La Cassazione: clandestini espulsi anche se hanno figli a scuola. La tutela delle frontiere deve prevalere sul diritto allo studio.
Altra notizia:l’ambasciatore tunisino, in visita a Villa Niscemi, annuncia l’apertura di un Centro culturale di Tunisia per favorire l’integrazione dei connazionali.
Disponibilità a collaborare da parte del sindaco Cammarata per “il gran numero di cittadini tunisini che qui vivono una fattiva integrazione”.
OSSERVATORIO GIURIDICO LEGISLATIVO SULLE MIGRAZIONI
giovedì 11 marzo 2010
Clandestini espulsi anche se hanno figli a scuola
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Tindara Ignazzitto
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11 marzo, Palermo: Riunione organizzativa Mediterraneo Antirazzista
MEDITERRANEO ANTIRAZZISTA 2010...SI RIPARTE!
Dopo una meritata pausa autunno-inverno, rallegrata da malutempo, sgomberi, espulsioni e intolleranze (governative e non), pensiamo che sia il momento di rimetterci a discutere di MEDITERRANEO ANTIRAZZISTA 2010.
La risposta allo sgombero dello Zeta e la manifestazione del PRIMO MARZO 2010, fanno ben sperare rispetto a percorsi e iniziative di contrasto reali alle politiche xenofobe e razziste di inizio millennio in atto anche nella nostra amata Palermo...
L'incontro si terrà presso il MAGAZZINO, a piazza dell'Origlione n.2, alle 18.30 di giovedì 11 marzo. Siate puntuali che finiamo presto!
Saluti Antirazzisti
--
http://www.mediterraneoantirazzista.org/
Dopo una meritata pausa autunno-inverno, rallegrata da malutempo, sgomberi, espulsioni e intolleranze (governative e non), pensiamo che sia il momento di rimetterci a discutere di MEDITERRANEO ANTIRAZZISTA 2010.
La risposta allo sgombero dello Zeta e la manifestazione del PRIMO MARZO 2010, fanno ben sperare rispetto a percorsi e iniziative di contrasto reali alle politiche xenofobe e razziste di inizio millennio in atto anche nella nostra amata Palermo...
L'incontro si terrà presso il MAGAZZINO, a piazza dell'Origlione n.2, alle 18.30 di giovedì 11 marzo. Siate puntuali che finiamo presto!
Saluti Antirazzisti
--
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Tindara Ignazzitto
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mercoledì 10 marzo 2010
13 marzo, Palermo: concerto a palco aperto per raccogliere fondi e ricomprare le attrezzature rubate a Radio Cento Passi
Saccheggiata Tavola Tonda
Il messaggio è arrivato ma lo rispediamo al mittente: noi non ce ne andiamo!
Questa notte, infatti, il contenitore polifunzionale di Piazza Tavola Tonda a Palermo ha subìto un gravissimo furto che ne ha compromesso le attività.
Completamente svuotata di tutte le attrezzature la regia di Radio 100 Passi che proprio oggi avrebbe dovuto cominciare con la programmazione del palinsesto definitivo. Stessa “attenzione” hanno ricevuto la ludoteca Multiculturale Ubuntu ed il circolo Arci ai quali sono state sottratte tutte le strumentazioni e gli alimenti destinati ai bambini dell’asilo. Colpiti anche gli artigiani che ci aiutavano gratuitamente per l'allestimento dei locali, ai quali sono stati rubati tutti gli attrezzi di lavoro.
Completamente svuotata di tutte le attrezzature la regia di Radio 100 Passi che proprio oggi avrebbe dovuto cominciare con la programmazione del palinsesto definitivo. Stessa “attenzione” hanno ricevuto la ludoteca Multiculturale Ubuntu ed il circolo Arci ai quali sono state sottratte tutte le strumentazioni e gli alimenti destinati ai bambini dell’asilo. Colpiti anche gli artigiani che ci aiutavano gratuitamente per l'allestimento dei locali, ai quali sono stati rubati tutti gli attrezzi di lavoro.
Siamo consapevoli che ogni qual volta si cerca di costruire uno spazio di integrazione e di legalità in questa città si sconvolgono gli equilibri mafiosi che la regolano, soprattutto in un periodo in cui vige un totale disinteresse di una parte delle istituzioni.
Recuperare una piazza degradata, organizzare un asilo multietnico e una scuola serale per la licenza media, mettere in piedi un ambulatorio medico gratuito, aprire una radio web come Radio 100 Passi, creare un circolo Arci e una Scuola di Musica e Danza tradizionale a prezzi popolari, sono antimafia viva e reale e come tale danno molto fastidio.
Colpire una realtà come Tavola Tonda è un atto simbolico fortissimo in una città che vive di simboli, nel bene e nel male.
E simbolicamente noi ricominciamo subito: da domattina Radio 100 Passi comincerà una trasmissione non stop con mezzi di fortuna e sabato 13 marzo dalle 21.00 terremo un concerto a palco aperto per raccogliere i fondi per ricomprare tutte le attrezzature rubate.
Vi aspettiamo...
I Tavolatondieri
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Tindara Ignazzitto
11 marzo, Palermo: Seminario "Tra due luoghi, senza dimora" alcune artiste mediorientali
Terzo seminario
Biblioteca delle Donne UDIPALERMO
Facoltà di Scienze della Formazione
11 Marzo alle 17.00
presso il Maria Adelaide
Tra due luoghi, senza dimora
alcune artiste mediorientali
Mona Hatoum
Shirin Neshat
Aylene Fallah,
Chohreh Feyzdjou
Biblioteca delle Donne UDIPALERMO
Facoltà di Scienze della Formazione
11 Marzo alle 17.00
presso il Maria Adelaide
Tra due luoghi, senza dimora
alcune artiste mediorientali
Mona Hatoum
Shirin Neshat
Aylene Fallah,
Chohreh Feyzdjou
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Tindara Ignazzitto
sabato 6 marzo 2010
Contro il razzismo - Forum Antirazzista di Palermo
Volantino del Forum Antirazzista Palermitano in occasione del
Primo Marzo 2010 -Sciopero degli Stranieri a Palermo
Primo Marzo 2010 -Sciopero degli Stranieri a Palermo
Il clima di insicurezza, generato anche dalla crisi economica in atto, e la deriva razzista che crescono di giorno in giorno in Italia stanno provocando un inasprimento delle relazioni tra le persone, diffondendo sentimenti di diffidenza e paura dello straniero, alimentando pregiudizi. I provvedimenti sull’immigrazione previsti dal cosiddetto “pacchetto sicurezza”, approvato dal governo la scorsa estate e che introduce il reato di clandestinità, incoraggiano questo clima di paura e producono effetti devastanti, tra i quali la carcerazione di persone talvolta residenti da molti anni nel nostro paese, solo per avere perso il lavoro e con esso il permesso di soggiorno.
D’altronde non potrebbero essere diversi gli effetti di un provvedimento razzista, frutto di una cultura repressiva e persecutoria, che distrugge il principio dell'universalità dei diritti.
Aggressione e intolleranza contro i lavoratori migranti
La repressione violenta della protesta dei lavoratori migranti di Rosarno, impiegati stagionalmente durante la raccolta delle arance e ribellatisi allo sfruttamento schiavistico dei loro datori di lavoro, conferma che è in atto una persecuzione sistematica nei confronti del cittadini immigrati. Palermo e l’intera Sicilia non sono immuni da questo clima. Anche in Sicilia si sono registrati episodi di intolleranza nei confronti dei lavoratori stagionali schiavizzati durante le raccolte agricole a Cassibile (SR) o ad Alcamo (TP), mentre a Palermo si sono verificate manifestazioni persecutorie che devono destare seria preoccupazione in tutti noi.
La caccia allo straniero
Tra i più recenti episodi di intolleranza si registrano gli inseguimenti e i blitz delle ultime settimane nella zona del teatro Massimo e in altre, con una vergognosa “caccia allo straniero” perpetrata dai vigili urbani nei confronti dei venditori ambulanti, che ha portato al sequestro della merce anche ai lavoratori in regola, all’accompagnamento in questura di alcuni cittadini stranieri e al rischio di espulsione come pericolosi delinquenti.
Intimidazioni nei mercati
Da qualche tempo, inoltre, nei mercati storici della città, in cui gli immigrati hanno cominciato a sostituirsi ai commercianti locali, non sono pochi i casi di intimidazione, di vessazione e di richiesta di pizzo da parte della mafia locale, che non vuole perdere il controllo del territorio e soprattutto il dominio economico sulla città. In una città allo sbando, dove l’illegalità diffusa è regola, dove i problemi sono tanti e diversi: dalla drammatica carenza abitativa alle disastrose condizioni igieniche, l’Amministrazione Comunale considera prioritario emanare un’ordinanza sindacale che dà mandato alla polizia municipale di reprimere ogni ambulante o posteggiatore abusivo immigrato. Una risposta che salvaguarda con ipocrisia le apparenze, togliendo gli immigrati dai luoghi in cui sono più visibili, in nome di un presunto “decoro” della città, come se la sola presenza e visibilità degli immigrati sia motivo di indecenza.
L’Immigrazione arricchisce
Si dimentica spesso che le persone che emigrano hanno scelto - o sono state costrette - a lasciare il proprio paese per vivere e lavorare nel nostro e che qui contribuiscono, con il proprio reddito e con il proprio essere, alla crescita non solo economica ma anche culturale e sociale dell’Italia. Sembra non ci si voglia rendere conto che i processi migratori sono storicamente inarrestabili a causa degli enormi squilibri dell’economia mondiale. E’ stato anche il nostro turno: sono oggi 20 milioni gli emigrati di origine italiana. Non si accetta il fatto che l’immigrazione modifica arricchendo sostanzialmente il volto delle nostre comunità. E arricchendo economicamente il nostro paese: gli immigrati costituiscono oggi il 6% della popolazione, ma contribuiscono con il 9% al PIL, cioè alla ricchezza nazionale. Sono circa 20.000 gli immigrati che hanno deciso di vivere stabilmente a Palermo. Bisogna pretendere che dalle istituzioni arrivino risposte che incidano sui problemi strutturali, e che aiutino ad affrontare la questione nella sua globalità e non attraverso risposte emergenziali. Piuttosto che criminalizzare i lavoratori stranieri, considerati portatori di problemi e causa di tutti i mali, bisogna intervenire effettivamente anche sulle cause di un disagio che va sempre più crescendo e non solo nel nostro paese.
No al razzismo
Vogliamo interrogarci sul consenso che incontrano i provvedimenti razzisti, sia a livello locale che nazionale. Vogliamo capire per quali meccanismi tali provvedimenti incidano così a fondo su valori democratici condivisi e sul senso comune del Paese. Vogliamo ribadire il nostro NO al razzismo. Vogliamo che sempre più cittadini sappiano che le misure contenute nel “pacchetto sicurezza” relative alle politiche migratorie sono antidemocratiche, limitano anche la libertà degli italiani e provocano effetti di devastazione sociale e culturale. Vogliamo opporci con forza a una deriva che oltrepassa la paura dello straniero e ricade anche su quelle persone ed esperienze che non possono o non vogliono conformarsi ai modelli sociali e culturali imperanti. In questa deriva trova pieno spazio il tentativo di sgombero violento del Laboratorio Zeta - centro sociale attivo in città da dieci anni con iniziative culturali riconosciute a livello nazionale - e lo sfratto dei rifugiati sudanesi, in fuga da una guerra feroce, che in questo luogo avevano trovato una casa e contribuito alla costruzione di una comunità.
28/02/2010
Forum Antirazzista Palermo
forumantirazzistapalermo@gmail.it
8 marzo, Palermo: Laboratorio per una Università popolare
LABORATORIO PER UNA UNIVERSITA’ POPOLARE
Le recenti misure legislative ed i tagli indiscriminati delle risorse stanno allontanando l’università pubblica dal solco dell’autonomia prevista dal dettato costituzionale, espellendo docenti e studenti quando non vengano ritenuti funzionali al disegno complessivo di ristrutturazione di stampo privatistico che il governo ed il ministro (in)competente stanno realizzando, a partire dalle false riforme degli anni precedenti ed in particolare dalla legge n.133 del 2008.
In un momento nel quale la funzione di ricerca e il ruolo di formazione dell’università pubblica viene asservito sempre di più alle esigenze del privato e dei gruppi economici più forti, in assenza di una autentica politica di opposizione su questo tema, riteniamo necessario rivolgerci all’esterno dell’università per attivare altre sedi di formazione e di ricerca che siano capaci di coinvolgere persone che altrimenti resterebbero escluse dalla possibilità di accedere all’università e di formarsi in questo modo una cultura ed una coscienza critica.
D’altra parte, i processi di espulsione dal mercato del lavoro, praticati ormai su vasta scala, e la risposta repressiva che si contrappone alle domande sociali, sollecitano la creazione di nuovi spazi pubblici di ricerca e di formazione che si rivolgano anche a quegli adulti che rimangono privi di una occupazione o sono costretti alla mera sopravvivenza del lavoro precario.
Proponiamo quindi la costituzione di un laboratorio per una università popolare, da intendere intanto come uno o più luoghi di incontro, nella città, per la creazione o la difesa degli spazi sociali esistenti, ma anche all’interno delle scuole e dell’università, con la partecipazione di docenti e di esperti che si confrontano per sperimentare nuove forme di ricerca e di trasmissione dei loro saperi, e quindi come occasione di aggregazione tra persone di varia provenienza, senza discriminazioni basate sulle condizioni economiche, sul genere, sull’età o sull’origine nazionale od etnica.
Il laboratorio sarà articolato in sezioni tematiche coordinate tra loro, con riunioni periodiche tra i diversi gruppi, e si svolgerà in una prima fase con due incontri settimanali di due ore ciascuno, il lunedì ed il venerdì, tenuti da docenti universitari e da esperti, secondo un percorso che sarà condiviso tra tutti i partecipanti, anche sulla base delle proposte e delle sollecitazioni che proverranno dai diversi gruppi.
Il laboratorio per una università popolare inizierà le proprie attività nel mese di marzo del 2010, presso i locali occupati dello ZETALAB di Palermo in via Boito, e nella fase di avvio avrà come destinatari coloro che frequentano questo spazio sociale, gli abitanti del quartiere, gli studenti che vorranno completare in questo modo la propria formazione. Le attività del laboratorio saranno aperte a tutti coloro che vorranno parteciparvi, in particolare ai soggetti più svantaggiati e a tutti coloro che subiscono sulla propria pelle i processi di esclusione, come gli immigrati, i disoccupati ed i senza casa.
Si potranno consultare liberamente i testi già esistenti presso la Biblioteca del Laboratorio Zeta in via Boito, presso la quale saranno pure disponibili i volumi o le dispense forniti dai docenti che interverranno.
A partire da lunedì 8 marzo, ore 17,30, nei locali del Laboratorio Zeta in via Boito, saranno trattati i seguenti temi
- Sicurezza, giustizia penale e diseguaglianza, Fulvio Vassallo Paleologo
- Mafie e lotta alle mafie, Umberto Santino
- Liberismo, repressione dei conflitti e spazi sociali, Marco Pirrone
- Minoranze, discriminazione e gruppi oppressi, Giuseppe Burgio
- Conflittualità e tecniche di gestione non violenta dei conflitti, Andrea Cozzo
Dopo l'inizio delle attività del laboratorio per una università popolare, anche sulla base delle esigenze di quanti parteciperanno, sarà predisposto un calendario per i mesi di marzo, aprile e maggio.
Tra gli obiettivi del laboratorio si inserisce la creazione di una piattaforma informatica di orientamento sui temi trattati, liberamente consultabile su internet.
Le recenti misure legislative ed i tagli indiscriminati delle risorse stanno allontanando l’università pubblica dal solco dell’autonomia prevista dal dettato costituzionale, espellendo docenti e studenti quando non vengano ritenuti funzionali al disegno complessivo di ristrutturazione di stampo privatistico che il governo ed il ministro (in)competente stanno realizzando, a partire dalle false riforme degli anni precedenti ed in particolare dalla legge n.133 del 2008.
In un momento nel quale la funzione di ricerca e il ruolo di formazione dell’università pubblica viene asservito sempre di più alle esigenze del privato e dei gruppi economici più forti, in assenza di una autentica politica di opposizione su questo tema, riteniamo necessario rivolgerci all’esterno dell’università per attivare altre sedi di formazione e di ricerca che siano capaci di coinvolgere persone che altrimenti resterebbero escluse dalla possibilità di accedere all’università e di formarsi in questo modo una cultura ed una coscienza critica.
D’altra parte, i processi di espulsione dal mercato del lavoro, praticati ormai su vasta scala, e la risposta repressiva che si contrappone alle domande sociali, sollecitano la creazione di nuovi spazi pubblici di ricerca e di formazione che si rivolgano anche a quegli adulti che rimangono privi di una occupazione o sono costretti alla mera sopravvivenza del lavoro precario.
Proponiamo quindi la costituzione di un laboratorio per una università popolare, da intendere intanto come uno o più luoghi di incontro, nella città, per la creazione o la difesa degli spazi sociali esistenti, ma anche all’interno delle scuole e dell’università, con la partecipazione di docenti e di esperti che si confrontano per sperimentare nuove forme di ricerca e di trasmissione dei loro saperi, e quindi come occasione di aggregazione tra persone di varia provenienza, senza discriminazioni basate sulle condizioni economiche, sul genere, sull’età o sull’origine nazionale od etnica.
Il laboratorio sarà articolato in sezioni tematiche coordinate tra loro, con riunioni periodiche tra i diversi gruppi, e si svolgerà in una prima fase con due incontri settimanali di due ore ciascuno, il lunedì ed il venerdì, tenuti da docenti universitari e da esperti, secondo un percorso che sarà condiviso tra tutti i partecipanti, anche sulla base delle proposte e delle sollecitazioni che proverranno dai diversi gruppi.
Il laboratorio per una università popolare inizierà le proprie attività nel mese di marzo del 2010, presso i locali occupati dello ZETALAB di Palermo in via Boito, e nella fase di avvio avrà come destinatari coloro che frequentano questo spazio sociale, gli abitanti del quartiere, gli studenti che vorranno completare in questo modo la propria formazione. Le attività del laboratorio saranno aperte a tutti coloro che vorranno parteciparvi, in particolare ai soggetti più svantaggiati e a tutti coloro che subiscono sulla propria pelle i processi di esclusione, come gli immigrati, i disoccupati ed i senza casa.
Si potranno consultare liberamente i testi già esistenti presso la Biblioteca del Laboratorio Zeta in via Boito, presso la quale saranno pure disponibili i volumi o le dispense forniti dai docenti che interverranno.
A partire da lunedì 8 marzo, ore 17,30, nei locali del Laboratorio Zeta in via Boito, saranno trattati i seguenti temi
- Sicurezza, giustizia penale e diseguaglianza, Fulvio Vassallo Paleologo
- Mafie e lotta alle mafie, Umberto Santino
- Liberismo, repressione dei conflitti e spazi sociali, Marco Pirrone
- Minoranze, discriminazione e gruppi oppressi, Giuseppe Burgio
- Conflittualità e tecniche di gestione non violenta dei conflitti, Andrea Cozzo
Dopo l'inizio delle attività del laboratorio per una università popolare, anche sulla base delle esigenze di quanti parteciperanno, sarà predisposto un calendario per i mesi di marzo, aprile e maggio.
Tra gli obiettivi del laboratorio si inserisce la creazione di una piattaforma informatica di orientamento sui temi trattati, liberamente consultabile su internet.
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Tindara Ignazzitto
7 marzo, Palermo: Palermo come Zingonia come Rosarno
ZETALAB
Domenica 7 marzo
- ore 18: incontro/dibattito Palermo come Zingonia come Rosarno
(testimonianze a confronto)
Introduce e modera i lavori Salvo Vitale
(Ass. Peppino Impastato – Casa Memoria)
PARLIAMONE CON
Fulvio Vassallo Paleologo
– “Sembra Rosarno, è Palermo” – Dallo sgombero del Laboratorio Zeta alla riconquista sociale”
Lorella Lari
– “Sembra Rosarno, è Zingonia” - Una storia di acqua, razzismo e speculazione”
Judith Gleitze
- “Sembra Rosarno, è Milano” – La lotta delle donne nei CIE
Riflessioni e dibattito
Nel corso dell’incontro verrà lanciata l’iniziativa del primo pseudo concorso
“Rimbalza il clandestino e gettalo nel cestino”
a cura di Salvo Vitale
- ore 20,30: CENA SOCIALE
A SEGUIRE PROIEZIONE DEL VIDEO SU ROSARNO:
“IL TEMPO DELLE ARANCE” di Nicola Angrisano
Presentazione di Enrico Montalbano
Domenica 7 marzo
- ore 18: incontro/dibattito Palermo come Zingonia come Rosarno
(testimonianze a confronto)
Introduce e modera i lavori Salvo Vitale
(Ass. Peppino Impastato – Casa Memoria)
PARLIAMONE CON
Fulvio Vassallo Paleologo
– “Sembra Rosarno, è Palermo” – Dallo sgombero del Laboratorio Zeta alla riconquista sociale”
Lorella Lari
– “Sembra Rosarno, è Zingonia” - Una storia di acqua, razzismo e speculazione”
Judith Gleitze
- “Sembra Rosarno, è Milano” – La lotta delle donne nei CIE
Riflessioni e dibattito
Nel corso dell’incontro verrà lanciata l’iniziativa del primo pseudo concorso
“Rimbalza il clandestino e gettalo nel cestino”
a cura di Salvo Vitale
- ore 20,30: CENA SOCIALE
A SEGUIRE PROIEZIONE DEL VIDEO SU ROSARNO:
“IL TEMPO DELLE ARANCE” di Nicola Angrisano
Presentazione di Enrico Montalbano
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7 marzo, Palermo: Proiezione del film-documentario "Non è un mestiere femminile", Sicilia-Russia
7 MARZO 2010
7 М А Р ТА
Incontro dedicato alla Giornata Internazionale della Donna
Proiezione del film documentario
"Non è un mestiere femminile"
Показ документального фильма
“НЕ ЖЕНСКОЕ ДЕЛО”
Coktail
Sarà presente il Console Generale della Federazione Russa a Palermo
M.V. Kolombet
7 М А Р ТА
Incontro dedicato alla Giornata Internazionale della Donna
Proiezione del film documentario
"Non è un mestiere femminile"
Показ документального фильма
“НЕ ЖЕНСКОЕ ДЕЛО”
Coktail
Sarà presente il Console Generale della Federazione Russa a Palermo
M.V. Kolombet
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Tindara Ignazzitto
7 marzo, Palermo: Ecaristia dedicata alle migrazioni
Domenica 7 Marzo alle ore 18
nella Chiesa del Gesù di Casa Professa
nell'ambito della tradizionale novena di S. Francesco Saverio
il padre Francesco Cultrera presiederà un'eucaristia particolarmente dedicata alle migrazioni: se Francesco Saverio fu inviato missionario verso popoli di terre tanto lontane oggi sono quei popoli che arrivano nella nostra terra e ci interpellano sulla nostra capacità di accoglienza.La nostra partecipazione sarà un segno visibile di un impegno che coltiviamo nelle coscienze.Amalia Sanfilippo (Centro Astalli, Palermo)
nella Chiesa del Gesù di Casa Professa
nell'ambito della tradizionale novena di S. Francesco Saverio
il padre Francesco Cultrera presiederà un'eucaristia particolarmente dedicata alle migrazioni: se Francesco Saverio fu inviato missionario verso popoli di terre tanto lontane oggi sono quei popoli che arrivano nella nostra terra e ci interpellano sulla nostra capacità di accoglienza.La nostra partecipazione sarà un segno visibile di un impegno che coltiviamo nelle coscienze.Amalia Sanfilippo (Centro Astalli, Palermo)
Fino al 24 marzo, Monreale: rassegna cinematografica "Senza confine"
S E N Z A C O N F I N E
T u t t i i m e r c o l e d ì d a l 2 4 F e b b r a i o a l 2 4 M a r z o
O r e 2 1 : 0 0 , C o l l e g i o d i M a r i a , V i a R o m a 4 8 ( P . t t a V a g l i c a ) , M o n r e a l e
R a s s e g n a d e d i c a t a a D i n o F r i s u l l o
Ospite del nostro Circolo nel 2002
E' stato un emozionante momento di incontro e riflessione sul tema dei diritti umani
Mentre si “riabilitano” personaggi dal passato “dubbio”, ControCampo vi invita a conoscere, oggi, un uomo che ha contribuito realmente a migliorare questo paese...
Dino Frisullo
Damiano Giovanni Frisullo, Dino per gli amici, nasce a Foggia nel 1952. Si trasferisce ancora ragazzo a Perugia, al seguito dei genitori. Dal 1987 al 1991 partecipa ad un’esperienza di cooperazione con i palestinesi tramite l’associazione Al Ard (La Terra), costruendo il Comitato che riesce a sviluppare iniziative in tutta Italia ed a sensibilizzare sul problema della Liberazione del Popolo Palestinese. Dopo una collaborazione con la Casa dei diritti sociali di Roma, nel 1990 Dino Frisullo entra a far parte dell’Associazione Senzaconfine, diventandone il Segretario nazionale, nel 1990 il suo lavoro politico fu determinante nel sostegno alla sanatoria della Legge Martelli: con l’esperienza della Pantanella – una ex fabbrica dismessa occupata da diverse comunità di immigrati senza casa - insieme a Don Luigi Di Liegro; con l’esperienza del “Patto per un Parlamento antirazzista”, una collaborazione tra parlamentari di vari gruppi politici e associazioni antirazziste per promuovere leggi di stampo antirazzista e per il riconoscimento dei diritti degli immigrati in Italia. E’ stato fondatore e portavoce sin dalla sua costituzione (1995) della Rete antirazzista, struttura nazionale di coordinamento fra associazioni antirazziste e per la difesa dei diritti dei migranti. E’ stato uno degli estensori, promotori e presentatori di leggi di iniziativa popolare per: l’estensione del diritto di voto nelle elezioni amministrative agli stranieri extracomunitari; la civilizzazione delle competenze in materia di soggiorno; la riforma del regime giuridico della cittadinanza italiana. Fra i primi in Italia – da dieci anni - a dedicarsi al sostegno della causa kurda, è fondatore dell’associazione Azad per la libertà del popolo kurdo, e ne diviene portavoce nazionale. Viene arrestato e picchiato una prima volta in Turchia nel settembre 1997 durante la manifestazione del “Treno della pace”, un’esperienza di “interposizione dal basso” che vede una delegazione di osservatori internazionali sfidare il governo turco per denunciare le violazioni dei diritti umani e la guerra sporca contro la minoranza kurda. Più eco sulla stampa avrà il suo secondo arresto, avvenuto il 21 marzo 1998 durante le manifestazioni del Newroz, il Capodanno kurdo che è un forte simbolo di unità nazionale per i kurdi e diventa un momento di rivendicazione dei diritti negati, il diritto alla propria lingua, alle proprie tradizioni e all’autodeterminazione. Successivamente, quando Abdullah Ocalan, leader dei kurdi sparsi per tutto il mondo, arriverà in Italia, sarà tra gli animatori delle manifestazioni di solidarietà con il Presidente del PKK che vedranno l’arrivo di migliaia di rifugiati kurdi da tutta Europa.
Altre info su http://www.senzaconfine.org/
---------------------------------------------------------------------------
Controcampo, Circolo ARCI - Monreale
controcampo.monreale@virgilio.it
http://controcampomonreale.blogspot.com/
3280422856 / 3883647474
11 marzo, Palermo: Cineforum dedicato al tema "Migrazioni e diritti umani"
Cooperazione Internazionale Sud Sud
ha il piacere di invitarvi
Giovedì 11 marzo 2010 alle ore 18.30
al 1° appuntamento del Cineforum dedicato al tema
'Migrazioni e diritti umani'
presso il Centro di Documentazione (CEDOC)
via G. Marconi n. 2/A - Palermo
Continuano le attività del Centro di Documentazione (CEDOC) del CISS con l'avvio del primo ciclo di documentari dedicato al tema 'Migrazioni e diritti umani'. Il nostro desiderio è creare occasioni di riflessione e scambio di idee ed esperienze su un tema specifico e quanto mai alla ribalta come in questo periodo.Per questo primo appuntamento vi presentiamo, insieme alla collaborazione con il Circolo di Cultura di Cinematografica "Segni nuovi" http://www.segninuovialcamo.it%20una/ una serie di cortometraggi selezionati per voi, il meglio delle produzioni delle ultime edizioni della rassegna "Segni Nuovi", ed una seconda parte orientata in modo più specifico sul tema 'Migrazioni e diritti umani'.
Ore 18.30 Prima parte
- 'Sotto il mio giardino' di A. Lodovichetti, Pesaro 2007, 19'
Marco, bambino vispo e appassionato di insetti e formiche, notando la comparsa di un grosso formicaio nel suo giardino, si convince che il vicino di casa abbia ucciso la moglie e l’abbia seppellita nella sua proprietà. Inizia quindi una vera e propria indagine, confidandosi con Sara, sua coetanea, che però sembrerà non credergli. Ma Marco non si darà per vinto e continuerà ad indagare.
- 'Ad Arte' di A. Ferruzzo e M. Wertmuller, Roma 2006, 14'
Al suo primo giorno di lavoro in una galleria d’arte una hostess viene avvicinata da uno strano professore. Attraverso questo incontro la donna capirà che l’arte non è cosi distante dal nostro vissuto quotidiano ma che, invece, Caravaggio, Raffaello e Twombly possono aiutare a vivere meglio e che l’opera di un artista può essere goduta da chiunque.
- 'L'amore è un giogo' di A. Rovetta, Roma 2008, 13'
Un uomo mentre gioca a poker, ricorda i momenti salienti della sua ultima grande storia d’amore.
- 'Il mio ultimo giorno di guerra' di M. Tondini, Faenza 2009, 15'
Durante la II Guerra Mondiale, un giovane contadino percorre una carraia in collina. Improvvisamente si ritrova in una pericolosa situazione: da un lato della strada ci sono due soldati tedeschi, dall’altro due americani. Il giovane si sente perduto.
Ore 19.15 - break aperitivo
Ore 19.30 - Seconda parte 'Migrazioni e diritti umani'
- 'Olga' di Gabriella Valentini, Latina, 8'
- 'Ez Babies of Africa' di A. Cicala, Novara 2009, 11'
Laggiù tra i villaggi nascosti dell'Africa occidentale famiglie al limite della sopravvivenza non capiscono il gesto disumano che stanno per compiere...
- '76 Miglia' di G. Valentini, Latina 2008, 15'
Il 10% degli abitanti a Mazara del Vallo in Sicilia è di provenienza extracomunitaria. Viaggio alla scoperta di una città laboratorio di un’integrazione compiuta e ancora da compiere. Immigrati che hanno salvato l’economia di pesca locale e hanno ripopolato il centro storico.
- 'PENA. Esclusione di vita' di E. Pisano, Scordia 2008, 2'
Pubblicità Progresso contro la "PENA DI MORTE"
- 'Luciérnaga (Lucciola)' di Carlota Coronado, Madrid 2009, 5'
Una ragazza attraversa la città mentre ripete incessantemente la stessa parola: lucciola, lucciola, lucciola…
- 'I deplaces di gomma' di Umberto Martini, Massa, 12'
- 'Stasera torno prima' di L. Di Rienzo, Italia 2007, 5'
Un racconto fatto di immagini. I dialoghi sono sostituiti dalle parole di una canzone scritta da Mariella Nava, che esprimono i sentimenti, le sensazioni, le angosce di una donna, moglie e madre come tante, che aspetta il ritorno a casa del marito, un operaio.Centro di Documentazione - CEDOC
La grande raccolta di libri, riviste, articoli, video e mostre del Centro di Documentazione costituisce un patrimonio unico nel suo genere. Il CISS ha raccolto oltre 4.000 titoli - libri, riviste, articoli, video, mostre - sulla cooperazione internazionale, sui problemi dello sviluppo nel Terzo Mondo e sulle interdipendenze fra centro e periferia. Molti materiali sono in originale e spesso offrono una visione dei problemi e della situazione secondo una prospettiva differente da quella dei paesi cosiddetti sviluppati.
--
Claudia Cassina
Settore ComunicazioneCISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Via G. Marconi, n.2/a - 90141 Palermo
Tel. (+39) 091.6262004
http://www.cissong.org/
e-mail: c.cassina@cissong.org
ha il piacere di invitarvi
Giovedì 11 marzo 2010 alle ore 18.30
al 1° appuntamento del Cineforum dedicato al tema
'Migrazioni e diritti umani'
presso il Centro di Documentazione (CEDOC)
via G. Marconi n. 2/A - Palermo
Continuano le attività del Centro di Documentazione (CEDOC) del CISS con l'avvio del primo ciclo di documentari dedicato al tema 'Migrazioni e diritti umani'. Il nostro desiderio è creare occasioni di riflessione e scambio di idee ed esperienze su un tema specifico e quanto mai alla ribalta come in questo periodo.Per questo primo appuntamento vi presentiamo, insieme alla collaborazione con il Circolo di Cultura di Cinematografica "Segni nuovi" http://www.segninuovialcamo.it%20una/ una serie di cortometraggi selezionati per voi, il meglio delle produzioni delle ultime edizioni della rassegna "Segni Nuovi", ed una seconda parte orientata in modo più specifico sul tema 'Migrazioni e diritti umani'.
Ore 18.30 Prima parte
- 'Sotto il mio giardino' di A. Lodovichetti, Pesaro 2007, 19'
Marco, bambino vispo e appassionato di insetti e formiche, notando la comparsa di un grosso formicaio nel suo giardino, si convince che il vicino di casa abbia ucciso la moglie e l’abbia seppellita nella sua proprietà. Inizia quindi una vera e propria indagine, confidandosi con Sara, sua coetanea, che però sembrerà non credergli. Ma Marco non si darà per vinto e continuerà ad indagare.
- 'Ad Arte' di A. Ferruzzo e M. Wertmuller, Roma 2006, 14'
Al suo primo giorno di lavoro in una galleria d’arte una hostess viene avvicinata da uno strano professore. Attraverso questo incontro la donna capirà che l’arte non è cosi distante dal nostro vissuto quotidiano ma che, invece, Caravaggio, Raffaello e Twombly possono aiutare a vivere meglio e che l’opera di un artista può essere goduta da chiunque.
- 'L'amore è un giogo' di A. Rovetta, Roma 2008, 13'
Un uomo mentre gioca a poker, ricorda i momenti salienti della sua ultima grande storia d’amore.
- 'Il mio ultimo giorno di guerra' di M. Tondini, Faenza 2009, 15'
Durante la II Guerra Mondiale, un giovane contadino percorre una carraia in collina. Improvvisamente si ritrova in una pericolosa situazione: da un lato della strada ci sono due soldati tedeschi, dall’altro due americani. Il giovane si sente perduto.
Ore 19.15 - break aperitivo
Ore 19.30 - Seconda parte 'Migrazioni e diritti umani'
- 'Olga' di Gabriella Valentini, Latina, 8'
- 'Ez Babies of Africa' di A. Cicala, Novara 2009, 11'
Laggiù tra i villaggi nascosti dell'Africa occidentale famiglie al limite della sopravvivenza non capiscono il gesto disumano che stanno per compiere...
- '76 Miglia' di G. Valentini, Latina 2008, 15'
Il 10% degli abitanti a Mazara del Vallo in Sicilia è di provenienza extracomunitaria. Viaggio alla scoperta di una città laboratorio di un’integrazione compiuta e ancora da compiere. Immigrati che hanno salvato l’economia di pesca locale e hanno ripopolato il centro storico.
- 'PENA. Esclusione di vita' di E. Pisano, Scordia 2008, 2'
Pubblicità Progresso contro la "PENA DI MORTE"
- 'Luciérnaga (Lucciola)' di Carlota Coronado, Madrid 2009, 5'
Una ragazza attraversa la città mentre ripete incessantemente la stessa parola: lucciola, lucciola, lucciola…
- 'I deplaces di gomma' di Umberto Martini, Massa, 12'
- 'Stasera torno prima' di L. Di Rienzo, Italia 2007, 5'
Un racconto fatto di immagini. I dialoghi sono sostituiti dalle parole di una canzone scritta da Mariella Nava, che esprimono i sentimenti, le sensazioni, le angosce di una donna, moglie e madre come tante, che aspetta il ritorno a casa del marito, un operaio.Centro di Documentazione - CEDOC
La grande raccolta di libri, riviste, articoli, video e mostre del Centro di Documentazione costituisce un patrimonio unico nel suo genere. Il CISS ha raccolto oltre 4.000 titoli - libri, riviste, articoli, video, mostre - sulla cooperazione internazionale, sui problemi dello sviluppo nel Terzo Mondo e sulle interdipendenze fra centro e periferia. Molti materiali sono in originale e spesso offrono una visione dei problemi e della situazione secondo una prospettiva differente da quella dei paesi cosiddetti sviluppati.
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Claudia Cassina
Settore ComunicazioneCISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Via G. Marconi, n.2/a - 90141 Palermo
Tel. (+39) 091.6262004
http://www.cissong.org/
e-mail: c.cassina@cissong.org
Più di 70 le adesioni alla Manifestazione del Primo Marzo 2010 a Palermo
1. Al Janub – Tutti I Sud Del Mondo
2. Amnesty International Palermo
3. Anomalia - Spazio antagonista occupato
4. Arcigay Palermo
5. Asantesana Onlus
6. Associazione “Bayty Baytik Casa Mia È Casa Tua”
7. Associazione Casa di tutte le genti
8. Associazione Extra
9. Associazione Hombre
10. Associazione Interculturale Narramondi Onlus
11. Associazione Liberi Tutti
12. Associazione Mama Africa
13. Associazione Mauritius Telegu
14. Associazione Nahuel
15. Associazione Youth in Action
16. Biagio Conte – Missione Di Speranza E Carità
17. Casa Delle Culture Di Reda Berradi
18. Ce.S.I.E. - Centro Studi Ed Iniziative Europeo
19. Centro Astalli Palermo
20. Centro delle Culture Ubuntu
21. Cesp - Centro Studi Per La Scuola Pubblica
22. Circolo Arci Controcampo di Monreale
23. Circolo architetti del PD, Palermo
24. Ciss - Cooperazione Internazionale Sud Sud
25. Clac - Centro Laboratorio Arti Contemporanee
26. COBAS
27. Collettivo 20 Luglio Facoltà Scienze Politiche Palermo
28. Collettivo Universitario Autonomo
29. Come una marea
30. Comitato Spazio Pubblico Palermo
31. Comunità Bangla
32. Comunità Burkinabé
33. Comunità Ecuadorena
34. Comunità Eritrea
35. Comunità Etiope
36. Comunità Filippina
37. Comunità Ivoriana
38. Comunità Marocchina
39. Comunità Mauriziana
40. Comunità Ghanese
41. Comunità ROM
42. Comunità Senegalese
43. Comunità Sudanese
44. Comunità Tamil
45. Comunità Tunisina
46. Confederazione Regionale Cobas
47. Cooperativa sociale INSIEME, progetto SPRAR del Ministero degli Interni
per richiedenti asilo e rifugiati, Marsala
48. Dipartimento Istruzione PD, Palermo
49. Emergency Palermo
50. European Education Network (Rete Europea Educazione)
51. Federazione Partito Rifondazione Comunista Palermo
52. Forum Antirazzista Palermitano
53. Fuori Controllo - Collettivo Autonomo Studentesco
54. Gange Onlus
55. Gruppo A.D.A. Palermo - Amici Di Amref
56. Gruppo di Italia dei Valori del consiglio comunale Palermo
57. H.R.Y.O. - Human Rights Youth Organization
58. I Contemplari
59. Laboratorio Zeta e Kom-pa.net
60. Laici Comboniani Palermo
61. Left
62. LIBERA Palermo
63. LVIA - Associazione Internazionale Volontari Laici
64. Mondi Emersi – Messina
65. Movimento Federalista Europeo Palermo
66. Movimento per Palermo
67. Muovi Palermo
68. Officina Creativa Interculturale
69. Santa Chiara
70. SEI Sindacato Emigrati Immigrati UGL Sicilia
71. SLAI – COBAS
72. Società Siciliana per l’Amicizia tra i Popoli
300mila in piazza per “Una giornata senza di noi”
Diecimila persone in piazza a Roma, ventimila a Milano e Napoli. Mille a Trieste e Bari, cinquemila a Bologna. Complessivamente, sono circa 300mila le persone che hanno partecipato a Primo Marzo 2010, colorando le piazze e le strade di giallo. A Brescia, a Padova e in tante altre città, dove alcune sigle sindacali hanno dato copertura all'iniziativa, i lavoratori immigrati hanno incrociato le braccia. Diverse fabbriche hanno dovuto arrestare la produzione.
Anche nel Mezzogiorno, dove la realtà è più complessa e meno strutturata rispetto ad altre zone del Nord, l'adesione alle iniziative promosse dai comitati locali di Primo Marzo è stata notevole. Essere riusciti a sollecitare e coinvolgere le periferie d'Italia è stato un'ulteriore motivo di gioia.
Un risultato insperato che non sarebbe stato possibile raggiungere senza il grande impegno dei Comitati locali, delle associazioni dei migranti e di tutti coloro che hanno lavorato in maniera intensa e coesa per settimane.
La giornata del primo marzo 2010 lascia un'eredità impegnativa e il lavoro di costruzione di un movimento che abbia una base politica solida comincia subito.
Questo comitato si propone, quali prossimi obiettivi, un'assemblea nazionale di tutti i comitati e un percorso, già cominciato, per arrivare all'elaborazione di una piattaforma politica precisa da presentare alla società civile e ai suoi rappresentanti, utilizzando gli strumenti del confronto e della messa in gioco di differenze e punti comuni, già utilizzati per la buona riuscita di questa giornata.
--
Ufficio stampa - Primo Marzo
tel. 333-4358485
mail primomarzo2010press@gmail.com
Anche nel Mezzogiorno, dove la realtà è più complessa e meno strutturata rispetto ad altre zone del Nord, l'adesione alle iniziative promosse dai comitati locali di Primo Marzo è stata notevole. Essere riusciti a sollecitare e coinvolgere le periferie d'Italia è stato un'ulteriore motivo di gioia.
Un risultato insperato che non sarebbe stato possibile raggiungere senza il grande impegno dei Comitati locali, delle associazioni dei migranti e di tutti coloro che hanno lavorato in maniera intensa e coesa per settimane.
La giornata del primo marzo 2010 lascia un'eredità impegnativa e il lavoro di costruzione di un movimento che abbia una base politica solida comincia subito.
Questo comitato si propone, quali prossimi obiettivi, un'assemblea nazionale di tutti i comitati e un percorso, già cominciato, per arrivare all'elaborazione di una piattaforma politica precisa da presentare alla società civile e ai suoi rappresentanti, utilizzando gli strumenti del confronto e della messa in gioco di differenze e punti comuni, già utilizzati per la buona riuscita di questa giornata.
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Ufficio stampa - Primo Marzo
tel. 333-4358485
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STRA(n)ITALIANO, rivista murale della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo, dedica l'editoriale al Primo Marzo 2010 di Palermo
N.1 / Febbraio 2010Questo numero di STRA(n)ITALIANO è interamente dedicato a uno dei settori di impegno della Scuola di Lingua italiana per Stranieri. Tutti gli articoli infatti ruotano attorno al rapporto lingua/immigrazione, con specifica attenzione da una parte alla nostra offerta di corsi, dall’altra alla “città per gli stranieri”. È questo il nostro contributo alla preparazione del Primo Marzo 2010, giornata che in tutta Europa sta prendendo la forma di un appuntamento condiviso per parlare di diritti e di bisogni della popolazione migrante.
I diritti ed i bisogni al centro della nostra attenzione sono anzitutto il diritto di “capire e di essere capiti”, di “imparare una nuova lingua e di conservare la propria”, insomma quel diritto alla parola rivendicato per i figli dell’Italia degli anni ‘60 da don Milani e da tanti altri. A cinquant’anni di distanza, in Italia si pone nuovamente la questione, non più rinviabile, di milioni di individui che chiedono di essere inclusi nelle nostre scuole e nel nostro tessuto sociale per contribuire pienamente alla crescita economica e civile del luogo in cui hanno deciso di vivere.
La Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Ateneo è e vuole essere sempre di più un ponte fra l’Università, troppe volte chiusa in se stessa e autoreferenziale, e “l’Altro”, sia esso un giovane vietnamita o spagnolo che intende completare la sua formazione post-laurea nel nostro Ateneo, un ragazzino cinese di una scuola elementare di Palermo, un figlio di emigrato italiano in Belgio che vuole imparare la lingua che suo padre, dialettofono, non ha potuto insegnargli.
A queste diverse realtà ci rivolgiamo attraverso uno strumento potentissimo: la lingua italiana. A tutti questi utenti offriamo giovani professionalità opportunamente formate per accompagnarli in tutti i momenti dell’apprendimento linguistico.
In pochissimo tempo, grazie alla testa e al cuore di molti docenti, dottorandi, laureati del nostro Ateneo, la Scuola ha costruito una serie di attività ampie e differenziate: centinaia di studenti stranieri partecipano alle nostre Winter e Summer School, ai corsi per studenti Erasmus e ai corsi Ordinari dove, per tutto l’anno, professionisti e giovani lavoratori imparano insieme.
Inoltre, in tutti gli Istituti scolastici di Palermo con alta presenza di bambini e ragazzi immigrati, tanti studenti universitari del nostro Ateneo, guidati da un gruppo di giovani ricercatori, insegnano l’italiano a bambini e ragazzi stranieri, imparando allo stesso tempo il mestiere di insegnante di italiano come lingua seconda. Per il terzo anno consecutivo, e con più energie e più professionalità degli anni scorsi, il progetto dell’Ateneo “Imparare con gli alunni stranieri” si attua con sempre maggiore collaborazione di tanti insegnanti e dirigenti scolastici.
Questo “fare” quotidiano non può tuttavia impedirci di vedere quello che accade attorno a noi, di prendere posizione e di riflettere insieme sulle scelte da adottare.
Mari D'Agostino, Direttore della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo.
Fonte: www.itastra.unipa.it/pdf/stranitaliano_01.pdf
Pubblicato da
Tindara Ignazzitto
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Lettera della Comunità Sudanese del Laboratorio Zeta del 9 febbraio 2010
Al Presidente della Repubblica
Al Presidente della Regione Siciliana
Al Sindaco di Palermo
Al Presidente del Consiglio Comunale di Palermo
Al Prefetto di Palermo
Al Questore di Palermo
e ai cittadini di Palermo
OGGETTO: emergenza rifugiati sudanesi - Laboratorio Zeta di Palermo
Siamo 32 ragazzi sudanesi. Siamo tutti scappati da un paese dove c’è la guerra.
In Sudan i problemi legati alla politica ci sono da più di 20 anni, in Sud Sudan hanno causato circa 2 milioni di morti e circa 6 milioni di profughi. Nel Darfur, che è la regione da dove noi arriviamo, dal 2003 c’è una terribile guerra civile che ha causato circa 500.000 morti e 2 milioni di profughi. Noi siamo stati costretti a scappare, a lasciare le nostre famiglie, il nostro lavoro, la nostra terra per non rischiare ogni giorno di morire.
E in Sudan i problemi politici stanno aumentando sempre più.
Qui in Italia abbiamo ottenuto l’asilo politico.
Da quando siamo a Palermo (alcuni arrivati nel 2003, altri negli anni seguenti) viviamo in via Boito 7, al Laboratorio Zeta, che è diventato la nostra casa. Assieme ai ragazzi italiani abbiamo ricominciato a vivere, quando è possibile a lavorare ed anche a studiare l’italiano e conoscere i nostri diritti.
Dal 19 gennaio, dopo uno sgombero, dormiamo nelle tende. E da allora ci chiediamo se un paese dove l’asilo politico è un diritto, non deve anche garantire la nostra permanenza nel luogo che ci ha accolti quando non avevamo nessuno che ci aiutava.
Abbiamo passato più di venti giorni all'aperto con pioggia, gelo e vento forte, ma per noi la questione non è solo quella di un letto per dormire.
Al Laboratorio Zeta abbiamo vissuto anche un sacco di eventi sociali: abbiamo festeggiato matrimoni, abbiamo pianto insieme i nostri morti, abbiamo gioito quando sono nati nuovi bambini.
Perdere Zeta per noi vuol dire perdere un centro culturale, che ci potrà aiutare a risolvere molti problemi di integrazione in una nuova società e contribuire anche a risolvere i problemi individuali con discussioni, consigli e consulenza di italiani, persone colte e specialisti in vari settori.
Chiediamo solo di potere continuare ad abitare come uomini civili al Laboratorio Zeta.
Vogliamo rimanere tutti insieme, sudanesi e italiani, e ricominciare a studiare nella nostra biblioteca, tornare a dormire nei nostri letti e continuare tutte le altre nostre attività.
Così ci auguriamo che le autorità risolvano il nostro problema del Laboratorio Zeta, un centro culturale che, anche con poche risorse, ha saputo fornire servizi utili e risposte efficaci ai nostri bisogni.
9 febbraio 2010
La Comunità Sudanese del Laboratorio Zeta
Al Presidente della Regione Siciliana
Al Sindaco di Palermo
Al Presidente del Consiglio Comunale di Palermo
Al Prefetto di Palermo
Al Questore di Palermo
e ai cittadini di Palermo
OGGETTO: emergenza rifugiati sudanesi - Laboratorio Zeta di Palermo
Siamo 32 ragazzi sudanesi. Siamo tutti scappati da un paese dove c’è la guerra.
In Sudan i problemi legati alla politica ci sono da più di 20 anni, in Sud Sudan hanno causato circa 2 milioni di morti e circa 6 milioni di profughi. Nel Darfur, che è la regione da dove noi arriviamo, dal 2003 c’è una terribile guerra civile che ha causato circa 500.000 morti e 2 milioni di profughi. Noi siamo stati costretti a scappare, a lasciare le nostre famiglie, il nostro lavoro, la nostra terra per non rischiare ogni giorno di morire.
E in Sudan i problemi politici stanno aumentando sempre più.
Qui in Italia abbiamo ottenuto l’asilo politico.
Da quando siamo a Palermo (alcuni arrivati nel 2003, altri negli anni seguenti) viviamo in via Boito 7, al Laboratorio Zeta, che è diventato la nostra casa. Assieme ai ragazzi italiani abbiamo ricominciato a vivere, quando è possibile a lavorare ed anche a studiare l’italiano e conoscere i nostri diritti.
Dal 19 gennaio, dopo uno sgombero, dormiamo nelle tende. E da allora ci chiediamo se un paese dove l’asilo politico è un diritto, non deve anche garantire la nostra permanenza nel luogo che ci ha accolti quando non avevamo nessuno che ci aiutava.
Abbiamo passato più di venti giorni all'aperto con pioggia, gelo e vento forte, ma per noi la questione non è solo quella di un letto per dormire.
Al Laboratorio Zeta abbiamo vissuto anche un sacco di eventi sociali: abbiamo festeggiato matrimoni, abbiamo pianto insieme i nostri morti, abbiamo gioito quando sono nati nuovi bambini.
Perdere Zeta per noi vuol dire perdere un centro culturale, che ci potrà aiutare a risolvere molti problemi di integrazione in una nuova società e contribuire anche a risolvere i problemi individuali con discussioni, consigli e consulenza di italiani, persone colte e specialisti in vari settori.
Chiediamo solo di potere continuare ad abitare come uomini civili al Laboratorio Zeta.
Vogliamo rimanere tutti insieme, sudanesi e italiani, e ricominciare a studiare nella nostra biblioteca, tornare a dormire nei nostri letti e continuare tutte le altre nostre attività.
Così ci auguriamo che le autorità risolvano il nostro problema del Laboratorio Zeta, un centro culturale che, anche con poche risorse, ha saputo fornire servizi utili e risposte efficaci ai nostri bisogni.
9 febbraio 2010
La Comunità Sudanese del Laboratorio Zeta
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Tindara Ignazzitto
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Da Catania: report su Primo Marzo 2010
Da Catania, report sul 1° marzo
Si è conclusa ieri sera l’intensa giornata d’iniziative del 1° marzo; già la sera prima in un pub alla periferia di Cassibile abbiamo fatto proiettare il video di Insu Tv su Rosario, suscitando la viva partecipazione delle decine di migranti presenti.
La mattina del 1° marzo alle 5 abbiamo iniziato a volantinare, dove nonostante il buio decine di migranti si avvicinavano ai luoghi di reclutamento dei caporali. Alle 6 all’arrivo del furgoncino della Carovana dei diritti e di una decina di giovani del coordinamento catanese per un 1° marzo migrante, si è continuato a distribuire materiale informativo e ad affiggere alcuni manifesti lungo la via Nazionale. Nei capannelli con numerosi migranti si è verificata la drammaticità dell’assenza di un minimo d’accoglienza; tranne i migranti marocchini che trovano ospitalità (pagata salatamene) dai propri connazionali (oltre 300), che vivono stabilmente a Cassibile, quasi tutti dormono in cascinali abbandonati, senza luce ed acqua o in mezzo agli alberi.
In questo periodo si raccolgono soprattutto lattughe ed il salario oscilla da 40 euro per i marocchini a 30 per i migranti dell’Africa nera.
Quest’anno stiamo preparando il lancio della campagna “Io non assumo in nero” per l’acquisto di patate socialmente eque, facendo appello ai GAS ed all’associazionismo del consumo critico a sostenere la commercializzazione dei prodotti delle ditte che non assumono in nero. Questa campagna non può essere disgiunta dalla più generale mobilitazione per Uguale salario ad uguale lavoro, dato che bisogna combattere la differenziazione etnica dei salari e prevenire fratricide guerre fra poveri; inoltre la concessione del permesso di soggiorno a chi denuncia chi sfrutta il lavoro in nero ( prevista dalla direttiva europea 52 del 18/6/ 2009) può far aumentare fra i migranti la coscienza che collettivamente possono esprimere un potere contrattuale ed ottenere obiettivi concreti.
Nella mattina abbiamo partecipato al corteo a Siracusa, indetto dal locale comitato 1° marzo, nel corso del quale si è espressa una forte solidarietà alla parrocchia di Boscominniti ed a padre Carlo.
Nel pomeriggio a Catania in piazza Stesicoro si è formato un vivacissimo corteo con centinaia di migranti (e poche decine di catanesi), aperto dalle travolgenti percussioni di un locale gruppo senegalese, che per 3 ore ha coinvolto centinaia di passanti in via Etnea; alle 19 una delegazione ( con rappresentanti dei migranti senegalesi, palestinesi, afghani e della rete antirazzista, Arci e Prc) è stata ricevuta in Prefettura. Dopo oltre 1 ora di serrato confronto ci si è riconvocati per focalizzare situazioni specifiche, anche se oltre a questi tipi d’incontri bisognerebbe moltiplicare le mobilitazioni antirazziste.
La serata si è conclusa presso la chiesa battista, dove per alcune ore si è svolto il previsto incontro interetnico con musica, cibi e video su Rosarno e sulle lotte antirazziste in Sicilia.
In tutte le iniziative della giornata abbiamo lanciato la proposta di organizzare il prossimo 1° maggio un grande evento di rilevanza nazionale a Cassibile.
Alfonso Di Stefano della Rete Antirazzista Catanese
Si è conclusa ieri sera l’intensa giornata d’iniziative del 1° marzo; già la sera prima in un pub alla periferia di Cassibile abbiamo fatto proiettare il video di Insu Tv su Rosario, suscitando la viva partecipazione delle decine di migranti presenti.
La mattina del 1° marzo alle 5 abbiamo iniziato a volantinare, dove nonostante il buio decine di migranti si avvicinavano ai luoghi di reclutamento dei caporali. Alle 6 all’arrivo del furgoncino della Carovana dei diritti e di una decina di giovani del coordinamento catanese per un 1° marzo migrante, si è continuato a distribuire materiale informativo e ad affiggere alcuni manifesti lungo la via Nazionale. Nei capannelli con numerosi migranti si è verificata la drammaticità dell’assenza di un minimo d’accoglienza; tranne i migranti marocchini che trovano ospitalità (pagata salatamene) dai propri connazionali (oltre 300), che vivono stabilmente a Cassibile, quasi tutti dormono in cascinali abbandonati, senza luce ed acqua o in mezzo agli alberi.
In questo periodo si raccolgono soprattutto lattughe ed il salario oscilla da 40 euro per i marocchini a 30 per i migranti dell’Africa nera.
Quest’anno stiamo preparando il lancio della campagna “Io non assumo in nero” per l’acquisto di patate socialmente eque, facendo appello ai GAS ed all’associazionismo del consumo critico a sostenere la commercializzazione dei prodotti delle ditte che non assumono in nero. Questa campagna non può essere disgiunta dalla più generale mobilitazione per Uguale salario ad uguale lavoro, dato che bisogna combattere la differenziazione etnica dei salari e prevenire fratricide guerre fra poveri; inoltre la concessione del permesso di soggiorno a chi denuncia chi sfrutta il lavoro in nero ( prevista dalla direttiva europea 52 del 18/6/ 2009) può far aumentare fra i migranti la coscienza che collettivamente possono esprimere un potere contrattuale ed ottenere obiettivi concreti.
Nella mattina abbiamo partecipato al corteo a Siracusa, indetto dal locale comitato 1° marzo, nel corso del quale si è espressa una forte solidarietà alla parrocchia di Boscominniti ed a padre Carlo.
Nel pomeriggio a Catania in piazza Stesicoro si è formato un vivacissimo corteo con centinaia di migranti (e poche decine di catanesi), aperto dalle travolgenti percussioni di un locale gruppo senegalese, che per 3 ore ha coinvolto centinaia di passanti in via Etnea; alle 19 una delegazione ( con rappresentanti dei migranti senegalesi, palestinesi, afghani e della rete antirazzista, Arci e Prc) è stata ricevuta in Prefettura. Dopo oltre 1 ora di serrato confronto ci si è riconvocati per focalizzare situazioni specifiche, anche se oltre a questi tipi d’incontri bisognerebbe moltiplicare le mobilitazioni antirazziste.
La serata si è conclusa presso la chiesa battista, dove per alcune ore si è svolto il previsto incontro interetnico con musica, cibi e video su Rosarno e sulle lotte antirazziste in Sicilia.
In tutte le iniziative della giornata abbiamo lanciato la proposta di organizzare il prossimo 1° maggio un grande evento di rilevanza nazionale a Cassibile.
Alfonso Di Stefano della Rete Antirazzista Catanese
“CARTA DEI MUSULMANI D’EUROPA”: Siglata da 400 associazioni islamiche di 28 Paesi europei
COMUNE DI PALERMO - Settore Servizi Socio-Assistenziali
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
“CARTA DEI MUSULMANI D’EUROPA”
Siglata da 400 associazioni islamiche di 28 Paesi europei
“Un passo importante per la comprensione tra i popoli” è stata definita la firma di questa Carta, avvenuta oltre un anno fa a Bruxelles, ma che non ha avuto la visibilità che invece meritava.
Noi, come Centro studi e documentazione pensiamo sia utile ritornare sulla notizia perché è utile in questo momento in cui nella nostra città si è avviato un seppur timido ancora dibattito sulla necessità di creare un Centro Interculturale a Palermo.
Perché è importante la Muslim of Europe Charter (CARTA DEI Musulmani d’Europa)? Intanto perché è stata firmata da oltre 400 associazioni e organizzazioni islamiche di 28 Paesi. E poi per i principi che vi sono enunciati.
Intanto il rispetto dell’Islam per ogni essere umano, l’uguaglianza tra uomo e donna, il riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio, il rifiuto della violenza e del terrorismo. Un impegno, insomma, da parte di molte comunità musulmane, a partecipare alla costruzione dell’Europa e a svolgere il proprio ruolo di cittadini all’insegna della tolleranza e del rispetto delle legislazioni dei vari Paesi.
La Carta basa le sue premesse su una rappresentazione dell’Islam che rifiuta ogni forma di estremismo, condannando il terrorismo, l’interpretazione violenta della Jihad e ribadendo la parità tra uomo e donna.
Ma non solo. La Carta afferma la laicità dello Stato ribadendone quindi la sua neutralità…
Sono elementi tutti positivi e che vanno seguiti con attenzione proprio con riferimento alla crescente presenza di immigrati musulmani in Italia e in Europa.
(invio realizzato grazie al progetto "osservatorio giuridico legislativo sulla immigrazione").
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
“CARTA DEI MUSULMANI D’EUROPA”
Siglata da 400 associazioni islamiche di 28 Paesi europei
“Un passo importante per la comprensione tra i popoli” è stata definita la firma di questa Carta, avvenuta oltre un anno fa a Bruxelles, ma che non ha avuto la visibilità che invece meritava.
Noi, come Centro studi e documentazione pensiamo sia utile ritornare sulla notizia perché è utile in questo momento in cui nella nostra città si è avviato un seppur timido ancora dibattito sulla necessità di creare un Centro Interculturale a Palermo.
Perché è importante la Muslim of Europe Charter (CARTA DEI Musulmani d’Europa)? Intanto perché è stata firmata da oltre 400 associazioni e organizzazioni islamiche di 28 Paesi. E poi per i principi che vi sono enunciati.
Intanto il rispetto dell’Islam per ogni essere umano, l’uguaglianza tra uomo e donna, il riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio, il rifiuto della violenza e del terrorismo. Un impegno, insomma, da parte di molte comunità musulmane, a partecipare alla costruzione dell’Europa e a svolgere il proprio ruolo di cittadini all’insegna della tolleranza e del rispetto delle legislazioni dei vari Paesi.
La Carta basa le sue premesse su una rappresentazione dell’Islam che rifiuta ogni forma di estremismo, condannando il terrorismo, l’interpretazione violenta della Jihad e ribadendo la parità tra uomo e donna.
Ma non solo. La Carta afferma la laicità dello Stato ribadendone quindi la sua neutralità…
Sono elementi tutti positivi e che vanno seguiti con attenzione proprio con riferimento alla crescente presenza di immigrati musulmani in Italia e in Europa.
(invio realizzato grazie al progetto "osservatorio giuridico legislativo sulla immigrazione").
11 marzo, Palermo: primo dei seminari su Nonviolenza e Diritti umani
H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization
Via M 11 n° 13/7
90046 Monreale (PA) - Italy
Mobile: +39 348 5644084
legale rappresentante: Marco Farina
La H.R.Y.O. è un’associazione no-profit volta alla salvaguardia dei Diritti Umani
COMUNICATO STAMPA
Palermo, venerdì 05 Marzo 2010
H.R.Y.O – Human Rights Youth Organization presenta
Laboratorio su Nonviolenza e Diritti Umani
Esperienze a confronto e testimonianze dirette
Palermo, 11 marzo 2010
Associazione H.R.Y.O - Human Rights Youth Organization
in collaborazione con M.D.U. (Movimento degli Universitari)
e il Centro Buddhista palermitano Muny Gyana
Seminario sulla Nonviolenza e i Diritti umani
presso Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università degli Studi di Palermo
Il seminario si svolgerà attraverso diversi incontri, il primo dei quali si terrà Giovedì 11 Marzo 2010. Scopo del seminario sarà la formazione dei partecipanti attraverso momenti e spunti di riflessione sui temi della Nonviolenza e dei Diritti Umani. Lungometraggi a tema, svolgimento di laboratori pratici di apprendimento non formale, interventi di esperti del settore e la partecipazione del Lama tibetano, ven. Tenzin Thempel, saranno occasione di approfondimento e di analisi. Riteniamo questa una valida occasione per informare e sensibilizzare sull’importanza dei Diritti Umani, la gravità della loro violazione e la possibilità di usare concretamente i metodi nonviolenti per la creazione di un mondo in cui differenze e libertà individuali non siano motivo di conflitti.
Il calendario completo degli incontri è disponibile tramite il sito
www.humanrightsyouthorganization.net/

Via M 11 n° 13/7
90046 Monreale (PA) - Italy
Mobile: +39 348 5644084
legale rappresentante: Marco Farina
La H.R.Y.O. è un’associazione no-profit volta alla salvaguardia dei Diritti Umani
COMUNICATO STAMPA
Palermo, venerdì 05 Marzo 2010
H.R.Y.O – Human Rights Youth Organization presenta
Laboratorio su Nonviolenza e Diritti Umani
Esperienze a confronto e testimonianze dirette
Palermo, 11 marzo 2010
Associazione H.R.Y.O - Human Rights Youth Organization
in collaborazione con M.D.U. (Movimento degli Universitari)
e il Centro Buddhista palermitano Muny Gyana
Seminario sulla Nonviolenza e i Diritti umani
presso Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università degli Studi di Palermo
Il seminario si svolgerà attraverso diversi incontri, il primo dei quali si terrà Giovedì 11 Marzo 2010. Scopo del seminario sarà la formazione dei partecipanti attraverso momenti e spunti di riflessione sui temi della Nonviolenza e dei Diritti Umani. Lungometraggi a tema, svolgimento di laboratori pratici di apprendimento non formale, interventi di esperti del settore e la partecipazione del Lama tibetano, ven. Tenzin Thempel, saranno occasione di approfondimento e di analisi. Riteniamo questa una valida occasione per informare e sensibilizzare sull’importanza dei Diritti Umani, la gravità della loro violazione e la possibilità di usare concretamente i metodi nonviolenti per la creazione di un mondo in cui differenze e libertà individuali non siano motivo di conflitti.
Il calendario completo degli incontri è disponibile tramite il sito
www.humanrightsyouthorganization.net/
Primo Marzo a Palermo: Il primo colpo di scopa
Di Giuseppe Campisi
"Ubuntu me l’ha imparate le regole!”. Fine. Si, potrei facilmente finire qua. A quelle due guance, quegli occhi, quel sorriso di bambino. C’era qualcosa di più quel giorno, quel tanto sospirato Primo di marzo. La volontà. La volontà c’era. Aveva fra le mani un palloncino, un tamburo, un microfono, uno striscione. Era alta, bianca, robusta, vecchia, innocente, esperta, giovane, magra, bassa, nera. Era autoctona, ma era immigrata. Un corteo sociale non è una festa, ad un corteo non c’è mai troppa o troppo poca gente. Ad un corteo c’è sempre chi ci deve essere. La comunità immigrata quel giorno era in piedi, pronta, dove doveva essere. Lì, a prendersi i propri spazi, la propria visibilità, il proprio diritto ad esserci e rimanere. Sulle strade. Sulle strade e sulla politica, sulle strade e sul razzismo, sulle strade e sulla follia. Sulle parole vomitate da politici saccenti, sulle botte di chi nasconde il proprio odio nelle tenebre,e anche sui pugni cromatici delle bandiere di chi si intestardisce a dare un colore ad idee che non dovrebbero averne.
Quel giorno la volontà non era sola. C’era la speranza. Gialla. Una striscia gialla che sembrava infinita, perché ognuno lasciava dietro se come una scia della stessa speranza. «Credono di poter cambiare le cose, che se ci provi qualcosa puoi smuovere», «ci credono proprio fermamente, e fanno paura». Non mi hanno fatto paura. Mi hanno dato forza. Quella marcia aveva l’aria di qualcosa di inarrestabile. Era un urlo che pareva spandersi per l’intera città, da quel centro storico che sembrava avere nuova luce, nuova energia vitale. Era un colpo su un tamburo che faceva tremare la terra, la scuoteva in tutto il suo vigore, la ribaltava. Sembrava poter chiudere le crepe dell’ingiustizia e dello sfruttamento ed aprire nuovi sentieri al vivere comune e al sentire sociale. Il loro spirito pervadeva la città. Loro erano la città. Oltre il nulla.
La gente ha proprio reagito come mi aspettavo, «non hanno che fare e fanno vucciria», «chi hanno i chianciri chisti?», «talia quanti nivuri!». Indifferenza totale. Non razzismo, ignoranza. Un giorno capiranno anche loro, come hanno capito le comunità migranti. Capiranno come capiscono i giovani dei comitati solidali antirazzisti. E saranno lì a marciare. A marciare fra i missionari laici comboniani e i volontari di emergency. Un giorno agiteranno anche loro quei gialli palloncini. Li agiteranno a fianco delle comunità africane, asiatiche, a fianco dei bambini di Ubuntu, dei Cobas, a fianco di quei fratelli che ora si rifiutano di conoscere e accettare. E un giorno ci saranno anche quelli che hanno avuto paura, quelli che non ce l’hanno fatta ad alzarsi, quelli che non hanno potuto esimersi dall’ennesima giornata di sfruttamento negriero. Saranno anche loro a fianco di chi già si è mosso, e anche loro, con il cuore pieno di commozione, stringeranno i pugni a trattenere e mantenere intatta la propria dignità. Un prossimo Primo marzo io sogno così Palermo. Sogno una città che si rifiuta di sfruttare e di accettare lo sfruttamento di chi ancora non viene considerato un cittadino. Di chi ancora non viene considerato una persona.
Questo Primo marzo è stato solo il primo colpo di scopa. La forza di quelle voci, urlate dentro microfoni che vibravano come in procinto di esplodere sotto la prorompente pressione della verità, scagliata contro tutti i sordi di palazzo e di strada, possiede già la carica e l’ambizione necessaria per ramazzare e cancellare ogni traccia dell’insostenibile situazione attuale. La richiesta di integrazione deve necessariamente trasformarsi in pretesa. Il diritto a vivere in una società che mi rispetti e che mi conceda di dare il mio contributo affinché si migliori. Il diritto a non essere un migrante per sempre! La società. La società e l’umanità. Belle parole, bravo.
E l’economia? L’economia. Come scordare il grandissimo contributo degli immigrati all’economia italiana! Gli immigrati sono utili all’economia! Ci servono! Abbiamo bisogno di loro per sopperire alle esigenze del nostro sistema produttivo! Chi, se non gli immigrati, pagheranno le pensioni nostre, dei nostri padri e dei nostri nonni? Chi lo farà? Silenzio. Di certo non i nostri giovani, migranti anch’essi verso terre che valorizzino il loro enorme potenziale. E allora chi? Ah, già! Gli immigrati! Grazie immigrati! Grazie mille! Grazie! Grazie davvero. Si, ma c’è un problema. Anzi, un problemone. E quando saremo noi, o i nostri figli a pagare le pensioni a gli immigrati che faremo? Si, perché penso che dopo aver lavorato una vita la pretendano sta maledetta pensione. E noi che faremo? Li cacceremo via? Cittadini usa e getta! La verità è un’altra. Ed anche il problemone. La verità è che la politica, la società, gli italiani, uno per uno, devono capire le cose. Devono capire che un immigrato non è una risorsa, da sfruttare per il lavoro o la propaganda. Un immigrato è una persona! Quella marcia gialla ha cercato di spiegarmi che essere antirazzista non significa non essere razzista, è molto di più. Significa battersi, lottare ogni giorno contro la violenza, l’ignoranza, i luoghi comuni, il pregiudizio, la cecità di una società in cui lo sguardo non riesce ad andare oltre la pelle. Non riesce a scalfire lo sguardo altrui, a superarlo, a trovare un legame fra quegli occhi ed i suoi. Quel giorno, quel Primo di marzo (e lo so che ne parlo come se fosse accaduto in un tempo indefinito). Quel giorno lo schiavo ha bloccato la frusta nella mano del padrone. Un giorno riuscirà a spezzarla.
Fonte: Il carrettino delle idee
Primo Marzo 2010: Percorsi sensoriali nelle scuole primarie "Amari" e "Rapisardi-Pitrè"
PRIMO MARZO 2010 - Una giornata senza di noi
Il vero viaggio di scoperta
non consiste nel cercare nuove terre,ma nell'avere nuovi occhi.(Marcel Proust)
Il vero viaggio di scoperta
non consiste nel cercare nuove terre,ma nell'avere nuovi occhi.(Marcel Proust)
L'Officina Creativa Interculturale ha fatto parte del Comitato organizzatore della giornata del Primo Marzo, dedicata a manifestare insieme per i diritti dei migranti.
Il contributo alla giornata è stato un percorso sensoriale realizzato nelle scuole primarie "Amari" e "Rapisardi-Pitrè": l'incontro con i bambini è stato accompagnato da odori, suoni e oggetti quotidiani e sconosciuti da esplorare con curiosità, coraggio e immaginazione.
Chi l'ha detto che la realtà che ci circonda è banale e che ciò che non conosciamo incute timore?
Grazie a Senay Boynudelik per la partecipazione al percorso, grazie a Lucia Sorce e Mariella Ceravolo per la fiducia e il sostegno, grazie ad Adele Cammarata e Nella Leonetti per la passione con cui svolgono il lavoro di insegnanti.
Associazione di promozione sociale
"Officina Creativa Interculturale"
Piazza Zisa,17 90135 Palermo
3296653514 - 3297439670
www.myspace.com/officreaintercultura
Associazione di promozione sociale
"Officina Creativa Interculturale"
Piazza Zisa,17 90135 Palermo
3296653514 - 3297439670
www.myspace.com/officreaintercultura
venerdì 5 marzo 2010
CONCORSO VIDEO “Nuovi Italiani: storie di ordinaria integrazione”
L'attenzione di Libertà e Giustizia verso i migranti spesso emarginati, sfruttati o semplicemente non accolti ha portato il Circolo di Roma a promuovere un concorso nazionale rivolto a chiunque, con un video, voglia raccontare una storia di "buona integrazione".
In massimo 10 minuti.
Il tema è quello dei Migranti e della loro integrazione come, appunto, Nuovi Italiani.
Vogliamo raccontare uomini e donne che con un bagaglio piccolo sono riusciti a realizzare un sogno grande; le loro vite, speranze, successi.
Vogliamo che a farlo sia chiunque, con una telecamera, abbia una di queste storie da voler rappresentare.
La scadenza per l’invio delle opere è il 16 Aprile 2010.
Il giorno dell'evento di premiazione è previsto per il 23 giugno 2010.
COLLABORAZIONI
Libertà e Giustizia ha chiesto alle Associazioni amiche, alle Organizzazioni di persone, Università ed Istituti di formazione, aziende, Istituzioni e privati cittadini di contribuire alla buona riuscita di questo progetto così ambizioso.
Hanno già aderito assicurando il loro sostegno e la loro collaborazione:
- Arcipelago Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini
- Legambiente Nazionale
- Lega Coop Sociali - Lazio
- Medici Contro la Tortura
- Forum Terzo Settore Lazio
- Amref Italia Onlus
- Acquario Romano srl
- Associazione “Arca di Pace”
- Associazione Celio Azzurro
- Gruppo “Non tacere” (don Roberto Sardelli)
- Archivio Immigrazione Onlus
- Scuola di Cinema di Roma
- Coordinamento Nazionale Ministero Trasporti UIL-P.A.
- Cgil Immigrazione
Con il Patrocinio della Provincia di Roma
LA PREMIAZIONE
La Giuria composta da professionisti dello spettacolo, della cultura e dell'associazionismo assegnerà al corto che meglio avrà rappresentato il tema del Concorso un riconoscimento che, oltre ad una targa, potrà consistere in una somma di denaro, oppure in beni o servizi offerti da aziende partner (gli enti organizzatori si riservano di annunciare i premi nei prossimi mesi).
La serata di premiazione – durante la quale saranno proiettati i 3 migliori filmati - si svolgerà a Roma, al Cinema Multisala Instrastevere, il 23 Giugno 2010.
Cliccare qui per il regolamento
In massimo 10 minuti.
Il tema è quello dei Migranti e della loro integrazione come, appunto, Nuovi Italiani.
Vogliamo raccontare uomini e donne che con un bagaglio piccolo sono riusciti a realizzare un sogno grande; le loro vite, speranze, successi.
Vogliamo che a farlo sia chiunque, con una telecamera, abbia una di queste storie da voler rappresentare.
La scadenza per l’invio delle opere è il 16 Aprile 2010.
Il giorno dell'evento di premiazione è previsto per il 23 giugno 2010.
COLLABORAZIONI
Libertà e Giustizia ha chiesto alle Associazioni amiche, alle Organizzazioni di persone, Università ed Istituti di formazione, aziende, Istituzioni e privati cittadini di contribuire alla buona riuscita di questo progetto così ambizioso.
Hanno già aderito assicurando il loro sostegno e la loro collaborazione:
- Arcipelago Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini
- Legambiente Nazionale
- Lega Coop Sociali - Lazio
- Medici Contro la Tortura
- Forum Terzo Settore Lazio
- Amref Italia Onlus
- Acquario Romano srl
- Associazione “Arca di Pace”
- Associazione Celio Azzurro
- Gruppo “Non tacere” (don Roberto Sardelli)
- Archivio Immigrazione Onlus
- Scuola di Cinema di Roma
- Coordinamento Nazionale Ministero Trasporti UIL-P.A.
- Cgil Immigrazione
Con il Patrocinio della Provincia di Roma
LA PREMIAZIONE
La Giuria composta da professionisti dello spettacolo, della cultura e dell'associazionismo assegnerà al corto che meglio avrà rappresentato il tema del Concorso un riconoscimento che, oltre ad una targa, potrà consistere in una somma di denaro, oppure in beni o servizi offerti da aziende partner (gli enti organizzatori si riservano di annunciare i premi nei prossimi mesi).
La serata di premiazione – durante la quale saranno proiettati i 3 migliori filmati - si svolgerà a Roma, al Cinema Multisala Instrastevere, il 23 Giugno 2010.
Cliccare qui per il regolamento
Pubblicato da
Tindara Ignazzitto
domenica 28 febbraio 2010
28 febbraio, Palermo: Passo a passo, azioni di Teatro-giornale di Teatro dell'oppresso per il Primo Marzo 2010 a Palermo
Noi siamo i piedi che reggono il corpo nel cammino
Noi siamo i piedi dell'umanità.
Appoggiatevi a noi, sopra di noi,
pagheremo i tributi della vostra età di pensione,
spaleremo la neve,
sbatteremo i tappeti,
allisceremo il prato
perché noi siamo i piedi
e conosciamo il suolo del mondo
passo a passo.
Erri De Luca “Lettera dei piedi (a proposito di migranti)”
quotidiano “Liberazione”, 13 ottobre 2004
Passo a passo
24h senza di noi
Azioni di Teatro Giornale
in occasione della Manifestazione "Primo Marzo 2010 - Un giornata senza di noi" - Piazza Castelnuovo, Palermo - 28 febbraio 2010
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