Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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giovedì 24 novembre 2011

2 dicembre, Palermo: Primavera Araba: Guerra e Migranti, incontro con Alessandro Dal Lago


Primavera Araba Guerra e Migranti
Incontro con Alessandro Dal Lago
Venerdì, 2 dicembre · 15:30 - 18:30
Facoltà di Lettere e Filosofia
Collettivo Universitario Autonomo - Palermo


Piazza Tahir è di nuovo in tumulto, decine di migliaia di uomini e donne si accalcano, discutono, impongono ai media mainstream l'immagine di una piazza che non si piega ai manganelli, le pallottole, al gas nervino...
La "Primavera Araba" sta disegnando la carta di un nuovo Mediterraneo abbattendo seppur idealmente le frontiere della "Fortezza Europa" all'interno della quale i movimenti guardavano al Maghreb riconoscendone le pratiche e gli slogan dei giovani tunisini o egiziani esprimendo vicinanza, rivendicando gli stessi linguaggi.

Abbiamo assistito al "Lampedusa show" una gestione governativa e mediatica che ha voluto portare la situazione al limite estremo, fino allo scontro tra i detenuti del "C.I.E." e i lampedusani, "C.I.E." sempre più "Lager" a cielo aperto che regolano i flussi e l'eccedenza di mano d'opera.

L'aggravarsi della crisi prospetta nuove ondate di migrazioni, le direttive della B.C.E. impongono tagli al welfare, e all'assistenza sociale, la destra xenofoba europea cavalca la crisi additando i soliti responsabili di sempre, mentre i movimenti europei aspettano la contaminazione dal Maghreb, il definitivo salto di qualità verso la "Degage Mania".... 

INTERVENTI: 

Alessandro Dal Lago, docente di sociologia
Università degli studi di Genova 

Vincenzo Guarrasi, docente di Geografia
Università degli studi di Palermo 

Giorgio Bisagna, consulente legale per i migranti
Foro di Palermo




sabato 29 gennaio 2011

2 febbraio, Palermo: Un Mare in Rivolta. Giovani e Movimenti tra Italia e Tunisia


Un Mare in Rivolta.
Giovani e Movimenti tra Italia e Tunisia

mercoledì 2 febbraio ore 18.30

Bar Libreria Garibaldi, Piazza Cattolica n° 1, Palermo


 


14 Dicembre - Roma - gli studenti assediano il Parlamento.

17 Dicembre – Sidi Busid – Mohamed Boazizi si da fuoco dando il via alla rivolta.

Due date simbolo dei movimenti giovanili che si sono opposti ai governi tra le due sponde del Mediterraneo.

Un incontro-dibattito proposto dall'Associazione Al Janub per raccontare la forza di questi movimenti e per interrogarsi sulle pratiche di lotta e rivendicazione, tra violenza e non violenza per un percorso di rottura e cambiamento.

All'incontro interverranno:

Rabih Bouallegue – autore del blog “L’angolo del Patriota”. Cronistoria e analisi del movimento di rivolta in Tunisia. L’utilizzo dell’informazione libera come strumento di diffusione della protesta.

Giorgio Martinico – studente della Facoltà di Lettere di Palermo. Cronistoria e analisi del movimento di protesta in Italia e a Palermo. Manifestazioni e blocchi tra idee e azione.

Marco Farina – presidente di “Human Rights Youth Organization”. Percorsi di educazione informale ai diritti umani, una proposta non violenta.

Letture di brani a cura dell'attore Giacomo Guarneri.

Moderano i ragazzi di Al Janub.

A seguire dibattito aperto al pubblico con studenti, associazioni e rappresentanti delle comunità migranti.

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Chi siamo?

AL JANUB nasce a Palermo nel 2005 dall’incontro di un gruppo di studenti universitari uniti dal comune interesse per al janub, che significa sud in arabo. Il nostro modo di intendere il Sud non si limita a collocare geograficamente alcuni paesi, ma è carico di una molteplicità di significati: cooperazione, solidarietà, intercultura, partecipazione.

In collaborazione con l’ONG CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud, Al Janub ha gestito all’interno dell’Università di Palermo “La Casetta della Cooperazione” uno spazio di sensibilizzazione, informazione e promozione sulle problematiche del Sud del mondo, sul commercio equo e solidale e sulla mobilità giovanile legata ai progetti di volontariato e cooperazione internazionale. Con l'obiettivo di diffondere una cultura di pace e sensibilizzare i giovani, negli anni abbiamo organizzato rassegne cinematografiche, convegni, mostre fotografiche, pubblicazioni e manifestazioni interculturali.

La volontà di continuare l'esperienza acquisita ha portato alla scelta di costituirci oggi come Associazione, per ampliare il nostro impegno anche al di fuori dell’Università su tutto il territorio cittadino, lavorando in rete con altre associazioni che già operano nel settore della cooperazione internazionale e della solidarietà.

Al Janub cura inoltre una pagina su facebook che cura ogni giorno una rassegna stampa sulle tematiche dell'intercultura, migranti e Sud del mondo:notizie di attualità dalla rete, reportage, dossier articoli dai nostri soci e simpatizzanti impegnati come volontari o cooperanti all'estero e tutte le nostre attività ed appuntamenti.

La pagina “Al Janub – Più a Sud” vuole essere uno spazio di confronto e condivisione e di stimolo alla partecipazione attiva, aperto ai singoli e alle organizzazioni che condividono con noi questo interesse.

Al Janub è sempre alla ricerca di volontari che vogliano contribuire alle svariate attività in programma.

Valentina Ricciardo

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Associazione Al Janub
Mob. +39 320.8058371








mercoledì 12 gennaio 2011

15 gennaio, Palermo: Presidio davanti al Consolato della Tunisia a sostegno delle lotte dei giovani del Maghreb e contro il liberismo che nega il futuro

Presidio davanti al consolato della Tunisia

Piazza Ignazio Florio, 24, Palermo

Sabato 15 gennaio 2011, ore 10-13

A sostegno delle lotte dei giovani nel Maghreb
e contro il liberismo che nega il futuro

Le rivolte esplose in quasi tutte le città della Tunisia e dell’Algeria e prima anche del Marocco nascono dalle stesse motivazioni che hanno provocato le lotte dei giovani a Londra come in Italia, in Francia e altrove. Le conseguenze delle scelte liberiste sono dappertutto le stesse: accentuazione dell’asimmetria di potere e della distanza fra ricchezza e povertà, corruzione e protervia di poteri reazionari se non di tipo apertamente mafioso, erosione dei diritti fondamentali, negazione del futuro della società e quindi in primo luogo dei giovani. Puntando all’arricchimento immediato di pochi – da Cameron a Sarkozy, da Berlusconi a Ben Ali, da Bouteflika alla cerchia di potere del re del Marocco – il liberismo favorisce soltanto gli affari privati dei più forti e distrugge i servizi pubblici e quindi ogni prospettiva vivibile. I regimi tunisino e algerino stanno minacciando il bagno di sangue approfittando dell’appoggio dei governi francese e italiano e di altri europei. In Algeria e in Tunisia la polizia e l’esercito sparano persino sulle persone andate ai funerali degli assassinati. La gravità della situazione è rivelata dalla stessa Ue costretta a chiedere il cessate il fuoco dopo le decine di morti e le varie centinaia di feriti. Il rischio di un bagno di sangue è alto.

Per parte nostra ci impegniamo a sostenere queste lotte come quelle per la difesa dei diritti fondamentali dei lavoratori con ogni sorta di iniziative nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università e nei quartieri, e organizzando anche un effettivo sostegno ai militanti maghrebini che rischiano la feroce persecuzione anche con metodi mafiosi. Che in tutte le università e le fabbriche europee ci si mobiliti a fianco delle rivolte nel Maghreb.

Inviare adesioni a:

Lavoro, libertà, dignità per il popolo tunisino!

Forum Antirazzista di Palermo



Il testo di 'Rais LeBled' del rapper tunisino “El Général”
che è stato arrestato per qualche giorno a gennaio 2011
per quest’inno delle ribellioni in Tunisia

Presidente, oggi parlo con te

nel nome mio e nel nome di tutto il popolo,

un popolo che vive nel dolore ancora nel 2011!

C’è ancora gente che muore di fame!

Vogliono lavorare, vogliono sopravvivere,

ma nessuno ascolta la loro voce!

Scendi in strada e guarda!

La gente sta impazzendo e i poliziotti diventano mostri,

ormai sanno usare solo i manganelli,

tac tac,

non gliene importa,

tanto non c’è nessuno pronto a dire no!



La legge e la costituzione

sono solo sulla carta.

Ogni giorno sento di processi

contro la povera gente,

anche quando tutti sanno che quella è una brava persona!

E vedo serpenti ovunque pronti a mordere le nostre ragazze

Accetteresti che tua figlia fosse morsa?

Lo so, certe parole fanno piangere gli occhi...

Ma tu sei un padre e un padre non permetterebbe

che tutto questo accada ai suoi figli!

Il mio è il messaggio di uno dei tuoi figli,

uno che prova a parlare con te.



Parlo con dolore,

viviamo come cani!

Metà della popolazione vive nell’umiliazione

e beve l’oppressione.

Presidente, il tuo popolo sta morendo!

Guarda quello che sta accadendo!

La gente non ha più un posto dove abitare!

Parlo nel nome di tutto il popolo,

c’è gente che mangia dalla spazzatura!

Guarda quello che sta accadendo nel paese!



Presidente hai detto che era il tempo di parlare senza paura.

Ok, io ho parlato

anche se so che adesso mi aspettano guai!

Vedo l’ingiustizia ovunque,

ecco perché ho deciso di raccontare tutto!



Per quanto tempo ancora i tunisini

dovranno vivere sotto la paura?!

Dov’è la libertà di espressione?

Solo sulla carta!

Presidente guarda!

Oggi il paese è diventato un deserto diviso in due.

Ci sono ladri dappertutto,

tutti li vedono ma nessuno può dire niente!

Rubano i soldi delle infrastrutture,

e tu sai bene di chi parlo!

Figli di un cane!

Si sono mangiati i soldi del povero popolo

e adesso non vogliono lasciare la poltrona!



Signor presidente,

se il nostro popolo vivesse in modo dignitoso,

non avrei ragioni per dire queste cose.

E invece sono sempre gli stessi problemi,

le stesse sofferenze.