www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 2 ottobre 2012

18 settembre, Buenos Aires: Al XXVIII Congresso ADILLI un doppio sguardo sulla cultura colta e la cultura popolare

Oltre cinquanta espositori all'appuntamento dei Docenti e Ricercatori di lingua e letteratura italiana. Portati a conoscenza anche alcuni problemi, quali mancanza di libri e numero contenuto di cattedre e corsi, per chi vuole studiare l'italiano. Di RENATA BRUSCHI ...



Si è appena conclusa a Buenos Aires la 28esima edizione del Convegno di Italianistica organizzato dall'ADILLI, associazione di docenti che riunisce un ampio numero di professori e ricercatori. Gli incontri si sono tenuti nei prestigiosi spazi dell'Auditorium dell'UMSA (Universidad del Museo Social Argentino) e del Profesorado di Italiano della Dante Alighieri (ISDA). Oltre cinquanta espositori si sono alternati nel corso delle tre giornate di studio, dal 18 settembre in poi, per dibattere sulla presenza di elementi colti e popolari nella lingua e nella letteratura italiana.

Quali le novità di questa occasione? Il Consolato e l'Istituto Italiano di Cultura hanno dato il loro auspicio, anche attraverso la presenza del Console Generale Giuseppe Scognamiglio e dell'addetta culturale Maria Mazza, neodirettore dell'IIC, alla cerimonia inaugurale. L'intento di rafforzare la promozione della cultura italiana in Argentina, mediante una convergenza di sforzi pare dimostrarsi la principale caratteristica di questa XVIII edizione de convegno. Monica Arreghini, direttore dell'ISDA e Fulvia Lisi presidente uscente dell'ADILLI, nel corso della cerimonia di chiusura hanno ribadito che l'Associazione intende operare in sinergia con le risorse presenti sul territorio per favorire il dialogo tra tutti gli studiosi della lingua e letteratura italiana. Questa convergenza è tanto più necessaria se si pensa alle reali condizioni in cui si opera oggi in Argentina. Il neopresidente dell' ADILLI, prof. Gustavo Artucio, dell'Università Autonoma di Entre Rios, ha ricordato le difficoltà che incontrano i docenti: pochi libri di letteratura italiana disponibili nelle librerie e nelle biblioteche, numero contenuto di cattedre e di corsi di laurea, a fronte di un reale interesse per lo studio della lingua, soprattutto tra gli studenti delle scuole argentine. Il lavoro di ricerca prosegue e il prossimo convegno si terrà a Paranà, nel 2013.

Varie altre le novità di questa edizione: la presenza di tre spettacoli artistici, che hanno ricordato come la letteratura si sviluppi in armonia con le altre arti, anche la maggior presenza di ricercatori provenienti dall'estero, in particolare dalla Spagna, Brasile e Portogallo. Infine pure l'accordo con www.bairesuno.tv che in quanto media partner ha curato le registrazioni delle conferenze, segna un evoluzione in questi consueti appuntamenti annuali in Argentina.

Nel corso dei quasi trent'anni di attività, l'ADILLI ha saputo rinnovarsi nel tempo per mantenersi all'avanguardia. Ormai sono diventate costanti la presentazione di studi legati alla migrazione, la creazione di uno spazio dedicato esclusivamente a promuovere i "proyectos de investigación", la disponibilità a fornire una occasione anche ai neolaureati per presentare le loro ricerche sono tutte conquiste rafforzatesi nel tempo.

Forse non è del tutto errato pensare che oggi il dialogo tra italianisti del Sudamerica e ricercatori italiani si riproponga secondo categorie non sempre condivise appieno e quindi possa lanciare sfide rigeneranti per entrambi gli interlocutori. Nel caso del XVIII Convegno, la proposta tematica "Integracion de lo culto y lo popular" ha messo in luce una leggera diversità nel modo di concepire i termini del binomio. A ben guardare, in ambito accademico italiano il dibattito attorno a questi due concetti non ha goduto recentemente di particolare attenzione. Viceversa, nei paesi dell'America meridionale, la questione mantiene una sua grande vivacità e si coniuga con le riflessioni sociopolitiche delle varie società latinoamericane che stentano a percorrere le vie della democrazia.

Sono recenti gli studi che portano l'attenzione sulla presenza di una migrazione culturalmente preparata, in virtù dei quali è possibile ridimensionare il cliché di una migrazione italiana povera. A fianco delle masse di braccianti che diffusero le tradizioni popolari della terra d'origine nel corso del XIX secolo, si trovarono perciò gli esponenti di culture artistiche e scientifiche di riconosciuto prestigio. Ne consegue che cultura accademica e cultura popolare si trovano a coesistere sin dai primi momenti e restano due ambiti spesso separati, anche dopo che l'Italia del postguerra evolve verso un modello socioculturale in cui si attua la convergenza verso la cultura di massa.

Per l'ambiente letterario argentino e sudamericano, il concetto di cultura accademica è intrecciato a quello di tradizione culturale europea, mentre il popolare trova molto spazio ma non tutto e non esclusivamente tra le civiltà native. Nel corso del Convegno, questa differente declinazione delle categorie intepretative del fatto letterario ha comportato quindi una insolita angolatura nello studio dei testi letterari classici italiani e italoargentini. Tutto questo ricco entroterra culturale ha reso possibile arrivare ad un bilancio altamente positivo del XVIII Convegno ADILLI, avvalorando la posizione raggiunta da questa associazione di docenti che portano avanti la loro attività con impegno, entusiasmo e una ineludibile buona dose di simpatia.

RENATA BRUSCHI

Nella fotografia, il prof. Gustavo Artucio, nuovo presidente dell'ADILLI

Fonte: http://www.tribunaitaliana.com/Attualit/Al-XXVIII-Congresso-ADILLI-un-doppio-sguardo-sulla-cultura-colta-e-la-cultura-popolare-/2129


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