www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


venerdì 10 febbraio 2012

Contro la repressione in Siria: Appello a poeti e traduttori per la traduzione e diffusione delle opere di poeti siriani

Appello per la traduzione e diffusione di opere di poeti e poetesse siriani come modo di esprimere solidarietà contro la repressione che si è abbattuta nel paese e per mantenere viva l’attenzione.

L’appello è stato già pubblicato in GLOB011


e il sito ha già iniziato a pubblicare le poesie.

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Vista la gravità della situazione in Siria, particolarmente gli spargimenti di sangue che su base quotidiana hanno caratterizzato gli ultimi mesi, lanciamo un appello perché in Italia non venga meno l’attenzione e la solidarietà verso le sofferenze di questo paese.

Parte del processo attraverso cui si crea indifferenza ed ostilità verso il diverso e verso popoli di altri paesi è il mantenimento dell’ignoranza e il continuo sminuire di ciò che essi hanno sperimentato ed elaborato.

Pubblicando questi testi di poeti siriani, uomini e donne diversi per generazione, strato sociale, religione e provenienza tradotti in italiano vorremmo dare un assaggio agli italofoni della ricchezza, diversità e profondità della cultura del popolo che li ha elaborati.

La poesia riesce spesso a raggiungere chi la legge e chi l’ascolta in maniera più immediata ed è in grado di far emergere l’universalità dell’esperienza umana, contrastando l’idea di presunte superiorità occidentali, idea favorita nell’ultimo decennio dalla diffusione dell’ideologia dello “scontro delle civiltà”.

Questo modello a cui hanno aderito molti intellettuali in Italia ha come ripercussioni il razzismo, la percezione di altri popoli come sub-umani, la mancanza di solidarietà, l’incapacità di elaborare analisi sufficientemente articolate in grado da gettare luce sulle rotture e gli scardinamenti che si stanno manifestando oggi nel mondo, compreso nel nostro. Per mantenere viva l’attenzione su questo paese , si chiede a chi vuole aderire all’iniziativa non solo di aiutare a produrre le traduzioni e a far circolare quelle già esistenti, ma anche di diffonderle attraverso siti e blog ai quali collaborano (come ha già iniziato a fare il giornale glocal Glob011), integrare una componente “poesie siriane” negli eventi che organizzano e trovare modi creativi di far arrivare queste voci. Per ricevere informazioni, riferimenti a poesie e poeti, o per inviare adesioni al progetto, traduzioni o segnalazioni di poesie contattare:
Pina Piccolo, piccolop56@gmail.com
Aya Homsi aya.87@hotmail.it

Sotto, brevi estratti da alcuni dei poeti e delle poetesse più conosciuti:
 
Se il cielo è un velo / la terra è un velo / il mio paese è un velo /il carcere è un velo / il silenzio è un velo / la poesia è un velo / e io sono un velo / come faccio a vedere Dio / e Dio a vedere me?
(Faraj Bayraqdar 1951-)

Giorni immoti mentre le pietre / mandano il richiamo di barche cieche
(Saniyya Salih, poetessa 1935-1985)

[la cicogna] Radioso come un urlo quel triste candore s’innalza nello spazio delle nostre gole / Radioso come un urlo s’innalza quel triste candore
(poeta curdo-siriano Salim Barakat 1951-)
 
una volta abbiamo chiesto ai nostri compagni di classe [che cos’è l’amore?] / e ci hanno risposto che era un bambino trasognato /che scriveva poesia su un narciso / nel suo grembiule /raccoglieva formiche, bacche e semi /e dava conforto a mici maltrattati
(Nizar Qabbani 1923- 1998)
 
[Esilio] / Per via del dolore /indossava quei campanelli colorati,/una maschera di gioia./ Annodava le sue storie / alla punta della lingua /sì che non lo tradissero /nel momento cruciale./Camminava /leggero / con scarpe costellate di diamanti - solo, mentre la notte / senza stelle in attesa / si impossessa dei miei occhi
(Aisha Arna’ut 1946 -)
 
una cosa si era distesa / nel cunicolo della storia /una cosa adorna, esplosiva /che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato /al quale il mercante avvelenato intona una canzone /esisteva un oriente simile a un bambino che implora, /chiede aiuto /e l’occidente era il suo infallibile signore. /questa mappa è mutata / l’universo è un fuoco /l’oriente e l’occidente sono una tomba sola /raccolta dalle sue ceneri
(Adonis, 1930 -)
 
M’infiamma il desiderio /e brillano i miei occhi. /Sistemo la morale nel primo cassetto che trovo, /mi muto in demonio, /e bendo gli occhi dei miei angeli /per / un bacio.
(Maram Al Masri (1962 -)

 

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