Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

giovedì 3 luglio 2008

Corleone: la città che ha portato la Pace nel cuore


Prem Rawat parla in piazza Falcone e Borsellino a Corleone il 2 luglio 2008

Fonte: Città nuove Corleone, il giornale on-line della zona corleonese, giovedì 3 luglio 2008

Nel pomeriggio di ieri 2 luglio Prem Rawat è stato a Corleone, dove alle ore 18.00 è stato ricevuto dal Consiglio Comunale per ricevere la cittadinanza onoraria. Alle 19.00 ha poi tenuto la sua conferenza in piazza Falcone e Borsellino. Per questa particolare occasione sono giunti i messaggi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e del presidente del Senato, Renato Schifani. Ha scritto il Presidente Giorgio Napolitano: «Ho appreso con sincero compiacimento che la manifestazione "Pace un messaggio senza confini" ha suscitato interesse in Sicilia. Merita vivo apprezzamento la sensibilità mostrata dalla Ammininistrazione Comunale per una iniziativa volta a promuovere la sensibilità e l'impegno di ogni persona verso il grande tema della pace, e favorire un coerente impegno verso i valori della libertà e della dignità dell'uomo. Rivolgo pertanto il sincero augurio di un nuovo e meritato successo».
Ha scritto Schifani: «Mi preme esprimere tutto il mio apprezzamento per la vostra iniziativa. Consapevole di quando sia importante porre l'attenzione di tutti noi sui temi della pace, della solidarietà e del dialogo tra i popoli, e per aver dato vita all'associazione Percorsi, con l'obiettivo di promuovere la cultura della pace attraverso momenti di approfondimento e confronto in varie città Italiane. Rammaricandomi di non poter essere presente, auguro pieno successo all'iniziativa e invio a tutti gli intervenuti i miei più cordiali saluti.
Prem Rawat, conosciuto anche con il titolo onorifico di Maharaji, ha detto: «È necessario che la pace si manifesti nella vita di ogni persona. Fra tutte le cose che abbiamo provato in questo mondo, ce n'è una alla quale non abbiamo mai dato alcuna possibilità, ed è la pace. Se davvero vogliamo sperare in qualcosa, allora, nel nostro cuore, magari possiamo sperare che nella nostra vita ci sia pace. La pace che stiamo cercando è dentro di noi. È nel cuore, sta aspettando solo di essere sentita. Non è il mondo che ha bisogno di pace, ma le persone».
Prem Rawat ha presentato il suo messaggio a più di 9 milioni di persone, in oltre 250 città di 50 nazioni nel mondo.
Ha costituito la Fondazione che porta il suo nome, promuovendo numerosissime attività a favore della pace e delle azioni umanitarie, intervenendo, tra l’altro, in India, Filippine, Indonesia, Africa, Pakistan e per aiutare le vittime dello Tsunami.
“Percorsi” è un’associazione italiana senza scopo di lucro, costituita nel 2004 da parlamentari, ex parlamentari, rappresentanti delle istituzioni, della società civile e della cultura con l’intento di portare l’attenzione sul tema della pace e della dignità umana nelle sedi istituzionali e culturali del paese. Pace vista non soltanto come condizione politica tra le nazioni ma anche e soprattutto come bisogno e responsabilità individuali.
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Diario di viaggio: Palermo-Corleone, 2 luglio 2008
di Tindara Ignazzitto
ore 17.30
Arrivo da Palermo sull'autobus numero 8 partito da piazza Politeama intorno alle 16 insieme ad altri nove noleggiati per l'occasione.
Mi fa piacere fare il viaggio in autobus, nonostante il mio amico Paolo mi abbia invitata ad andarci in macchina insieme a lui e al suo amico Giovanni. Voglio vivermi il viaggio come tutti gli altri, venuti da altre regioni d'Italia e del mondo, come se fosse un vero viaggio, con una partenza e una méta da raggiungere con trepidazione e curiosità.
Il viaggio è piacevole. Accanto a me alcuni amici con cui chiacchiero e scatto foto di un paesaggio incredibilmente bello che vedo per la prima volta.

Non ricordo di esserci mai stata prima a Corleone. Forse l'ho attraversata in fretta solo una volta; in compenso, i miei studenti stranieri - a cui insegno la lingua italiana - me ne parlano sempre. Loro ci vanno perché ne hanno sentito parlare: Corleone è un mito, un mito forse al contrario, ma pur sempre un luogo mitico che evoca strani pensieri e strane storie, oltre che curiosità.
Oggi, però, a Corleone si respira un aria festosa. Arrivati a destinazione, la piazza Falcone e Borsellino è già pronta per la conferenza che Prem Rawat terrà alle 19.



Prem Rawat riceverà oggi dal sindaco di questa piccola cittadina dell'entroterra siciliano, Nino Jannazzo, la cittadinanza onoraria. Per me, siciliana di nascita ma cittadina del mondo, è una sensazione particolarissima: conosco
Prem Rawat e i suoi insegnamenti da 15 anni e mi sono sempre spostata io da qualche parte nel mondo per sentirlo parlare di persona. Oggi è lui qui, nella terra in cui sono nata, ed è una cosa che stento a credere: evidentemente, la Sicilia - e Prem Rawat - hanno ancora la capacità di stupirmi! Forse ho anch'io una piccola parte in tutto questo: forse lo stupore di oggi dipende in buona parte anche da me, che sono ancora capace di stupirmi.

ore 18.00
E' presto per restare nella piazza sotto il sole ancora alto. Decidiamo di fare un giro in paese. E' duro percorrere il breve tratto che ci separa dalla piazza del Municipio: ad ogni passo, facce che conosciamo, amici che io non vedo da anni, e che sono qui oggi per ascoltare un messaggio che dice al mondo quanto sia possibile realizzare la pace; anche in questa piccola cittadina tristemente famosa per qualcosa che è tutto il contrario della pace, ma il cui nome dolcissimo evoca amore e coraggio: cuor di leone.


Portale del Municipio di Corleone: un leone tiene in mano un cuore

ore 18.30
Nella piazza antistante del Municipio, una trentina di persone convenute lì come noi, con fare discreto e in un silenzio quasi inverosimile, attendono che arrivi Prem Rawat. Intanto guardano, chiacchierano con la gente del posto, fanno conoscenza con loro.
In un punto della piazza, il busto di
Placido Rizzotto, il sindacalista corleonese ucciso dalla mafia, sembra vegliare e attendere anche lui. Incollata all'effige di bronzo, un foglietto scritto a mano dice: Dedicato a Placido Rizzotto. La mafia, usata ormai come stereotipo per tutta l'Italia sembra diventata invincibile e indistruttibile, una multinazionale del crimine. Di persone che l'hanno combattuta ce ne sono state tante, e ce l'avrebbe se fossero state aiutate dalle istituzioni ma, come dicono alcuni, è più importante la poltrona di un politico che una vita umana. Ci sono stati uomini che hanno lasciato un segno, come Placido Rizzotto. Lui ha dato la sua vita per togliere il marcio che la mafia ha lasciato passo dopo passo. Ha combattutto per i diritti dei contadini che subirono violenze dai mafiosi, perché la mafia non è un datore di lavoro onesto come molti sostengono, ma è solo una fonte di violenza contro l'onestà."


Finalmente arriva Prem Rawat:

E' la prima volta che lo vedo arrivare ad una conferenza da così vicino. L'emozione è forte, come quella che ho provato al Teatro Massimo due giorni prima, quando ha fatto ingresso nel teatro in occasione della prima delle due conferenze dallo stesso titolo, le prime in assoluto che Prem Rawat abbia mai tenuto in Sicilia e in tutto il Sud d'Italia.
Sentirlo parlare mi dà sempre una certa emozione: non ho mai sentito un altro essere umano parlare negli stessi termini in cui parla Prem Rawat, sin dal primo momento, con la stessa semplicità e, allo stesso tempo, con la stessa forza e coerenza. Aderisco pienamente ad ogni suo pensiero, non ciecamente né con spirito di emulazione: mi reputo una persona sufficientemente intelligente e capace di pensare con la mia testa per avere paura di essere daccordo con i suoi insegnamenti e il suo modo di intendere la vita. E riconosco che averlo conosciuto mi ha permesso di ri-conoscere e godere pienamente della mia esistenza.
Non nascondo che mi piacerebbe poter entrare nell'edificio insieme a lui; non nascondo che mi piacerebbe sentirlo parlare, vedere cosa succede là dentro. E, in effetti, di tanto in tanto, si sentono degli applausi. Noi, intanto, continuiamo ad aspettare... in silenzio.
Ma ecco scendere Pino Maniaci, il giornalista e fondatore di Telejato balzato recentemente agli onori della cronaca per essere stato picchiato a causa delle denunce fatte ad alcuni boss mafiosi di Partinico



Questo video su Youtube contiene un'intervista a Pino Maniaci
Questo video su Arcoiris racconta alcuni pezzi della vita di Telejato

Io non conosco Pino personalmente, ma quando lo vedo, mi avvicino immediatamente, quasi d'istinto, e gli chiedo se l'intervista al consigliere comunale di Corleone Giuseppe Cardella, andata in onda qualche minuto prima in piazza Falcone e Borsellino, sia già disponibile on-line sul sito di Telejato. Pino è molto gentile ed affabile; scambiamo velocemente quattro chiacchiere, poi mi conduce insieme a lui, sua moglie e sua figlia Letizia a prendere un caffè al bar di fronte. Io tentenno: non vorrei perdermi l'uscita di Prem Rawat. Lui, sicuro di sé, mi assicura che per adesso non verrà fuori nessuno e che, se voglio, posso salire poi insieme a loro. Questo, decisamente, non me l'aspettavo! Quasi quasi accetterei... ma non darò fastidio? Se vuoi fargli un'intervista, posso tradurre. Prem Rawat parla inglese, gli propongo io, quasi per dare a me stessa una giustificazione della mia presenza in quel luogo in cui non sono stata invitata.
Prendiamo il caffé. Gli racconto quello che faccio nella vita; lui mi chiede se so dell'iniziativa
Siamo tutti Pino Maniaci e mi chiede se non mi andrebbe di leggere anch'io un telegiornale di Telejato, come stanno già facendo tante persone - tra cui noti esponenti politici, di associazioni anti-racket come LiberoFuturo e Addiopizzo, e della società civile - per solidarietà nei suoi confronti.
Prima di andare su per le scale del Municipio, il cuore mi batte forte. So che gli amici della piazza mi stanno guardando e, forse, si stanno domandando dove diavolo io stia andando con quell'uomo... Per la verità, mi sento un pò frastornata anch'io... Sono un'intrusa...
Poi, improvvisamente, penso: Io, un'intrusa? E perché mai dovrei sentirmi un'intrusa? Sono qui nella mia terra, e forse per la prima volta nella mia vita, mi sento siciliana... Nessuno dei miei amici nella piazza, forse, conosce Pino Maniaci. Io sì, perché sono siciliana, come lui. E come lui vivo su questa terra, ne respiro l'aria ogni giorno, ne ascolto gli echi riverberare intorno a me ogni giorno... Io, un'intrusa? Per la prima volta in vita mia - giuro - mi sento siciliana. Grazie Prem Rawat, perché oggi la cittadinanza l'hai data tu a me...

ore 19.30 circa
Dopo aver tenuto un breve ma intenso discorso nella sala del consiglio comunale di Corleone allo stesso consiglio, ad atri 4-5 sindaci di cittadine limitrofe invitati per l'occasione, rappresentanti della stampa e qualche altro ospite, Prem Rawat viene accompagnato in corteo in piazza Falcone e Borsellino, dove già lo stanno aspettando in tantissimi.


Prem Rawat, cittadino onorario di Corleone, diventa siciliano (come me;-)

Alcuni estratti del discorso tenuto da Prem Rawat in piazza Falcone e Borsellino (e da me stessa appuntati)

Grazie Capitano: attendo anch'io di sentirLa parlare, Capitano, perché accenda ancora quella lampada che ha acceso al Teatro Massimo. E La ringrazio anche di aver parlato prima di tutto all'uomo Nino Jannazzo. (Antonio Jannazzo, sindaco di Corleone)

Credo che Corleone debba smettere di fare riferimento al passato e, da oggi, guardarsi come la città che ha accettato la Pace.

Che cosa praticate di più? Perché è nella cosa che praticate di più che diventerete veramente abili. Sta a voi. A noi, la scelta. Io non sono venuto qui da leader, ma come essere umano che ha la stessa vostra sete, il vostro stesso sogno. Noi, la gente, le persone, possiamo fare la differenza sulla Pace in questo mondo. Abbiamo fatto affidamento sulle istituzioni. Ma sentire la Pace dentro di noi, questa è una questione "nostra", non delle istituzioni.

La buona notizia è che nel 2008 il desiderio di Pace non è morto.

Cos'è la Pace? Assenza di guerra? A differenze delle nuvole che sono originate da qualcos'altro, le guerre, da cosa sono originate? Dagli esseri umani.

La guerra non è soltanto un uomo con la pistola... è nella mente delle persone. Si pensa che basti eliminare le armi. E invece: che cosa ci vuole? Gentilezza.

C'è un detto: se sei forte, dovresti anche essere gentile. Se sei intelligente, dovresti anche essere semplice. Se sei ricco, dovresti anche essere umile.

Guardate verso voi stessi, non soltanto per cercare delle colpe, ma anche delle risposte. Se cerchi la Pace, guarda dentro te stesso, perché essa risiede dentro di te... Semplicemente, comincia a pensare. Just start to think. L'atteggiamento che deve cambiare è: LA PACE E' POSSIBILE OPPURE NO? Io non posso rispondere per voi; io, per me, ho già deciso. Quando tornerete a casa, forse penserete: "Uhm... La Pace? Dentro di me?!?!" Rifletteteci.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno, ci è già stato dato. Sono coloro che credono, non coloro che non credono, che fanno la differenza. Come la luce ed il buio: l'una appare e l'altro sparisce.

Anche i prigionieri chiusi in una prigione possono sentire la Pace di cui io parlo. C'è una dimensione dentro di noi che è molto di più di ciò che appare all'esterno.

Corleone: la città che ha portato la Pace nel cuore

Per saperne di più su Prem Rawat e la Fondazione che porta il suo nome

Per altri articoli sulla manifestazione di Corleone

Una breve cronaca della manifestazione in spagnolo

Articolo su Dialogos, sezione ARCI di Corleone

Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza. Oggi inizia l´estate. Evviva.

Roma - C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone.. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l´entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo.
I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l´istinto di scappare. È ammutolito. Un donnone africano, del Togo, è invece molto più loquace. Se la prende quando l´agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «Fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all´agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perché tutto questo? - dice - non stavo facendo nulla di male». All´agente scappa un sorriso, forse un po´ amaro: «è il mio lavoro». Poi la donna incalza: «conosco la nuova legge. Ora mi fate 5.000 euro di multa. Ma perché non ci date un modo di fare questo lavoro regolarmente?» Nessuna risposta dall´agente, che se ne va e lascia il posto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione e con le mani occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l´orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo. Mantiene l´ironia però, quando mi avvicino e le chiedo da dove viene. «Da Napoli, bella Napoli, vero?», e intanto, mentre mi svela le sue vere origini africane, si toglie gli orecchini: «questa bigiotteria non mi serve più, stasera».
Due metri più distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto in tutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, ma gli agenti usano maniere molto più educate. Non li tengono per le braccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche cose che avevano in vendita. Lui è allibito, terrorizzato, e inizia a parlare nervosamente: «ve lo giuro, è la prima volta che vengo, lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi», risponde un agente. Ma alla fine non sarà così. Il ragazzo si dispera, «sono di Roma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo che a quelli lì». Evidentemente è un discorso convincente. Si avvicina un signore in borghese che è lì a dirigere l´intera operazione. «Dottò, Capitano, Maresciallo, giuro che non lo farò mai più...». Si sbraccia, sembra un bambino appena messo in punizione dalla mamma. L´uomo in borghese si mostra irremovibile, ma si capisce subito che vuole solo dargli una lezione, e appena gli altri fermati - 7 persone, tutte straniere - non sono più a vista, lo lascia andare.
A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?», chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via, identificatelo, e controllate - aggiunge guardandomi negli occhi - perché ha l´alito che puzza di birra». Già, la birra che stavo bevendo prima, e che mi è andata di traverso con tutto quello che succedeva. Per fortuna non è ancora reato, comunque. Mi portano in due verso il ducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le mani sulle braccia. Non mi era mai successo, prima, ed è una sensazione davvero sgradevole. «Questo per adesso è nell´elenco dei fermati» dice l´uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega. Spalle alla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato. «Perché avete fermato solo gli stranieri?». L´uomo con la polo rosa, quello che mi stringeva da destra, mi risponde, anche se - dice - non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari». Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare», dice con sprezzo uno degli agenti. «Ho fatto una domanda, voglio una risposta». L´uomo in rosa, che ha la mia carta d´identità e sta scandendo il mio nomeper radio si gira verso di me, «hai finito di parlare?» grida. A quanto pare anche rispondere alle domande costituisce un grave errore, e infatti un terzo poliziotto, defilato fino a poco prima si indirizza a me dicendo «guarda che a fare così peggiori solo la tua situazione». Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto già con l´uomo in borghese al principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto - ma quanti ne ho attorno, quattro, cinque? - mi da la sua versione della legge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io». Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda». La minaccia mancava, in effetti.
Interrompe la discussione l´uomo in rosa. «Luca!», e con la mano mi fa cenno di andare da lui. «Vuoi andare?» «Voglio una risposta alla mia domanda», insisto. «Non hai capito - si spiega - hai voglia di chiuderla qui questa storia o no?». «Non sono stupido, so quello che mi sta dicendo, ma io voglio la mia risposta». Mi accompagna lontano dal furgone, in piazza Trilussa. Davanti a me l´uomo che comanda l´operazione, quello dell´alito puzzolente. Mi chiedo se tornare da lui, ma mi rendo conto che nel gioco del muro contro muro il suo è molto più duro. Aspetto ancora in piazza, osservo l´operazione concludersi, fino all´istante i cui gli immigrati vengono caricati sul furgone che si mischia al traffico del lungotevere.
Non c´è altro da fare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto. Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza. Oggi inizia l´estate. Evviva.

Luca Trinchieri
luca.trinchieri@ yahoo.it
Roma

Fonte: Quotidiano Liberazione del 21 giugno 2008

giovedì 26 giugno 2008

Inventario sulla cultura mediterranea: laboratorio internazionale dei saperi mediterranei

A Lettere il primo Laboratorio internazionale dei saperi mediterranei. I partner siciliani e spagnoli presentano il progetto di ricerca per la nascita di un inventario sulla cultura mediterranea
Docenti siciliani e spagnoli a simposio, domani a Palermo alle ore 9,30 presso la facoltà di Lettere e filosofia nell’ambito dell’incontro “I saperi mediterranei: primo laboratorio internazionale”. L’evento è organizzato dall’Università di Palermo (Facoltà di Lettere e filosofia – Dipartimento di civiltà euromediterranee e di studi classici cristiani, bizantini, medievali, umanistici), dall’Officina di Studi medievali di Palermo e dalla Fundacion universidad de Castilla di Leon (Spagna). Il seminario s’inquadra all’interno di un accordo internazionale di collaborazione firmato il 3 novembre scorso con la fondazione spagnola per intraprendere iniziative culturali e scientifiche di comune interesse. L’Officina di studi medievali e il team spagnolo presenteranno per la prima volta il progetto di ricerca internazionale C.I.M. (Catasto intellettuale mediterraneo), già avviato nei mesi scorsi con altri partner provenienti da Libano, Israele, Egitto. L’obiettivo del progetto ‘’C.I.M.’’ è la catalogazione della ‘cultura mediterranea’ che si esprime in numerosi e articolati ‘saperi’ a partire dall’età antica e preistorica, dall’età classica fino ad arrivare agli inizi dell’età moderna, ripercorrendo l’età medievale. In una sorta di rete virtuale, i partner metteranno a confronto le diverse culture collegate alla tradizione arabo-islamica, greco-latina, cristiano-latina e greco-bizantina, ebraica e semitica. Di particolare interesse risulta il riferimento alla tradizione alimentare mediterranea in relazione agli usi agricoli e alla produzione agro-alimentare a cominciare dal cibi mediterranei: grano, olio, vino. I lavori proseguono, alle 16,15 all’Officina di studi medievali (in via Del Parlamento, 32) con due interventi sul rapporto tra alimentazione e feste religiose arabe ed ebraiche. Interverranno tra gli altri i professori Alessandro Musco (Università di Palermo), Ignazio Buttitta (Università di Palermo), Lucio Melazzo (Università di Palermo), Salvador Rus Rufino (Università di Leon), Jesus Perez Paniagua (Università di Leon), Pere Villalba Varneda (Università autonoma di Barcellona), Fernando Dominguez Reboiras (Università di Friburgo –Germania), Asuncion Sanchez Manzano (Università di Leon).

Fonte: AteneoNews n. 62 del 26 Giugno 2008, Agenzia stampa dell'Università degli Studi di Palermo

venerdì 20 giugno 2008

Messaggio del Presidente della Repubblica in occasione della giornata mondiale del rifugiato

20 GIUGNO
GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

"La Costituzione italiana assegna un ruolo centrale alla tutela dei diritti fondamentali della persona". Lo ha ricordato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nella Giornata Mondiale del Rifugiato ,ha inviato un messaggio al rappresentante dell'Unhcr in Italia, Walter Irvine. "Occorre garantire ad ogni individuo protezione, garanzie e diritti, coniugando le politiche di assistenza ai rifugiati con norme che favoriscano l'integrazione, la convivenza pacifica e la sicurezza" ha ribadito il Capo dello Stato, avvertendo che "per svolgere un'azione realmente efficace si deve riflettere sulle ragioni che inducono tanti esseri umani a fuggire dai propri paesi e a cercare accoglienza in altre comunità".
"Solo costruendo un ordine internazionale improntato a giustizia e solidarietà, in cui l'impegno a favorire la convivenza fra i popoli si accompagni alla tutela dei diritti dei singoli, sarà possibile affrontare efficacemente questo fenomeno" sottolinea Napolitano, che esprime apprezzamento per "tutti coloro che, in questa giornata, levano la propria voce per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla drammatica situazione dei rifugiati nel mondo e per invitarla a riflettere sulla loro condizione".

mercoledì 18 giugno 2008

Mediterraneo antirazzista



*** 19 Giugno ***

Piazza Tavola Tonda* ore 18.00
presentazione ufficiale del torneo antirazzista con la partecipazione di tutte le squadre iscritte.
* seguire Parata Antirazzista per le vie della Vucciria con la partecipazione dei MALAMURGA (Roma).
Piazza Garraffello* ore 21.00
sorteggio dei gironi e formulazione dei calendari.A seguire esibizione degli AFRO LIVE + dj set antirazzista

*** 20 Giugno ***

Velodromo "Paolo Borsellino"* ore 12.00
consegna dei calendari* dalle ore 15.00 alle ore 24.00: torneo di calcetto FASCIA ADULTI
*** 21 Giugno ***

Velodromo "Paolo Borsellino"
* dalle ore 9.00 alle ore 13.00
torneo di calcetto FASCIA PULCINI e ESORDIENTI
*dalle ore 15.00 alle ore 20.00
torneo di calcetto FASCIA ADULTI
* dalle ore 17.00 alle ore 20.00
torneo di calcetto FEMMINILE
Piazza Ballarò
dalle ore 21.00
FESTA ANTIRAZZISTA
con la partecipazione di
OM (Italia)
SPERANÇA DE CABO VERDE gruppo di ballo + KOSMO'S (Cabo Verde)
DRUSVO ROM (Comunità Rom)
SAID (Marocco)
I bambini della Cascino (Italia)
FASO BARRANI (Costa d'Avorio)
ASSAN (Comunità Rom)
DJELI D'AFRIQUE messaggeri dell'Africa (Africa)
Saranno presenti in piazza stand gastronomici con piatti tipici preparati dalle tante comunità partecipanti alla manifestazione antirazzista; inoltre saranno presenti banchetti informativi, mostre e saranno proiettati video prodotti dalle stesse comunità.
*** 22 Giugno ***

Velodromo "Paolo Borsellino"
* dalle ore 8.30 alle ore 12.30
finali del torneo di calcetto di tutte le categorie partecipanti
* ore 12.30
PARATA ITINERANTE PER LO ZEN con la partecipazione dei
MALAMURGA (Roma)
Piazza Fausto Coppi - ZEN 2
* ore 16.00
finalissime (ai rigori) delle categorie ADULTI e FEMMINILE
* ore 18.00
premiazioni e festa di chiusura con la partecipazione di
- FIDO GUIDO (raggamuffin da Taranto)
- PALERMO POSSE (hip hop da Palermo)
Durante le partite sarà attivo un laboratorio di MURGA per bambini; inoltre selezioni musicali, video proiezioni e diretta dai campi a cura di Kom-pa e Radio Resistor

martedì 17 giugno 2008

CARTA DI ROMA: protocollo deontologico per giornalisti

Sono state approvate il 13 giugno 2008 all'unanimità dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei giornalisti le linee guida della CARTA DI ROMA, un protocollo deontologico per giornalisti finalizzata a trattare, con più attenzione, le notizie su richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti.
Lo stesso documento era già stato approvato lo scorso mese di aprile dalla Federazione nazionale della Stampa, il sindacato dei giornalisti.
La CARTA DI ROMA esorta i giornalisti italiani ad usare termini giuridicamente appropriati e corretti (ha infatti in allegato un glossario). L'obiettivo é, fra gli altri, quello di garantire una informazione accurata che tenga conto della delicatezza della posizione dei suoi protagonisti e degli effetti che un avventato sensazionalismo può avere sull'opinione pubblica.
Un ulteriore passo in avanti verso una corretta informazione nei confronti del complesso mondo dei migranti.

Il Centro Studi e documentazione sulle migrazioni di Palermo é a disposizione dei colleghi giornalisti affinché anche nella nostra città si realizzino le linee guida della CARTA DI ROMA e si organizzino attività di formazione dei giornalisti, "dalle scuole di giornalismo ai seminari per i praticanti" e giornate di studio ad hoc.

Roberto Mazzarella
Responabile Centro Studi e documentazione sulle migrazioni di Palermo

Scarica e leggi la CARTA QUI

giovedì 22 maggio 2008

Notte dell'Interculturalità e del dialogo: musica e danze dei popoli di Palermo



Bangladesh
, Capoverde, Costa d'Avorio, Ecuador, Ghana, Isole Mauritius, Perù, Rom, Romania, Tamil dello Sri Lanka, Tunisia




interverranno inoltreYousif Latif Jaralla (Iraq): voce narrante; Said Benmsafer (Marocco): oud; Djali Moulaye Diabate (Senegal): koraLaboratorio di Etnomusicologia "Aglaia"; Mario Crispi (duduk armeno); Francesco Giunta (voce) con Mario Incudine e Gruppo "Terra"; Jambo Sana
a cura delle singole comunità saranno allestiti stand gastronomici e d'artigianato, mostre fotografiche e documentariesarà esposta la mostra fotografica "Viaggio nell'interculturalità" realizzata dell'Associazione Simposio
Giovedì 22 maggio 2008, ore 21Auditorium del Teatro Nuovo della Facoltà di Lettere e Filosofiaviale delle Scienze, accanto l'edificio 17
coordinamento: Dipartimento "Aglaia" di Studi greci, latini e musicali; ideazione e direzione artistica: Girolamo Garofalosegreteria organizzativa: Nino Mangiaracina, Daria Settineri, Giovanni Arnone, Francesco Citarda, Barbara Crescimanno, Mario Friscia, Laura Gagliardo, Carmelo Graceffa, Gaspare Pecoraro, Veronica Racito; in collaborazione con: MdU (Movimento dell'Università) e Associazione ComeUnaMareaproduzione e logistica: Associazione Cielozero/TeatrodelSole e "Graham e Associati"ufficio stampa: Alessandra Sciortino
Con quest'inizativa la Facoltà di Lettere e Filosofia aderisce alla campagna 1001 Actions for Dialogue, promossa dalla Fondazione Euromediterranea Anna Lindh (Alessandria d'Egitto), nel quadro della Dialogue Night che si svolgerà contemporaneamente nei 37 paesi dell'area euromediterranea, in preparazione della Conferenza Euromediterranea dei Ministri della Cultura che si svolgerà in Grecia il 29 e il 30 maggio 2008.

martedì 13 maggio 2008

Concorso fotografico Al Janub: Tutti i Sud…in mostra

Siamo lieti di annunciarvi la realizzazione del nostro primo concorso fotografico: ovviamente il tema del concorso è il Sud del Mondo, e le fotografie dovranno ritrarre momenti vissuti dal partecipante in una propria esperienza in un paese del Sud.
Ecco di seguito il regolamento del concorso:

1) Tutti i Sud…in mostra è il 1° concorso fotografico organizzato dal gruppo studentesco Al Janub.

2) Scopo del concorso è stimolare la riflessione sulle tematiche dello sviluppo e del disequilibrio tra centro e periferia del mondo nonché la conoscenza della realtà dei paesi del Sud del mondo, attraverso uno strumento di comunicazione più agile di quelli tradizionali, quale quello della fotografia.

3) Il concorso è aperto a tutti gli studenti universitari che grazie a tirocini, esperienze di volontariato o viaggi di conoscenza, hanno avuto l’occasione di visitare il sud del mondo e vogliono condividere la loro esperienza attraverso il materiale ricavato nei loro viaggi.

4) Il tema sarà… Tutti i Sud…in mostra

5) Le 15 migliori fotografie, scelte ad insindacabile giudizio della giuria, verranno pubblicate su pannelli fotografici ed esposte in mostra il 12 giugno in occasione della terza edizione della manifestazione “Tutti i sud in festa”, organizzata dal gruppo studentesco Al Janub all’interno della cittadella universitaria di Viale delle Scienze, Palermo. La manifestazione, che si svolge ogni anno, è volta a valorizzare tutte le culture presenti nella nostra terra e prevede momenti di danza, musica, cucina e arte dedicati al sud del Mondo. All’interno della manifestazione i vincitori del concorso saranno chiamati a commentare i propri scatti.

6) I panelli fotografici pubblicati diventeranno proprietà del gruppo studentesco Al Janub e andranno a costituire una vera e propria mostra itinerante che verrà utilizzata dal gruppo in occasione di varie manifestazioni e attività di sensibilizzazione su tutto il territorio italiano.

5) Le fotografie partecipanti al concorso devono riportare: nome del fotografo, luogo e data dello scatto, titolo e breve didascalia.

6) Le fotografie devono essere inviate via mail all’indirizzo aljanub@gmail.com entro e non oltre il 20 maggio (salvo eventuali proroghe) oppure consegnate su cd presso la Casetta della Cooperazione, sede di Al Janub, (all’università in viale delle Scienze di fronte la facoltà di economia) tutte le mattine, dalle 9 alle 13. Ogni foto dovrà essere accompagnata dalla scheda di richiesta di partecipazione al concorso.

7) Le foto devono essere inedite, e non aver partecipato ad altri concorsi fotografici.

8 ) Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.

9) Al Janub si riserva il diritto di non visualizzare nel sito e di non ammettere alla partecipazione al concorso le fotografie che ritiene non opportuno accettare per qualsivoglia motivo.

10) Ogni partecipante dichiara di essere autore delle fotografie presentate in concorso, di essere titolare dei diritti sulle stesse e responsabile del contenuto. Ogni partecipante ne autorizza la pubblicazione sul giornalino del gruppo Al Janub, sui blog http://aljanub.wordpress.com/ e http://aljanub.noblogs.org/ e su eventuali altri materiali promozionali prodotti dal gruppo nonché l’esposizione all’Università di Palermo in relazione all’evento precedentemente citato o in occasione di altre manifestazioni non profit, sollevando il gruppo studentesco Al Janub da ogni responsabilità. Le immagini non verranno in nessun caso utilizzate a fini commerciali e rimarranno di proprietà dell’autore.

11) La giuria sarà interna al gruppo e si avvarrà del parere di operatori e professionisti della Cooperazione Internazionale.

12) La partecipazione al concorso è a titolo gratuito.

13) Il premio per i primi 15 classificati sarà la pubblicazione della foto selezionata e l’esposizione della stessa nella mostra Tutti i sud…in mostra

14) Tutti i partecipanti al concorso saranno avvisati tramite posta elettronica (se presente) dei risultati.

15) L’associazione si impegna al rispetto della legge sulla privacy.

16) Responsabili del concorso sono Antonio Mangia e Valentina Ricciardo.

Per ogni informazione scrivete ad aljanub@gmail.com oppure venite a conoscerci alla Casetta della Cooperazione.

17) Iniziativa realizzata grazie ai contributi universitari per le attività culturali (legge n.429, 3/8/1985).

Link al post del blog Al Janub

domenica 20 aprile 2008

Li puoi chiamare per nome

Un mese passato tra i mercati storici di Ballaro, il Capo e il centro di Santa Chiara. L'obbiettivo: somministrare 270 interviste a 4 differenti comunità (Marocco, Ghana, Filippine e Bangladesh), commissionato dall'Abi (associazione delle banche italiane) al CeSpi (centro studi politica internazionale) e di conseguenza affidata al Ciss sul territorio palermitano. I questionari vogliono indagare sul rapporto tra i migranti e i servizi bancari e postali, per migliorarne l'accesso e creare servizi ad hoc. Fin qui il nostro lavoro, 5 giovani universitari.

E’ stato abbastanza spontaneo calarsi a pieno nella realtà dei migranti a Palermo, attraverso i racconti reciproci di esperienze, viaggi e problematiche di vita quotidiana. Non è facile lavorare con i migranti, a volte perchè sei bianca, a volte perchè sei femmina. Ma poi dopo qualche giorno passato a studiarci in modo reciproco succede qualcosa. Forse perchè hai conosciuto le persone giuste, forse perchè anche noi abbiamo i ritmi lenti di chi è del sud, forse perchè non abbiamo mai detto di no ad un bicchiere di birra o ad una festa, compresa quella della fine del Ramadam.

E cosi succede che l'intervista diventa un pretesto per conoscerci e una volta terminata c'è sempre il tempo di scambiarci quattro chiacchiere, storie di vita e di esperienze diverse. Capita che incontri dei ghanesi che hanno il passaporto della Liberia, qualcuno che ha le carte di credito olandesi ed è qui per vacanza, chi è arrivato da qualche giorno a Palermo dopo un viaggio di tre anni dal Bangladesh a piedi o con mezzi di fortuna. Le comunità sono molto diverse tra di loro per religione e cultura. Per esempio i Ghanesi abitano e lavorano soprattutto a Ballarò, sono commercianti, ma hanno anche parruccherie sia per uomini che per donne, locali dove si balla ragghae e piccoli ristorantini. Una parte della comunità è mussulmana, un'altra parte cattolica. Santa Chiara è un punto di riferimento molto forte. Molti marocchini sono "illegali" entrati con il visto turistico e rimasti a Palermo o venuti dopo la scadenza dei documenti a causa dei controlli che qui sembrano fare poca paura, rispetto al nord Italia o ad altri Stati. Molti vorrebbero ritornare nel loro paese, ma è un disonore se non hai il permesso di soggiorno, anche se hai lavorato e adesso puoi comprarti una casa. Molti abitano nei dintorni della stazione, dove ci sono anche diversi punti commerciali: macelleria, kebab, market dove si possono incontrare anche persone mussulmane di altre comunità.Tra le bancarelle del Capo e in via Maqueda invece lavorano i bangladesi per lo più commercianti: dai negozietti di cose etniche ai market e alle macellerie, alle videoteche. In quei giorni in Bangladesh c'era stato un tifone e la preoccupazione era tangibile per parenti e amici. Tutti hanno le idee molto chiare su cosa non va in Italia sulle politiche migratorie, anche perchè hanno contatti in diverse parti del mondo e conoscono le diverse realtà europee e americane.Chi rimane a Palermo lo fa per i motivi più disparati: dal clima simile al paese che si è lasciato, alla presenza di famigliari o parenti, in moltissimi casi per il costo della vita e degli affitti.

Con il passare dei giorni non pensi più al politicamente corretto, all'uso della parola immigrato o migrante, nero o di colore adesso li puoi chiamare per nome. E più ci si conosce più ci si rende conto di parlare delle stesse cose. I problemi degli studenti fuori sede e quelli dei migranti si sovrappongono perfettamente: i padroni di casa desaparacidos quando si rompe qualcosa (il classico scaldabagno!) ma puntualissimi per bollette e affitto.Anche la percezione della città è la stessa: sentirsi guardati in modo strano sull'autobus è un male comune: qualcuno perchè è nero, o perchè ha le treccine, qualcun'altra perchè ha una gonna lunga e colorata.

Giovanna Messina

Fonte: http://aljanub.noblogs.org/category/palermo

venerdì 18 aprile 2008

Per acquisire la cittadinanza non è sufficiente il dato formale della celebrazione del matrimonio

Con decisione n. 6526 del 18 dicembre scorso, la VI sezione del Consiglio di Stato ha affermato che è legittimo il provvedimento di diniego della concessione della cittadinanza italiana iure communicatione, motivato, anche solo per relationem, con riferimento alla assenza di coabitazione tra la richiedente ed il marito, cittadino italiano.
Ad avviso del Consiglio di Stato, l'acquisto della cittadinanza italiana non è automatico, ma da limitarsi ai casi veramente meritevoli. Pertanto, non è sufficiente il dato formale della celebrazione del matrimonio, ma è indispensabile l'instaurazione di un effettivo rapporto coniugale, con il rispetto dei conseguenti doveri civili di fedeltà, assistenza, collaborazione e coabitazione, perdurante da almeno tre anni e tale da dimostrare l'integrazione dello straniero nel tessuto sociale e civile nazionale.

(Consiglio di Stato, sezione VI, decisione n. 6526 del 18 dicembre 2007).

Fonte: centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it

sabato 5 aprile 2008

Stranieri a Palermo: siglati due protocolli d'intesa

Agevolare e semplificare i rapporti tra l'Amministrazione comunale di Palermo e le oltre cento comunità straniere che risiedono in città, realizzare un data-base per creare un portale sulle migrazioni e costituire un Osservatorio sui minori non accompagnati.
Sono questi gli obiettivi dei protocolli d'intesa, firmati nei giorni scorsi, dal "Centro studi e documentazione sulle migrazioni" che fa parte dell'assessorato Attività sociali del Comune.
Un protocollo d'intesa, messo a punto con l'associazione "Apriti Cuore onlus", che riguarda l'attività di interpretariato e mediazione culturale, intesi come dimensione costante delle politiche di integrazione. L'abbattimento delle barriere linguistiche aiuta, infatti, il cittadino straniero ad inserirsi nella società, favorendo la conoscenza dei diritti e dei doveri, l'uso dei servizi sociali, sanitari e dell'educazione, sia pubblici che privati.
Il servizio, al momento sperimentale, vuole agevolare i rapporti tra l'Amministrazione comunale di Palermo e le comunità straniere che risiedono in città, in modo da poter meglio comunicare nella loro lingua madre.
Il servizio verrà svolto attraverso il centro studi sulle migrazioni che curerà l'invio di un interprete o mediatore culturale nell'ufficio del Comune di Palermo che ne avrà fatto richiesta.
L'altro protocollo d'intesa, stipulato con la delegazione regionale dell'Associazione Nazionale Famiglie Emigrati (Anfe), che tra i suoi obiettivi ha la valorizzazione delle culture dei migranti, riguarda la collaborazione gratuita, per un anno (rinnovabile), per una serie di attività. In particolare, l'Anfe si occuperà di: ricerca e raccolta di dati utili a realizzare un portale, gestito dal Centro, per una conoscenza aggiornata del fenomeno migratorio e per l'integrazione dei migranti nel tessuto socio-lavorativo comunale; attivazione nel Centro di uno sportello multifunzionale per i migranti; ricerca ed elaborazione dati e informazioni per pubblicare un vademecum sui diritti e sull'accesso ai servizi; collaborazione nella programmazione di un Osservatorio sui minori stranieri non accompagnati; raccolta di pubblicazioni per adulti e bambini per contribuire all'avvio di un'emeroteca e biblioteca interculturale nel Centro; partecipazione alla realizzazione di una sezione del Centro destinata alla ricerca e alla documentazione dei siciliani all'estero.

Per informazioni il Centro si trova in Vicolo delle Neve all'Alloro oppure si può scrivere all'e-mail:
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Fonte: Newsletter del Comune di Palermo, 5 aprile 2008

martedì 1 aprile 2008

MANIFESTAZIONE Pamoja all'Associazione Malaussène fino all'11 maggio

SI INAUGURA GIOVEDI' 3 APRILE ORE 21:30, presso l’associazione Malaussène – piazzetta di Resuttano, 4, Palermo, con una mostra di fotografie scattate in Tanzania da Maurilio Caracci, la MANIFESTAZIONE "PAMOJA" (in lingua kiswahili "Insieme").
L’iniziativa, organizzata con la collaborazione di Tulime, Asantesana e Simposio, tre associazioni attive in Africa con progetti di cooperazione e sviluppo, si protrarrà fino alll’11 maggio 2008 e comprende, tra l’altro, videoproiezioni e mostre di fotografia e artigianato africano.
Apertura dal giovedì alla domenica, ore 20:30-24:00.
Programma
3-13 aprile: mostra di fotografie scattate da Maurilio Caracci durante il primo viaggio di turismo consapevole organizzato da Tulime. La mostra è organizzata dal villaggio Mtitu–Palermo e dal coordinamento nazionale di Tulime.
17-27 aprile: mostra organizzata da Asantesana, in cui saranno esposte alcune fotografie scattate dai volontari che hanno partecipato alla realizzazione dei progetti dell’associazione in Tanzania.
2-11 maggio: mostra fotografica sull’interculturalità, organizzata dall’associazione Simposio, con immagini scattate dai soci e dai volontari che operano in Madagascar.

mercoledì 26 marzo 2008

Giunta di Palermo, via libera ad un Centro Studi sulle Migrazioni

La Giunta comunale ha approvato oggi l'atto d'indirizzo per la costituzione di un centro interculturale in Vicolo della Neve all'Alloro, con l'obiettivo di facilitare l'integrazione tra le diverse culture presenti sul territorio. Responsabile del Centro studi sarà Roberto Mazzarella, rappresentante dell'Amministrazione comunale all'interno del Consiglio territoriale per l'immigrazione. Secondo quanto stabilito nel protocollo d'intesa con l'associazione sociale News, approvato dalla Giunta, sarà l'associazione stessa ad occuparsi dell'individuazione, scelta e catalogazione del materiale informativo da destinare al Centro Studi. Il Comune, invece, garantirà la cooperazione nel processo di reperimento dei dati sulle comunità presenti sul territorio comunale.

Data della notizia: 16 novembre 2007
Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Palermo

La lingua dell'immmigrazione: a Roma tre giorni di aggiornamento e formazione per mediatori linguistico-culturali

Sono oltre 400, in maggioranza immigrati, gli interpreti e mediatori che collaborano con le sette Commissioni territoriali e la Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo. Sono loro che, insieme ai membri delle commissioni, incontrano per primi a Roma, Milano, Gorizia, Foggia, Crotone, Trapani e Siracusa le migliaia di immigrati che sbarcano sulle coste meridionali o che attraversano i confini terrestri ed aeroportuali chiedendo asilo politico.
La loro voce - espressa in oltre 80 lingue e idiomi di tutto il mondo - è spesso il primo conforto ed orientamento per coloro che, dopo numerose peripezie, attendono la propria sorte all'interno di un Centro di Accoglienza e Identificazione.
La figura dell'interprete/mediatore ha un ruolo fondamentale nell'ambito delle Commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato, con funzioni non solo tecnico-linguistiche, ma come facilitatore dell'incontro tra culture. L'interprete/mediatore è indispensabile ai fini della comprensione, da parte di coloro ai quali compete la decisione di concedere l'asilo, di tutte le circostanze e condizioni riguardanti il richiedente e la relativa normativa giuridica in materia.
Gli interpreti, tutti professionisti con esperienza pluriennale, sono organizzati nel Consorzio ITC, formato da 23 soci fondatori, che dal 2005 svolge tale servizio in regime di convenzione con il Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno.
A partire da giovedì 27 marzo, per 3 giorni, gli interpreti/mediatori si riuniranno a Roma per un corso di formazione e aggiornamento professionale in cui approfondiranno con i massimi esperti gli aspetti giuridico-legali, tecnici e socio-sanitari dell'immigrazione.
Il Corso, che si svolgerà presso il Centro di formazione della Caritas diocesana di Roma (Via Aurelia, 773), verrà inaugurato con una sessione aperta al pubblico giovedì 27 marzo, alle ore 9.00, da Mario Morcone, prefetto capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno, Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione Lazio, mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, Jamil Awan, presidente del Consorzio ITC.
Nei tre giorni di formazione sono previsti gli interventi di Franco Pittau, coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes, Jurgen Humburg, direttore di UNHCR Italia, Salvatore Geraci, presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Raffaele Miele, direttore di Immigrazione.it e ImmigrazioneOggi, Fausto Gianni, prefetto presidente della Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo e numerosi esperti provenienti dal mondo accademico e dalle istituzioni nazionali ed internazionali.
I giornalisti che lo desiderano potranno assistere alle lezioni comunicando la partecipazione alla Segreteria organizzativa del convegno (tel. 06.85305564) oppure contattando l'Ufficio stampa (Alberto Colaiacomo cell. 335.1817131 - Dana Enulescu cell. 338.7617069)

giovedì 20 marzo 2008

Giornata della cultura tunisina in Italia

Sarà Reggio Calabria ad ospitare, giovedì 20 marzo 2008, la "Giornata della cultura tunisina in Italia" che si svolgerà nell'Università per Stranieri Dante Alighieri. La scelta della città calabrese dello Stretto come sede della manifestazione scaturisce dall'intesa stretta fra la Repubblica Tunisina, tramite il suo Consolato di Napoli, e l'ateneo reggino. "Questo risultato - sostiene il rettore dell'Università per Stranieri, Salvatore Berlingò - è frutto di una ormai lunga e fitta trama di rapporti intessuti dall'Università della 'Dante' con le istituzioni tunisine e, in particolare, con il polo universitario di Gafsa". "L'incontro, che si realizzerà presso la 'Dante' giovedì - sostiene ancora Berlingò - è foriero di ampi sviluppi dei rapporti già così proficui". La manifestazione prevede la proiezione di un film documentario sulla Tunisia e il saluto del rettore Berlingò. Seguiranno l'intervento del console tunisino, la testimonianza di un italiano, Pietro Romeo, presidente dell'Associazione di Amicizia tuniso-italiana, con sede a Reggio Calabria e di lettori tunisini di lingua araba presso i Corsi della "Dante". Ancora: dibattito animato da immagini della Tunisia e esposizione di fotografie artistiche, prodotti artigianali e materiale pubblicitario dell Paese Nordafricano.
(ANSA)

mercoledì 19 marzo 2008

A Palermo 300 stranieri a scuola di italiano

Più opportunità d'integrazione per chi conosce la lingua: oltre 300 iscritti in 6 mesi alla ''Scuola di lingua italiana per stranieri'' dell'Ateneo palermitano. Per 180 laureandi tirocinio con alunni immigrati nelle scuole di frontiera.

PALERMO - L’Ateneo palermitano è in prima linea per favorire l’integrazione degli studenti immigrati; sono oltre 15 mila a Palermo i cittadini di altri Paesi. La buona conoscenza della lingua italiana come primo strumento di integrazione, questo è l’obiettivo che si prefigge la nuova “Scuola di lingua italiana per stranieri” dell’Ateneo di Palermo, che nei primi sei mesi di attività ha già prodotto risultati apprezzabili. La Scuola di lingua italiana per studenti e lavoratori stranieri dell’Università di Palermo, in sei mesi, ha contato oltre 300 iscritti e ha dato la possibilità a 180 laureandi di svolgere il tirocinio con alunni immigrati nelle scuole con una presenza molto elevata di immigrati. Traccia così un bilancio positivo la Scuola per stranieri, istituita dall’Università di Palermo per aiutare studenti di altri Paesi, famiglie e lavoratori immigrati ad acquisire dimestichezza con la lingua parlata e a integrarsi più facilmente.
Nata, infatti, per essere al servizio degli studenti, delle famiglie immigrate e delle imprese, ha già stretto rapporti di collaborazione con associazioni di volontariato, scuole di frontiera, istituzioni. Esperienze, proposte e cifre sono state rese note durante una la giornata di studio, tenutasi nei giorni scorsi, sul tema “L’italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale”.


La scuola, diretta dalla docente universitaria Mari D’Agostino, è stata istituita con lo scopo di rispondere alle numerose sollecitazioni provenienti dal mondo dell’istruzione, del lavoro, degli studenti stranieri e delle Università di altri Paesi. La facoltà di Lettere e Filosofia conta il più alto numero di studenti non italiani iscritti, oltre duecento, e ha istituito uno speciale corso di laurea per l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda.
Sono 15 mila, infatti, i cittadini stranieri che hanno la residenza a Palermo, e sempre più consistente è la presenza di alunni immigrati nelle scuole palermitane: in alcune realtà, come l’istituto comprensivo Madre Teresa di Calcutta, nel centro storico della città, raggiungono il 50 per cento degli iscritti. “Con questa scuola - ha riferito il Rettore dell’Università di Palermo Giuseppe Silvestri - vogliamo dare a tutti i giovani e gli adulti stranieri la possibilità di diventare soggetti attivi nella società, non solo nel loro interesse, ma nell’interesse di tutta la Sicilia”. “Il possesso della lingua italiana costituisce un diritto fondamentale per ogni uomo, donna e bambino che si trovi a studiare, lavorare, vivere in Italia - ha sottolineato Mari D’Agostino -. Partendo da questa convinzione, questo incontro ha l’obiettivo di mettere a confronto progetti e politiche di intervento rispetto all’integrazione linguistica degli stranieri. Chiediamo alle istituzioni locali, alla nuova Assemblea regionale e al nuovo governo, di programmare nel settore dell’insegnamento dell’italiano per stranieri interventi efficaci e durevoli, evitando sprechi”.


Inaugurata l’estate scorsa con l’obiettivo di promuovere attività didattiche, di formazione, di consulenza e di ricerca nel campo dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda, la Scuola dell’Ateneo organizza corsi estivi e lezioni per studenti Erasmus, giovani e adulti, promuove e collabora a progetti rivolti a bambini immigrati nelle scuole. Degli oltre trecento allievi, 250 sono gli studenti Erasmus, 50 gli adulti stranieri e 10 gli studenti egiziani iscritti a un master. Sul versante della formazione, la Scuola accoglie tirocinanti provenienti dal corso di laurea in “Traduzione, italiano L2 e interculturalità”, che possono quindi contare su un centro universitario in cui trovare anche sbocco lavorativo, passando per una fase di formazione con docenti qualificati. A questo si affianca una costante attività di ricerca fornita da dottorandi e ricercatori del dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche. La Scuola è inoltre sede di esame per il conseguimento della Certificazione di italiano come lingua straniera (Cils), rilasciata dalla Università per stranieri di Siena.


Il contributo che in questo modo intende dare l’ateneo palermitano può considerasi importante perchè punta a un’istruzione di qualità, come è stato specificato alla facoltà di Lettere, in occasione della giornata di studio sul tema “L’italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale”. Un incontro, svoltosi nei giorni scorsi, al quale hanno partecipato, fra gli altri, il rettore Giuseppe Silvestri; il preside di Lettere, Vincenzo Guarrasi; il direttore del dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche, Laura Auteri; il delegato del rettore per le Relazioni internazionali, Pasquale Assennato; il direttore dell’Ente regionale per il diritto allo studio universitario, Antonino Bono; il coordinatore dell’Osservatorio provinciale contro la dispersione scolastica, Maurizio Gentile; il fondatore della Scuola di lingua italiana per stranieri, Giovanni Ruffino; docenti dell’Università di Palermo, esponenti del mondo istituzionale, delle associazioni di volontariato che si occupano di immigrati, dirigenti e insegnanti di scuole con un’alta percentuale di stranieri.

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lunedì 10 marzo 2008

L'italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale. Convegno a Palermo

Scuola di Lingua italiana per Stranieri - Ateneo di Palermo

Giornata di studio "L'italiano per gli stranieri. Politiche di inclusione sociale"
14 marzo 2008 – Ore 9-13 – Aula Magna, Facoltà di Lettere e Filosofia


Un convegno, promosso dalla Scuola di lingua italiana dell'Ateneo palermitano, per fare il punto della situazione su immigrati e apprendimento della lingua, passaggio obbligato verso l'integrazione sociale e lavorativa. Un incontro tra soggetti protagonisti nell'attivazione di pratiche di inclusione, tra attori consapevoli delle cifre riguardanti la città di Palermo. Sono 15.000 i cittadini stranieri che hanno la residenza a Palermo, e sempre più consistente è la presenza di alunni immigrati nelle nostre scuole: in alcune realtà, come l'Istituto Comprensivo "Maria Teresa di Calcutta", raggiungono il 50% degli iscritti.

Il possesso della lingua italiana costituisce un diritto fondamentale per ogni uomo, donna e bambino che si trovi a studiare, lavorare, vivere in Italia. Partendo da questa convinzione, la giornata di studio ha l'obiettivo di mettere a confronto progetti e politiche di intervento dei differenti soggetti operanti a Palermo rispetto all'integrazione linguistica degli stranieri. La Scuola di lingua italiana per stranieri dell'Ateneo, il circuito scolastico pubblico, le associazioni di volontariato, i rappresentanti sociali e istituzionali, le comunità straniere si confrontano sull'offerta formativa volta all'apprendimento dell'italiano come lingua seconda nella nostra città e sulla sua reale capacità di costruire percorsi di inclusione sociale. In assenza di una Legge regionale sull'immigrazione e di fronte a interventi spesso frammentari e episodici delle diverse istituzioni locali, tale riflessione appare quanto mai opportuna al fine di individuare bisogni formativi e possibilità di lavoro comune.

Interverranno al dibattito, insieme a docenti dell'Università di Palermo, esponenti del mondo istituzionale, la coordinatrice dell'Ufficio nomadi e immigrati del Comune, il segretario generale della Cgil Sicilia, rappresentanti di Centro Astalli e Laboratorio Zeta, insegnanti dei centri Eda di Palermo, dirigenti e insegnanti degli istituti palermitani con un'alta percentuale di stranieri, il direttore del Centro culturale francese.

CONTATTI
Scuola di Lingua italiana per Stranieri
Direttore: Mari D'Agostino
Sito: http://www.itastra.unipa.it/
Email: scuolaitalianostranieri@unipa.it
Info: Facoltà di Lettere e Filosofiea– Box 1 (Piano terra)
Ufficio stampa: Marcello Amoruso
Cell.: +393402442295

SCUOLA DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI

Istituita nei primi mesi del 2007 con l'obiettivo di promuovere attività didattiche, di formazione, di consulenza e di ricerca nel campo dell'insegnamento dell'italiano come lingua seconda e straniera. Offre un servizio all'Ateneo di Palermo e all'intera città, in particolare al variegato e complesso mondo dell'immigrazione. Organizza una scuola estiva e corsi per studenti Erasmus, giovani in mobilità e adulti; promuove e collabora a progetti rivolti a bambini immigrati in un ampio numero di realtà scolastiche. Sul versante della formazione, la Scuola accoglie tirocinanti provenienti dal corso di Laurea in "Traduzione, italiano L2 e interculturalità", che possono quindi contare su un centro universitario in cui trovare anche sbocco lavorativo, passando per una fase di formazione con docenti d'alto profilo.

La Scuola di Lingua italiana per Stranieri si avvale di un contatto "in presa diretta" con l'evoluzione della lingua italiana e con le metodologie didattiche. Ciò grazie a una costante attività di ricerca fornita da dottorandi e ricercatori del Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche.

La Scuola è inoltre sede di esame per il conseguimento della Certificazione CILS, rilasciata dalla Università per Stranieri di Siena.

sabato 8 marzo 2008

L’Università italo-libica scelta a rappresentare uno degli “Otto obiettivi del Millennio”

L’iniziativa illustrata a Roma dal rettore Silvestri

L’Università italo-libica scelta come esempio rappresentativo di uno degli “Otto obiettivi del Millennio” fissati dall’Onu per il 2015. Il rettore dell’Ateneo di Palermo Giuseppe Silvestri, presidente della Fondazione universitaria italo-libica, ieri pomeriggio, nella Sala del Cenacolo della Camera dei deputati, ha illustrato il progetto, punta di diamante delle iniziative che il mondo accademico siciliano svolge per promuovere la collaborazione tra le due sponde del Mediterraneo sui temi dell'istruzione, della ricerca, della cultura e della scienza. L’iniziativa ha portato all’apertura, nell’Università libica di Bengasi, del dipartimento di Italianistica dell’Ateneo di Palermo, primo passo di un ampio progetto di scambi e collaborazioni tra i due Paesi e strategico ponte interculturale tra mondo latino e mondo arabo.
L’occasione è data dalla presentazione in Italia, dopo l’anteprima a Bruxelles, del documentario su “Gli otto obiettivi del Millennio nell’area mediterranea”, cioè gli otto traguardi fissati dall’Onu al 2015 per ridurre il divario tra Nord e Sud del mondo: dimezzare la povertà estrema; raggiungere l’istruzione primaria universale; promuovere l’uguaglianza tra uomo e donna; ridurre il tasso di mortalità infantile; ridurre il tasso di mortalità materna; invertire la tendenza di diffusione dell’Aids; assicurare la sostenibilità ambientale; sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo attraverso politiche e azioni volte alla cooperazione. L’Università italo-libica è stata scelta come progetto rappresentativo di quest’ultimo obiettivo.
Il documentario, realizzato la scorsa estate, è il frutto del tour nel Mediterraneo organizzato dall’associazione Mediterraid in collaborazione con l’Unric (Centro regionale di informazioni delle Nazioni Unite), la presidenza della Regione Lazio e l’ufficio Relazioni internazionali del Comune di Roma. Tappe del viaggio sono state, tra le altre, Palermo e Bengasi. Il rettore Silvestri ha presentato il ruolo della Fondazione italo-libica, costituita dalle Università di Palermo, Messina Catania, Reggio Calabria e dall’Accademia libica in Italia, e le grandi opportunità formative che saranno offerte agli studenti stranieri dal Politecnico del Mediterraneo, di prossimo avvio. All’incontro sono intervenuti Antonello Fratoddi e Monica Ardizzone, rispettivamente presidente e vicepresidente di Mediterraid; Fabio Graziosi dell’United Nations regional information centre for Western Europe; Marta Guglielmetti, coordinatrice per la campagna del Millennio Italia; Tana de Zulueta, presidente della commissione Cultura e Immigrazione di EuroMed; Wilfried Baudoin, componente della Food and agriculture organization of the United Nations; Gianni Gravina, capo area Balcani e Mediterraneo della onlus Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi emergenti (Cospe); Alessandra Pome, in rappresentanza del Wwf-Mediterranean programme office, ed Eszter Salgò, ricercatrice dell’Istituto per le relazioni tra l’Italia e i Paesi dell’Africa, America latina, Medio ed Estremo Oriente (Ipalmo).
Fonte: AteneoNews, n. 25 del 5 Marzo 2008

sabato 9 febbraio 2008

BANDO per Mediatore linguistico-culturale Universita' di Palermo

La Scuola di lingua italiana per stranieri dell'Universita' di Palermo www.itastra.unipa.it/bachecabandi.htm intende promuovere iniziative di supporto e assistenza alle attività di Organizzazioni, ONLUS, e di volontariato, formate da stranieri o che siano rivolte ad essi nel campo dell’apprendimento della lingua italiana. Per meglio interpretare ed esprimere le caratteristiche ed i bisogni delle comunità straniere, la Scuola intende servirsi dell’opera di 1 Mediatore linguistico-culturale.
I suoi compiti saranno quelli di prendere contatto con le diverse realtà e, in stretto rapporto con gli organi della Scuola, progettare percorsi di accrescimento delle competenze linguistiche che siano adatti alla complessa realtà immigratoria.
Requisiti: Frequenza di master e/o corsi specifici per mediatori linguistico-culturali
Esperienze di mediazione culturale e linguistica debitamente documentate
Padronanza della lingua italiana e scritta
Padronanza di almeno due tra le seguenti lingue: inglese, francese ed arabo
Cittadinanza italiana oppure (se straniero) in regola con il permesso disoggiorno.
Le attività avranno durata di mesi 6 per un compenso complessivo di € 3000.
Gli interessati dovranno inoltrare richiesta, corredata da adeguato curriculum, presso la Presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia entro le ore 13.00 di Venerdì 15 febbraio 2008.
Il Preside Prof. Vincenzo Guarrasi

venerdì 18 gennaio 2008

Corsi di italiano per stranieri dell'Università di Palermo

SCUOLA DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI - UNIVERSITA' DI PALERMO
www.itastra.unipa.it scuolaitalianostranieri@unipa.it

La Scuola di Italiano per Stranieri dell'Universita' di Palermo recentemente aperta, attivera' un nuovo ciclo di corsi di ITALIANO A STRANIERI dal prossimo 4 febbraio.
I corsi sono rivolti a stranieri adulti di qualsiasi nazionalita' e livello.
Alla fine del corso ogni partecipante ricevera' un Certificato di frequenza con l'indicazione del livello frequentato.
I corsi hanno la durata di 50 ore (giorni e orario delle lezioni verranno comunicati in seguito) e un costo di € 150.
Gli interessati sono invitati a presentarsi al Box 1 della Facolta' di Lettere e Filosofia (Viale delle Scienze - Edificio 12, piano terra) secondo il seguente calendario:
MERCOLEDI' 23 e 30 gennaio 10.00 - 13.00
VENERDI' 18 e 25 gennaio e 1 febbraio 17.30 - 19.00
Per fissare un appuntamento in giorni e orari diversi, scrivere a scuolaitalianostranieri@unipa.it
(OGGETTO: appuntamento itastra feb 08)
Nei mesi di giugno e dicembre 2008 sara' possibile partecipare all'esame CILS Certificazione Italiano per Stranieri dell'Universita' per Stranieri di Siena (l'Universita' di Palermo e' sede ufficiale d'esame).
Info e prezzi per l'esame sul sito della scuola www.itastra.unipa.it alla pagina "Certificazioni".

martedì 18 dicembre 2007

Seminario OSA: programma di ritorno volontario assistito e di reintegrazione nel paese di origine


Abbiamo il piacere di invitarvi ad un seminario la cui organizzazione nasce dal frutto della collaborazione tra la nostra Organizzazione Non Governativa O.S.A – Organizzazione Sviluppo e integrAzione e l'OIM - Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
L'incontro, utile per quanti lavorano nel campo dell’immigrazione, verte sul

Programma di Ritorno Volontario Assistito e di Reintegrazione

nel Paese di Origine delle Vittime di Tratta e di Altri Casi Umanitari

implementato dall’OIM e finanziato dal Ministero dell’Interno italiano.
Al seminario diversi project managers dell’OIM presenteranno la cornice legislativa entro la quale si svolge il programma, la tipologia dei beneficiari, la descrizione del programma stesso e daranno testimonianza su casi concreti; sarà infine distribuito del materiale informativo.

Il seminario avrà luogo nel pomeriggio di giovedi 20 dicembre presso la sala San Michele della Biblioteca Comunale a Piazza Casa Professa.
La partecipazione è gratuita ma è necessario confermare la propria partecipazione via e-mail o telefonicamente.

Dr.ssa Deborah Matano
Presidente Ong O.S.A
Organizzazione Sviluppo e integrAzioneVia P.pe di Villafranca, 54 PA

Tel. +39 0917302923



PROGRAMMA

Seminario sul

"Programma di Ritorno Volontario Assistito e di Reintegrazione nel Paese di Origine delle Vittime di Tratta e di Altri Casi Umanitari"

svolto dall'OIM Organizzazione Internazionale per le Migrazioni finanziato dal Ministero dell'Interno

Palermo, 20 dicembre 2007 Ore 15.00 Biblioteca Comunale

Sala San Michele

Piazza Casa Professa

§ Registrazione dei partecipanti

§ Saluto di benvenuto e presentazione
Dr.ssa Deborah Matano, Presidente Ong O.S.A

§ Supporto istituzionale alla misura del rimpatrio volontario nell'ambito del Servizio centrale di cui all'articolo 32 - legge 189/2002

Tipologia dei beneficiari, descrizione del programma: counseling, organizzazione del viaggio e reintegrazione nel paese di origine - Dr.ssa Enisa Bukvic, Project manager OIM - programmi di ritorno volontario nel paese di origine

§ Testimonianza su alcuni degli ultimi casi di rimpatrio volontario assistito nell'area africana - Dr.ssa Silvia Spinuso, Project Assistent OIM - programmi di ritorno volontario nel paese di origine

§ Proiezione filmato dell'assistenza al rientro di un caso umanitario in Albania

§ Cooperazione Internazionale per assicurare il ritorno volontario ed assistito e la reintegrazione nei paesi di origine delle vittime di tratta e di altri casi umanitari - Vittime di tratta: tipologia, programma, approccio - Casi umanitari e neo maggiorenni: come funziona il programma - Dr.ssa Gina Villone, Project manager OIM- Programma di ritorno volontario per le vittime di tratta ed altri casi umanitari

§ Dibattito e conclusione

§ Distribuzione materiale informativo sui progetti presentati

lunedì 12 novembre 2007

Entre deux rives: politica e religione da una riva all'altra del Mediterraneo

Giornata di studi e tavole rotonde

Dal 15 al 20 novembre 2007

PalermoInfo: Goethe-Institut, tel. 091 6528680 programma@palermo.goethe.org

Goethe-Institut Palermo e Centre Culturel Français de Palerme et de Sicile in collaborazione con Università degli Studi di Palermo - Facoltà di Lettere e Filosofia - Dipartimento di Scienze Filologiche e Linguistiche

Lo spazio euro-mediterraneo è oggi oggetto di una riflessione geopolitica alla quale la Sicilia, che al centro di tale spazio si trova, intende prendere parte.

Dal 15 al 20 novembre 2007, il Goethe-Institut Palermo e il Centre Culturel Français de Palerme et de Sicile, con l’appoggio dei Programmi Culturali franco-tedeschi nei Paesi Terzi, presentano a Palermo una giornata di studi e un ciclo di tavole rotonde incentrate sui rapporti tra politica e religione in seno all’area euro-mediterranea. Al centro della riflessione sono le società che vivono lungo le coste del Mediterraneo, le loro relazioni e il “gioco di specchi” attraverso cui esse si confrontano, si imitano e si definiscono. Il ciclo di incontri porta perciò il titolo: “ENTRE DEUX RIVES. Politica e religione da una riva all’altra del Mediterraneo”.

Palazzo Steri, Piazza Marina, 61, Palermo
Orto Botanico, Via Lincoln 2/A, Palermo
Centre Culturel Français de Palerme et de Sicile tel. 091 652 7222 / 652 7754 http://www.france-palermo.it/
Goethe-Institut Palermo tel. 091 652 8680 www.goethe.de/palermo

giovedì 8 novembre 2007

Assemblea pubblica

L’immigrato non è un criminale
PACCHETTO SICUREZZA E SOLIDARIETÀ SOCIALE
Segretario provinciale Prc GIUSTO CATANIA
Responsabile immigrazione Prc MADOU TOURÈ
Interverranno:
Rappresentanti delle organizzazioni sindacali e sociali delle comunità di migranti
associazioni laiche e religiose
DOMENICA 11 NOVEMBRE ORE 10.00
Associazione Malaussene Piazzetta Resuttano, 4 - (dietro Piazza S. Francesco)
Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Palermo
www.prcsicilia.it

venerdì 2 novembre 2007

Milano: La lingua è il primo strumento necessario per l'integrazione

Barzaghi: «La lingua è il primo strumento necessario per l'integrazione»

Provincia: acquistate seimila licenze, gratuitamente a disposizione di altrettanti studenti, con un investimento iniziale di 30 mila euro È partito il 30 ottobre e durerà sei mesi il corso di italiano online per stranieri promosso dall'assessore all'Istruzione ed edilizia scolastica della Provincia, Giansandro Barzaghi. Nelle scuole superiori milanesi e dell'hinterland l'ordinaria azione educativa potrà essere integrata con lezioni di supporto che gli studenti immigrati potranno seguire su pc connettendosi al sito http://www.italianolab.it/. Ideata in collaborazione con Sicest (società di consulenza che opera nel campo della formazione) e Auralog (prima casa editrice al mondo ad avere applicato la tecnologia del riconoscimento vocale all'apprendimento delle lingue straniere), l'iniziativa prende il nome di «Italianolab» e parte dalla constatazione che dal 2001 al 2006 gli extracomunitari in Italia sono passati da 1 a 3 milioni. Oltre che dalla premessa che «qualsiasi politica di inclusione immaginabile ha come proprio cardine la problematica dell'unificazione linguistica».

SEIMILA LICENZE - Per la prima fase del progetto - già sperimentato per più di un anno all'Istituto Bertarelli - la Provincia ha acquistato seimila licenze, che metterà gratuitamente a disposizione di altrettanti studenti, con un investimento iniziale di 30 mila euro. Nelle oltre 40 scuole che al momento hanno aderito il corso digitale si intercalerà nelle lezioni in aula, diventando una traccia su cui si innesteranno gli interventi degli insegnanti. Interventi che dovranno tendere a facilitare l'uso autonomo dello strumento didattico informatico da parte degli studenti: l'idea è che i 41 mila alunni stranieri presenti negli istituti di Milano e provincia possano coinvolgere, nello studio dell'italiano, i 400 mila extracomunitari residenti sul territorio. Il tutto attraverso la creazione di una rete di strutture che offriranno l'opportunità di accedere ai corsi online: non solo scuole dunque, ma anche enti pubblici, imprese, associazioni.

AZIONE FORMATIVA - «La lingua è il primo strumento necessario per l'integrazione e la cittadinanza e i giovani ne sono il miglior motore di diffusione - commenta l'assessore Barzaghi -. La nostra speranza è che, una volta provato il corso online, gli studenti promuovano un'azione formativa verso la propria famiglia e la comunità di appartenenza. Una grande campagna di alfabetizzazione che dalle scuole raggiunga tutto il territorio: questa è la grande sfida che ci siamo posti. Praticabile».

Fonte: http://www.edscuola.it

giovedì 1 novembre 2007

Rispolvera il tuo vocabolario!

Dai un'occhiata al nuovo glossario anti-discriminazione ora disponibile come parte della “Guida stop alla discriminazione” sul sito web della campagna "Sì alle diversità, no alle discriminazioni".
Il glossario elenca molti dei termini più importanti usati nel campo dell’antidiscriminazione e dell’uguaglianza.

ASANTESANA: aperitivo solidale all'Acanto Blu di Palermo


L’Associazione Asantesana ONLUS ti invita all'APERITIVO SOLIDALE presso l’Acanto Blu
Via Torrearsa n. 10, Palermo, Tel. 091320444

DOMENICA 4 NOVEMBRE DALLE ORE 18,30 IN POI

Potrai conoscere le attività dell'associazione e passare una serata ascoltando musica dal vivo
e assaggiando tante specialità.

L’ingresso è gratuito.

Per maggiori informazioni, puoi cliccare sull'immagine della locandina sopra per ingrandirla
o telefonare dal lunedì al venerdì allo 0916110209 dalle 12 alle 20.

Ti aspettiamo e....passa parola!

Sicilia, progetto migratorio a lungo termine per il 93% degli immigrati

Dossier Caritas–Migrantes. Sono 107.200, concentrati soprattutto a Palermo, Catania, Messina e Ragusa. Il 42,85 viene dall'Africa. A Lampedusa l'82,2% di tutti gli arrivi via mare in Italia

Palermo – In Sicilia sono 107.200 gli immigrati. Secondo i dati del Dossier Caritas-Migrantes, l’incidenza degli immigrati sul totale regionale sale al 2,1% con una crescita dell’8% rispetto al 2005. Le presenze di stranieri sono concentrate soprattutto a Palermo con 26.400 presenze; Catania, 22.500; Messina, 17.900 e Ragusa, quasi 15.600. Le quattro città siciliane, insieme registrano il 76,7% di tutta la popolazione straniera regolare in Sicilia. Sono però le province più piccole a fare rilevare gli incrementi di percentuale maggiori: Enna ha avuto una crescita della popolazione straniera del 35,9%, Caltanissetta del 34,5%, Ragusa del 26,1% e Siracusa del 23,3%. Il 93,1% degli immigrati regolari che si trovano nell’Isola ha alle spalle un progetto migratorio di inserimento stabile nel tessuto sociale siciliano.

A Trapani si distingue la più alta incidenza di immigrati per motivi di famiglia con il 43% pari a quasi 3.500 immigrati. La presenza femminile in Sicilia è del 48,8% rispetto al 51,2% degli uomini. Per quanto riguarda i minori stranieri in Sicilia questi superano le 18 mila unità e rappresentano il 16,8% degli stranieri regolarmente presenti. 4.800 minori sono a Palermo, circa 3000 a Catania e Messina. Le nascite sono state quasi 1300. L’Africa è il primo continente di provenienza con il 42,8% anche se ha avuto un decremento dello 0,6% .
La provenienza dai paesi europei è del 27,3% e dell’Asia al 24,3%. Gli alunni stranieri sono 11.938 e rappresentano l’1,3% della popolazione scolastica regionale. 15.754 sono stati i nuovi ingressi attribuibili alle quote lavoro del 2006. Nell’Isola si sono avuti 477 sbarchi che hanno portato 21.400 persone. Lampedusa ha avuto l’82,2% di tutti gli arrivi via mare in Italia.

Ha moderato la presentazione Mario Affronti del centro di medicina delle migrazioni. Erano presenti, mons. Nino Caminita, delegato regionale della Caritas Sicilia, Luca Di Sciullo per i dati nazionali, l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo e Vincenzo La Monica della Caritas di Ragusa per i dati regionali. “L’immigrazione in Italia è un fenomeno strutturale - ha detto Di Sciullo - . Gli immigrati sono un’enorme risorsa e ricchezza per il nostro Paese e per questo si devono agevolare i meccanismi di ingresso regolare. L’Italia ha dei ritmi di crescita della popolazione immigrata che in proporzione superano gli Stati Uniti. Oggi siamo con la Spagna il secondo paese europeo per la presenza di immigrati nel nostro territorio”.

“Bisogna vivere insieme e fare tesoro delle culture differenti – ha dichiarato l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo - . Nella mia vita finora ho vissuto in 18 paesi differenti e ho imparato quanto importante sia vivere nel crogiuolo delle culture che si incontrano e si arricchiscono reciprocamente. Né la Caritas né il dossier può risolvere i problemi ma è importante che più forze insieme diano una testimonianza forte alle problematiche che riguardano oggi gli immigrati”. “Dobbiamo aiutare ad educare le comunità cristiane a leggere il fenomeno dell’immigrazione nella giusta maniera. I numeri non sono tutto ma conoscerli in maniera sbagliata può essere molto pericoloso per questo occorre leggerli con molta attenzione”, ha concluso mons. Nino Caminita. (set)

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