www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 10 luglio 2012

Studenti stranieri per la Summer School della Scuola di Lingua italiana per Stranieri

 (ANSA) - PALERMO, 10 LUG

Dall'Egitto, dalla Turchia a Palermo per migliorare la conoscenza della lingua e della cultura italiana.

Un gruppo di giovani e adulti dei Paesi del Mediterraneo ed anche provenienti dal Vietnam, Cina, Uruguay, Stati Uniti stanno frequentano i corsi della summer school organizzati dalla scuola di lingua italiana per stranieri dell'ateneo di Palermo.

Alcuni di loro, hanno partecipato ieri ad un laboratorio dedicato alla storia dell'arte intorno alla figura dell'artista Carlo Scarpa, nell'ambito del Sole luna festival che e' in corso a Palermo fino a venerdi'.      

Nourhan El Abrashi, laureanda in lingua e letteratura italiana proviene da Il Cairo:

''Mi piacerebbe lavorare come traduttrice ed interprete di lingua italiana oppure nel settore turismo  - afferma la giovane egiziana - il mio Paese  sta attraversando un periodo molto delicato e sono preoccupata per il  futuro lavorativo.  Ritengo - aggiunge - che siamo tutti egiziani e che la religione non deve interferire negli affari dello Stato altrimenti  si prospetteranno nuove ribellioni. In un Paese civile e democratico  bisogna avere liberta' di scelta. Io, ad esempio, porto il velo  a differenza di altre  colleghe. Ma sento di essere una ragazza normale e moderna''.

Le fa eco Norhan AbdelHaziz, anche lei egiziana e laureanda in lingua italiana:

''Palermo mi ricorda Alessandria d'Egitto, mi trovo a mio agio in questa citta'. Spero proprio che l'Egitto non diventi un altro Iran''. ''Noi egiziani di religione cristiana - aggiunge Nevine Guirgis -  temiamo di essere schiacciati ed estromessi dal Governo. Sarebbe un grave errore perche' costituiamo il 20% della popolazione egiziana''.

Per  Yousra Gonie, studentessa di Economia, musulmana, ''I cristiani hanno un importante ruolo nell'economia dell'Egitto. Nel settore della borsa, ad esempio, molti investitori sono cristiani ed anche nella telefonia. In questi anni, hanno prodotto ricchezza e posti di lavoro per i giovani''.

Altri studenti arrivano dalla Turchia per partecipare al progetto Erasmus in facolta' di medicina. Oltre al tirocinio in ospedale frequentano la summer school della scuola per stranieri.

Ahmet Cifci, 24 anni, dopo la laurea desidererebbe specializzarsi in pediatria. ''Palermo e' una citta' economica, ricca di storia e di arte. C'e' anche un bel mare e la gente e' ospitale per questo ho scelto di studiare in Sicilia''. ''Rimarremo nell'Isola  tre mesi - aggiungono Fatih Saglam e Suleyman Gumus dell'universita' turca di Gaziantep -  stiamo bene a Palermo peccato che la citta' sia un po' sporca. Inoltre, pochi siciliani conoscono le lingue straniere''. La Turchia in Europa? ''Non siamo daccordo - affermano i due giovani - in questo momento l'Europa e' debole economicamente pertanto non si potrebbe ricavare alcun vantaggio''. (ANSA).

Pagina Facebook della Scuola di lingua italiana per Stranieri dell'Università degli Studi di Palermo
http://www.facebook.com/itastra

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