www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 22 maggio 2007

Le culture non possono dialogare... le persone sì!

Fonte: www.centrodelleculture.org/allegati/ethnos_n00.pdf


Brano tratto da Ethnos - Etnie in movimento
trimestrale umanista del Centro delle Culture

luglio 2006 - Numero 0


Chi è quel ragazzetto albanese sbarcato a Brindisi su uno zatterone, che sogna di fare il calciatore nel paese dei suoi più grandi “miti”? E quella donna rumena che ogni giorno esce, mostrando il suo documento, dal campo “nomadi”, che di nomadi probabilmente non ne contiene già da svariate generazioni? E chi sono quel marocchino e quel tunisino che lavorano con tuo cugino nella ditta edile, accettando di lavorare anche i fine settimana pur di non perdere il lavoro e non poter più mandare i soldi “al paese”? Chi è quella giovane peruviana, che poi scopri essere laureata in legge o ingegneria, che è così brava a star dietro alle esigenze della nonna novantenne? Chi sono infine quei bimbi e quegli adolescenti mulatti, “meticci”, “mezzo-sangue”, nati dalle numerose coppie miste in cui la unione di intenzioni ha superato la differenza culturale?
Le culture non possono dialogare ma il loro destino positivo è quello di
evolvere, arricchendosi e trasformandosi con le diverse influenze
reciproche, generando nuove civiltà.
Le persone invece possono dialogare
ed il contatto più vero e costruttivo si fa realtà
attraverso lo scambio e la contaminazione
dei codici, attraverso l’ascolto spregiudicato alla ricerca
dell’umano che è nel profondo di tutti,
attraverso l’atteggiamento di curiosità e di incanto
per ciò che è “diverso da me”, che tutti i bambini hanno,
qualunque sia la loro cultura.
Come risvegliare questa capacità di “dialogo” aperto e costruttivo?
Dopo anni di militanza attiva, con i suoi alti e le sue battute di arresto, sento ancora più forte questa esigenza, sento che questo è possibile e necessario ogni giorno di più. Sempre più persone hanno deciso di dare, qui insieme a noi, una risposta concreta ed attiva a questa inquietudine, assumendo il rischio di mettere in discussione anche le proprie certezze. Questa è la voce interna che dice: la diversità è ricchezza, è futuro, è l’unica possibilità evolutiva per l’umanità! Il Centro delle Culture è lo strumento per amplificare questa voce, per trasformare in azione questo desiderio di crescita.


Silvia Nocera
Responsabile Nazionale
del Centro delle Culture

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