www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 15 maggio 2012

17 maggio, Palermo: Seminario "Immigrazione e Integrazione. Il ruolo della Comunicazione nella formazione dell'opinione pubblica"



Progetto Co. In- Comunicare l’Integrazione


Sintesi operativa
Il progetto Co.In è stato finanziato per l’importo di € 500.000 dal Fondo Europeo per l’Integrazione dei Cittadini dei Paesi Terzi-linea “Azioni di sensibilizzazione, informazione e comunicazione, anno 2010. L’Unione Europea segnatamente al primo principio di base comune della politica di integrazione dei cittadini migranti nell’UE, rappresenta l’integrazione come un processo dinamico e bilaterale di adeguamento reciproco da parte degli immigrati e i residenti negli Stati  membri.

In coerenza con tale approccio è parso necessario da un lato favorire l’inserimento dei cittadini stranieri nel tessuto socio-economico, dall’altro sensibilizzare la società italiana ad accogliere i migranti apprezzando il valore della loro cultura e l’arricchimento reciproco che può derivare dalla piena integrazione.

In questo contesto, i media svolgono un ruolo fondamentale nella rappresentazione del fenomeno migratorio contribuendo con la loro azione a facilitare l’integrazione degli immigrati nella società italiana. Al riguardo, nell’affrontare il tema dell’immigrazione è auspicabile – come evidenziato nel Manuale sull’Integrazione redatto dalla Commissione Europea - che il giornalismo italiano si rimetta in discussione, superando stereotipi e pregiudizi culturali che spesso, anche inconsapevolmente, finiscono con distorcere fatti focalizzati esclusivamente sugli aspetti negativi relativi alle migrazioni e alle minoranze, raramente  bilanciati da storie positive di successi economici e sociali.  Anche l’OCSE, nell’International Migration Outlook: Sopemi 2010 ha segnalato l’impellenza di garantire una maggiore e più obiettiva copertura da parte dei media sul tema dell’integrazione, al fine di limitare l’effetto dei pregiudizi e dei malintesi e di consolidare la conoscenza e la comprensione pubblica circa l’impatto economico, sociale e culturale della migrazione. Nel 2008 la Federazione Nazionale Stampa Italiana ed il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti hanno sottoscritto la c.d. “Carta di Roma”, protocollo deontologico sull’informazione concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti.

   La Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha individuato fra le proprie priorità la promozione di interventi finalizzati ad incrementare la precisione, l’imparzialità e la neutralità dell’informazione giornalistica. Co.In. punta dunque a migliorare l’approccio dei media rispetto al fenomeno migratorio, attraverso la sensibilizzazione dei giornalisti nel veicolare in maniera completa, obiettiva e positiva le informazioni relative all’immigrazione e all’integrazione. Le attività previste dal progetto includono tre linee di intervento:

   Elaborazione di un handbook da distribuire nelle redazioni stampa, radio tv e web di rilievo nazionale e locale, relativo al tema dell’immigrazione e al rapporto tra mass-media ed integrazione volto a veicolare buone pratiche e storie positive aventi per protagonisti cittadini immigrati. L’handbook fornirà anche una disamina del quadro di riferimento relativo al riparto di competenze istituzionali in materia di immigrazione, dati quantitativi e indicatori territoriali che mettano in luce i benefici del fenomeno migratorio per la società ospitante; proporrà una sintesi comparativa a livello europeo delle principali norme che regolano l’ingresso ed il soggiorno degli stranieri e dei principali indici di integrazione e offrirà, infine, esempi di buone prassi comunicative tratte da differenti contesti mediatici e racconti di storie di migrazione di successo.

   Organizzazione in cooperazione con gli OdG regionali, di 6 seminari di aggiornamento tenuti da personalità di spicco del mondo dell’informazione attivi nel settore immigrazione, disseminati tra i capoluoghi regionali più rilevanti per quanto concerne la presenza migratoria e rivolti a giornalisti (stampa, radio, tv e web) di testate e emittenti con copertura regionale. Ognuno dei seminari affronterà l’analisi generale dello scenario migratorio in Italia, proponendo fatti di cronaca specifici aventi ad oggetto il rapporto immigrazione/integrazione, raccontati tramite supporti documentali video di breve durata. Nella trattazione delle tematiche sarà utilizzato e diffuso l’handbook.
 
Organizzazione di una Spring School, rivolta a 50 giovani giornalisti, allievi delle Scuole di Giornalismo riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti, selezionati a seguito di un concorso volto a vagliare, tramite una commissione coordinata dalla DG dell’immigrazione e delle Politiche di Integrazione, i migliori articoli, inchieste e reportages, inerenti l’integrazione e l’immigrazione. Alla Spring School parteciperanno come relatori esperti sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione provenienti dal mondo accademico, dal giornalismo e dalle pubbliche amministrazioni.

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