazione e direzione artistica: Girolamo Garofalosegreteria organizzativa: Nino Mangiaracina, Daria Settineri, Giovanni Arnone, Francesco Citarda, Barbara Crescimanno, Mario Friscia, Laura Gagliardo, Carmelo Graceffa, Gaspare Pecoraro, Veronica Racito; in collaborazione con: MdU (Movimento dell'Università) e Associazione ComeUnaMareaproduzione e logistica: Associazione Cielozero/TeatrodelSole e "Graham e Associati"ufficio stampa: Alessandra Sciortino
Con quest'inizativa la Facoltà di Lettere e Filosofia aderisce alla campagna 1001 Actions for Dialogue, promossa dalla Fondazione Euromediterranea Anna Lindh (Alessandria d'Egitto), nel quadro della Dialogue Night che si svolgerà contemporaneamente nei 37 paesi dell'area euromediterranea, in preparazione della Conferenza Euromediterranea dei Ministri della Cultura che si svolgerà in Grecia il 29 e il 30 maggio 2008.
martedì 13 maggio 2008
Concorso fotografico Al Janub: Tutti i Sud…in mostra
Ecco di seguito il regolamento del concorso:
1) Tutti i Sud…in mostra è il 1° concorso fotografico organizzato dal gruppo studentesco Al Janub.
2) Scopo del concorso è stimolare la riflessione sulle tematiche dello sviluppo e del disequilibrio tra centro e periferia del mondo nonché la conoscenza della realtà dei paesi del Sud del mondo, attraverso uno strumento di comunicazione più agile di quelli tradizionali, quale quello della fotografia.
3) Il concorso è aperto a tutti gli studenti universitari che grazie a tirocini, esperienze di volontariato o viaggi di conoscenza, hanno avuto l’occasione di visitare il sud del mondo e vogliono condividere la loro esperienza attraverso il materiale ricavato nei loro viaggi.
4) Il tema sarà… Tutti i Sud…in mostra
5) Le 15 migliori fotografie, scelte ad insindacabile giudizio della giuria, verranno pubblicate su pannelli fotografici ed esposte in mostra il 12 giugno in occasione della terza edizione della manifestazione “Tutti i sud in festa”, organizzata dal gruppo studentesco Al Janub all’interno della cittadella universitaria di Viale delle Scienze, Palermo. La manifestazione, che si svolge ogni anno, è volta a valorizzare tutte le culture presenti nella nostra terra e prevede momenti di danza, musica, cucina e arte dedicati al sud del Mondo. All’interno della manifestazione i vincitori del concorso saranno chiamati a commentare i propri scatti.
6) I panelli fotografici pubblicati diventeranno proprietà del gruppo studentesco Al Janub e andranno a costituire una vera e propria mostra itinerante che verrà utilizzata dal gruppo in occasione di varie manifestazioni e attività di sensibilizzazione su tutto il territorio italiano.
5) Le fotografie partecipanti al concorso devono riportare: nome del fotografo, luogo e data dello scatto, titolo e breve didascalia.
6) Le fotografie devono essere inviate via mail all’indirizzo aljanub@gmail.com entro e non oltre il 20 maggio (salvo eventuali proroghe) oppure consegnate su cd presso la Casetta della Cooperazione, sede di Al Janub, (all’università in viale delle Scienze di fronte la facoltà di economia) tutte le mattine, dalle 9 alle 13. Ogni foto dovrà essere accompagnata dalla scheda di richiesta di partecipazione al concorso.
7) Le foto devono essere inedite, e non aver partecipato ad altri concorsi fotografici.
8 ) Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.
9) Al Janub si riserva il diritto di non visualizzare nel sito e di non ammettere alla partecipazione al concorso le fotografie che ritiene non opportuno accettare per qualsivoglia motivo.
10) Ogni partecipante dichiara di essere autore delle fotografie presentate in concorso, di essere titolare dei diritti sulle stesse e responsabile del contenuto. Ogni partecipante ne autorizza la pubblicazione sul giornalino del gruppo Al Janub, sui blog http://aljanub.wordpress.com/ e http://aljanub.noblogs.org/ e su eventuali altri materiali promozionali prodotti dal gruppo nonché l’esposizione all’Università di Palermo in relazione all’evento precedentemente citato o in occasione di altre manifestazioni non profit, sollevando il gruppo studentesco Al Janub da ogni responsabilità. Le immagini non verranno in nessun caso utilizzate a fini commerciali e rimarranno di proprietà dell’autore.
11) La giuria sarà interna al gruppo e si avvarrà del parere di operatori e professionisti della Cooperazione Internazionale.
12) La partecipazione al concorso è a titolo gratuito.
13) Il premio per i primi 15 classificati sarà la pubblicazione della foto selezionata e l’esposizione della stessa nella mostra Tutti i sud…in mostra
14) Tutti i partecipanti al concorso saranno avvisati tramite posta elettronica (se presente) dei risultati.
15) L’associazione si impegna al rispetto della legge sulla privacy.
16) Responsabili del concorso sono Antonio Mangia e Valentina Ricciardo.
Per ogni informazione scrivete ad aljanub@gmail.com oppure venite a conoscerci alla Casetta della Cooperazione.
17) Iniziativa realizzata grazie ai contributi universitari per le attività culturali (legge n.429, 3/8/1985).
Link al post del blog Al Janub
domenica 20 aprile 2008
Li puoi chiamare per nome
E’ stato abbastanza spontaneo calarsi a pieno nella realtà dei migranti a Palermo, attraverso i racconti reciproci di esperienze, viaggi e problematiche di vita quotidiana. Non è facile lavorare con i migranti, a volte perchè sei bianca, a volte perchè sei femmina. Ma poi dopo qualche giorno passato a studiarci in modo reciproco succede qualcosa. Forse perchè hai conosciuto le persone giuste, forse perchè anche noi abbiamo i ritmi lenti di chi è del sud, forse perchè non abbiamo mai detto di no ad un bicchiere di birra o ad una festa, compresa quella della fine del Ramadam.
E cosi succede che l'intervista diventa un pretesto per conoscerci e una volta terminata c'è sempre il tempo di scambiarci quattro chiacchiere, storie di vita e di esperienze diverse. Capita che incontri dei ghanesi che hanno il passaporto della Liberia, qualcuno che ha le carte di credito olandesi ed è qui per vacanza, chi è arrivato da qualche giorno a Palermo dopo un viaggio di tre anni dal Bangladesh a piedi o con mezzi di fortuna. Le comunità sono molto diverse tra di loro per religione e cultura. Per esempio i Ghanesi abitano e lavorano soprattutto a Ballarò, sono commercianti, ma hanno anche parruccherie sia per uomini che per donne, locali dove si balla ragghae e piccoli ristorantini. Una parte della comunità è mussulmana, un'altra parte cattolica. Santa Chiara è un punto di riferimento molto forte. Molti marocchini sono "illegali" entrati con il visto turistico e rimasti a Palermo o venuti dopo la scadenza dei documenti a causa dei controlli che qui sembrano fare poca paura, rispetto al nord Italia o ad altri Stati. Molti vorrebbero ritornare nel loro paese, ma è un disonore se non hai il permesso di soggiorno, anche se hai lavorato e adesso puoi comprarti una casa. Molti abitano nei dintorni della stazione, dove ci sono anche diversi punti commerciali: macelleria, kebab, market dove si possono incontrare anche persone mussulmane di altre comunità.Tra le bancarelle del Capo e in via Maqueda invece lavorano i bangladesi per lo più commercianti: dai negozietti di cose etniche ai market e alle macellerie, alle videoteche. In quei giorni in Bangladesh c'era stato un tifone e la preoccupazione era tangibile per parenti e amici. Tutti hanno le idee molto chiare su cosa non va in Italia sulle politiche migratorie, anche perchè hanno contatti in diverse parti del mondo e conoscono le diverse realtà europee e americane.Chi rimane a Palermo lo fa per i motivi più disparati: dal clima simile al paese che si è lasciato, alla presenza di famigliari o parenti, in moltissimi casi per il costo della vita e degli affitti.
Con il passare dei giorni non pensi più al politicamente corretto, all'uso della parola immigrato o migrante, nero o di colore adesso li puoi chiamare per nome. E più ci si conosce più ci si rende conto di parlare delle stesse cose. I problemi degli studenti fuori sede e quelli dei migranti si sovrappongono perfettamente: i padroni di casa desaparacidos quando si rompe qualcosa (il classico scaldabagno!) ma puntualissimi per bollette e affitto.Anche la percezione della città è la stessa: sentirsi guardati in modo strano sull'autobus è un male comune: qualcuno perchè è nero, o perchè ha le treccine, qualcun'altra perchè ha una gonna lunga e colorata.
Giovanna Messina
Fonte: http://aljanub.noblogs.org/category/palermo
venerdì 18 aprile 2008
Per acquisire la cittadinanza non è sufficiente il dato formale della celebrazione del matrimonio
Ad avviso del Consiglio di Stato, l'acquisto della cittadinanza italiana non è automatico, ma da limitarsi ai casi veramente meritevoli. Pertanto, non è sufficiente il dato formale della celebrazione del matrimonio, ma è indispensabile l'instaurazione di un effettivo rapporto coniugale, con il rispetto dei conseguenti doveri civili di fedeltà, assistenza, collaborazione e coabitazione, perdurante da almeno tre anni e tale da dimostrare l'integrazione dello straniero nel tessuto sociale e civile nazionale.
(Consiglio di Stato, sezione VI, decisione n. 6526 del 18 dicembre 2007).
Fonte: centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
sabato 5 aprile 2008
Stranieri a Palermo: siglati due protocolli d'intesa
Sono questi gli obiettivi dei protocolli d'intesa, firmati nei giorni scorsi, dal "Centro studi e documentazione sulle migrazioni" che fa parte dell'assessorato Attività sociali del Comune.
Un protocollo d'intesa, messo a punto con l'associazione "Apriti Cuore onlus", che riguarda l'attività di interpretariato e mediazione culturale, intesi come dimensione costante delle politiche di integrazione. L'abbattimento delle barriere linguistiche aiuta, infatti, il cittadino straniero ad inserirsi nella società, favorendo la conoscenza dei diritti e dei doveri, l'uso dei servizi sociali, sanitari e dell'educazione, sia pubblici che privati.
Il servizio, al momento sperimentale, vuole agevolare i rapporti tra l'Amministrazione comunale di Palermo e le comunità straniere che risiedono in città, in modo da poter meglio comunicare nella loro lingua madre.
Il servizio verrà svolto attraverso il centro studi sulle migrazioni che curerà l'invio di un interprete o mediatore culturale nell'ufficio del Comune di Palermo che ne avrà fatto richiesta.
Per informazioni il Centro si trova in Vicolo delle Neve all'Alloro oppure si può scrivere all'e-mail: centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
martedì 1 aprile 2008
MANIFESTAZIONE Pamoja all'Associazione Malaussène fino all'11 maggio
L’iniziativa, organizzata con la collaborazione di Tulime, Asantesana e Simposio, tre associazioni attive in Africa con progetti di cooperazione e sviluppo, si protrarrà fino alll’11 maggio 2008 e comprende, tra l’altro, videoproiezioni e mostre di fotografia e artigianato africano.
Apertura dal giovedì alla domenica, ore 20:30-24:00.
Programma
3-13 aprile: mostra di fotografie scattate da Maurilio Caracci durante il primo viaggio di turismo consapevole organizzato da Tulime. La mostra è organizzata dal villaggio Mtitu–Palermo e dal coordinamento nazionale di Tulime.
17-27 aprile: mostra organizzata da Asantesana, in cui saranno esposte alcune fotografie scattate dai volontari che hanno partecipato alla realizzazione dei progetti dell’associazione in Tanzania.
2-11 maggio: mostra fotografica sull’interculturalità, organizzata dall’associazione Simposio, con immagini scattate dai soci e dai volontari che operano in Madagascar.
mercoledì 26 marzo 2008
Giunta di Palermo, via libera ad un Centro Studi sulle Migrazioni
Data della notizia: 16 novembre 2007
Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Palermo
La lingua dell'immmigrazione: a Roma tre giorni di aggiornamento e formazione per mediatori linguistico-culturali
La loro voce - espressa in oltre 80 lingue e idiomi di tutto il mondo - è spesso il primo conforto ed orientamento per coloro che, dopo numerose peripezie, attendono la propria sorte all'interno di un Centro di Accoglienza e Identificazione.
La figura dell'interprete/mediatore ha un ruolo fondamentale nell'ambito delle Commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato, con funzioni non solo tecnico-linguistiche, ma come facilitatore dell'incontro tra culture. L'interprete/mediatore è indispensabile ai fini della comprensione, da parte di coloro ai quali compete la decisione di concedere l'asilo, di tutte le circostanze e condizioni riguardanti il richiedente e la relativa normativa giuridica in materia.
Gli interpreti, tutti professionisti con esperienza pluriennale, sono organizzati nel Consorzio ITC, formato da 23 soci fondatori, che dal 2005 svolge tale servizio in regime di convenzione con il Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno.
A partire da giovedì 27 marzo, per 3 giorni, gli interpreti/mediatori si riuniranno a Roma per un corso di formazione e aggiornamento professionale in cui approfondiranno con i massimi esperti gli aspetti giuridico-legali, tecnici e socio-sanitari dell'immigrazione.
Il Corso, che si svolgerà presso il Centro di formazione della Caritas diocesana di Roma (Via Aurelia, 773), verrà inaugurato con una sessione aperta al pubblico giovedì 27 marzo, alle ore 9.00, da Mario Morcone, prefetto capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno, Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione Lazio, mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, Jamil Awan, presidente del Consorzio ITC.
Nei tre giorni di formazione sono previsti gli interventi di Franco Pittau, coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes, Jurgen Humburg, direttore di UNHCR Italia, Salvatore Geraci, presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Raffaele Miele, direttore di Immigrazione.it e ImmigrazioneOggi, Fausto Gianni, prefetto presidente della Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo e numerosi esperti provenienti dal mondo accademico e dalle istituzioni nazionali ed internazionali.
I giornalisti che lo desiderano potranno assistere alle lezioni comunicando la partecipazione alla Segreteria organizzativa del convegno (tel. 06.85305564) oppure contattando l'Ufficio stampa (Alberto Colaiacomo cell. 335.1817131 - Dana Enulescu cell. 338.7617069)
giovedì 20 marzo 2008
Giornata della cultura tunisina in Italia
mercoledì 19 marzo 2008
A Palermo 300 stranieri a scuola di italiano
PALERMO - L’Ateneo palermitano è in prima linea per favorire l’integrazione degli studenti immigrati; sono oltre 15 mila a Palermo i cittadini di altri Paesi. La buona conoscenza della lingua italiana come primo strumento di integrazione, questo è l’obiettivo che si prefigge la nuova “Scuola di lingua italiana per stranieri” dell’Ateneo di Palermo, che nei primi sei mesi di attività ha già prodotto risultati apprezzabili. La Scuola di lingua italiana per studenti e lavoratori stranieri dell’Università di Palermo, in sei mesi, ha contato oltre 300 iscritti e ha dato la possibilità a 180 laureandi di svolgere il tirocinio con alunni immigrati nelle scuole con una presenza molto elevata di immigrati. Traccia così un bilancio positivo la Scuola per stranieri, istituita dall’Università di Palermo per aiutare studenti di altri Paesi, famiglie e lavoratori immigrati ad acquisire dimestichezza con la lingua parlata e a integrarsi più facilmente.
Nata, infatti, per essere al servizio degli studenti, delle famiglie immigrate e delle imprese, ha già stretto rapporti di collaborazione con associazioni di volontariato, scuole di frontiera, istituzioni. Esperienze, proposte e cifre sono state rese note durante una la giornata di studio, tenutasi nei giorni scorsi, sul tema “L’italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale”.
La scuola, diretta dalla docente universitaria Mari D’Agostino, è stata istituita con lo scopo di rispondere alle numerose sollecitazioni provenienti dal mondo dell’istruzione, del lavoro, degli studenti stranieri e delle Università di altri Paesi. La facoltà di Lettere e Filosofia conta il più alto numero di studenti non italiani iscritti, oltre duecento, e ha istituito uno speciale corso di laurea per l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda.
Sono 15 mila, infatti, i cittadini stranieri che hanno la residenza a Palermo, e sempre più consistente è la presenza di alunni immigrati nelle scuole palermitane: in alcune realtà, come l’istituto comprensivo Madre Teresa di Calcutta, nel centro storico della città, raggiungono il 50 per cento degli iscritti. “Con questa scuola - ha riferito il Rettore dell’Università di Palermo Giuseppe Silvestri - vogliamo dare a tutti i giovani e gli adulti stranieri la possibilità di diventare soggetti attivi nella società, non solo nel loro interesse, ma nell’interesse di tutta la Sicilia”. “Il possesso della lingua italiana costituisce un diritto fondamentale per ogni uomo, donna e bambino che si trovi a studiare, lavorare, vivere in Italia - ha sottolineato Mari D’Agostino -. Partendo da questa convinzione, questo incontro ha l’obiettivo di mettere a confronto progetti e politiche di intervento rispetto all’integrazione linguistica degli stranieri. Chiediamo alle istituzioni locali, alla nuova Assemblea regionale e al nuovo governo, di programmare nel settore dell’insegnamento dell’italiano per stranieri interventi efficaci e durevoli, evitando sprechi”.
Inaugurata l’estate scorsa con l’obiettivo di promuovere attività didattiche, di formazione, di consulenza e di ricerca nel campo dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda, la Scuola dell’Ateneo organizza corsi estivi e lezioni per studenti Erasmus, giovani e adulti, promuove e collabora a progetti rivolti a bambini immigrati nelle scuole. Degli oltre trecento allievi, 250 sono gli studenti Erasmus, 50 gli adulti stranieri e 10 gli studenti egiziani iscritti a un master. Sul versante della formazione, la Scuola accoglie tirocinanti provenienti dal corso di laurea in “Traduzione, italiano L2 e interculturalità”, che possono quindi contare su un centro universitario in cui trovare anche sbocco lavorativo, passando per una fase di formazione con docenti qualificati. A questo si affianca una costante attività di ricerca fornita da dottorandi e ricercatori del dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche. La Scuola è inoltre sede di esame per il conseguimento della Certificazione di italiano come lingua straniera (Cils), rilasciata dalla Università per stranieri di Siena.
Il contributo che in questo modo intende dare l’ateneo palermitano può considerasi importante perchè punta a un’istruzione di qualità, come è stato specificato alla facoltà di Lettere, in occasione della giornata di studio sul tema “L’italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale”. Un incontro, svoltosi nei giorni scorsi, al quale hanno partecipato, fra gli altri, il rettore Giuseppe Silvestri; il preside di Lettere, Vincenzo Guarrasi; il direttore del dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche, Laura Auteri; il delegato del rettore per le Relazioni internazionali, Pasquale Assennato; il direttore dell’Ente regionale per il diritto allo studio universitario, Antonino Bono; il coordinatore dell’Osservatorio provinciale contro la dispersione scolastica, Maurizio Gentile; il fondatore della Scuola di lingua italiana per stranieri, Giovanni Ruffino; docenti dell’Università di Palermo, esponenti del mondo istituzionale, delle associazioni di volontariato che si occupano di immigrati, dirigenti e insegnanti di scuole con un’alta percentuale di stranieri.
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lunedì 10 marzo 2008
L'italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale. Convegno a Palermo
Giornata di studio "L'italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale"
14 marzo 2008 – Ore 9-13 – Aula Magna, Facoltà di Lettere e Filosofia
Un convegno, promosso dalla Scuola di lingua italiana dell'Ateneo palermitano, per fare il punto della situazione su immigrati e apprendimento della lingua, passaggio obbligato verso l'integrazione sociale e lavorativa. Un incontro tra soggetti protagonisti nell'attivazione di pratiche di inclusione, tra attori consapevoli delle cifre riguardanti la città di Palermo. Sono 15.000 i cittadini stranieri che hanno la residenza a Palermo, e sempre più consistente è la presenza di alunni immigrati nelle nostre scuole: in alcune realtà, come l'Istituto Comprensivo "Maria Teresa di Calcutta", raggiungono il 50% degli iscritti.
Il possesso della lingua italiana costituisce un diritto fondamentale per ogni uomo, donna e bambino che si trovi a studiare, lavorare, vivere in Italia. Partendo da questa convinzione, la giornata di studio ha l'obiettivo di mettere a confronto progetti e politiche di intervento dei differenti soggetti operanti a Palermo rispetto all'integrazione linguistica degli stranieri. La Scuola di lingua italiana per stranieri dell'Ateneo, il circuito scolastico pubblico, le associazioni di volontariato, i rappresentanti sociali e istituzionali, le comunità straniere si confrontano sull'offerta formativa volta all'apprendimento dell'italiano come lingua seconda nella nostra città e sulla sua reale capacità di costruire percorsi di inclusione sociale. In assenza di una Legge regionale sull'immigrazione e di fronte a interventi spesso frammentari e episodici delle diverse istituzioni locali, tale riflessione appare quanto mai opportuna al fine di individuare bisogni formativi e possibilità di lavoro comune.
Interverranno al dibattito, insieme a docenti dell'Università di Palermo, esponenti del mondo istituzionale, la coordinatrice dell'Ufficio nomadi e immigrati del Comune, il segretario generale della Cgil Sicilia, rappresentanti di Centro Astalli e Laboratorio Zeta, insegnanti dei centri Eda di Palermo, dirigenti e insegnanti degli istituti palermitani con un'alta percentuale di stranieri, il direttore del Centro culturale francese.
CONTATTI
Scuola di Lingua italiana per Stranieri
Direttore: Mari D'Agostino
Sito: http://www.itastra.unipa.it/
Email: scuolaitalianostranieri@unipa.it
Info: Facoltà di Lettere e Filosofiea– Box 1 (Piano terra)
Ufficio stampa: Marcello Amoruso
Cell.: +393402442295
SCUOLA DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI
Istituita nei primi mesi del 2007 con l'obiettivo di promuovere attività didattiche, di formazione, di consulenza e di ricerca nel campo dell'insegnamento dell'italiano come lingua seconda e straniera. Offre un servizio all'Ateneo di Palermo e all'intera città, in particolare al variegato e complesso mondo dell'immigrazione. Organizza una scuola estiva e corsi per studenti Erasmus, giovani in mobilità e adulti; promuove e collabora a progetti rivolti a bambini immigrati in un ampio numero di realtà scolastiche. Sul versante della formazione, la Scuola accoglie tirocinanti provenienti dal corso di Laurea in "Traduzione, italiano L2 e interculturalità", che possono quindi contare su un centro universitario in cui trovare anche sbocco lavorativo, passando per una fase di formazione con docenti d'alto profilo.
La Scuola di Lingua italiana per Stranieri si avvale di un contatto "in presa diretta" con l'evoluzione della lingua italiana e con le metodologie didattiche. Ciò grazie a una costante attività di ricerca fornita da dottorandi e ricercatori del Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche.
La Scuola è inoltre sede di esame per il conseguimento della Certificazione CILS, rilasciata dalla Università per Stranieri di Siena.
sabato 8 marzo 2008
L’Università italo-libica scelta a rappresentare uno degli “Otto obiettivi del Millennio”
L’Università italo-libica scelta come esempio rappresentativo di uno degli “Otto obiettivi del Millennio” fissati dall’Onu per il 2015. Il rettore dell’Ateneo di Palermo Giuseppe Silvestri, presidente della Fondazione universitaria italo-libica, ieri pomeriggio, nella Sala del Cenacolo della Camera dei deputati, ha illustrato il progetto, punta di diamante delle iniziative che il mondo accademico siciliano svolge per promuovere la collaborazione tra le due sponde del Mediterraneo sui temi dell'istruzione, della ricerca, della cultura e della scienza. L’iniziativa ha portato all’apertura, nell’Università libica di Bengasi, del dipartimento di Italianistica dell’Ateneo di Palermo, primo passo di un ampio progetto di scambi e collaborazioni tra i due Paesi e strategico ponte interculturale tra mondo latino e mondo arabo.
L’occasione è data dalla presentazione in Italia, dopo l’anteprima a Bruxelles, del documentario su “Gli otto obiettivi del Millennio nell’area mediterranea”, cioè gli otto traguardi fissati dall’Onu al 2015 per ridurre il divario tra Nord e Sud del mondo: dimezzare la povertà estrema; raggiungere l’istruzione primaria universale; promuovere l’uguaglianza tra uomo e donna; ridurre il tasso di mortalità infantile; ridurre il tasso di mortalità materna; invertire la tendenza di diffusione dell’Aids; assicurare la sostenibilità ambientale; sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo attraverso politiche e azioni volte alla cooperazione. L’Università italo-libica è stata scelta come progetto rappresentativo di quest’ultimo obiettivo.
Il documentario, realizzato la scorsa estate, è il frutto del tour nel Mediterraneo organizzato dall’associazione Mediterraid in collaborazione con l’Unric (Centro regionale di informazioni delle Nazioni Unite), la presidenza della Regione Lazio e l’ufficio Relazioni internazionali del Comune di Roma. Tappe del viaggio sono state, tra le altre, Palermo e Bengasi. Il rettore Silvestri ha presentato il ruolo della Fondazione italo-libica, costituita dalle Università di Palermo, Messina Catania, Reggio Calabria e dall’Accademia libica in Italia, e le grandi opportunità formative che saranno offerte agli studenti stranieri dal Politecnico del Mediterraneo, di prossimo avvio. All’incontro sono intervenuti Antonello Fratoddi e Monica Ardizzone, rispettivamente presidente e vicepresidente di Mediterraid; Fabio Graziosi dell’United Nations regional information centre for Western Europe; Marta Guglielmetti, coordinatrice per la campagna del Millennio Italia; Tana de Zulueta, presidente della commissione Cultura e Immigrazione di EuroMed; Wilfried Baudoin, componente della Food and agriculture organization of the United Nations; Gianni Gravina, capo area Balcani e Mediterraneo della onlus Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi emergenti (Cospe); Alessandra Pome, in rappresentanza del Wwf-Mediterranean programme office, ed Eszter Salgò, ricercatrice dell’Istituto per le relazioni tra l’Italia e i Paesi dell’Africa, America latina, Medio ed Estremo Oriente (Ipalmo).











