Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

martedì 13 settembre 2011

Campagna per la Somalia: Il Poco che può Salvare Tanti


Federazione Associazioni
Comunità Immigrati

                                                                                                               
Palermo, 12 Settembre 2011 - Comunicato stampa

CAMPAGNA PER LA SOMALIA
IL POCO CHE PUO' SALVARE TANTI
               
Esodi di dimensioni bibliche, vite umane perse giornalmente, alcune statistiche parlano di 20 bambini al giorno che muoiono per mal nutrimento . La Somalia, un paese del cosiddetto corno d'Africa,  sotto la stretta della carenza di generi alimentari da una parte, e di carestia e siccità dall’altra parte, condizione nella quale vivono oramai da una decina di anni.

                Gli interventi umanitari sono pochissimi, scarsa anche la presenza di organizzazioni umanitarie operanti in quella zona.

                L'ARCA “Federazione delle Associazioni e delle Comunità Immigrate” in collaborazione con le comunità immigrate a Palermo, crede sia doveroso un impegno che vede coinvolti individui, associazioni, organizzazioni, partiti, ma anche la stampa per fare fronte alla tragedia che si sta consumando nel vecchio continente, le cui vittime sono per la maggior parte i bambini, e pertanto rivolge un caloroso appello a tutti per aderire all'iniziativa di raccolta fondi per sostenere la popolazione somala intitolata “IL POCO CHE PUO' SALVARE TANTI”.

                In varie parti del mondo, questa campagna, già partita da diverso tempo, è particolarmente attiva. in tal senso, anche Islamic Relief (IR) in Somalia promuove campagne alimentari, Ramadan e Qurbani, dal 1996. Dal 2006 nella regione del Puntland è operativo un ufficio che porta avanti progetti nei settori dell’acqua, della sanità e dell’educazione per le comunità pastorali e gli sfollati, vittime di conflitti o catastrofi naturali, e sono presenti in questi giorni in una missione straordinaria anche con una troupe televisiva egiziana.

                L'Arca ha già distribuito in vari punti della città, contando anche sulla sensibilità delle comunità immigrate, diversi contenitori in cui possono essere raccolte le offerte. Di seguito un allegato  con un elenco provvisorio dei punti di raccolta, ma attendiamo altri suggerimenti per estendere ancora meglio sul territorio palermitano le offerte.

                Inoltre, avendo già ricevuto la disponibilità di alcuni artisti locali a partecipare ad una serata, domenica 18 settembre a Villa Filippina, il cui ricavato sarà interamente devoluto all'iniziativa, facciamo appello a tutti, individui, associati, organizzazioni, partiti, stampa, ecc., per dare ciascuno ogni contributo capace di migliorare i risultati dell'iniziativa stessa.

                Al momento l'unico mezzo di comunicazione che possiamo utilizzare è il social network “Facebook” all'indirizzo :https://www.facebook.com/pages/IL-POCO-CHE-PUO-SALVARE-TANTI/235872373122588 e le mail come la presente, ma sabato prossimo all’aula Rostagno del Comune di Palermo, lanceremo l’iniziativa con una conferenza stampa alla quale parteciperà una parte degli artisti che hanno aderito.

                Fra i vari gruppi artistici, hanno aderito finora Le Cozze, Matilde Politi, Said Benmsafer  ma altri ancora si stanno aggiungendo.

                Con la certezza che Palermo non farà mancare il suo vitale contributo, anche sul numero di c/c con donazioni da utilizzare per i versamenti : IT 66L 02008 04650 000101460329, presso UNICREDIT,  filiale di Palermo, V. Vittorio Emanuele (28602) indicando nella causale “IL POCO CHE PUÒ SALVARE”, rinnovo l'appello di contribuire con ogni mezzo, anticipatamente a buon rendere.

                Inoltre, ogni contributo utile sarà gradito alla riunione organizzativa che avrà luogo giovedì pomeriggio alle ore 17,30 nella sede dell'arca in Via Porta di Castro 171.

Il Presidente dell'Arca
Federazione delle Associazione e delle Comunità Immigrate
Zaher DARWISH
federazione.larca@gmail.com
 


domenica 11 settembre 2011

26 settembre, Mondello Valdesi (PA): Musiche senegalesi del gruppo Lilly con Matilde Politi & Doudou Diouf per l'inaugurazione del Centro Studi Avventure nel Mondo

Il CENTRO STUDI AVVENTURE NEL MONDO di Palermo
organizza per amici di Avventure nel Mondo ed appassionati di viaggi incontri
con video proiezioni e commenti, con ingresso gratuito, e distribuzione del giornalino
presso la sede dell’ HOTEL CONCHIGLIA D’ORO Via Cloe, 9 (angolo Via Galatea)
PALERMO MONDELLO
proiezioni che si svolgeranno ogni penultimo giovedì del mese alle ore 21.15.
Sono molto graditi simpatizzanti con le loro personali proposte di viaggio.

Il CENTRO STUDI AVVENTURE NEL MONDO di Palermo
(
Via Orfeo, 20 PALERMO MONDELLO Valdesi)
sarà inaugurato il 26 settembre 2011 dalle ore 18.

In occasione dell’inaugurazione, sarà offerto uno spettacolo etnomusicale:.

Lilly significa RADICI, in Bambara, la lingua dell'etnia
prevalente del Mali, cuore dell'antico impero Mandingue: “Nii yeri Lilly bedouguouma, Lilly bolo beta sanfe, Allah leba fete, Allah leba fete “ - Finchè le radici dell'albero sono nel profondo della terra, l'albero crescerà verso l'alto, così ha deciso Dio, così ha deciso Dio – Il gruppo LILLY propone musica nello stile tradizionale della cultura Mandingue, che si riferisce a un territorio che comprende
il Mali, Burkina Faso, Senegal,
Guinea e Costa d'Avorio.
Leader del gruppo, creato 16 anni fa in Senegal, è Doudou Diouf,
autore dei brani
  e, sul palco, alla voce, chitarra, tokhoro, djembe e danza.
Il Centro si pone l’obbiettivo di favorire presso i soci e i frequentatori di VnM
la formazione della cultura del viaggio. Vi sarà presente una ricca documentazione
su molti paesi del mondo: carte geografiche, guide, libri e opuscoli di ogni tipo.
Il Centro sarà aperto una volta la settimana; sarà presente Marcella Croce
www.marcellacroce.com responsabile del Centro, o uno dei fiduciari VnM, per con-
sentire la consultazione del materiale e per dare informazioni personalmente.
E’ prevista l’organizzazione di attività culturali quali
seminari, mostre, incontri con autori, eventi etnomusicali.

Gli incontri di videoproiezione della nuova programmazione Autunno/Inverno 2011/2012
si svolgeranno alle ore 21,15 presso i locali dell’
HOTEL CONCHIGLIA D’ORO
Via Cloe, 9 (angolo Via Galatea – subito prima del distributore IP venendo dal mare)
PALERMO MONDELLO www.hotelconchigliadoro.com

PROGRAMMA VIDEOPROIEZIONI

Calendario 2011-2012

22 SETT : ETIOPIA TERRA DEL PRESEPE VIVENTE
VIDEOPROIEZIONE DIGITALE di Marcella CROCE

26 SETT : inaugurazione CENTRO STUDI dell’ANGOLO AVVENTURA PALERMO
Via Orfeo, 20 PALERMO MONDELLO (dalle ore 18)


Tutta la programmazione è consultabile a questo LINK


 

sabato 10 settembre 2011

Tradizioni popolari: protocollo tra Sicilia e Tunisia

Museo Antonio Pasqualino sabato 10 settembre ore 17.30


Tradizioni popolari: tra Sicilia e Tunisia
un protocollo per la tutela e la valorizzazione dei patrimoni
al Museo internazionale delle marionette A. Pasqualino
sabato 10 settembre alle 17.30
un incontro con il Ministro della cultura, Ezzedine Bach Chaouech
e il Ministro del Commercio e del Turismo della Tunisia, Mehdi Haouas

Sabato 10 settembre alle ore 17.30, nell'ambito di un più ampio progetto di interscambi culturali, il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo, ospita il Ministro della cultura, Ezzedine Bach Chaouech e il Ministro del Commercio e del Turismo della Tunisia, Mehdi Haouas.

Durante l'incontro al quale partecipano Janne Vibaek, presidente dell' Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari e Rosario Perricone, direttore del Museo Antonio Pasqualino, si firmerà un protocollo di intesa per la coordinazione, lo sviluppo e la valorizzazione della tradizioni popolari in Tunisia.

"Siamo sempre molto interessati e aperti a questo tipo di relazioni - spiega Rosario Perricone, direttore del Museo Pasqualino - confrontarsi, dialogare, valorizzare non fa che tutelare lo straordinario patrimonio delle tradizioni popolari nel mondo".

La Sicilia e la Tunisia sono terre bellissime, sia per gli aspetti naturali che per le affinità culturali, prettamente mediterranee, che le accomunano alle nazioni mediterranee. Se osserviamo attentamente la realtà odierna, ci si accorge che molte tradizioni tunisine sono simili a quelle siciliane e viceversa. A meno della lingua (anche se il siciliano è ricco di parole arabe ed il tunisino è ricco di parole siciliane) e di alcuni aspetti religiosi, il sistema di vita e la cultura di fondo dei Tunisini e del sud dell'Italia, in particolare la Sicilia, si assomigliano molto e il mare è la comune "culla" in cui i due popoli sono cresciuti e hanno sviluppato relazioni nei diversi campi.

Da sempre le attività e le finalità del Museo A. Pasqualino sono contraddistinte dall'apertura e dalla conoscenza di altri territori legati alle tradizioni popolari. Ed è in quest'ottica che la firma del protocollo di intesa con la Tunisia si colloca come ennesimo tassello di una più ampia politica interculturale. L'idea progettuale ha come titolo "Sicilia-Tunisia, tradizioni e Opera dei pupi" e mira a formare figure professionali di alto livello per la costruzione e la manovra dei pupi.

La presenza italiana in Tunisia ha lasciato numerose tracce, dalla costruzione di strade ed edifici fino all'industria, commercio, letteratura e finanche alla gastronomia. A Tunisi e Biserta vi sono ancora oggi "quartieri siciliani" e numerosi italiani hanno scelto la Tunisia come seconda terra d'elezione, per impiantare nuove attività industriali o come meta turistica.

In questi ultimi anni i rapporti economici e sociali hanno conosciuto uno slancio dinamico e forte ed hanno aperto nuove e grandi prospettive, che potranno consentire un nuovo sviluppo che ci permetteranno di mettere queste relazioni in sintonia con la realtà del mondo attuale in profondo cambiamento.

Tra le molteplici forme di collaborazione tra la Tunisia e la Sicilia, la valorizzazione in campo turistico-culturale dà senz'altro ampie possibilità di cooperazione che possono consentire nel territorio di accrescere lo sviluppo economico e sociale. 



venerdì 9 settembre 2011

9 settembre, Palermo: Seminario "I Rom. Istruzione e inclusione sociale"

Seminario

I ROM: istruzione e inclusione sociale
9 Settembre 2011 - ore 9-19

Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia
Università di Palermo (Viale delle Scienze)
coordina Maria Giovanna Granata
Dirigente scolastico DD De Gasperi, Palermo
 


mercoledì 7 settembre 2011

Situazione esplosiva al CSPA di Contrada Imbriacola. Terre des Hommes: mettiamo subito al riparo i minori di Lampedusa


A Lampedusa la prolungata e illegittima permanenza di  bambini e ragazzi migranti nel CSPA li espone giornalmente alla violenza derivata dall’esasperazione delle oltre 500 persone attualmente rinchiuse e in costante attesa di trasferimento. “Non è più ammissibile che bambini piccoli possano anche solo incrociare il loro sguardo con adulti esasperati, intenti a tagliarsi braccia e gambe con lamette, così come non è accettabile che i minori possano essere colpiti com’è già successo, anche solo per sbaglio, dal lancio di sassi durante rivolte che scoppiano sempre più frequentemente dentro le mura di quei Centri che si insiste nel voler chiamare di ‘accoglienza’ e ‘soccorso’”, denuncia Federica Giannotta, responsabile del progetto FARO di Terre des Hommes, per l’assistenza giuridico-legale dei minori a Lampedusa.
Oltre alle tristemente note condizioni igienico sanitarie che più volte Terre des Hommes ha segnalato alle autorità competenti, occorre denunciare la promiscuità in cui si trovano minori, famiglie con bambini e altre categorie vulnerabili come disabili, malati e richiedenti asilo, spesso presenti nel cosiddetto “gabbio” – zone chiuse dei centri in cui le organizzazioni umanitarie non possono entrare – invece che in reparti loro dedicati, adeguati alle loro esigenze, come prescrive la normativa. Gli esigui trasferimenti di questi giorni non fanno che accrescere la rabbia dei migranti detenuti e le notizie di respingimenti allarmano”, continua Giannotta. “La tensione è gioco forza sempre più alta e sfocia nelle rivolte che hanno scandito gli ultimi giorni e che hanno spinto gli stessi minori ad azioni che denotano come il loro equilibrio psicologico sia ormai precario. Per questo chiediamo con urgenza che sia garantito un luogo sicuro e protetto a tutti i minori migranti, trattenuti in assenza di provvedimenti amministrativi e di convalide giudiziarie, in violazione delle norme di legge e delle convenzioni internazionali.

Terre des Hommes con il suo progetto FARO, che offre informativa giuridica ed assistenza legale ai minori migranti sbarcati sull’isola, aiutandoli ad orientarsi tra le procedure di accoglienza vigenti in Italia e a conoscere i diritti a loro riconosciuti nel nostro Paese. FARO non è finanziato con fondi governativi. Il servizio è assolutamente gratuito grazie a una donazione della Fondazione Vodafone Italia.
Nel corso dei due mesi di attività sull’isola più di 700 persone, per la maggior parte minorenni, sono stati incontrati con colloqui individuali, informati sui loro diritti e sulle procedure giuridiche italiane. A circa il 10% è stata data assistenza diretta per problemi legali specifici.  Tutti i migranti presenti nell’isola hanno ricevuto materiale informativo sui diritti e sulle procedure giuridiche.
Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente è presente in 72 paesi con oltre 1.000 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano. Per informazioni: www.terredeshommes.it


Rossella Panuzzo
Ufficio Stampa Terre des Hommes
02 28970418 - 340 3104927


lunedì 5 settembre 2011

30 settembre, Firenze: Convegno "A Scuola Nessuno E' Straniero"

A SCUOLA NESSUNO È STRANIERO
   
Nuovi cittadini nell’Italia plurale (150 anni dopo)

Ancora pochi giorni per iscriversi al convegno “A scuola nessuno è straniero. Nuovi cittadini nell’Italia plurale (150 anni dopo)”, organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con Giunti Scuola, che si terrà venerdì 30 settembre presso il Palazzo dei Congressi di Firenze (Piazza Adua 1).

L’iniziativa, gratuita, è rivolta a docenti di ogni ordine e grado, dirigenti scolastici e operatori del settore scolastico.
Il convegno ha ottenuto l’esonero dal servizio del MIUR prot. n. A00DGPER5585 del 06/07/2011.
L’evento intende fornire un quadro aggiornato delle metodologie e degli strumenti educativi per superare il concetto di “integrazione degli stranieri” e approdare a quello di “inclusione nelle differenze”.
Tanti i motivi per partecipare: una motivazione di carattere strutturale e demografico, poiché sta progressivamente aumentando il numero dei bambini stranieri nati in Italia; una motivazione pedagogica, in quanto si avverte sempre più la necessità di crescere, insegnare e apprendere in contesti eterogenei; una motivazione di tipo sociale ed etico che guarda con preoccupazione al clima attuale di chiusura e distanza nei confronti degli altri, che rischia di erodere il lavoro educativo e di rendere più fragile la scuola che “costruisce uguaglianza”.
La mattina si terranno cinque sessioni tematiche parallele:
  • L’integrazione comincia dai più piccoli
  • L’italiano e le altre lingue
  • La scuola prepara il futuro: gli studenti stranieri nella scuola secondaria
  • La scuola fa cittadinanza. Coesione sociale con le famiglie e nella città
  • La scuola intreccia i saperi: per un curricolo interculturale
Il pomeriggio si terrà una sessione plenaria dal titolo Le idee e le proposte per un’educazione inclusiva, durante la quale interverranno, fra gli altri, Graziella Favaro (pedagogista, referente scientifica del convegno), Elio Satti (Dirigente settore Istruzione e Educazione della Regione Toscana), Vinicio Ongini (Ministero Istruzione Università e Ricerca), Cristina Allemann-Ghionda (Università di Colonia), Eden Yseak, Sara Sayed, Hassan El Aouni.

L'evento è gratuito, è necessaria l'iscrizione.

Informazioni, iscrizioni e programma completo:



13 settembre, Palermo: Riunione del Forum delle Associazioni per l'Immigrazione di Palermo

Riunione del Forum delle
Associazioni per l’immigrazione di Palermo

E' convocata la riunione del Forum delle Associazioni per l'immigrazione di Palermo per martedì 13 settembre, alle ore 18,00, nei locali della UISP,  siti in Via Quintino Sella 15/d - Palermo, con i seguenti punti all’ordine del giorno:
1)      Conferenza del Forum regionale dell’immigrazione, che si terrà sabato 24 settembre alla Sala Rossa dell’Assemblea Regionale Siciliana.
2)      Iniziative comunitarie, nazionali, regionali e locali.
3)      Varie ed eventuali.     
La riunione è aperta a tutte le persone e gli organismi associativi interessati a partecipare

Comitato UISP di Palermo                                       Istituto Regionale Siciliano Fernando Santi
Marcella Marramaldo - Agata Arrostuto                   Pippo Cipriani – Marco Luciani
Tel.  091585637                                                       Tel.  091320744
Cell. 3396062503- 3405932108                             Cell. 3355786169 – 3389576705
alcentrodeimieipensieri@virgilio.it                              segreteria@irsfs.it  

domenica 4 settembre 2011

11 settembre, Palermo: Presentazione digitale sui sapori perduti di Sicilia

Vela Club Palermo
domenica 11 settembre ore 19.30
proiezione digitale di Marcella Croce
autrice di “Guida ai sapori perduti” Kalòs editore
Cibi sconosciuti di Sicilia
Per i siciliani il cibo ha massima importanza:
in una riunione informale fra amici come in un pranzo ufficiale,
l’argomento non manca mai di eccitare gli animi,
di rompere ogni tipo di ghiaccio,
di sconfiggere ogni inibizione.
Mangiare è sempre un atto culturale,
dando alla parola cultura quel senso lato che molti le hanno negato.
Nel campo culinario molto è sconosciuto
anche agli stessi abitanti dell’isola:
in Sicilia c’è tutto un universo sommerso di cibi
che sono conosciuti solo in una zona,
a volte addirittura solo in un quartiere,
o che si possono comprare in una singola pasticceria o panificio.

Frascatole, ’nfasciatieddi, funciddi, piscirè, ’nfigghiulate
e molto altro ancora:
vere e proprie reliquie da conoscere e da preservare.
Ogni siciliano, specie se di una certa età,
conserva alcuni di questi misconosciuti brandelli di cultura
legati ai propri ricordi d’infanzia o all’esperienza ancora viva del quotidiano.
È importante riunire il maggior numero possibile di queste informazioni,
per un atto di conoscenza collettiva
e per una speranza di futura memoria.
 
 
 Marcella Croce ha conseguito il dottorato presso la University of
Wisconsin-Madison (USA). Ha tenuto conferenze negli Stati Uniti,
Grecia, Argentina, Brasile, Giappone e Israele. È giornalista e collabora
con il quotidiano “La Repubblica”. Per conto del Ministero degli Esteri
ha insegnato italiano all’Università di Isfahan (Iran) e di Kyoto
(Giappone). Ha pubblicato “Pupi carretti contastorie” (1999), “Pupari”
(2003), “Le stagioni del sacro” (2004), “History on the road - The painted
carts of Sicily” (2005), “Oltre il chador - Iran in bianco e nero” (Medusa
Milano 2006) per il quale ha vinto il 1° Premio di scrittura femminile, “Il
paese delle Donne”, Roma 2007. Nel giugno 2008 è uscito negli USA un
suo libro in inglese sul cibo siciliano: “Eat smart in Sicily” (Ginkgo Press
Madison WI. USA) che è stato presentato negli Istituti Italiani di Cultura
di Copenhagen, Valletta, Washington, San Francisco e Vancouver. Le
sue pubblicazioni più recenti sono “Guida ai sapori perduti” (Kalòs.ed.)
e “L’anima nascosta del Giappone” (Marietti Milano)
 
 
 

Liceo Regina Margherita di Palermo: On-line il nuovo spazio di consultazione dedicato alle risorse sull'Educazione Interculturale


Il progetto (circ. 541 del 19/5/2011) nasce per iniziativa della Commissione Intercultura dell'Istituto per mettere a disposizione di docenti, alunni e genitori le normative nazionali e i documenti internazionali, la mappa dei servizi del territorio, la documentazione delle attività svolte a Scuola e alcuni contributi.

La Commissione è composta dai docenti
Antonella Ardito (antonellardito@libero.it) e
Giuseppe Calderone (giuscaldrone@inwind.it)

L'OFFERTA FORMATIVA

LICEO SOCIO-PSICO-PEDAGOGICO
LICEO SCIENZE SOCIALI A INDIRIZZO MOTORIO-SPORTIVO
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO MUSICALE D.A.M.S.
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO MUSICALE
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO UMANISTICO
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO ARTISTICO-LINGUISTICO
LICEO SCIENZE SOCIALI
LICEO LINGUISTICO E LINGUISTICO/AZIENDALE

 

 

venerdì 2 settembre 2011

Regione Sicilia: Bando per l'erogazione di bonus di € 1.000,00 per la nascito di un figlio nel 2011 anche a stranieri


La Regione Sicilia il 5 Agosto ha pubblicato un

avviso pubblico concernente criteri e modalità di erogazione di bonus
di € 1.000,00 per la nascita di un figlio, ex art. 6,comma 5
L.R. n°10/2003 - Anno 2011

Tale opportunità è rivolta, oltre che ai bimbi italiani e comunitari, anche a quelli stranieri, nati nel 2011, purchè almeno un genitore abbia il permesso di soggiorno e la residenza in Sicilia da almeno un anno.

Le domande per i bimbi residenti a Palermo potranno essere presentate presso le sedi dei Servizi Sociali territoriali delle 8 Circoscrizioni.
 
Si ritiene che le domande saranno accettate già a metà Settembre.
 
I documenti da allegare alla domanda sono:
 
- fotocopia documento riconoscimento dell'istante in corso di validità;
- attestato indicatore I.S.E.E. riferito all'anno 2010
- copia del permesso di soggiorno in regola.
 
La copia dell'avviso e del modulo per la richiesta possono essere scaricati dal sito www.regionesicilia.it andando su Assessorato alla Famiglia.
 
Vi preghiamo di dare le informazioni alle persone, italiane o  migranti che potrebbero avere diritto a presentare l'istanza, chiarendo che la Regione farà una graduatoria in base al reddito e che, quindi, forse, non tutte le domande saranno accolte.
 
Grazie e cordiali saluti.
L'Assistente Sociale Coordinatrice
Laura Purpura
ufficio.nomadi.immigrati@comune.palermo.it

 

La "best practise", ovvero la faccia tosta del ministro Maroni

L'anti-bavaglio
 
la rubrica di Luigi Riccio

RUBRICHE
. “In questi ultimi mesi sono arrivati in Italia 57.000 profughi: 13.000 sono stati già rimpatriati e si prevede di arrivare a quota 30.000 entro l’anno” annuncia il ministro dell’Interno Roberto Maroni, durante il suo intervento al Meeting di Rimini nell’ambito del dibattito “Mare Nostrum” il 26 agosto. Secondo il ministro, “la valutazione delle richieste di asilo viene effettuata con un rigore non persecutorio, così da garantire a chi ha il diritto di restare in Italia di farlo, e a chi invece non ce l'ha, di essere rispedito a casa propria”.
Ma non spiega però il modo in cui la prima cifra è stata raggiunta, tantomeno come si pensa di lambire la seconda. Ciò che si sa è che le notizie sui respingimenti denunciate da associazioni e giornalisti parlano di tutt’altro rigore, se non proprio “persecutorio”, certamente “massivo”.

Fino alla Primavera Araba, ha proseguito Maroni, sul fronte dell’immigrazione clandestina si era arrivati a risultati straordinari “con una riduzione statistica del 90%”. Nessun cenno al fatto che a garantire questi dati erano gli accordi disumani (Trattato di Bengasi, 2008) stipulati con il dittatore Muammar Gheddafi, che è costato torture stupri e prigionia a migliaia di immigrati transitati per la Libia alla volta dell’Italia. Non ne fa cenno perché secondo il ministro “il nostro modello di accoglienza è una best practice in Europa” nonostante l’Onu abbia definito i respingimenti una violazione del diritto internazionale e l’Italia sia attualmente sotto processo alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Maroni spera di rimpatriare altri 17.000 immigrati in quattro mesi, cioè 4.000 in più di quelli che ha rispedito a casa in otto. Non dice come lo farà, se seguendo gli obblighi del diritto internazionale o le scorciatoie già sperimentate in passato, ostruite per un po’ e adesso di nuovo praticabili. Non dice chi sono i 17.000 immigrati, se avranno la possibilità di richiedere asilo o saranno pescati in mare, identificati alla bell’e buona e rimandati da dove sono venuti. Ma si sa, la “best practise” è speciale: non ha bisogno di dettagli.
 


APPELLO : Venezia 2011 - Il cinema con i migranti

Con questo appello noi registi, attori, produttori e artisti del mondo del cinema vogliamo lanciare un messaggio all'opinione pubblica e alle istituzioni, per contribuire con la nostra voce, oltre che con i nostri racconti, alla costruzione di una società meno soggetta a chiusure e derive xenofobe e più preparata a comprendere i flussi di immigrazione e a dialogare con i nuovi cittadini.
 
Chiediamo che:

1. Si intensifichino gli sforzi a livello internazionale per ridurre l'eccidio intollerabile di profughi in fuga dalla Libia. E' disumano ciò che è successo dal marzo 2011 ad oggi: civili in fuga da un Paese sotto attacco militare sono stati lasciati completamente soli ad affrontare il mare, con un bilancio di almeno 1500 vittime. E' dovere umanitario internazionale ed italiano in primis fare di tutto perché chi fugge da una guerra a cui il nostro stesso paese partecipa, peraltro con l’obiettivo dichiarato di proteggere i civili, sia adeguatamente tutelato.

2. Si riconosca senza esitazione a tutti i profughi in fuga dalla Libia la possibilità di ottenere o una protezione umanitaria in Italia o, se espressamente richiesto dalla persona interessata, un rimpatrio assistito nel proprio Paese di provenienza.

3. Contemporaneamente ci si impegni a non replicare mai in futuro la scellerata politica dei respingimenti, attivata nel maggio 2009 con l'allora “amico” Gheddafi nonostante le denunce di vari organismi internazionali. Nessun respingimento in mare è accettabile, né verso la Libia né verso altri Paesi, come purtroppo sembra stia succedendo nelle ultime settimane verso la Tunisia.

4. Venga abolito il reato di clandestinità e si blocchi il prolungamento a 18 mesi della detenzione nei CIE, Centri di Identificazione ed espulsione, la cui organizzazione e funzione va completamente ripensata essendo diventati luoghi di intollerabile sospensione dei diritti, di forte umiliazione delle dignità personali e di isolamento civile e democratico. Venga a questo proposito revocata la circolare ministeriale che impedisce l'accesso di giornalisti e altri osservatori nei Centri stessi.

5. Venga pensato e finanziato un vasto programma di diffusione culturale e sociale di pratiche di accoglienza e integrazione. Da una parte vengano rivisti i modi di gestione dei vari centri di accoglienza, in particolare i CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), troppo spesso ridotti a semplici dormitori isolati e spersonalizzati; dall'altra si attivino percorsi culturali di conoscenza, incontro e informazione per ricostruire una società aperta e solidale.

6. Venga riconosciuta la piena cittadinanza ai giovani 2g, ovvero i cittadini cresciuti in Italia ma figli di stranieri.

In collaborazione con le reti attive della società civile antirazzista, terremo alta l'attenzione su questi temi e rimaniamo sin da subito disponibili a collaborare con i nostri film a percorsi di educazione e conoscenza in scuole, università, biblioteche e altri luoghi di incontro in tutte le Regioni Italiane.

Primi firmatari:

Andrea Segre, Guido Lombardi, Marco Paolini, Giuseppe Battiston, Valerio Mastrandrea, Elio Germano, Roberto Citran, Gaetano Di Vaio, Luca Bigazzi, Francesco Bonsembiante, Marco Tullio Giordana, Daniele Vicari, Daniele Gaglianone

Invitiamo altri registi, attori, produttori e artisti del mondo del cinema ad unirsi all'appello inviando un breve messaggio e la propria firma a:
o via sms al +39 333/6127483

L'8 settembre alle 14.30 presso la Casa delle Giornate degli Autori verrà reso noto l'elenco completo dei firmatari e verranno letti alcuni messaggi.
 
 

martedì 23 agosto 2011

Marinella Correggia sulla Libia

Lettera a Corradino Mineo

A Rainews 24: anche voi ignorate la strage Nato e confondete le acque (tutti sul carro del vincitore)

Tacete i massacri, ripetete banalità, confondete armati con civili, senza batter ciglio ripetete la versione Nato (o dei"ribelli")
 
22 agosto 2011 - Marinella Correggia

Leggo il vostro sito e capisco quanto siete cambiati, dal tempo di Falluja...
  
Ora perfettamente allineati, tacete i massacri, ripetete banalità, confondete armati con civili, senza batter ciglio ripetete la versione Nato (o dei"ribelli"). Siete in buona compagnia, peraltro.

Vi mando questo riscontro, frutto di una notte insonne su internet, fra le "voci" dei media e la realtà vissuta da testimoni a Tripoli (quali voi non siete). Li ho sentiti al telefono, dopo averli incontrati settimane fa. Altro che festeggiare. Sono tutti barricati in casa. Alcuni assai spaventati.
  
Cercate di essere meno banali e non indulgete anche voi nel fascino orrendo delle armi e degli armati, come i vostri colleghi e colleghe con elmetto e aria eccitata. Ah, i cronisti di guerra! 
  
E possibile che la vera ragione di questa guerra basata sulle menzogne non vi indigni?
  
 

Allegati

lunedì 22 agosto 2011

ASGI: Grave preoccupazione per le ripetute violazioni del diritto nei riguardi degli stranieri

12.08.2011

Grave preoccupazione per le ripetute violazioni del diritto nei riguardi degli stranieri respinti, espulsi o trattenuti nei CIE, dei richiedenti asilo e dei lavoratori stranieri

 
 
Il Consiglio direttivo dell’ASGI,  attraverso i suoi soci, ha raccolto e sta raccogliendo in tutta Italia in questi giorni  notizie di gravi e diffuse violazioni dei diritti elementari degli stranieri respinti, espulsi o trattenuti o che hanno presentato domanda di asilo o che svolgono in condizioni irregolari attività di lavoro stagionale in agricoltura. Tali violazioni, pur non nuove nel quadro nazionale, tendono pericolosamente ad assumere la forma di situazioni generalizzate. Rispetto a detta ipotesi si richiama pertanto la massima attenzione da parte delle Autorità competenti.

L’ASGI ha raggruppato gli elementi pervenuti una serie di punti in un documento qui pubblicato, facendo presente la gravità dei fatti, e chiede che fin da subito si adottino provvedimenti per rimediarvi, in mancanza dei quali si riserva di presentare le doverose segnalazioni alle competenti Procure della Repubblica nonché agli organismi internazionali ed alla Commissione europea.


martedì 2 agosto 2011

ASGI: Comunicato della Sezione siciliana

28 LUGLIO 2011 -   COMUNICATO DELLA SEZIONE SICILIANA DELL'ASGI

Gli avvocati della sezione siciliana dell'ASGI riuniti il 28 luglio rilevano innanzitutto i gravi impedimenti all'effettivo esercizio del diritto di difesa derivanti dalle prassi amministrative adottate nei confronti dei migranti, in particolare dei potenziali richiedenti asilo e dei minori non accompagnati sbarcati in questi mesi a Lampedusa e nel resto della Sicilia. Ad esempio nei centri di prima accoglienza di Pozzallo e Porto Empedocle è stato impedito per giorni l'ingresso di chiunque non appartenesse alle forze di polizia e persino l'ACNUR è stato tenuto alla porta senza potere svolgere il lavoro di assistenza che svolgeva negli anni passati sulla base della Convenzione con il Ministero dell'interno denominata Praesidium.
Si deve denunciare poi il lungo periodo di trattenimento informale adottato nell'isola di Lampedusa, nel Centro di prima accoglienza e soccorso di contrada Imbriacola, ed anche nei centri di Pozzallo, Rosolini, Porto Empedocle, nella caserma Barone a Pantelleria, in assenza di un qualsiasi provvedimento e della conseguente convalida del magistrato.  Eclatante la violazione reiterata dell'art. 13 della Costituzione e del Regolamento Frontiere Schengen 562 del 2006. Al riguardo si deve segnalare un recente provvedimento del giudice di pace di Agrigento che ha fotografato questa grave situazione, in violazione agli standard costituzionali e comunitari, ed ha annullato un provvedimento di respingimento differito emesso dal Questore di Agrigento.  In molti altri casi invece, i giudici di pace si limitano a ratificare quanto richiesto dalle Questure, anche in assenza del soggetto destinatario della convalida. Gli enti gestori delle strutture di detenzione, come nel nuovo CIE di Milo a Trapani, non garantiscono nemmeno la mediazione linguistico-culturale, che sarebbe obbligatoria in base allo schema tipo di Convenzione da stipulare con il Ministero dell'interno, e gli avvocati sono obbligati a comunicare con i loro assistiti con i propri strumenti linguistici, mentre gli interpreti degli enti gestori stanno a passeggiare. Una violazione inaudita dei diritti di difesa.

Nei frequenti casi di “accoglienza” per ragioni di primo soccorso ( i CPSA sono a Pozzallo ed a Lampedusa) che si trasforma subito in detenzione amministrativa senza convalida da parte del magistrato, si possono verificare casi di trattenimento di minori in promiscuità con adulti, e sembra generalizzata la prassi di non formalizzare immediatamente la domanda di protezione internazionale, ma di “attendere” l'emissione del provvedimento di respingimento prima della  effettiva compilazione del modello C 3, con la conseguenza che la maggior parte dei richiedenti asilo rischia di essere inviata nei CIE e non invece nei CARA o in altri centri di accoglienza. Negli anni passati invece era l'ACNUR che aveva accesso immediato dopo gli sbarchi e preparava in tempi molto rapidi la documentazione necessaria per la formalizzazione del modello C 3.

Nel caso dei minori i ritardi e le omissioni riguardano anche la comunicazione al Giudice tutelare ed al Tribunale dei minori, con la conseguenza che anche minori seguiti da avvocati vengono trasferiti nelle cd. “strutture ponte” senza avere presentato la richiesta di asilo e senza che sia conosciuta agli stessi avvocati la loro effettiva destinazione, con un rischio altissimo di dispersione, di fughe o di negazione del diritto fondamentale di chiedere protezione internazionale. Rimane da monitorare attentamente sul territorio siciliano e altrove l'ubicazione, lo stato e le modalità di gestione delle numerose strutte d'accoglienza, talvolta denominate “strutture ponte” nelle quali vengono trasferiti i minori da Lampedusa. In molti casi l'ubicazione dei centri di seconda accoglienza o delle strutture ponte, è tenuta quasi segreta dalle forze di polizia, che non comunicano agli avvocati la destinazione dei minori che vengono trasferiti ( o deportati?), con il rischio di spezzare il legame tra il minore che ha nominato un avvocato e gli stessi avvocati nominati.

Con riferimento agli adulti che hanno fatto richiesta di asilo si osserva come nei confronti di alcune nazionalità ( ad esempio tunisini o nigeriani, ma anche bengalesi e camerunensi) ricorrano dinieghi generalizzati senza che sia assicurata una cognizione individuale, senza considerare le violenze subite in Libia e la fuga da un paese in guerra nel quale sono stati depredati di tutti i loro averi. Malgrado le audizioni siano apparentemente su base individuale, le formule di rigetto appaiono preformulate e spesso manca una fedele interpretazione delle dichiarazioni del richiedente.
Nei confronti degli Egiziani che sbarcano nella Sicilia sud-orientale si rileva come vengano periodicamente posti in essere dei veri e propri respingimenti collettivi, in collaborazione con il consolato egiziano, in forza dell'accordo di riammissione stipulato dall'Italia con l'Egitto, un accordo che però non dovrebbe comportare la sistematica violazione degli obblighi di protezione internazionale.
Non risulta che nessuna delle organizzazioni operanti per Praesidium in Sicilia abbiano modo di contattare i migranti egiziani prima del loro accompagnamento in frontiera, non si ha notizia dell'arrivo di minori non accompagnati dall'Egitto, eppure qualcuno dovrebbe pure essere arrivato, come da tutti i paesi del nord africa, né risultano domande di protezione internazionale, anche perchè il console egiziano è presente in aeroporto al momento delle identificazioni e questo vieta alle persone di esprimere una qualsiasi volontà di chiedere asilo. Ancora più grave appare la circostanza che, in violazione del decreto 25 del 2008 e della normativa comunitaria in materia di protezione internazionale, ed adesso di rimpatri ( direttiva 2008/115/CE), manca in questi casi qualsiasi convalida giurisdizionale e qualunque ipotesi di effettivo esercizio dei diritti di difesa. Le questure interessate di Siracusa e di Catania si stanno rendendo responsabili di prassi e provvedimenti in contrasto con la Direttiva 2008/115/CE, con l'art. 13 della Costituzione e con il codice delle frontiere Schengen n.562 del 2006. Un regolamento comunitario che è direttamente vincolante per tutte le autorità pubbliche in Italia.

Per quanto riguarda sia gli adulti che i minori non accompagnati rimane assai problematica la fase di raccolta delle procure, e si registra una forte polemica tra le varie associazioni che hanno diritto ad entrare nel centro di prima accoglienza e soccorso di contrada Imbriacola, in quanto le associazioni che fanno capo al progetto Praesidium, in convenzione con il ministero dell'interno, sono contrarie alla presentazione di domande di asilo da parte dei MNA presenti a Lampedusa, e sostengono di non occuparsi di quei minori che la polizia ritiene essere invece maggiori di età. In qualche caso si sono però rilevati documenti  di identità pervenuti dalla Tunisia in contrasto con quanto asserito dall'ufficio immigrazione della Questura di Agrigento dislocato nell'isola. Di fatto è abbandonata la circolare Amato che nel 2007 introduceva il beneficio del dubbio, in quanto l'esame medio per l'accertamento dell'età presenta notoriamente un elevato tasso di incertezza. Addirittura le identificazioni proseguono anche nelle cd. strutture ponte e si fa tutto il possibile per fare arrivare i minori al compimento della maggiore età senza dotarli dei documenti di soggiorno e delle tutele alle quali avrebbero diritto subito dopo l'ingresso nel territorio nazionale. Nessuna delle associazioni di Praesidium presenti a Lampedusa ha denunciato i gravi abusi commessi a Lampedusa ai danni dei minori, violazioni che hanno avuto un riscontro oggettivo in diverse testimonianze raccolte dagli operatori indipendenti e nei segni fisici sui corpi dei minori che gli stessi operatori hanno potuto rilevare. Del resto lo stesso si può osservare rispetto a pestaggi frequenti della polizia in altre strutture, persino nel mega CARA/CPA di Mineo.

Si è anche appreso che la polizia ha trasmesso agli uffici giudiziari di Agrigento oltre 40.000 notizie di reato, anche relativamente a persone che ormai hanno un permesso di soggiorno o si sono rese irreperibili, con la conseguenza che se non si arriverà ad una archiviazione, il Tribunale di Agrigento rischia di essere bloccato da questa impertrofica attività cartacea delle forze di polizia tra Lampedusa ed Agrigento, con costi incalcolabili, diverse decine di milioni di euro, per le casse dell'erario. Mentre invece appare sempre più difficile, ovunque, il ricorso al patrocinio a spese dello stato,  che dovrebbe coprire anche la spesa degli interpreti, perchè in diverse strutture siciliane, come nel nuovo CIE di Milo, agli avvocati viene richiesto di utilizzare i propri interpreti, in quanto l'ente gestore non dispone di un numero adeguato di “mediatori linguistici” che invece dovrebbero essere forniti proprio dagli stessi enti gestori in base allo schema tipo di convenzione adottato dal Ministero dell'interno.

La situazione del Cara di Mineo desta poi preoccupazioni particolari, si richiama in proposito il documento pubblicato dall'ASGI lo stesso 28 luglio, dopo le proteste ed i duri interventi delle forze di polizia. Anche i soci ASGI siciliani ritengono che la struttura del “Villaggio della solidarietà” sia ingovernabile, che gli appalti non hanno la necessaria trasparenza, e che regna ancora l'incertezza più totale sugli enti gestori e sulle prospettive dei circa duemila migranti richiedenti asilo confinati da mesi nel Cara dopo essere stati trasferiti da altre strutture. In diversi casi quando erano già alla vigilia dell'audizione da parte della commissione territoriale competente, e dunque ormai in vista di una definizione della loro istanza di protezione internazionale. Viene confermato che con gli attuali ritmi di lavoro della commissione territoriale, che attualmente sarebbe addirittura blocata o quasi, anche con il ricorso a pratiche di dubbia legittimità come le audizioni in videoconferenza o le audizioni con un solo membro della Commissione, i tempi medi per la risposta alle domande di asilo potrebbero superare anche dodici mesi, con conseguenze imprevedibili anche sul piano dell'ordine pubblico.

Anche la situazione nel Cara di Salina Grande , a Trapani, mentre era tranquilla fino a pochi mesi fa, appare oggi sempre più critica, soprattutto per l'elevato tasso di dinieghi, per la difficoltà di un esercizio effettivo del diritto di difesa e per la promiscuità delle nazionalità e delle situazioni delle persone accolte nella struttura. Frequenti le risse ed anche le proteste, anche se meno gravi rispetto a Mineo a fronte del minore numero di presenze. Ovunque è elevato il rischio di sfruttamento e di ulteriori violenze ai danni dei soggetti più vulnerabili come donne e minori non accompagnati. Nei centri di detenzione Vulpitta e Milo a Trapani, sia pure con caratteristiche opposte quando alla logistica, si reiterano le prassi di rimpatrio forzato e di detenzione in contrasto con la direttiva sui rimpatri 2008/115/CE, soprattutto per quanto concerne la possibilità di esercitare effettivamente i diritti di difesa nelle procedure di convalida.

Per quanto rilevato in precedenza sgli avvocati dell'ASGI rivolgono un pressante appello alle organizzazioni convenzionate con Presidium, e quindi con il Ministero dell'interno, per una maggiore collaborazione al fine di garantire l'esercizio effettivo del diritto di difesa, di tutti i migranti, anche attraverso la comunicazione di recapiti di avvocati ASGI che nelle diverse sedi e nelle diverse regioni italiane possano intervenire per proseguire le attività di assistenza legale avviate in Sicilia.

Per quanto riguarda la situazione in Libia si rileva la necessità di procedere sia sul piano politico, chiedendo l'adozione di un decreto ex art. 20 del Testo unico sull'immigrazione, come si è fatto ad aprile con i tunisini, se si verificherà un afflusso di massa, e sollecitando intanto il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari ex art. 5.6 del testo Unico 286 del 1998, per tutti coloro che saranno denegati dalle commissioni territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato, per quei migranti economici costretti a fuggire dalla Libia dopo avere abbandonato tutti i propri averi, frutto di anni di lavoro durissimo. Con la conseguenza che nelle condizioni attuali non si possono permettere un rientro sicuro in patria, dove hanno contratto molti debiti e dove potrebbero essere vittime di ritorsioni violente da parte di agenti non statali.
Occorrerà pure, nei limiti in cui sarà possibile a fronte dell'alto costo dei ricorsi, procedere ad impugnare i dinieghi delle richieste di protezione internazionale nei confronti di coloro che sono fuggiti dalla guerra in Libia, facendo valere la situazione di persecuzione generalizzata nella quale si sono trovati tutti coloro che  risiedevano per motivi di lavoro e sono stati assimilati alle bande di mercenari, spesso costretti al reclutamento forzato,

Gli avvocati dell'ASGI presenti in Sicilia si impegnano ad intensificare le attività di monitoraggio e di assistenza legale nei confronti dei migranti a vario titolo accolti o detenuti in una vasta gamma di strutture, o centri, variamente denominati, che non sempre rispettano i dovuti standard, sia dal punto di vista igienico sanitario, che da quello non meno grave dell'assistenza legale e della mediazione linguistico-culturale.