www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


lunedì 25 febbraio 2013

27 febbraio, Palermo: A fianco dei profughi: Autorganizziamo l'accoglienza, impariamo a fare da noi"

A fianco dei profughi
Autorganizziamo l'accoglienza
Impariamo a fare da noi
Mercoledì 27 febbraio ore 17
presso Associazione Senegàl Sicilia Occidentale
P.zza Santa Chiara
Il 28 febbraio scadranno i finanziamenti statali per l'assistenza ai rifugiati dalla guerra di Libia (scatenata dalla NATO e quindi anche dall'Italia), per cui migliaia di persone si troveranno senza mezzi di sostentamento. Si tratta di persone alle quali è stato tolto ogni progetto di futuro da una guerra alla quale l'Italia ha partecipato, rendendosi corresponsabile di una grave emergenza umana.
La mobilitazione unitaria, decisa e dignitosa di migliaia di fratelli e sorelle insieme all'Associazione "3 febbraio" ha portato all'ottenimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari per tutti i rifugiati dalla Libia. Il rilascio del documento è però molto lento, tanto che la maggior parte delle persone non lo avrà ancora il giorno di scadenza dei progetti di assistenza.
Questa condizione ha come conseguenza l'impossibilità di chiedere un titolo di viaggio per l'espatrio e di avere un contratto regolare di lavoro.
Migliaia di persone si troveranno quindi in una situazione di assoluta precarietà, che sarà lenita solo dalla solidarietà di brave persone e dell'associazionismo. Una solidarietà che è già all'opera in gesti grandi e piccoli: da tanta gente di Lampedusa che aprì le case ai profughi alle tante persone e associazioni che nelle città e nei piccoli centri hanno messo a disposizione docce, cibo, letti, medicine, accoglienza, solidarietà, amicizia.
Di tutto questo c'è ora più che mai bisogno, ovunque, perché i fratelli e le sorelle rifugiate vivono ovunque, spesso in piccoli gruppi, alloggiati in paesini altrettanto piccoli.
Anche qui decine e decine di fratelli nostri vivono questa situazione, ospitati in centri che chiuderanno, da Palermo a Piana degli Albanesi a Santa Flavia.
A Napoli centinaia di profughi si sono organizzati in assemblee e hanno svolto manifestazioni, rivolgendo anche le loro richieste alla Prefettura e facendo appello a riprendere una iniziativa di solidarietà e dignità, rifiutando la vergognosa elemosina di 500 euro che il governo ha deciso di offrire come buona uscita a tutti loro, con i quali dovrebbero affittarsi una casa e provvedere al proprio sostentamento; e rifiutandosi di lasciare i centri dove sono ospitati fono a quando non verranno messi a disposizione altri posti dove andare .
Ogni persona buona, ogni associazione di solidarietà, ogni parrocchia, gruppo di amici o di vicini di casa può fare qualcosa, aiutare e accogliere una persona, conoscerla e farsi conoscere, toglierla dalla condizione inumana cui la condanna la fine dell'assistenza statale.
Chiediamo a tutti voi una mano: associazioni o singoli disponibili ad un gesto di solidarietà possono contattarci e provare ad affrontare insieme questa emergenza. Tutti insieme, nella misura delle scelte e delle possibilità, possiamo contribuire a migliorare la vita di nostri fratelli.
Chiediamo subito un incontro con la Prefettura chiedendo il pagamento di 3000,00 euro per ognuno, che sono la somma di 2,50 euro che per legge avrebbero dovuto avere in questi due anni.
Incontriamoci per discuterne e decidere insieme

Mercoledì 27 febbraio ore 17 presso Associazione Senegàl Sicilia Occidentale, P.zza Santa Chiara
Info: Associazione Antirazzista Interetnica 3 Febbraio
www.a3f.org Palermo 339 1925483 - 3389235453


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