Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

giovedì 22 maggio 2008

Notte dell'Interculturalità e del dialogo: musica e danze dei popoli di Palermo



Bangladesh
, Capoverde, Costa d'Avorio, Ecuador, Ghana, Isole Mauritius, Perù, Rom, Romania, Tamil dello Sri Lanka, Tunisia




interverranno inoltreYousif Latif Jaralla (Iraq): voce narrante; Said Benmsafer (Marocco): oud; Djali Moulaye Diabate (Senegal): koraLaboratorio di Etnomusicologia "Aglaia"; Mario Crispi (duduk armeno); Francesco Giunta (voce) con Mario Incudine e Gruppo "Terra"; Jambo Sana
a cura delle singole comunità saranno allestiti stand gastronomici e d'artigianato, mostre fotografiche e documentariesarà esposta la mostra fotografica "Viaggio nell'interculturalità" realizzata dell'Associazione Simposio
Giovedì 22 maggio 2008, ore 21Auditorium del Teatro Nuovo della Facoltà di Lettere e Filosofiaviale delle Scienze, accanto l'edificio 17
coordinamento: Dipartimento "Aglaia" di Studi greci, latini e musicali; ideazione e direzione artistica: Girolamo Garofalosegreteria organizzativa: Nino Mangiaracina, Daria Settineri, Giovanni Arnone, Francesco Citarda, Barbara Crescimanno, Mario Friscia, Laura Gagliardo, Carmelo Graceffa, Gaspare Pecoraro, Veronica Racito; in collaborazione con: MdU (Movimento dell'Università) e Associazione ComeUnaMareaproduzione e logistica: Associazione Cielozero/TeatrodelSole e "Graham e Associati"ufficio stampa: Alessandra Sciortino
Con quest'inizativa la Facoltà di Lettere e Filosofia aderisce alla campagna 1001 Actions for Dialogue, promossa dalla Fondazione Euromediterranea Anna Lindh (Alessandria d'Egitto), nel quadro della Dialogue Night che si svolgerà contemporaneamente nei 37 paesi dell'area euromediterranea, in preparazione della Conferenza Euromediterranea dei Ministri della Cultura che si svolgerà in Grecia il 29 e il 30 maggio 2008.

martedì 13 maggio 2008

Concorso fotografico Al Janub: Tutti i Sud…in mostra

Siamo lieti di annunciarvi la realizzazione del nostro primo concorso fotografico: ovviamente il tema del concorso è il Sud del Mondo, e le fotografie dovranno ritrarre momenti vissuti dal partecipante in una propria esperienza in un paese del Sud.
Ecco di seguito il regolamento del concorso:

1) Tutti i Sud…in mostra è il 1° concorso fotografico organizzato dal gruppo studentesco Al Janub.

2) Scopo del concorso è stimolare la riflessione sulle tematiche dello sviluppo e del disequilibrio tra centro e periferia del mondo nonché la conoscenza della realtà dei paesi del Sud del mondo, attraverso uno strumento di comunicazione più agile di quelli tradizionali, quale quello della fotografia.

3) Il concorso è aperto a tutti gli studenti universitari che grazie a tirocini, esperienze di volontariato o viaggi di conoscenza, hanno avuto l’occasione di visitare il sud del mondo e vogliono condividere la loro esperienza attraverso il materiale ricavato nei loro viaggi.

4) Il tema sarà… Tutti i Sud…in mostra

5) Le 15 migliori fotografie, scelte ad insindacabile giudizio della giuria, verranno pubblicate su pannelli fotografici ed esposte in mostra il 12 giugno in occasione della terza edizione della manifestazione “Tutti i sud in festa”, organizzata dal gruppo studentesco Al Janub all’interno della cittadella universitaria di Viale delle Scienze, Palermo. La manifestazione, che si svolge ogni anno, è volta a valorizzare tutte le culture presenti nella nostra terra e prevede momenti di danza, musica, cucina e arte dedicati al sud del Mondo. All’interno della manifestazione i vincitori del concorso saranno chiamati a commentare i propri scatti.

6) I panelli fotografici pubblicati diventeranno proprietà del gruppo studentesco Al Janub e andranno a costituire una vera e propria mostra itinerante che verrà utilizzata dal gruppo in occasione di varie manifestazioni e attività di sensibilizzazione su tutto il territorio italiano.

5) Le fotografie partecipanti al concorso devono riportare: nome del fotografo, luogo e data dello scatto, titolo e breve didascalia.

6) Le fotografie devono essere inviate via mail all’indirizzo aljanub@gmail.com entro e non oltre il 20 maggio (salvo eventuali proroghe) oppure consegnate su cd presso la Casetta della Cooperazione, sede di Al Janub, (all’università in viale delle Scienze di fronte la facoltà di economia) tutte le mattine, dalle 9 alle 13. Ogni foto dovrà essere accompagnata dalla scheda di richiesta di partecipazione al concorso.

7) Le foto devono essere inedite, e non aver partecipato ad altri concorsi fotografici.

8 ) Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.

9) Al Janub si riserva il diritto di non visualizzare nel sito e di non ammettere alla partecipazione al concorso le fotografie che ritiene non opportuno accettare per qualsivoglia motivo.

10) Ogni partecipante dichiara di essere autore delle fotografie presentate in concorso, di essere titolare dei diritti sulle stesse e responsabile del contenuto. Ogni partecipante ne autorizza la pubblicazione sul giornalino del gruppo Al Janub, sui blog http://aljanub.wordpress.com/ e http://aljanub.noblogs.org/ e su eventuali altri materiali promozionali prodotti dal gruppo nonché l’esposizione all’Università di Palermo in relazione all’evento precedentemente citato o in occasione di altre manifestazioni non profit, sollevando il gruppo studentesco Al Janub da ogni responsabilità. Le immagini non verranno in nessun caso utilizzate a fini commerciali e rimarranno di proprietà dell’autore.

11) La giuria sarà interna al gruppo e si avvarrà del parere di operatori e professionisti della Cooperazione Internazionale.

12) La partecipazione al concorso è a titolo gratuito.

13) Il premio per i primi 15 classificati sarà la pubblicazione della foto selezionata e l’esposizione della stessa nella mostra Tutti i sud…in mostra

14) Tutti i partecipanti al concorso saranno avvisati tramite posta elettronica (se presente) dei risultati.

15) L’associazione si impegna al rispetto della legge sulla privacy.

16) Responsabili del concorso sono Antonio Mangia e Valentina Ricciardo.

Per ogni informazione scrivete ad aljanub@gmail.com oppure venite a conoscerci alla Casetta della Cooperazione.

17) Iniziativa realizzata grazie ai contributi universitari per le attività culturali (legge n.429, 3/8/1985).

Link al post del blog Al Janub

domenica 20 aprile 2008

Li puoi chiamare per nome

Un mese passato tra i mercati storici di Ballaro, il Capo e il centro di Santa Chiara. L'obbiettivo: somministrare 270 interviste a 4 differenti comunità (Marocco, Ghana, Filippine e Bangladesh), commissionato dall'Abi (associazione delle banche italiane) al CeSpi (centro studi politica internazionale) e di conseguenza affidata al Ciss sul territorio palermitano. I questionari vogliono indagare sul rapporto tra i migranti e i servizi bancari e postali, per migliorarne l'accesso e creare servizi ad hoc. Fin qui il nostro lavoro, 5 giovani universitari.

E’ stato abbastanza spontaneo calarsi a pieno nella realtà dei migranti a Palermo, attraverso i racconti reciproci di esperienze, viaggi e problematiche di vita quotidiana. Non è facile lavorare con i migranti, a volte perchè sei bianca, a volte perchè sei femmina. Ma poi dopo qualche giorno passato a studiarci in modo reciproco succede qualcosa. Forse perchè hai conosciuto le persone giuste, forse perchè anche noi abbiamo i ritmi lenti di chi è del sud, forse perchè non abbiamo mai detto di no ad un bicchiere di birra o ad una festa, compresa quella della fine del Ramadam.

E cosi succede che l'intervista diventa un pretesto per conoscerci e una volta terminata c'è sempre il tempo di scambiarci quattro chiacchiere, storie di vita e di esperienze diverse. Capita che incontri dei ghanesi che hanno il passaporto della Liberia, qualcuno che ha le carte di credito olandesi ed è qui per vacanza, chi è arrivato da qualche giorno a Palermo dopo un viaggio di tre anni dal Bangladesh a piedi o con mezzi di fortuna. Le comunità sono molto diverse tra di loro per religione e cultura. Per esempio i Ghanesi abitano e lavorano soprattutto a Ballarò, sono commercianti, ma hanno anche parruccherie sia per uomini che per donne, locali dove si balla ragghae e piccoli ristorantini. Una parte della comunità è mussulmana, un'altra parte cattolica. Santa Chiara è un punto di riferimento molto forte. Molti marocchini sono "illegali" entrati con il visto turistico e rimasti a Palermo o venuti dopo la scadenza dei documenti a causa dei controlli che qui sembrano fare poca paura, rispetto al nord Italia o ad altri Stati. Molti vorrebbero ritornare nel loro paese, ma è un disonore se non hai il permesso di soggiorno, anche se hai lavorato e adesso puoi comprarti una casa. Molti abitano nei dintorni della stazione, dove ci sono anche diversi punti commerciali: macelleria, kebab, market dove si possono incontrare anche persone mussulmane di altre comunità.Tra le bancarelle del Capo e in via Maqueda invece lavorano i bangladesi per lo più commercianti: dai negozietti di cose etniche ai market e alle macellerie, alle videoteche. In quei giorni in Bangladesh c'era stato un tifone e la preoccupazione era tangibile per parenti e amici. Tutti hanno le idee molto chiare su cosa non va in Italia sulle politiche migratorie, anche perchè hanno contatti in diverse parti del mondo e conoscono le diverse realtà europee e americane.Chi rimane a Palermo lo fa per i motivi più disparati: dal clima simile al paese che si è lasciato, alla presenza di famigliari o parenti, in moltissimi casi per il costo della vita e degli affitti.

Con il passare dei giorni non pensi più al politicamente corretto, all'uso della parola immigrato o migrante, nero o di colore adesso li puoi chiamare per nome. E più ci si conosce più ci si rende conto di parlare delle stesse cose. I problemi degli studenti fuori sede e quelli dei migranti si sovrappongono perfettamente: i padroni di casa desaparacidos quando si rompe qualcosa (il classico scaldabagno!) ma puntualissimi per bollette e affitto.Anche la percezione della città è la stessa: sentirsi guardati in modo strano sull'autobus è un male comune: qualcuno perchè è nero, o perchè ha le treccine, qualcun'altra perchè ha una gonna lunga e colorata.

Giovanna Messina

Fonte: http://aljanub.noblogs.org/category/palermo

venerdì 18 aprile 2008

Per acquisire la cittadinanza non è sufficiente il dato formale della celebrazione del matrimonio

Con decisione n. 6526 del 18 dicembre scorso, la VI sezione del Consiglio di Stato ha affermato che è legittimo il provvedimento di diniego della concessione della cittadinanza italiana iure communicatione, motivato, anche solo per relationem, con riferimento alla assenza di coabitazione tra la richiedente ed il marito, cittadino italiano.
Ad avviso del Consiglio di Stato, l'acquisto della cittadinanza italiana non è automatico, ma da limitarsi ai casi veramente meritevoli. Pertanto, non è sufficiente il dato formale della celebrazione del matrimonio, ma è indispensabile l'instaurazione di un effettivo rapporto coniugale, con il rispetto dei conseguenti doveri civili di fedeltà, assistenza, collaborazione e coabitazione, perdurante da almeno tre anni e tale da dimostrare l'integrazione dello straniero nel tessuto sociale e civile nazionale.

(Consiglio di Stato, sezione VI, decisione n. 6526 del 18 dicembre 2007).

Fonte: centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it

sabato 5 aprile 2008

Stranieri a Palermo: siglati due protocolli d'intesa

Agevolare e semplificare i rapporti tra l'Amministrazione comunale di Palermo e le oltre cento comunità straniere che risiedono in città, realizzare un data-base per creare un portale sulle migrazioni e costituire un Osservatorio sui minori non accompagnati.
Sono questi gli obiettivi dei protocolli d'intesa, firmati nei giorni scorsi, dal "Centro studi e documentazione sulle migrazioni" che fa parte dell'assessorato Attività sociali del Comune.
Un protocollo d'intesa, messo a punto con l'associazione "Apriti Cuore onlus", che riguarda l'attività di interpretariato e mediazione culturale, intesi come dimensione costante delle politiche di integrazione. L'abbattimento delle barriere linguistiche aiuta, infatti, il cittadino straniero ad inserirsi nella società, favorendo la conoscenza dei diritti e dei doveri, l'uso dei servizi sociali, sanitari e dell'educazione, sia pubblici che privati.
Il servizio, al momento sperimentale, vuole agevolare i rapporti tra l'Amministrazione comunale di Palermo e le comunità straniere che risiedono in città, in modo da poter meglio comunicare nella loro lingua madre.
Il servizio verrà svolto attraverso il centro studi sulle migrazioni che curerà l'invio di un interprete o mediatore culturale nell'ufficio del Comune di Palermo che ne avrà fatto richiesta.
L'altro protocollo d'intesa, stipulato con la delegazione regionale dell'Associazione Nazionale Famiglie Emigrati (Anfe), che tra i suoi obiettivi ha la valorizzazione delle culture dei migranti, riguarda la collaborazione gratuita, per un anno (rinnovabile), per una serie di attività. In particolare, l'Anfe si occuperà di: ricerca e raccolta di dati utili a realizzare un portale, gestito dal Centro, per una conoscenza aggiornata del fenomeno migratorio e per l'integrazione dei migranti nel tessuto socio-lavorativo comunale; attivazione nel Centro di uno sportello multifunzionale per i migranti; ricerca ed elaborazione dati e informazioni per pubblicare un vademecum sui diritti e sull'accesso ai servizi; collaborazione nella programmazione di un Osservatorio sui minori stranieri non accompagnati; raccolta di pubblicazioni per adulti e bambini per contribuire all'avvio di un'emeroteca e biblioteca interculturale nel Centro; partecipazione alla realizzazione di una sezione del Centro destinata alla ricerca e alla documentazione dei siciliani all'estero.

Per informazioni il Centro si trova in Vicolo delle Neve all'Alloro oppure si può scrivere all'e-mail:
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Fonte: Newsletter del Comune di Palermo, 5 aprile 2008

martedì 1 aprile 2008

MANIFESTAZIONE Pamoja all'Associazione Malaussène fino all'11 maggio

SI INAUGURA GIOVEDI' 3 APRILE ORE 21:30, presso l’associazione Malaussène – piazzetta di Resuttano, 4, Palermo, con una mostra di fotografie scattate in Tanzania da Maurilio Caracci, la MANIFESTAZIONE "PAMOJA" (in lingua kiswahili "Insieme").
L’iniziativa, organizzata con la collaborazione di Tulime, Asantesana e Simposio, tre associazioni attive in Africa con progetti di cooperazione e sviluppo, si protrarrà fino alll’11 maggio 2008 e comprende, tra l’altro, videoproiezioni e mostre di fotografia e artigianato africano.
Apertura dal giovedì alla domenica, ore 20:30-24:00.
Programma
3-13 aprile: mostra di fotografie scattate da Maurilio Caracci durante il primo viaggio di turismo consapevole organizzato da Tulime. La mostra è organizzata dal villaggio Mtitu–Palermo e dal coordinamento nazionale di Tulime.
17-27 aprile: mostra organizzata da Asantesana, in cui saranno esposte alcune fotografie scattate dai volontari che hanno partecipato alla realizzazione dei progetti dell’associazione in Tanzania.
2-11 maggio: mostra fotografica sull’interculturalità, organizzata dall’associazione Simposio, con immagini scattate dai soci e dai volontari che operano in Madagascar.

mercoledì 26 marzo 2008

Giunta di Palermo, via libera ad un Centro Studi sulle Migrazioni

La Giunta comunale ha approvato oggi l'atto d'indirizzo per la costituzione di un centro interculturale in Vicolo della Neve all'Alloro, con l'obiettivo di facilitare l'integrazione tra le diverse culture presenti sul territorio. Responsabile del Centro studi sarà Roberto Mazzarella, rappresentante dell'Amministrazione comunale all'interno del Consiglio territoriale per l'immigrazione. Secondo quanto stabilito nel protocollo d'intesa con l'associazione sociale News, approvato dalla Giunta, sarà l'associazione stessa ad occuparsi dell'individuazione, scelta e catalogazione del materiale informativo da destinare al Centro Studi. Il Comune, invece, garantirà la cooperazione nel processo di reperimento dei dati sulle comunità presenti sul territorio comunale.

Data della notizia: 16 novembre 2007
Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Palermo

La lingua dell'immmigrazione: a Roma tre giorni di aggiornamento e formazione per mediatori linguistico-culturali

Sono oltre 400, in maggioranza immigrati, gli interpreti e mediatori che collaborano con le sette Commissioni territoriali e la Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo. Sono loro che, insieme ai membri delle commissioni, incontrano per primi a Roma, Milano, Gorizia, Foggia, Crotone, Trapani e Siracusa le migliaia di immigrati che sbarcano sulle coste meridionali o che attraversano i confini terrestri ed aeroportuali chiedendo asilo politico.
La loro voce - espressa in oltre 80 lingue e idiomi di tutto il mondo - è spesso il primo conforto ed orientamento per coloro che, dopo numerose peripezie, attendono la propria sorte all'interno di un Centro di Accoglienza e Identificazione.
La figura dell'interprete/mediatore ha un ruolo fondamentale nell'ambito delle Commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato, con funzioni non solo tecnico-linguistiche, ma come facilitatore dell'incontro tra culture. L'interprete/mediatore è indispensabile ai fini della comprensione, da parte di coloro ai quali compete la decisione di concedere l'asilo, di tutte le circostanze e condizioni riguardanti il richiedente e la relativa normativa giuridica in materia.
Gli interpreti, tutti professionisti con esperienza pluriennale, sono organizzati nel Consorzio ITC, formato da 23 soci fondatori, che dal 2005 svolge tale servizio in regime di convenzione con il Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno.
A partire da giovedì 27 marzo, per 3 giorni, gli interpreti/mediatori si riuniranno a Roma per un corso di formazione e aggiornamento professionale in cui approfondiranno con i massimi esperti gli aspetti giuridico-legali, tecnici e socio-sanitari dell'immigrazione.
Il Corso, che si svolgerà presso il Centro di formazione della Caritas diocesana di Roma (Via Aurelia, 773), verrà inaugurato con una sessione aperta al pubblico giovedì 27 marzo, alle ore 9.00, da Mario Morcone, prefetto capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno, Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione Lazio, mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, Jamil Awan, presidente del Consorzio ITC.
Nei tre giorni di formazione sono previsti gli interventi di Franco Pittau, coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes, Jurgen Humburg, direttore di UNHCR Italia, Salvatore Geraci, presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Raffaele Miele, direttore di Immigrazione.it e ImmigrazioneOggi, Fausto Gianni, prefetto presidente della Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo e numerosi esperti provenienti dal mondo accademico e dalle istituzioni nazionali ed internazionali.
I giornalisti che lo desiderano potranno assistere alle lezioni comunicando la partecipazione alla Segreteria organizzativa del convegno (tel. 06.85305564) oppure contattando l'Ufficio stampa (Alberto Colaiacomo cell. 335.1817131 - Dana Enulescu cell. 338.7617069)

giovedì 20 marzo 2008

Giornata della cultura tunisina in Italia

Sarà Reggio Calabria ad ospitare, giovedì 20 marzo 2008, la "Giornata della cultura tunisina in Italia" che si svolgerà nell'Università per Stranieri Dante Alighieri. La scelta della città calabrese dello Stretto come sede della manifestazione scaturisce dall'intesa stretta fra la Repubblica Tunisina, tramite il suo Consolato di Napoli, e l'ateneo reggino. "Questo risultato - sostiene il rettore dell'Università per Stranieri, Salvatore Berlingò - è frutto di una ormai lunga e fitta trama di rapporti intessuti dall'Università della 'Dante' con le istituzioni tunisine e, in particolare, con il polo universitario di Gafsa". "L'incontro, che si realizzerà presso la 'Dante' giovedì - sostiene ancora Berlingò - è foriero di ampi sviluppi dei rapporti già così proficui". La manifestazione prevede la proiezione di un film documentario sulla Tunisia e il saluto del rettore Berlingò. Seguiranno l'intervento del console tunisino, la testimonianza di un italiano, Pietro Romeo, presidente dell'Associazione di Amicizia tuniso-italiana, con sede a Reggio Calabria e di lettori tunisini di lingua araba presso i Corsi della "Dante". Ancora: dibattito animato da immagini della Tunisia e esposizione di fotografie artistiche, prodotti artigianali e materiale pubblicitario dell Paese Nordafricano.
(ANSA)

mercoledì 19 marzo 2008

A Palermo 300 stranieri a scuola di italiano

Più opportunità d'integrazione per chi conosce la lingua: oltre 300 iscritti in 6 mesi alla ''Scuola di lingua italiana per stranieri'' dell'Ateneo palermitano. Per 180 laureandi tirocinio con alunni immigrati nelle scuole di frontiera.

PALERMO - L’Ateneo palermitano è in prima linea per favorire l’integrazione degli studenti immigrati; sono oltre 15 mila a Palermo i cittadini di altri Paesi. La buona conoscenza della lingua italiana come primo strumento di integrazione, questo è l’obiettivo che si prefigge la nuova “Scuola di lingua italiana per stranieri” dell’Ateneo di Palermo, che nei primi sei mesi di attività ha già prodotto risultati apprezzabili. La Scuola di lingua italiana per studenti e lavoratori stranieri dell’Università di Palermo, in sei mesi, ha contato oltre 300 iscritti e ha dato la possibilità a 180 laureandi di svolgere il tirocinio con alunni immigrati nelle scuole con una presenza molto elevata di immigrati. Traccia così un bilancio positivo la Scuola per stranieri, istituita dall’Università di Palermo per aiutare studenti di altri Paesi, famiglie e lavoratori immigrati ad acquisire dimestichezza con la lingua parlata e a integrarsi più facilmente.
Nata, infatti, per essere al servizio degli studenti, delle famiglie immigrate e delle imprese, ha già stretto rapporti di collaborazione con associazioni di volontariato, scuole di frontiera, istituzioni. Esperienze, proposte e cifre sono state rese note durante una la giornata di studio, tenutasi nei giorni scorsi, sul tema “L’italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale”.


La scuola, diretta dalla docente universitaria Mari D’Agostino, è stata istituita con lo scopo di rispondere alle numerose sollecitazioni provenienti dal mondo dell’istruzione, del lavoro, degli studenti stranieri e delle Università di altri Paesi. La facoltà di Lettere e Filosofia conta il più alto numero di studenti non italiani iscritti, oltre duecento, e ha istituito uno speciale corso di laurea per l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda.
Sono 15 mila, infatti, i cittadini stranieri che hanno la residenza a Palermo, e sempre più consistente è la presenza di alunni immigrati nelle scuole palermitane: in alcune realtà, come l’istituto comprensivo Madre Teresa di Calcutta, nel centro storico della città, raggiungono il 50 per cento degli iscritti. “Con questa scuola - ha riferito il Rettore dell’Università di Palermo Giuseppe Silvestri - vogliamo dare a tutti i giovani e gli adulti stranieri la possibilità di diventare soggetti attivi nella società, non solo nel loro interesse, ma nell’interesse di tutta la Sicilia”. “Il possesso della lingua italiana costituisce un diritto fondamentale per ogni uomo, donna e bambino che si trovi a studiare, lavorare, vivere in Italia - ha sottolineato Mari D’Agostino -. Partendo da questa convinzione, questo incontro ha l’obiettivo di mettere a confronto progetti e politiche di intervento rispetto all’integrazione linguistica degli stranieri. Chiediamo alle istituzioni locali, alla nuova Assemblea regionale e al nuovo governo, di programmare nel settore dell’insegnamento dell’italiano per stranieri interventi efficaci e durevoli, evitando sprechi”.


Inaugurata l’estate scorsa con l’obiettivo di promuovere attività didattiche, di formazione, di consulenza e di ricerca nel campo dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda, la Scuola dell’Ateneo organizza corsi estivi e lezioni per studenti Erasmus, giovani e adulti, promuove e collabora a progetti rivolti a bambini immigrati nelle scuole. Degli oltre trecento allievi, 250 sono gli studenti Erasmus, 50 gli adulti stranieri e 10 gli studenti egiziani iscritti a un master. Sul versante della formazione, la Scuola accoglie tirocinanti provenienti dal corso di laurea in “Traduzione, italiano L2 e interculturalità”, che possono quindi contare su un centro universitario in cui trovare anche sbocco lavorativo, passando per una fase di formazione con docenti qualificati. A questo si affianca una costante attività di ricerca fornita da dottorandi e ricercatori del dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche. La Scuola è inoltre sede di esame per il conseguimento della Certificazione di italiano come lingua straniera (Cils), rilasciata dalla Università per stranieri di Siena.


Il contributo che in questo modo intende dare l’ateneo palermitano può considerasi importante perchè punta a un’istruzione di qualità, come è stato specificato alla facoltà di Lettere, in occasione della giornata di studio sul tema “L’italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale”. Un incontro, svoltosi nei giorni scorsi, al quale hanno partecipato, fra gli altri, il rettore Giuseppe Silvestri; il preside di Lettere, Vincenzo Guarrasi; il direttore del dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche, Laura Auteri; il delegato del rettore per le Relazioni internazionali, Pasquale Assennato; il direttore dell’Ente regionale per il diritto allo studio universitario, Antonino Bono; il coordinatore dell’Osservatorio provinciale contro la dispersione scolastica, Maurizio Gentile; il fondatore della Scuola di lingua italiana per stranieri, Giovanni Ruffino; docenti dell’Università di Palermo, esponenti del mondo istituzionale, delle associazioni di volontariato che si occupano di immigrati, dirigenti e insegnanti di scuole con un’alta percentuale di stranieri.

© Copyright Redattore Sociale


www.itastra.unipa.it

lunedì 10 marzo 2008

L'italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale. Convegno a Palermo

Scuola di Lingua italiana per Stranieri - Ateneo di Palermo

Giornata di studio "L'italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale"
14 marzo 2008 – Ore 9-13 – Aula Magna, Facoltà di Lettere e Filosofia


Un convegno, promosso dalla Scuola di lingua italiana dell'Ateneo palermitano, per fare il punto della situazione su immigrati e apprendimento della lingua, passaggio obbligato verso l'integrazione sociale e lavorativa. Un incontro tra soggetti protagonisti nell'attivazione di pratiche di inclusione, tra attori consapevoli delle cifre riguardanti la città di Palermo. Sono 15.000 i cittadini stranieri che hanno la residenza a Palermo, e sempre più consistente è la presenza di alunni immigrati nelle nostre scuole: in alcune realtà, come l'Istituto Comprensivo "Maria Teresa di Calcutta", raggiungono il 50% degli iscritti.

Il possesso della lingua italiana costituisce un diritto fondamentale per ogni uomo, donna e bambino che si trovi a studiare, lavorare, vivere in Italia. Partendo da questa convinzione, la giornata di studio ha l'obiettivo di mettere a confronto progetti e politiche di intervento dei differenti soggetti operanti a Palermo rispetto all'integrazione linguistica degli stranieri. La Scuola di lingua italiana per stranieri dell'Ateneo, il circuito scolastico pubblico, le associazioni di volontariato, i rappresentanti sociali e istituzionali, le comunità straniere si confrontano sull'offerta formativa volta all'apprendimento dell'italiano come lingua seconda nella nostra città e sulla sua reale capacità di costruire percorsi di inclusione sociale. In assenza di una Legge regionale sull'immigrazione e di fronte a interventi spesso frammentari e episodici delle diverse istituzioni locali, tale riflessione appare quanto mai opportuna al fine di individuare bisogni formativi e possibilità di lavoro comune.

Interverranno al dibattito, insieme a docenti dell'Università di Palermo, esponenti del mondo istituzionale, la coordinatrice dell'Ufficio nomadi e immigrati del Comune, il segretario generale della Cgil Sicilia, rappresentanti di Centro Astalli e Laboratorio Zeta, insegnanti dei centri Eda di Palermo, dirigenti e insegnanti degli istituti palermitani con un'alta percentuale di stranieri, il direttore del Centro culturale francese.

CONTATTI
Scuola di Lingua italiana per Stranieri
Direttore: Mari D'Agostino
Sito: http://www.itastra.unipa.it/
Email: scuolaitalianostranieri@unipa.it
Info: Facoltà di Lettere e Filosofiea– Box 1 (Piano terra)
Ufficio stampa: Marcello Amoruso
Cell.: +393402442295

SCUOLA DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI

Istituita nei primi mesi del 2007 con l'obiettivo di promuovere attività didattiche, di formazione, di consulenza e di ricerca nel campo dell'insegnamento dell'italiano come lingua seconda e straniera. Offre un servizio all'Ateneo di Palermo e all'intera città, in particolare al variegato e complesso mondo dell'immigrazione. Organizza una scuola estiva e corsi per studenti Erasmus, giovani in mobilità e adulti; promuove e collabora a progetti rivolti a bambini immigrati in un ampio numero di realtà scolastiche. Sul versante della formazione, la Scuola accoglie tirocinanti provenienti dal corso di Laurea in "Traduzione, italiano L2 e interculturalità", che possono quindi contare su un centro universitario in cui trovare anche sbocco lavorativo, passando per una fase di formazione con docenti d'alto profilo.

La Scuola di Lingua italiana per Stranieri si avvale di un contatto "in presa diretta" con l'evoluzione della lingua italiana e con le metodologie didattiche. Ciò grazie a una costante attività di ricerca fornita da dottorandi e ricercatori del Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche.

La Scuola è inoltre sede di esame per il conseguimento della Certificazione CILS, rilasciata dalla Università per Stranieri di Siena.

sabato 8 marzo 2008

L’Università italo-libica scelta a rappresentare uno degli “Otto obiettivi del Millennio”

L’iniziativa illustrata a Roma dal rettore Silvestri

L’Università italo-libica scelta come esempio rappresentativo di uno degli “Otto obiettivi del Millennio” fissati dall’Onu per il 2015. Il rettore dell’Ateneo di Palermo Giuseppe Silvestri, presidente della Fondazione universitaria italo-libica, ieri pomeriggio, nella Sala del Cenacolo della Camera dei deputati, ha illustrato il progetto, punta di diamante delle iniziative che il mondo accademico siciliano svolge per promuovere la collaborazione tra le due sponde del Mediterraneo sui temi dell'istruzione, della ricerca, della cultura e della scienza. L’iniziativa ha portato all’apertura, nell’Università libica di Bengasi, del dipartimento di Italianistica dell’Ateneo di Palermo, primo passo di un ampio progetto di scambi e collaborazioni tra i due Paesi e strategico ponte interculturale tra mondo latino e mondo arabo.
L’occasione è data dalla presentazione in Italia, dopo l’anteprima a Bruxelles, del documentario su “Gli otto obiettivi del Millennio nell’area mediterranea”, cioè gli otto traguardi fissati dall’Onu al 2015 per ridurre il divario tra Nord e Sud del mondo: dimezzare la povertà estrema; raggiungere l’istruzione primaria universale; promuovere l’uguaglianza tra uomo e donna; ridurre il tasso di mortalità infantile; ridurre il tasso di mortalità materna; invertire la tendenza di diffusione dell’Aids; assicurare la sostenibilità ambientale; sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo attraverso politiche e azioni volte alla cooperazione. L’Università italo-libica è stata scelta come progetto rappresentativo di quest’ultimo obiettivo.
Il documentario, realizzato la scorsa estate, è il frutto del tour nel Mediterraneo organizzato dall’associazione Mediterraid in collaborazione con l’Unric (Centro regionale di informazioni delle Nazioni Unite), la presidenza della Regione Lazio e l’ufficio Relazioni internazionali del Comune di Roma. Tappe del viaggio sono state, tra le altre, Palermo e Bengasi. Il rettore Silvestri ha presentato il ruolo della Fondazione italo-libica, costituita dalle Università di Palermo, Messina Catania, Reggio Calabria e dall’Accademia libica in Italia, e le grandi opportunità formative che saranno offerte agli studenti stranieri dal Politecnico del Mediterraneo, di prossimo avvio. All’incontro sono intervenuti Antonello Fratoddi e Monica Ardizzone, rispettivamente presidente e vicepresidente di Mediterraid; Fabio Graziosi dell’United Nations regional information centre for Western Europe; Marta Guglielmetti, coordinatrice per la campagna del Millennio Italia; Tana de Zulueta, presidente della commissione Cultura e Immigrazione di EuroMed; Wilfried Baudoin, componente della Food and agriculture organization of the United Nations; Gianni Gravina, capo area Balcani e Mediterraneo della onlus Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi emergenti (Cospe); Alessandra Pome, in rappresentanza del Wwf-Mediterranean programme office, ed Eszter Salgò, ricercatrice dell’Istituto per le relazioni tra l’Italia e i Paesi dell’Africa, America latina, Medio ed Estremo Oriente (Ipalmo).
Fonte: AteneoNews, n. 25 del 5 Marzo 2008

sabato 9 febbraio 2008

BANDO per Mediatore linguistico-culturale Universita' di Palermo

La Scuola di lingua italiana per stranieri dell'Universita' di Palermo www.itastra.unipa.it/bachecabandi.htm intende promuovere iniziative di supporto e assistenza alle attività di Organizzazioni, ONLUS, e di volontariato, formate da stranieri o che siano rivolte ad essi nel campo dell’apprendimento della lingua italiana. Per meglio interpretare ed esprimere le caratteristiche ed i bisogni delle comunità straniere, la Scuola intende servirsi dell’opera di 1 Mediatore linguistico-culturale.
I suoi compiti saranno quelli di prendere contatto con le diverse realtà e, in stretto rapporto con gli organi della Scuola, progettare percorsi di accrescimento delle competenze linguistiche che siano adatti alla complessa realtà immigratoria.
Requisiti: Frequenza di master e/o corsi specifici per mediatori linguistico-culturali
Esperienze di mediazione culturale e linguistica debitamente documentate
Padronanza della lingua italiana e scritta
Padronanza di almeno due tra le seguenti lingue: inglese, francese ed arabo
Cittadinanza italiana oppure (se straniero) in regola con il permesso disoggiorno.
Le attività avranno durata di mesi 6 per un compenso complessivo di € 3000.
Gli interessati dovranno inoltrare richiesta, corredata da adeguato curriculum, presso la Presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia entro le ore 13.00 di Venerdì 15 febbraio 2008.
Il Preside Prof. Vincenzo Guarrasi

venerdì 18 gennaio 2008

Corsi di italiano per stranieri dell'Università di Palermo

SCUOLA DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI - UNIVERSITA' DI PALERMO
www.itastra.unipa.it scuolaitalianostranieri@unipa.it

La Scuola di Italiano per Stranieri dell'Universita' di Palermo recentemente aperta, attivera' un nuovo ciclo di corsi di ITALIANO A STRANIERI dal prossimo 4 febbraio.
I corsi sono rivolti a stranieri adulti di qualsiasi nazionalita' e livello.
Alla fine del corso ogni partecipante ricevera' un Certificato di frequenza con l'indicazione del livello frequentato.
I corsi hanno la durata di 50 ore (giorni e orario delle lezioni verranno comunicati in seguito) e un costo di € 150.
Gli interessati sono invitati a presentarsi al Box 1 della Facolta' di Lettere e Filosofia (Viale delle Scienze - Edificio 12, piano terra) secondo il seguente calendario:
MERCOLEDI' 23 e 30 gennaio 10.00 - 13.00
VENERDI' 18 e 25 gennaio e 1 febbraio 17.30 - 19.00
Per fissare un appuntamento in giorni e orari diversi, scrivere a scuolaitalianostranieri@unipa.it
(OGGETTO: appuntamento itastra feb 08)
Nei mesi di giugno e dicembre 2008 sara' possibile partecipare all'esame CILS Certificazione Italiano per Stranieri dell'Universita' per Stranieri di Siena (l'Universita' di Palermo e' sede ufficiale d'esame).
Info e prezzi per l'esame sul sito della scuola www.itastra.unipa.it alla pagina "Certificazioni".

martedì 18 dicembre 2007

Seminario OSA: programma di ritorno volontario assistito e di reintegrazione nel paese di origine


Abbiamo il piacere di invitarvi ad un seminario la cui organizzazione nasce dal frutto della collaborazione tra la nostra Organizzazione Non Governativa O.S.A – Organizzazione Sviluppo e integrAzione e l'OIM - Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
L'incontro, utile per quanti lavorano nel campo dell’immigrazione, verte sul

Programma di Ritorno Volontario Assistito e di Reintegrazione

nel Paese di Origine delle Vittime di Tratta e di Altri Casi Umanitari

implementato dall’OIM e finanziato dal Ministero dell’Interno italiano.
Al seminario diversi project managers dell’OIM presenteranno la cornice legislativa entro la quale si svolge il programma, la tipologia dei beneficiari, la descrizione del programma stesso e daranno testimonianza su casi concreti; sarà infine distribuito del materiale informativo.

Il seminario avrà luogo nel pomeriggio di giovedi 20 dicembre presso la sala San Michele della Biblioteca Comunale a Piazza Casa Professa.
La partecipazione è gratuita ma è necessario confermare la propria partecipazione via e-mail o telefonicamente.

Dr.ssa Deborah Matano
Presidente Ong O.S.A
Organizzazione Sviluppo e integrAzioneVia P.pe di Villafranca, 54 PA

Tel. +39 0917302923



PROGRAMMA

Seminario sul

"Programma di Ritorno Volontario Assistito e di Reintegrazione nel Paese di Origine delle Vittime di Tratta e di Altri Casi Umanitari"

svolto dall'OIM Organizzazione Internazionale per le Migrazioni finanziato dal Ministero dell'Interno

Palermo, 20 dicembre 2007 Ore 15.00 Biblioteca Comunale

Sala San Michele

Piazza Casa Professa

§ Registrazione dei partecipanti

§ Saluto di benvenuto e presentazione
Dr.ssa Deborah Matano, Presidente Ong O.S.A

§ Supporto istituzionale alla misura del rimpatrio volontario nell'ambito del Servizio centrale di cui all'articolo 32 - legge 189/2002

Tipologia dei beneficiari, descrizione del programma: counseling, organizzazione del viaggio e reintegrazione nel paese di origine - Dr.ssa Enisa Bukvic, Project manager OIM - programmi di ritorno volontario nel paese di origine

§ Testimonianza su alcuni degli ultimi casi di rimpatrio volontario assistito nell'area africana - Dr.ssa Silvia Spinuso, Project Assistent OIM - programmi di ritorno volontario nel paese di origine

§ Proiezione filmato dell'assistenza al rientro di un caso umanitario in Albania

§ Cooperazione Internazionale per assicurare il ritorno volontario ed assistito e la reintegrazione nei paesi di origine delle vittime di tratta e di altri casi umanitari - Vittime di tratta: tipologia, programma, approccio - Casi umanitari e neo maggiorenni: come funziona il programma - Dr.ssa Gina Villone, Project manager OIM- Programma di ritorno volontario per le vittime di tratta ed altri casi umanitari

§ Dibattito e conclusione

§ Distribuzione materiale informativo sui progetti presentati

lunedì 12 novembre 2007

Entre deux rives: politica e religione da una riva all'altra del Mediterraneo

Giornata di studi e tavole rotonde

Dal 15 al 20 novembre 2007

PalermoInfo: Goethe-Institut, tel. 091 6528680 programma@palermo.goethe.org

Goethe-Institut Palermo e Centre Culturel Français de Palerme et de Sicile in collaborazione con Università degli Studi di Palermo - Facoltà di Lettere e Filosofia - Dipartimento di Scienze Filologiche e Linguistiche

Lo spazio euro-mediterraneo è oggi oggetto di una riflessione geopolitica alla quale la Sicilia, che al centro di tale spazio si trova, intende prendere parte.

Dal 15 al 20 novembre 2007, il Goethe-Institut Palermo e il Centre Culturel Français de Palerme et de Sicile, con l’appoggio dei Programmi Culturali franco-tedeschi nei Paesi Terzi, presentano a Palermo una giornata di studi e un ciclo di tavole rotonde incentrate sui rapporti tra politica e religione in seno all’area euro-mediterranea. Al centro della riflessione sono le società che vivono lungo le coste del Mediterraneo, le loro relazioni e il “gioco di specchi” attraverso cui esse si confrontano, si imitano e si definiscono. Il ciclo di incontri porta perciò il titolo: “ENTRE DEUX RIVES. Politica e religione da una riva all’altra del Mediterraneo”.

Palazzo Steri, Piazza Marina, 61, Palermo
Orto Botanico, Via Lincoln 2/A, Palermo
Centre Culturel Français de Palerme et de Sicile tel. 091 652 7222 / 652 7754 http://www.france-palermo.it/
Goethe-Institut Palermo tel. 091 652 8680 www.goethe.de/palermo

giovedì 8 novembre 2007

Assemblea pubblica

L’immigrato non è un criminale
PACCHETTO SICUREZZA E SOLIDARIETÀ SOCIALE
Segretario provinciale Prc GIUSTO CATANIA
Responsabile immigrazione Prc MADOU TOURÈ
Interverranno:
Rappresentanti delle organizzazioni sindacali e sociali delle comunità di migranti
associazioni laiche e religiose
DOMENICA 11 NOVEMBRE ORE 10.00
Associazione Malaussene Piazzetta Resuttano, 4 - (dietro Piazza S. Francesco)
Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Palermo
www.prcsicilia.it

venerdì 2 novembre 2007

Milano: La lingua è il primo strumento necessario per l'integrazione

Barzaghi: «La lingua è il primo strumento necessario per l'integrazione»

Provincia: acquistate seimila licenze, gratuitamente a disposizione di altrettanti studenti, con un investimento iniziale di 30 mila euro È partito il 30 ottobre e durerà sei mesi il corso di italiano online per stranieri promosso dall'assessore all'Istruzione ed edilizia scolastica della Provincia, Giansandro Barzaghi. Nelle scuole superiori milanesi e dell'hinterland l'ordinaria azione educativa potrà essere integrata con lezioni di supporto che gli studenti immigrati potranno seguire su pc connettendosi al sito http://www.italianolab.it/. Ideata in collaborazione con Sicest (società di consulenza che opera nel campo della formazione) e Auralog (prima casa editrice al mondo ad avere applicato la tecnologia del riconoscimento vocale all'apprendimento delle lingue straniere), l'iniziativa prende il nome di «Italianolab» e parte dalla constatazione che dal 2001 al 2006 gli extracomunitari in Italia sono passati da 1 a 3 milioni. Oltre che dalla premessa che «qualsiasi politica di inclusione immaginabile ha come proprio cardine la problematica dell'unificazione linguistica».

SEIMILA LICENZE - Per la prima fase del progetto - già sperimentato per più di un anno all'Istituto Bertarelli - la Provincia ha acquistato seimila licenze, che metterà gratuitamente a disposizione di altrettanti studenti, con un investimento iniziale di 30 mila euro. Nelle oltre 40 scuole che al momento hanno aderito il corso digitale si intercalerà nelle lezioni in aula, diventando una traccia su cui si innesteranno gli interventi degli insegnanti. Interventi che dovranno tendere a facilitare l'uso autonomo dello strumento didattico informatico da parte degli studenti: l'idea è che i 41 mila alunni stranieri presenti negli istituti di Milano e provincia possano coinvolgere, nello studio dell'italiano, i 400 mila extracomunitari residenti sul territorio. Il tutto attraverso la creazione di una rete di strutture che offriranno l'opportunità di accedere ai corsi online: non solo scuole dunque, ma anche enti pubblici, imprese, associazioni.

AZIONE FORMATIVA - «La lingua è il primo strumento necessario per l'integrazione e la cittadinanza e i giovani ne sono il miglior motore di diffusione - commenta l'assessore Barzaghi -. La nostra speranza è che, una volta provato il corso online, gli studenti promuovano un'azione formativa verso la propria famiglia e la comunità di appartenenza. Una grande campagna di alfabetizzazione che dalle scuole raggiunga tutto il territorio: questa è la grande sfida che ci siamo posti. Praticabile».

Fonte: http://www.edscuola.it

giovedì 1 novembre 2007

Rispolvera il tuo vocabolario!

Dai un'occhiata al nuovo glossario anti-discriminazione ora disponibile come parte della “Guida stop alla discriminazione” sul sito web della campagna "Sì alle diversità, no alle discriminazioni".
Il glossario elenca molti dei termini più importanti usati nel campo dell’antidiscriminazione e dell’uguaglianza.

ASANTESANA: aperitivo solidale all'Acanto Blu di Palermo


L’Associazione Asantesana ONLUS ti invita all'APERITIVO SOLIDALE presso l’Acanto Blu
Via Torrearsa n. 10, Palermo, Tel. 091320444

DOMENICA 4 NOVEMBRE DALLE ORE 18,30 IN POI

Potrai conoscere le attività dell'associazione e passare una serata ascoltando musica dal vivo
e assaggiando tante specialità.

L’ingresso è gratuito.

Per maggiori informazioni, puoi cliccare sull'immagine della locandina sopra per ingrandirla
o telefonare dal lunedì al venerdì allo 0916110209 dalle 12 alle 20.

Ti aspettiamo e....passa parola!

Sicilia, progetto migratorio a lungo termine per il 93% degli immigrati

Dossier Caritas–Migrantes. Sono 107.200, concentrati soprattutto a Palermo, Catania, Messina e Ragusa. Il 42,85 viene dall'Africa. A Lampedusa l'82,2% di tutti gli arrivi via mare in Italia

Palermo – In Sicilia sono 107.200 gli immigrati. Secondo i dati del Dossier Caritas-Migrantes, l’incidenza degli immigrati sul totale regionale sale al 2,1% con una crescita dell’8% rispetto al 2005. Le presenze di stranieri sono concentrate soprattutto a Palermo con 26.400 presenze; Catania, 22.500; Messina, 17.900 e Ragusa, quasi 15.600. Le quattro città siciliane, insieme registrano il 76,7% di tutta la popolazione straniera regolare in Sicilia. Sono però le province più piccole a fare rilevare gli incrementi di percentuale maggiori: Enna ha avuto una crescita della popolazione straniera del 35,9%, Caltanissetta del 34,5%, Ragusa del 26,1% e Siracusa del 23,3%. Il 93,1% degli immigrati regolari che si trovano nell’Isola ha alle spalle un progetto migratorio di inserimento stabile nel tessuto sociale siciliano.

A Trapani si distingue la più alta incidenza di immigrati per motivi di famiglia con il 43% pari a quasi 3.500 immigrati. La presenza femminile in Sicilia è del 48,8% rispetto al 51,2% degli uomini. Per quanto riguarda i minori stranieri in Sicilia questi superano le 18 mila unità e rappresentano il 16,8% degli stranieri regolarmente presenti. 4.800 minori sono a Palermo, circa 3000 a Catania e Messina. Le nascite sono state quasi 1300. L’Africa è il primo continente di provenienza con il 42,8% anche se ha avuto un decremento dello 0,6% .
La provenienza dai paesi europei è del 27,3% e dell’Asia al 24,3%. Gli alunni stranieri sono 11.938 e rappresentano l’1,3% della popolazione scolastica regionale. 15.754 sono stati i nuovi ingressi attribuibili alle quote lavoro del 2006. Nell’Isola si sono avuti 477 sbarchi che hanno portato 21.400 persone. Lampedusa ha avuto l’82,2% di tutti gli arrivi via mare in Italia.

Ha moderato la presentazione Mario Affronti del centro di medicina delle migrazioni. Erano presenti, mons. Nino Caminita, delegato regionale della Caritas Sicilia, Luca Di Sciullo per i dati nazionali, l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo e Vincenzo La Monica della Caritas di Ragusa per i dati regionali. “L’immigrazione in Italia è un fenomeno strutturale - ha detto Di Sciullo - . Gli immigrati sono un’enorme risorsa e ricchezza per il nostro Paese e per questo si devono agevolare i meccanismi di ingresso regolare. L’Italia ha dei ritmi di crescita della popolazione immigrata che in proporzione superano gli Stati Uniti. Oggi siamo con la Spagna il secondo paese europeo per la presenza di immigrati nel nostro territorio”.

“Bisogna vivere insieme e fare tesoro delle culture differenti – ha dichiarato l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo - . Nella mia vita finora ho vissuto in 18 paesi differenti e ho imparato quanto importante sia vivere nel crogiuolo delle culture che si incontrano e si arricchiscono reciprocamente. Né la Caritas né il dossier può risolvere i problemi ma è importante che più forze insieme diano una testimonianza forte alle problematiche che riguardano oggi gli immigrati”. “Dobbiamo aiutare ad educare le comunità cristiane a leggere il fenomeno dell’immigrazione nella giusta maniera. I numeri non sono tutto ma conoscerli in maniera sbagliata può essere molto pericoloso per questo occorre leggerli con molta attenzione”, ha concluso mons. Nino Caminita. (set)

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martedì 30 ottobre 2007

Gli immigrati minacciano: pronti allo sciopero generale
Sarebbe il primo sciopero generale dei lavoratori immigrati nel nostro Paese: Il ''Comitato immigrati in Italia'', rete di associazioni e comunità di stranieri, ne discuterà a Brescia il prossimo 11 novembre
ROMA - Gli immigrati minacciano: pronti allo sciopero generale. Hanno manifestato in 30.000 nelle piazze di Caserta, Napoli, Brescia e Roma. Sono stanchi di aspettare. Chiedono una sanatoria per gli immigrati senza documenti, l'abolizione della legge Bossi-Fini, l'abrogazione dell’accordo che assegna alle Poste la competenza per il rinnovo dei permessi di soggiorno, la chiusura definitiva dei centri di permanenza temporanea, la cittadinanza per i figli nati in Italia, e lo svincolo del permesso di soggiorno dal contratto di lavoro. Per questo sono pronti allo sciopero generale. Sarebbe il primo sciopero generale dei lavoratori immigrati nel nostro Paese, il "Comitato immigrati in Italia”, una rete di associazioni e comunità di immigrati, ne discuterà a Brescia in una riunione convocata per il prossimo 11 novembre. “Ne stiamo discutendo da tempo – ha dichiarato a Redattore Sociale Bachu Siddique Nure Alam, uno degli organizzatori del corteo di Roma, presidente dell'associazione bangladesha Dhuumcatu e membro del Comitato immigrati in Italia -, l’11 novembre prenderemo una decisione”. (gdg)
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Gli immigrati italiani sono ''politicamante orfani''

Dossier Caritas-Migrantes. Otto Bitjoka, camerunese, imprenditore a Milano dove vive da oltre 30 anni: ''Alla politica conviene vendere la paura perché produce consensi''
ROMA - E´ toccato quest´anno ad Otto Bitjoka, camerunese, imprenditore a Milano dove vive da oltre trenta anni, raccontare la propria esperienza migratoria alla presentazione nazionale del 17° Dossier Immigrazione Caritas Migrantes che si è svolta questa mattina a Roma . "Quello sulla condivisione delle regole - ha esordito Bitjoka dal palco del Teatro Orione - è un falso dibattito: i cittadini stranieri che vivono stabilmente in Italia hanno da tempo accettato i principi contenuti nella Carta fondamentale dei valori della cittadinanza". "Al corpo politico conviene vendere la paura perché come incasso questa produce consensi: se da destra si tende a demonizzare la nostra presenza nella società italiana, la sinistra ci strumentalizza", denuncia Bitjoka, definendo gli immigrati politicamente "orfani", "schiacciati" tra queste due opposte modalità di interpretare e governare i fenomeni connessi all´immigrazione da parte della classe politica italiana.Tra i principali promotori degli Stati Generali dell´Immigrazione dello scorso anno, Bitjoka è tra l´altro autore di Ci siamo. Il futuro dell´immigrazione in Italia, un libro intervista condotto dalla giornalista Marina Gersony in cui l´imprenditore si racconta avanzando anche concrete proposte di politica sociale ed economica volte a favorire l´integrazione delle componenti straniere nella società italiana (edizioni Sperling & Kupfer). E soffermandosi proprio sul contributo offerto dalla popolazione straniera alla produzione della ricchezza del paese (pari a poco meno del 7 per cento del Pil, secondo lo stesso Dossier) Bitjoka si chiede "come è possibile che i detentori di una fetta tanto cospicua delle azioni del Paese non partecipino in nessun modo alla sua gestione". Di qui il richiamo al "coinvolgimento ed alla partecipazione" degli immigrati per la costruzione di un "comune progetto" di crescita e di sviluppo per l´Italia. Esaltando poi la vivacità e il dinamismo dimostrato dall´imprenditoria straniera (cresciuta nell´ultimo anno dell´8 per cento) l´imprenditore "afro-padano" – come si è ironicamente definito - ha descritto questa categoria emergente di lavoratori come uno dei "vettori per l´internazionalizzazione dell´economia italiana, ambasciatori di un made in Italy che, per quanto conosciuto, rimane tutt´oggi assente in molti mercati internazionali"."Dobbiamo esserci ed assumerci le nostre responsabilità – ha concluso Bitjoka rivolgendosi a tutte le comunità di immigrati – acquisire autonomia e protagonismo per promuovere la nostra accettazione sociale". Bitjoka ha chiesto infine alla Caritas di impegnarsi affinché nel Dossier del prossimo anno si possano inserire anche richieste specifiche di sostegno all'imprenditorialità immigrata. "Su questo – ha concluso Bitjoka – non esiste ancora una legge”. (Ilaria Costantini)
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Morti lungo le coste italiane, l’Arci: ''Fermare la strage''

Parla Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci: ''Il governo adotti provvedimenti urgenti per consentire ingressi legali in Italia. I tempi di discussione e approvazione della legge Amato-Ferrero si stanno rivelando troppo lunghi''
ROMA – “Fermare la strage”. E’ quanto chiede Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, che commenta quanto sta avvenendo nelle ultime ore sulle coste italiane.
“Ancora morti, ancora corpi e sogni di migranti che affogano nel Mediterraneo, a un passo dalle nostre coste – afferma Miraglia -. Le fonti ufficiali parlano di 500 morti accertate nel mare che fronteggia la Sicilia in questi primi mesi del 2007, 18 i cadaveri recuperati solo in questo fine settimana. A questi vanno aggiunti un numero imprecisato di ‘dispersi’, coloro che si sono imbarcati e che non sono mai arrivati, ma che non vengono ufficialmente annoverati tra i morti. Sono dati impressionanti, questi sì dovrebbero sollevare sdegno, mobilitare le coscienze e la politica, sollecitare provvedimenti urgenti per mettere fine alla strage. Perché una cosa è certa, dietro queste morti di frontiera ci sono responsabilità precise, di chi specula sulla speranza e sulla pelle di tanti disgraziati e di chi in Europa e in Italia ha dichiarato guerra ai migranti, con l’illusione che la repressione e i provvedimenti di polizia potessero contrastare un processo storico irreversibile in un mondo globalizzato”.

E continua: “Lo ripetiamo, è una legislazione che impedisce gli ingressi legali che consegna gli immigrati nelle mani dei trafficanti e costringe alla clandestinità. Il disegno di legge Amato-Ferrero questa verità la recepisce e prevede misure che potrebbero segnare un passo avanti. Ma i tempi di discussione e di approvazione si stanno rivelando troppo lunghi e nel frattempo le condizioni materiali di vita dei migranti sono peggiorate, sono aumentati emarginazione e disagio. Una società che crea emarginazione e poi la criminalizza non solo è ingiusta e sbagliata, ma rischia di essere attraversata da conflitti insanabili e di chiudersi in pericolose derive identitarie”.

“Chiediamo al governo provvedimenti urgenti – sottolinea Miraglia -, in attesa dell’approvazione del nuovo disegno di legge, perché vengano consentiti ingressi legali, a partire dal nuovo decreto flussi che deve prevedere la regolarizzazione di quanti si trovano già nel nostro paese eliminando la ferraginosa procedura del rientro in patria con successiva chiamata e una quota di ingressi ‘per solidarietà’, utilizzabile per esempio da chi con grave rischio per la propria vita ha raggiunto le nostre coste. Chiediamo che vengano rintracciate le famiglie dei morti e risarcite. Chiediamo che i Cpt vengano chiusi, senza nascondersi dietro formule come quella del superamento che non hanno prodotto nessun vero cambiamento. I due suicidi degli ultimi giorni, le situazioni di enorme disagio denunciate in tanti Centri non fanno che confermare questa necessità”.

E conclude: “Pensiamo sia necessaria una straordinaria stagione di mobilitazione delle forze sociali, una campagna culturale e politica in grado di contrastare razzismo e frammentazione sociale, riportando la discussione sulla sicurezza su un terreno di confronto costruttivo, che coinvolga istituzioni, cittadini, ma anche migranti e minoranze, ricercando soluzioni eque e condivise, nella consapevolezza che città aperte sono città più sicure”.
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IMMIGRAZIONE: non siamo invasi!

''Non siamo invasi. 3 milioni di persone non sono una minaccia''
Dossier Caritas-Migrantes. Mons Vincenzo Paglia sul valore del dialogo: "L´unica possibilità che abbiamo per salvare la nostra identità’’
ROMA - "I numeri ci aiutano a capire che l’immigrazione è prima di tutto una grande opportunità per l’Italia" Commenta così monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Commissione episcopale per l’Ecumenismo ed il Dialogo della Cei, il contributo offerto dal dossier statistico Caritas Migrantes per la conoscenza dei fenomeni connessi ai flussi e alla presenza di immigrati nel nostro paese. "Non siamo stati invasi: tre milioni di persone, tra cui 700.000 bambini, non sono certo una minaccia, così come non lo è l´allargamento della comunità europea ad altri stati nazionali", ha detto monsignor Paglia presentando questa mattina a Roma il XVII Rapporto, significativamente intitolato all’"Anno europeo del dialogo interculturale" che sarà celebrato in tutta l´Europa nel 2008.
"L´ignoranza è foriera di conflitti", ha infatti specificato l´esponente della Conferenza episcopale italiana, definendo "l´apertura al confronto" e alla "reciproca conoscenza" come veri e propri "doveri".
"Il dialogo non è una scelta facile né scontata: ma è l´unica possibilità che abbiamo per salvare la nostra diversità, a meno che non pensiamo ad un futuro, assai poco auspicabile, di omologazione. Praticare il dialogo è segno di forza e di maturità culturale: chi ne ha paura, chi teme di perdere così la propria identità, in realtà l´ha già perduta".

Puntare dunque non sull’annullamento ma sulla valorizzazione delle differenze, a partire proprio dalla differenza religiosa. "Il dialogo con altri cristiani è un obbligo della cristianità" ha puntualizzato Paglia, dichiarando pubblicamente di aver accolto con piacere la proposta avanzata dal patriarca della Romania di costituire una diocesi ortodossa a Roma, dove i rumeni costituiscono la comunità straniera più numerosa. "Più problematico il rapporto con l´Islam, inquinato dai virus del fondamentalismo e del terrorismo" ammette Paglia, cogliendo tuttavia alcuni segnali incoraggianti di apertura. La lettera inviata da 138 esponenti islamici a Benedetto XVI e a tutti i leader delle diverse Chiese e confessioni cristiane, "dove per la prima volta la figura di Gesù viene presentata a partire dalla tradizione dei Vangeli e non dal testo sacro di Maometto". Ma anche il successo riscosso dal recente incontro interreligioso organizzato a Napoli dalla comunità di Sant´Egidio: "Ricordo le difficoltà che avevamo nel ´97 a far sedere allo stesso tavolo ebrei e musulmani. A distanza di dieci anni c´è stata invece una gara per essere ripresi nell´atto di stringersi la mano. Queste immagini ci dicono che l´incontro e la convivenza sono possibili". (Ilaria Costantini)

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giovedì 25 ottobre 2007

No al suicidio dell’italiano

Aiuto, stiamo «suicidando» la lingua italiana! Dalla pubblica amministrazione alla scuola, dalla sanità alla giustizia, dalla religione alla sicurezza, dal lavoro alla pubblicità, ci affanniamo a persuadere le menti e a conquistare gli animi degli immigrati comunicando con decine di idiomi diversi, mobilitando un esercito di mediatori linguistico-culturali, anziché chiedere ed esigere che siano degli ospiti— che accogliamo dando loro l'opportunità di migliorare la loro condizione di vita — a conoscere e a dialogare nella nostra lingua nazionale.

Oltretutto, se ci pensiamo bene, l'italiano è la certezza che ci è rimasta di un'identità collettiva vilipesa e tradita dal rischio di estinzione a causa delle conseguenze letali del morbo del multiculturalismo sul piano della perdita dei valori comuni e condivisi. In un mondo in cui siamo soltanto noi a parlarlo e che ci ha già declassato a idioma di serie B, se siamo noi stessi a relativizzarne il valore all'interno stesso dell'Italia mettendolo sullo stesso piano di decine di lingue straniere, la sua morte certa sarà ancora più precoce dell'inevitabile tracollo demografico di una popolazione autoctona a tasso di natalità zero. Nonè una scoperta assolutamal'apparire sui tram milanesi della pubblicità della Kinder Ferrero in inglese, spagnolo e arabo ci costringe a una rinnovata riflessione.

Come interpretare il fatto che la parlamentare di An, Daniela Santanchè, decida di far pubblicare un manifesto a pagamento con una scritta in arabo che recita «Imparate l'italiano e sarete più sicuri dei vostri diritti, dei vostri doveri e del posto che vi spetta nella nostra Patria»? Perché in uno Stato che si rispetti un privato cittadino si accolla l'onere anche finanziario di esortare lo straniero a imparare la lingua nazionale? Non dovrebbe essere una prerogativa e un dovere del governo e delle istituzioni affermare la centralità dell'italiano? Evidentemente non è così visto che non solo non si ritiene che l'immigrato debba conoscere la nostra lingua, ma ci si rifiuta per ragioni ideologiche di prendere in considerazione tale ipotesi.

Tutt'al più si offre l'opportunità all'immigrato di imparare l'italiano, come è nei piani del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, ma a condizione che sia lui a decidere se, quando e come accettare. E' stato il ministro dell'Interno Giuliano Amato, lo scorso 11 ottobre, a formalizzare il rifiuto del governo a chiedere all'immigrato di conoscere l'italiano. L'ha fatto con una battuta: «Se a mia zia fosse stato chiesto di recitare l'Oxford Dictionary quando sbarcò a Staten Island, probabilmente sarebbe stata respinta dagli Usa e rispedita in Sicilia a fare la fame perché, a quei tempi, lei e tanti altri emigranti parlavano a stento l'italiano». E questa è stata la sua conclusione: «Ciò che non hanno chiesto a mia zia non intendo chiederlo agli immigrati che arrivano in Italia». Il discorso di fondo è una esplicita opzione per una società multiculturalista in cui vengono relativizzate le identità, le culture, le religioni e le lingue.

In quell'occasione Amato ha presentato raggiante un opuscolo «In Italia in regola », tradotto in sette lingue straniere e stampato in un milione di copie. Iniziative simili sono state fatte da diversi ministeri che interagiscono con gli immigrati. Ebbene se lo Stato investe milioni di euro per tradurre le regole comuni e riuscire a comunicarle a chi risiede nello stesso spazio territoriale, significa che ha fallito in partenza perché non ha compreso che solo condividendo la lingua nazionale, in aggiunta ai valori e alla cultura, potrà iniziare il percorso per una costruttiva integrazione. L'investimento deve essere fatto non per rincorrere le lingue dei nostri ospiti,ma per vincolare l'ospite a conoscere la nostra lingua. Deve essere un obbligo, non un optional.

Non c'è poi da sorprenderci se al tradimento dell'italiano in patria si accompagna l'abbandono totale della sorte della lingua nazionale all'estero, concedendo spiccioli alla Società Dante Alighieri (solo 1,7 milioni di euro contro i 300 milioni del Goethe Institut) e assottigliando sempre più i finanziamenti agli istituti di cultura italiani nel mondo (17,5 milioni di euro nel 2006). Ecco perché è ridicolo che ci si scandalizzi se l'Unione Europea e le Nazioni Unite declassificano l'italiano. Ma se non ci crediamo noi stessi al valore della nostra lingua e l'abbiamo trasformata nel simbolo di un suicidio nazionale, perché dovrebbero riabilitarla e riesumarla gli stranieri?

Fonte: http://www.corriere.it/editoriali/07_ottobre_24/No_al_suicidio_dell_italiano.shtml

venerdì 19 ottobre 2007

Pace, un messaggio senza confini. Prem Rawat a Trieste - TGR

video tratto da:
RAI TRE Friuli Venezia Giulia

COMUNICATO ANSA - TRIESTE, 17 OTT - "La città di Trieste, terra di confine e crocevia di popoli e culture diverse, è uno dei luoghi più adatti per lanciare un messaggio di pace": è quanto ha scritto la Presidenza della Repubblica in un messaggio inviato agli organizzatori della conferenza "Pace, un messaggio senza confini", che ha avuto luogo oggi al Teatro Rossetti di Trieste, dove ha parlato come relatore Prem Rawat. Un messaggio di pace - si legge nella missiva inviata dal Segretario generale del Quirinale, che porta il saluto del Presidente Giorgio Napolitano - che "richiami tutte le nazioni che si riconoscono nei valori di libertà e di democrazia ad un'assunzione di responsabilità per rimuovere dovunque le cause che alimentano l'odio, l'intolleranza e la violenza".

Anche il presidente del Senato, Franco Marini, ha inviato un telegramma nel quale ha espresso la "piena adesione all'iniziativa" e ha sottolineato "come i temi della pace e della affermazione della dignità della persona esigano, oltre alla adesione, l'impegno di una politica sempre più fortemente orientata alla promozione dei valori umani".

"La pace è possibile" è il messaggio che ha sottolineato Rawat questa sera a Trieste. "Quando le singole persone saranno in pace - dice Rawat - il mondo sarà in pace". Una pace che, a suo avviso, deve nascere dal cuore di ogni individuo e dalla dignità della persona.

Rawat viene invitato a numerose conferenze nel mondo e di recente ha parlato anche a Palazzo Giustiniani del Senato. E' inoltre impegnato attraverso la sua fondazione (Tprf) a dare sollievo pratico in tutto al mondo alle popolazioni colpite da emergenze umanitarie e gravi carestie.

L'intervento a Trieste è stato introdotto dal Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Alessandro Tesini. Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e la presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat hanno invece chiuso l'incontro sottolineando l'importanza del messaggio di Rawat per il momento storico, con la caduta dei confini, che sta vivendo la città e la regione.

Altre città e Regioni, fra cui la Basilicata, hanno già invitato Prem Rawat a tenere prossimamente conferenze analoghe a quella triestina.

La manifestazione - promossa dall'Associazione Percorsi, presieduta da Donato Scutari - ha ricevuto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, e il patrocinio della Presidenza del Consiglio, dei ministeri degli Esteri, dell'Interno, del Ministro per le Pari Opportunità, della Regione Friuli Venezia Giulia e delle istituzioni locali triestine. (ANSA).


DAL BLOG PERSONALE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, ALESSANDRO TESINI (www.alessandrotesini.it)

La pace di Prem Rawat Ottobre 17th, 2007

Questa sera a Trieste, al Rossetti, eravamo in millecinquecento. Tantissimi da tutta Italia, trecento dalla Slovenia, molti dall’Austria. Per sentire Prem Rawat parlare di pace. Presentandolo ho raccontato del nostro incontro ad aprile, a Palazzo Giustiniani. Ne ho parlato subito al blog, ricevendo una mezza valanga di commenti.

Ho detto che m’aveva quasi rapito. La sala ha apprezzato con un sorriso molto comprensivo. Poi ho detto il perché. E’ facile spiegare le cose difficili. Prem Rawat spiega benissimo le cose semplici.

martedì 16 ottobre 2007

RE.LA.TE.: immigrazione e integrazione, a Palermo gettate le basi della "città del futuro"

Un convegno svoltosi a villa Niscemi nell'ambito del progetto "Relate" ha messo in evidenza la crescita del numero di studenti stranieri nelle scuole della provincia
(16 ottobre 2007) - L’immigrazione e l’integrazione quale misura necessaria per la costituzione di una società multietnica sono stati oggetto di confronto nel seminario ''La città del futuro: comunità di simili o comunità di diversi?'', svoltosi ieri a Palermo a villa Niscemi.
L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto pilota C2C Re.La.Te. - Rete di laboratori territoriali i cui partner, per l'area siciliana, sono il Comune del capoluogo isolano, il Comitato permanente per il partenariato euromediterraneo dei poteri locali e regionali (Coppem), il Centro di studi e ricerche del Meridione (Cresm) e l'Unione degli assessorati.Dopo l’apertura dei lavori, affidata al responsabile del laboratorio territoriale di Palermo, Roberto Mazzarella, numerosi sono stati gli interventi sviluppati dai relatori intervenuti nel corso della mattinata sul complesso fenomeno dell’immigrazione.
Di notevole interesse il quadro ralativo alle scuole del capoluogo isolano, delineato dal dottor Maurizio Gentile, psicologo e coordinatore dell'osservatorio sulla dispersione. I dati forniti dall'osservatorio mostrano che dall’anno scolastico 2002/2003 al 2005/2006, la presenza degli studenti stranieri è più che raddoppiata, passando da 1109 a 2297 minori di nazionalità estera, iscritti in tutta la provincia. La percentuale più alta viene riscontrata tra la scuola materna ed elementare. Molti degli alunni immigrati provengono dal Bangladesh, seguono tunisini e cinesi. Proprio la Cina, in particolare negli istituti secondari di primo grado, concentrati nel centro storico di Palermo è sempre più rappresentata.
Da registrare poi il numero di minori appartenenti alle comunità rom insediatesi nel territorio palermitano. Viene infatti rilevata la presenza di 91 minori così ripartiti: 11 nella scuola dell’infanzia, 73 nella scuola primaria e 7 nella scuola secondaria di primo grado. Gli istituti presso i quali attualmente risultano iscritti sono le scuole De Gasperi e San Lorenzo.
Dall’analisi dei risultati viene fuori un altro dato importante sulla dispersione scolastica degli alunni immigrati, che nella scuola primaria si attesta al 3,38%, mentre in quella superiore di primo grado è del 13,5% e diventa del 15,5% se si volge lo sguardo ai dati forniti dalla scuola superiore di secondo grado.
L’intervento del coordinatore dell’osservatorio scolastico regionale ha anche focalizzato l’attenzione su diverse problematiche, connesse al fenomeno dell’immigrazione, che gli insegnanti delle scuole devono affrontare quotidianamente con gli alunni immigrati. La provenienza, l’identità familiare, le condizioni di vita, il lavoro precario dei genitori, il coinvolgimento di questi minori in attività lavorative, l’esistenza di una condizione di clandestinità dei genitori. La scuola deve infatti conciliare la programmazione didattica con l’alta mobilità degli alunni, l’inserimento di bambini appena arrivati, i ritardi scolastici dovuti alla classe scelta al momento dell’inserimento scolastico, la lingua, la difficoltà di comunicazione con le famiglie, il valore etico attribuito all’infanzia nelle varie culture, la difficoltà nel processo di inserimento e gli effetti connessi allo sradicamento affettivo-culturale. Tutto questo deve essere attuato mediante l’istituzione dell’educazione interculturale che sappia valorizzare l’identità e l’alterità, promuovere la reciprocità quale unica via alla costruzione dell’integrazione, e allontanare la diversità intesa come inferiorità e pericolo sociale con conseguente assunzione, da parte degli insegnanti, del ruolo di mediatori di culture e di diversità all’interno del gruppo classe.
Floriana Cammarata16/10/2007

RE.LA.TE.: presentati i risultati relativi ai laboratori territoriali di Palermo, Crotone, Villa San Giovanni Valencia

Le quattro strutture hanno sperimentato nuovi modelli di conoscenza della realtà urbana e della pianificazione urbanistica

(16 ottobre 2007) - In occasione del seminario ''La città del futuro: comunità di simili o comunità di diversi?'', sono stati presentati i risultati conseguiti durante i lavori dei laboratori territoriali realizzati a Crotone, Palermo, Valencia e Villa San Giovanni.
I quattro laboratori hanno sperimentato nuovi modelli di conoscenza della realtà urbana e della pianificazione urbanistica. Ciascun laboratorio ha effettuato uno studio del fenomeno migratorio nel territorio di riferimento, utilizzando una metodologia della partecipazione attiva, in grado di coinvolgere la popolazione locale e le comunità di migranti.
Villa San Giovanni (circa 12.000 abitanti) pur possedendo una presenza di immigrati ancora esigua, costituita poco più di un centinaio di persone, si prepara sin da ora alla costruzione della città del futuro, pensando alla realizzazione di un urban center e ad una pianificazione urbana e dei servizi più adeguata.
Crotone, che ha già una presenza di immigrati piuttosto consistente, circa 3.000 presenze, ha sviluppato una ricerca sociale sulla popolazione immigrata, presentata dal Franco Valerio, responsabile del laboratorio territoriale della città.
Dai dati emerge la presenza di immigrati provenienti soprattutto dall’Est europeo, Romania, Polonia, Ucraina ed Albania, con una significativa presenza di africani (20%) e cinesi (10%). Gli immigrati presentano per lo più un livello scolastico superiore e in gran parte sono di religione cattolica. Un dato interessante che emerge è che nel comune di Crotone gli immigrati risiedono in modo piuttosto uniforme su tutto il territorio, a differenza di ciò che avviene nel comune di Palermo, dove la maggioranza degli immigrati vive in abitazioni, spesso fatiscenti, collocate nel centro storico. In seno alla ricerca sono stati realizzati dei gruppi tematici con la partecipazione degli stessi immigrati che hanno avuto l’occasione di esporre il proprio punto di vista e i propri bisogni, su temi come la casa ed il lavoro. Le principali preoccupazioni mostrate dai migranti in merito alla casa, riguardano la necessità di contratti di affitto regolari, con prezzi più bassi e il miglioramento delle condizioni igieniche e dei servizi (come il riscaldamento) delle case che vengono loro affittate. Il riconoscimento dei titoli di studio è invece uno dei principali ostacoli all’inserimento lavorativo. I gruppi tematici hanno poi avanzato l’esigenza di spazi e momenti di incontro, affinché sia possibile una maggiore conoscenza reciproca tra la popolazione locale e le comunità di immigrati.
Il laboratorio territoriale realizzato a Valencia ha preso in considerazione due ambiti, quello dell’immigrazione rurale e quello dell’immigrazione urbana, affrontando lo studio del fenomeno attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori che nel quotidiano si rapportano con le comunità di immigrati.
I lavoro svolto può costitituire una risorsa preziosa per le amministrazioni dei diversi territori, la conoscenza sviluppata è infatti un indispensabile punto di partenza per affrontare la situazione ed individuare risposte concrete ed adeguate.

Anna Laura Casano16/10/2007

Fonte: http://www.medeu.it/notizia.php?tid=170

venerdì 12 ottobre 2007

XVI Convegno nazionale ILSA

PROCESSI DI APPRENDIMENTO LINGUISTICO E GESTIONE DELLA CLASSE AD ABILITA’ DIFFERENZIATE

Firenze, sabato 27 ottobre 2007
Istituto Italiano di Scienze Umane, Sala Altana di Palazzo Strozzi,
Piazza Strozzi, Firenze


PROGRAMMA

9:15 Registrazione

10:00 Massimo Maggini (Presidente ILSA), Apertura dei lavori

Saluti delle Autorità : Daniela Lastri (Assessorato alla Pubblica Istruzione, Comune di Firenze)

SESSIONE PLENARIA

10:30 Mario Comoglio (Università Pontificia Salesiana, Roma)
Cooperative Learning come modalità di inclusione

11:30 Pausa

11:45 Cosimo Urgesi (Università degli Studi di Udine)
Neuropsicologia dell’apprendimento linguistico

12:45 Discussione delle relazioni
13:15 Pausa pranzo
15:00 Ripresa dei lavori

LABORATORI IN PARALLELO

▪ Fabio Caon (Università Ca’ Foscari di Venezia)
Tecniche e didattiche e strategie operative per facilitare l’apprendimento in classi ad abilità differenziate

▪ Roberta Grassi (Università degli Studi di Bergamo)
Badi a come parli? Il teacher talk nella classe plurilingue

▪ Silvia Giugni, Daniele D’Aguanno (Società Dante Alighieri, Roma)
L'importanza del Cooperative Learning in progetti didattici di apprendimento delle lingue in E-learning e Blended Learning

▪ Fiorenza Quercioli (Stanford University-Florence Program, ILSA)
Pensiero narrativo, metodo biografico e sviluppo dei processi cognitivi connessi all’apprendimento linguistico

▪ Agostino Roncallo (Centro di Ricerche sul Linguaggio e l’Educazione, Verbania)
Una lingua per l’altro. Nuovi strumenti per insegnare la lingua in classi plurilingue

16:30 Termine dei laboratori

SESSIONE PLENARIA

17:00 Comunicazioni dei conduttori dei laboratori e discussione finale
18:30 Termine dei lavori

Informazioni e iscrizione

La pre-iscrizione al Convegno è obbligatoria e si effettua on-line collegandosi al sito:

http://associazioni.comune.firenze.it/ilsa/Convegno_2007.htm

Termine iscrizioni: 24 ottobre 2007