Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 7 marzo 2012

Il nostro 8 marzo per Martine Abessolo, Estelle Abena Belinga e Léonie Doula

Domani, 8 marzo 2012, non sarà una giornata di festa.
 
La giornata internazionale della donna è l’occasione, ancora una volta, per constatare quanto siano arretrati, in questi ultimi anni, i diritti delle donne siano arretrati, insieme ai diritti di intersessuali e trans.

Le donne italiane ancora oggi  sono vittime di discriminazioni e forma di violenza. In Italia è emergenza per gli omicidi di donne compiuti da compagni, mariti, amanti, familiari.

Nel nostro paese impera la rappresentazione della donna quale oggetto sessuale, una rappresentazione vincolata agli stereotipi circa i ruoli e le responsabilità dell’uomo e della donna nella famiglia e nella società. Il numero delle donne parlamentari è tra i più bassi in Europa e nel mondo,  le donne sono scarsamente presenti nei posti dirigenziali pubblici e privati, guadagnano meno e restano più a lungo disoccupate. La crisi economica e il definanziamento del welfare e la mancanza di asili nido pesano in primo luogo sulle donne.

L’Italia  non ha ancora ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa siglata ad Istanbul l’11 maggio del 2011, che mira a proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza.

Come associazione per la promozione dei diritti delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans), non possiamo non evidenziare come ci sia in Italia e nel mondo un’emergenza discriminazione per le lesbiche, che scontano il doppio stigma: di genere e di orientamento sessuale.

Il nostro 8 marzo sarà dedicato a tre donne:  Martine Abessolo, Estelle Abena Belinga e Léonie Doula.
 
Martine, Estelle e Léonie verranno processate proprio l’8 marzo a Ambam, in Camerun, per omosessualità. Tre giovani donne sotto i trent’anni, che secondo l’articolo 374 bis del codice penale rischiano fino a 5 anni di carcere non per aver commesso un crimine, ma perché si innamorano di altre donne. Una di loro è sposata, e se riconosciuta colpevole sarebbe anche obbligata a divorziare a proprie spese e a non vedere mai più i propri figli.
 
Martine, Estelle e Léonie sono difese da Me Alice Nkom, presidente de l’Association de défense de l’homosexualité (Adefho), che rileva come l’art. 374 bis sia “illegale, irregolare e viola i diritti fondamentali e di libertà degli accusati”.

Gli arresti per omosessualità si sono moltiplicati negli ultimi mesi in Camerun, e a Douala, la capitale economica del Paese, si segnalano numerosi casi in cui donne giovanissime vengono espulse da scuola perché sospettate di essere lesbiche. Poco più di un anno e mezzo fa, la Chiesa Cattolica del Camerun ha minacciato di organizzare una grande marcia per impedire al Parlamento di ratificare il protocollo di Maputo sui diritti della donna africana, che difendendo il diritto di scelta in materia di sessualità avrebbe incoraggiato l’omosessualità (!)

Domani la nostra associazione non festeggerà, perché troviamo che non ci sia nulla da festeggiare. 

Aspetteremo l’esito dell’udienza, per Martine, Estelle e Léonie, sperando in un domani migliore per le donne africane e un domani di libertà per le lesbiche di tutto il mondo.


mercoledì 22 febbraio 2012

Discriminazioni e violenze: Italia bocciata dall’Europa

February 21, 2012 

 

Questa mattina la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri), un organo di monitoraggio indipendente istituito dal Consiglio d’Europa, ha diffuso un allarmante rapporto sull’Italia. Il rapporto concentra la sua attenzione sul persistere di razzismo e xenofobia, ma non dimentica le discriminazioni per orientamento sessuale, e rileva una crescita del “ricorso a discorsi di stampo razzista in politica” e della diffusione di pregiudizi. E’ un paese che boccheggia tra “pene meno severe per i reati di incitamento all’odio” e “scarsità di denunce”.

Ecri ricorda l’attenzione delle istituzioni europee alla lotta a ogni discriminazione, anche per orientamento sessuale, e alla promozione dei diritti di tutti. Gli stessi diritti che difende il nostro dettato Costituzionale “che implica la rimozione di fatto delle limitazioni all’uguaglianza ed il perseguimento dell’obiettivo ultimo della “piena” autodeterminazione dell’individuo”.

Arcigay, richiamandosi proprio alla Costituzione, rivendica l’approvazione di leggi contro discriminazioni e omofobia e per la promozione dei diritti-doveri delle famiglie composte da persone dello stesso sesso, unisce idealmente la sua voce a quella che emerge dalle raccomandazioni dell’ente.

Tra queste, quelle urgenti come “valutare l’efficacia delle attuali disposizioni penali in materia di incitamento all’odio e di rafforzarle” anche a riguardo della tutela della comunità omosessuale e trans e la richiesta al Governo di “accrescere il ruolo dell’UNAR, in particolare estendendone formalmente i poteri, in modo che la legislazione pertinente copra chiaramente non solo la discriminazione basata sull’origine etnica e la razza, ma anche quella fondata sul colore, la lingua, la religione, la nazionalità e l’origine nazionale” e orientamento sessuale.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

Fonte: laltrapagina



giovedì 24 novembre 2011

25-26 novembre, Palermo: Convegno "La protezione internazionale per orientamento sessuale e identità di genere"

«E’ possibile stimare che nell’Unione Europea arrivino ogni anno 10.000 richieste di asilo da parte di persone LGBTI. Il dato si può stimare basandosi sui dati provenienti da Belgio, Norvegia, Olanda e Svezia – gli unici a disporre di statistiche sulle richieste di asilo, mentre gli parte Paesi dell’Unione non raccolgono questi dati» è quanto dichiara l’Avv. Simone Rossi di Avvocatura per i Diritti LGBT – Rete Lenford, citando i risultati della ricerca europea Fleeing Homophobia, appena conclusa.

La ricerca Fleeing Homophobia, cofinanziata dal Fondo Europeo per i Rifugiati e realizzata dall’Università di Amsterdam, COC Paesi Bassi, Hungarian Helsinki Committee, Avvocatura per i Diritti LGBT-Rete Lenford ed European Counil on Refugees and Exiles per la prima volta ha condotto uno studio su legislazioni e prassi dei 27 Paesi dell’Unione.

Dallo studio emerge che esistono considerevoli differenze nel modo in cui gli stati europei esaminano le domande di asilo di persone LGBTI. Si tratta di un aspetto alquanto problematico, dal momento che l’Europa mira a creare un Sistema Comune di Protezione Europea con uno status omogeneo. Il sistema di Dublino, in base al quale un solo stato membro dell’UE prende in esame la domanda di asilo, teoricamente implica uno standard comune nell’applicazione della legge sulle/sui rifugiate/i, standard che però purtroppo non esiste.

Lo studio comparativo ha evidenziato che in parecchi punti le prassi statali europee nell’esame delle richieste di asilo di persone LGBTI sono al di sotto degli standard richiesti dalla normativa internazionale ed europea sui diritti umani e sulle/sui rifugiate/i, basandosi in molti casi su stereotipi che portano a respingere, ad esempio, le lesbiche che non hanno atteggiamenti maschili, i gay non effeminati e le/i richiedenti LGBTI che sono state/i sposate/i o che hanno figli. Inoltre, nelle prassi degli stati spesso negata la natura fondamentale dei diritti umani delle persone LGBTI. Le/i richiedenti asilo LGBTI sono frequentemente rispedite/i nei loro paesi d’origine per la ragione che potrebbero evitare di essere perseguitate/i se nascondessero il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. Pretendere che per ricevere “protezione” queste persone rinuncino ai propri diritti umani, nega la funzione di questi diritti. Allo stesso modo, le/i richiedenti LGB sono regolarmente rispedite/i in paesi in cui hanno un fondato timore di essere incarcerate/i o condannate/i a morte per avere svolto attività sessuali con persone dello stesso sesso. Un altro esempio è che spesso le pesanti violazioni dei diritti umani nei confronti di persone transessuali, che si verificano su ampia scala in parecchi paesi del mondo, non sono sufficienti a garantire l’asilo.

Visto che le statistiche sono inaffidabili, è impossibile dire quante/i richiedenti LGBTI provengano da quali paesi. Tuttavia, sulla base degli esempi citati dagli esperti nazionali interpellati per la ricerca Fleeing Homophobia, risulta che le/i richiedenti LGBTI provengono da almeno 104 paesi diversi.

I problemi riguardanti le richieste di asilo di persone LGBTI stanno ricevendo una certa attenzione solo da poco tempo a questa parte. Nel 2008 sono state pubblicate le Linee guida dell’UNHCR sulle domande di status di rifugiato legate a orientamento sessuale e identità di genere. Nel giugno del 2011 il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha pubblicato un rapporto sulle discriminazioni subite da persone LGBTI.

Al centro del diritto d’asilo c’è il concetto di rifugiata/o. Nella Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 si definisce rifugiata/o una persona che si trova al di fuori del paese di cui detiene la nazionalità o in cui risiede abitualmente, e che teme di essere perseguitata per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinione politica. L’applicazione di questa definizione negli stati membri dell’UE è stata armonizzata a livello minimo dalla Direttiva Qualifiche.

«La ricerca Fleeing Homophobia ha fatto emergere che le poche pubblicazioni sulle tematiche della protezione internazionale delle persone LGBTI condotte fino ad oggi hanno riguardato prevalentemente i casi di uomini gay» aggiunge l’Avv. Rossi «ciò si può spiegare con la scarsità di dati riguardanti le/i richiedenti lesbiche, transessuali e intersessuali. Ciò si potrebbe spiegare con la minore evidenza che hanno le persecuzioni di persone lesbiche, transessuali e intersessuali rispetto a quelle a cui sono sottoposti i gay. Quando l’attivista ugandese gay David Kato è stato ucciso il 26 gennaio 2011, i media, le organizzazioni e le/i funzionarie/i appartenenti alla società civile sono venuti immediatamente a sapere dell’omicidio, e l’hanno condannato. Tuttavia, non molti sanno quante/i transessuali vengono assassinate/i nel mondo: da gennaio 2008 a dicembre 2010 sono stati denunciati 539 omicidi di persone transessuali. Molti altri non sono stati neppure denunciati».

I risultati della ricerca Fleeing Homophobia saranno illustrati nel corso di un convegno che si terrà a Palermo il 25 e 26 novembre, presso Villa Zito, via della Lubertà 52, organizzato da Avvocatura per i Diritti LGBT – Rete Lenford. Il convegno ha ottenuto una targa di partecipazione del Presidente della Repubblica e il patrocinio – tra gli altri- della Camera dei Deputati, dell’Alto commissariato Onu per i Rifugiati, della Regione Sicilia, del Consiglio Nazionale Forense e dell’OSCAD, Osservatorio della Polizia di Stato contro gli atti discriminatori.

La ricerca si può liberamente scaricare al seguente indirizzo: http://www.retelenford.it/node/743

Contatto per la stampa: Avv. Simone Rossi cell. 3358075884


giovedì 17 novembre 2011

20 novembre, Palermo: Inaugurazione dello sportello LGBT migranti

Le associazioni impegnate nella realizzazione dello sportello "La migration" sono Arcigay Palermo e DiARiA in collaborazione con UMIP.

Durante questi ultimi anni in cui abbiamo riportato le tematiche LGBT (lesbiche gay bisessuali e trans) sulla scena politica della città e che si è impegnato a fondo nella realizzazione e riuscita del pride (non è stato meraviglioso ?!) sono emerse diverse istanze, tra cui quella di aprire un fronte di discussione, uno spazio di parola a partire dai vissuti delle persone lgbtqi che hanno dei legami forti ( si sentono di appartenere ad alcune?) con le comunità migranti residenti a Palermo.

Vi chiamiamo a raccolta perché abbiamo creduto e crediamo nella mobilitazione antirazzista che ci ha visti insieme in prima linea quest’anno a raccoglierci intorno alle violenze subite da Nourredine Adnane, da altri ambulanti e da Jennifer, a denunciare le condizioni di precarietà esistenziale che in parte tutte e tutti condividiamo, a lavorare quotidianamente per migliorare tramite iniziative di ogni genere (sportelli informativi, scuole di italiano, ambulatori) la vita di chi non vede riconosciuti appieno dalle istituzioni i propri diritti umani.

Per questo vorremmo condividere alcune problematiche con cui ci stiamo confrontando e rispetto alle quali spesso misuriamo la nostra impotenza. Siamo partiti dalla situazione di emergenza che è stata visuta a Lampedusa ogni giorno e vivono le persone lgbt che sono arrivate negli ultimi mesi ; l’Italia è un paese che nei vuoti legislativi a tutela delle persone lgbt esprime una diffusa omo-transfobia. Siamo molto preoccupate per le sorti delle quattro ragazze trans trasferite a Kinisa e in seguito al centro Vulpitta di Trapani ; abbiamo incontrato a Palermo un ragazzino africano che ha fatto con noi il coming out, vivendo forti discriminazioni da parte degli amici con cui era arrivato in Italia, e che ora sta cercando di ottenere la protezione internazionale. Sappiamo non essere l’unico a volere iniziare questa procedura.

In che modo possiamo essere presenti ed efficaci nell’accoglienza di queste persone e creare delle situazioni di benessere nella nostra città? Nelle parole di Ana, la più coraggiosa tra noi:

"L’orientamento sessuale e l’identità di genere, nelle varie forme in cui si esprimono, sono causa in molti paesi di discriminazioni, talvolta sancite anche dalla legge, e per questo in tant* sono costretti a fuggire dal proprio paese. Per potere ottenere il diritto di asilo è necessario che la persona migrante dichiari il proprio orientamento sessuale o condizione trans, e tale esposizione puo’ comportare il rischio di emarginazione anche all’interno della propria comunità di appartenenza dalla quale invece ci si aspetta sostegno. Avendo vissuto in prima persona il disagio ho pensato che sarebbe bello potere aprire uno sportello LGBT migranti con lo scopo di offrire consulenza legale psicologica e umana a coloro che lo richiedono."

Uno sportello è stata l’idea che ci è subito venuta; poi abbiamo pensato all’organizzazione presso l’Arcigay di aperitivi a base di cucina tradizionale delle varie culture presenti a Palermo per dare un segnale forte, che l’amore insomma non ha limiti di culture. Si sono create grazie a questi momenti di incontro relazioni nuove e importanti. Abbiamo presentato un film all’interno della rassegna Make revolutionary love che ha tematizzato insieme il diritto di libera circolazione e il desiderio di amare liberamente. 


Lo Sportello verrà inaugurato il 20 novembre alle ore 19
al Blow Up e sarà aperto tutte le domeniche

RELATRICI
Ana Maria Vasile- mediatrice interculturale- responsabile sportello lgbtqi "La migration"
Abraha Yodit mediatrice interculturale – UMIP unione mediatori italiani professionali

Interverranno:
Claudia Brunetto- moderatrice- giornalista
Anna Bucca – presidente Arci Sicilia
Daniela Tomasino- presidente Arcigay Palermo


Manfredi Lombardo – Levana Blow Up





Dopo Milano e Verona, anche Palermo avrà uno sportello per migranti omosessuali, che si chiamerà "Le migration". Sarà gestito da un team di volontari e avrà sede negli uffici del Blow Up, in piazza Sant'Anna. Per ora è prevista l'apertura solo di domenica dalle 17 alle 19. 

Al progetto lavorano l’Arcigay Palermo e l’associazione DiARiA. Ci sarà anche la collaborazione di alcune mediatrici culturali dell'Umip. Tra gli obiettivi, anche quello di promuovere attività di animazione e di confronto al di fuori dello sportello, nelle comunità a cui appartengono i migranti o presso le istituzioni, che spesso sono impreparate e raramente sono in grado di dare risposte adeguate a un migrante omosessuale.
“L’orientamento sessuale e l’identità di genere – spiega la responsabile del progetto Ana Vasile -, nelle varie forme in cui si esprimono, sono causa in molti Paesi di discriminazioni, talvolta sancite anche dalla legge, e per questo, in tanti sono costretti a fuggire dal proprio Paese. Per potere ottenere il diritto di asilo è necessario che la persona migrante dichiari il proprio orientamento sessuale e tale esposizione può comportare il rischio di emarginazione anche all’interno della propria comunità di appartenenza dalla quale invece ci si aspetta sostegno”. “Avendo vissuto in prima persona il disagio ho pensato che sarebbe stato bello potere aprire uno sportello LGBT (lesbo gay bisessuale trans) per migranti – continua - con lo scopo di offrire consulenza legale psicologica e umana a coloro che lo richiedono”. 

DI RED (16 NOVEMBRE 2011)

Fonte: Mixmag


sabato 29 ottobre 2011

25-26 novembre, Palermo: Convegno "La protezione internazionale per orientamento sessuale e identità di genere"

Convegno
La protezione internazionale per orientamento sessuale e identità di genere
25-26 novembre 2011 - Palermo

Avvocatura per i Diritti LGBT – Rete Lenford organizza quest'anno a Palermo il suo quarto convegno nazionale dal titolo “La protezione internazionale per orientamento sessuale e identità di genere”. È per noi un onore poter svolgere in Sicilia e a Palermo questo importante evento scientifico per la formazione e l'aggiornamento degli operatori del diritto.
Il convegno si terrà venerdì 25 novembre, dalle 14 alle 19 e sabato 26 novembre, dalle 9.30 alle 13.30 presso Villa Zito sede della Fondazione Banco di Sicilia, in Viale Libertà n. 52. Esso si propone di analizzare normativa, giurisprudenza e prassi applicative, italiane ed europee, relative alla protezione internazionale (status di rifugiato e protezione sussidiaria) per le persone omosessuali, bisessuali, transessuali e intersessuali (LGBTI) in ragione del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere.
Verranno illustrati i principi fondamentali della disciplina relativa allo status di rifugiato e alla protezione sussidiaria, derivanti dal diritto internazionale, comunitario e nazionale, con particolare riferimento alla tutela offerta in caso di persecuzioni o danni gravi nei confronti delle persone LGBTI e quindi determinati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.
Verranno poi illustrati i risultati del progetto di ricerca europeo Fleeing Homophobia, di cui Avvocatura è stata partner, che ha esaminato normativa, giurisprudenza e prassi applicative nei Paesi europei.
Verranno infine trattati gli importanti aspetti pratici relativi all’audizione della/del richiedente la protezione internazionale, alla preparazione della domanda e ai profili, anche deontologici forensi, relativi al rapporto con la/il cliente richiedente protezione internazionale e al gratuito patrocinio a spese dello Stato.
Il convegno si rivolge a avvocate/i, magistrati, rappresentanti delle commissioni per la protezione internazionale, forze dell’ordine, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni che assistono le/i richiedenti asilo.
Il convegno ha ricevuto il patrocinio della Fondazione Scuola Superiore dell’Avvocatura, dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR), dell’Ufficio Nazionale contro le Discriminazioni Razziali (UNAR), dell’Osservatorio della Polizia di Stato contro gli atti di discriminazione (OSCAD), del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), dell’ Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), dell’European Network Against Racism (ENAR), nonché la partecipazione del Servizio Centrale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) dell'ANCI.

Avvocatura ha piacere di invitare le vostre associazioni a partecipare al convegno attraverso un rappresentante. A causa dei pochi posti a disposizione potremo riservare una iscrizione per ciascuna associazione per le richieste richieste di partecipazione che giungeranno entro il 12 novembre p.v.

Inoltre Avvocatura per i Diritti LGBT e Arcigay Palermo hanno piacere di invitarvi

giovedì 24 novembre alle ore 21
presso EXIT DRINKS
piazza San Francesco di Paola, 40
alla presentazione del libro
Les Condamnes. Dans mon Pays ma sexualitè est un crime
del fotografo e giornalista francese Philippe Castetbon
che raccoglie testimonianze scritte da persone gay
che vivono in Paesi nei quali l’omosessualità
è punita dal codice penale.
Sarà presente l’Autore.

Per maggiori informazioni e iscrizioni potete scrivere ad Antonio Leone: antonioleone80@libero.it
Bergamo, lì 26 ottobre 2011


martedì 31 maggio 2011

5 giugno, Palermo: Inaugurazione degli Aperitivi multiculturali e dello Sportello informativo per Migranti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, trans)

Con l’aperitivo del 5 giugno, Arcigay Palermo inizia un viaggio intorno agli aromi, ai sapori ed alle culture del mondo. Con questi aperitivi multiculturali l’associazione intende promuovere la multiculturalità, la cultura dell’accoglienza e presentare alla città il nuovo servizio dell’associazione: lo sportello informativo per migranti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, trans).

I migranti LGBT incontrano sul loro percorso di integrazione ostacoli specifici che si aggiungono a quelli normalmente sperimentati dagli stranieri. In particolare i servizi rivolti ai migranti sono progettati e forniti senza considerare la dimensione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Questo limita l’efficacia della relazione operatore-utente, diminuisce l’incisività di alcuni interventi (per esempio nel supporto e nell’orientamento) e può addirittura dimostrarsi controproducente (come le campagne sanitarie per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, pensate per stranieri ma che non fanno menzione delle possibilità di contagio tra persone dello stesso sesso).

Dall’altro lato i servizi forniti dalla comunità LGBT sono fortemente collegati al modello culturale di uomo-gay e donna-lesbica occidentali, modelli in cui molti migranti con comportamenti omosessuali non si riconoscono. L’esperienza ha provato che i servizi di informazione, di supporto o di counseling forniti dalle organizzazioni LGBT possono quindi non essere efficaci per i migranti con comportamenti omosessuali. Infine, una delle principali risorse di informazioni, orientamento e supporto per gli stranieri sono le reti informali interne alle comunità migranti.

A causa dei tabù verso i temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, molti migranti LGBT non possono contare sulla propria comunità di origine per risolvere determinati problemi o trovare supporto. (cfr. progetto “Nuovi approcci nel campo dell’integrazione dei migranti residenti in Italia: l’aiuto ai migranti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT)” realizzato con un contributo del Ministero della Solidarietà Sociale ai sensi della Legge n° 383/2000 – art. 12 – lett. F.).

Il tema del primo aperitivo multietnico sarà la cucina e la cultura della Romania. Vi aspettiamo domenica 5 giugno alle 19.00 al Blow Up, piazza sant’Anna 18.