www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


venerdì 1 febbraio 2013

Noureddine Adnane: Comunicato stampa dell'Osservatorio contro le discriminazioni intitolato al giovane venditore ambulante marocchino suicidatosi a Palermo il 10 febbraio 2011


COMUNICATO STAMPA DELL'
OSSERVATORIO CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
“NOUREDDINE ADNANE”
DI PALERMO
Giustizia per Noureddine e per tutti gli immigrati venditori ambulanti a Palermo.

Noureddine Adnane, un venditore ambulante marocchino si suicidava dandosi fuoco, il 10 febbraio 2011, in via Ernesto Basile a Palermo, dopo avere subito una serie di controlli da parte dei vigili urbani Non sarebbero emersi elementi penalmente rilevanti a carico degli agenti e, dopo la chiusura delle indagini per il reato di istigazione al suicidio, sembra profilarsi oggi l’archiviazione, su richiesta della Procura di Palermo, anche per il reato di abuso di ufficio. E’ davvero difficile non vedere, però, come Noureddine sia stato ucciso più volte, anche dopo la sua morte, dall’ignoranza di chi riteneva di potersi sbarazzare di lui con una telefonata ai vigili, dall’arroganza di chi eseguiva i controlli con modalità che sono apparse spesso vessatorie, dall’omertà di chi ha visto e non ha parlato. Se non si tratta di responsabilità penalmente rilevanti, sono tuttavia fatti che una comunità non può continuare ad ignorare.

Per i cittadini di Palermo e per le istituzioni, dopo l’ultima richiesta di archiviazione delle indagini sull’ipotesi di abuso di ufficio a carico di alcuni vigili urbani, Noureddine non esiste più. Non rimarranno tra tante altre scartoffie neppure i verbali che gli avevano contestato a ripetizione i vigili urbani in quanto, malgrado avesse permesso di soggiorno e licenza di ambulante, non si spostava abbastanza frequentemente come richiedevano i regolamenti comunali. E per questo una serie infinita di controlli e di sequestri che lo avevano condotto alla disperazione al punto di darsi fuoco. Ma di quei verbali, sembra oggi, nessuna traccia.

Nessun dubbio, sembra, che l’assenza di verbali di sequestro potesse significare soltanto che i sequestri fossero avvenuti senza che fossero redatti i relativi verbali, come alcuni ambulanti hanno raccontato quando era ancora forte l’emozione per il suicidio di Noureddine.

Non si sa se sono in corso ed a che punto sono giunte altre indagini della magistratura su questa materia, e intanto molti immigrati che sopravvivevano facendo gli ambulanti sono stati costretti a lavorare come schiavi nelle campagne, piuttosto che rischiare tutti i giorni per le strade di Palermo di perdere la loro mercanzia, e spesso anche la libertà o i documenti di soggiorno.

Dunque nessun fatto penalmente rilevante, una salma carbonizzata che è stata spedita in Marocco, una famiglia in lutto, una bambina ed una moglie che non rivedranno più il papà ed il marito. Ma per i palermitani che vivevano attorno a Noureddine e per le istituzioni, ormai, tutto quello che è successo nei rapporti tra vigili urbani ed ambulanti stranieri sembrerebbe rientrato nella normalità.

L’Osservatorio contro le discriminazioni “Noureddine Adnane”, da poco tempo costituitosi in associazione, proseguirà nella sua attività di denuncia e di difesa dei diritti di tutte le persone che, come gli immigrati venditori ambulanti, sono esposti contemporaneamente al razzismo ed alla xenofobia da parte dei cittadini italiani, ed a forme diverse di discriminazione istituzionale, diretta o indiretta. Dipenderà anche da noi, da tutti noi, se il sacrificio della vita di Noureddine resterà solo un gesto di disperazione o diventerà una occasione di riscatto per quelli che si trovano ancora oggi nella sua stessa situazione.


La discriminazione etnica o razziale è la pratica che priva le persone dei loro diritti, le tratta in modo ingiusto, intollerante, le umilia, le offende, le minaccia o mette in pericolo la loro integrità sulla base di caratteristiche somatiche e/o culturali e/o l’origine etnica e/o l’appartenenza religiosa. Per discriminazione si intende quindi qualsiasi azione (atto, comportamento, evento) che mira (in modo diretto o indiretto) o che ha il risultato (anche non deliberato) di negare la parità di trattamento o escludere una persona o un gruppo in quanto membro di un particolare gruppo razziale, etnico, religioso, ecc.. L’Osservatorio svolgerà assistenza diretta alle vittime di discriminazione attraverso:
•La messa in funzione di una linea telefonica e di un indirizzo e-mail esclusivo e di una segreteria telefonica sempre attiva (24 ore su 24 compresi domenica e festivi)
•L’apertura di uno sportello presso la sede dei Laici Missionari Comboniani di Palermo. Lo sportello raccoglierà le testimonianze dirette o indirette (anche in forma anonima) di eventi di discriminazione nei seguenti giorni e alle seguenti ore:

- Mercoledì 18.00 – 19.30 (Parrocchia Santa Lucia – via Enrico Albanese 2)

- Venerdì 09.30 – 12.30 (Via G.B. Santangelo 17/b – sede LMC).

Per informazioni e contatti:
Cellulare 388 1749722

Segreteria (attiva 24h) 091 7524593

Email palermonondiscrimina@gmail.com


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