www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 16 giugno 2007

I-solitudine

il logo dei ragazzi del ritaexpress
A volte succedono cose che ti lasciano un po' perplesso, perchè non credi in quella che io chiamo la Magia della vita.
Anche quando quelle cose sembrano in apparenza connotate negativamente, c'è sempre un insegnamento che la vita ti vuol dare. La vita è Maestra in questo!

Qualche settimana fa, ho conosciuto una persona che è nata e cresciuta a Lampedusa. Un'isola nell'Isola, si definisce lei stessa in una sua poesia.

Caterina scrive molto bene: mi piacciono molto le sue "cose", poesie e racconti.

Ieri, è avvenuto un episodio che rientra un pò in questo incontro con Caterina e con Lampedusa, isola su cui non sono mai stata.

Io insegno l’italiano agli stranieri e ieri una mia nuova studentessa, guardando la cartina dell’Italia raffigurata su un libro di testo che stavamo consultando, esclama:

- Ma non si vede l’isola di Lampedusa!

In effetti - e non me n’ero mai accorta prima, io che quel libro lo uso già da diverso tempo - guardando meglio, Lampedusa non c’era proprio! Probabilmente, è troppo in basso per stare dentro la pagina!
Non so: quest’episodio mi ha colpito in modo particolare.
Scriverò alla casa editrice per farlo notare, senza polemizzare naturalmente.
Ma certe cose sono sintomo a volte della scarsa cura che mettiamo nel fare le cose. Il rispetto si impara anche rallentando rispetto ai ritmi frenetici che adottiamo normalmente. E, cosa questa ancora più preziosa, per me che mi occupo di intercultura ma per tutti in generale, abbracciando e accogliendo dentro di noi anche lo sguardo dei cosiddetti altri, che è sempre un po’ meno sporco e indifferente del nostro.

Un caro saluto a tutti.

Tindara

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