Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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sabato 22 ottobre 2011

Riflessioni sugli scontri di Roma: Dieci cose che so sulla Violenza

di Carlo Gubitosa


1) In Italia e nel mondo esiste una violenza economica, finanziaria, politica culturale e sociale che si alimenta di guerre, sfruttamento, negazione dei diritti umani, oppressione delle minoranze e repressione del dissenso. Questo è il dato di base da cui partire, il nodo politico da sciogliere, la sfida che i popoli si trovano ad affrontare in una precarietà che per la prima volta accomuna il terzo mondo a Roma, Pechino, New York e Parigi.

2) Questa violenza sta togliendo futuro, speranza, lavoro e dignità di vita a milioni di persone, e per questo moltissime persone lottano con cuore puro e onestà di intenzioni affinché questo non avvenga.

3) La lotta nonviolenta è lo strumento più evoluto che abbiamo a disposizione per combattere questa violenza. Quello più primitivo è la lotta violenta. Quello più inutile sono le chiacchiere di chi non lotta ma critica la lotta degli altri.

4) Che la reazione violenta alle ingiustizie sia preferibile all'inazione impotente quando non c'è la possibilità di lottare in modo nonviolento è un principio sostenuto dallo stesso Gandhi: "It is better to be violent, if there is violence in our hearts, than to put on the cloak of non-violence to cover impotence. Violence is any day preferable to impotence. There is hope for a violent man to become non-violent. There is no such hope for the impotent". In sintesi: chi è impotente e non lotta non deve travestirsi da nonviolento per nascondere la sua inazione puntando il dito contro gli altri. Chi lotta in modo violento deve sapere che esiste una forma di lotta migliore.

5) In ogni caso la violenza di strada che abbiamo visto in azione a Roma non c'entra nulla con la lotta alle ingiustizie di cui parlava Gandhi. Può essere considerata come uno sfogo sociale, come un termometro di un disagio che la politica ha il dovere di intercettare rispondendo ai bisogni delle persone prima che alle sollecitazioni dei "mercati", sarebbe meglio capirla che demonizzarla, ma in nessun caso può essere elevata al rango di lotta violenta contro l'oppressione del sistema politico/economico/militare. Infatti questa violenza non produce risultati efficaci sul piano concreto e fornisce al sistema strumenti culturali e simbolici per legittimare la propria violenza. Una madonna di gesso spaccata è una foglia di fico per fetta per nascondere le vite spaccate dalle "guerre umanitarie" e dallo sfruttamento.

6) Anche di fronte ad una violenza di strada discutibile sotto molti aspetti, la critica all'inutilità, all'inefficacia o all'ingiustizia di questa violenza non è accettabile se priva di coerenza e onestà intellettuale. Ci vuole infatti coerenza e onestà intellettuale per dare la giusta proporzione tra il sasso lanciato a Roma e la bomba lanciata a Kabul, e per affermare senza ipocrisia che peggio della violenza individuale a mani nude c'è la violenza armata di stato contro i cittadini, e peggio di questa c'è la guerra, violenza armata degli eserciti e dei governanti contro popolazioni che non li hanno eletti.

7) Purtroppo le voci dei movimenti nonviolenti sono censurate, così come il pensiero anarchico libertario, quello a cui si riferiva Gandhi quando diceva "The ideally non-violent state will be an ordered anarchy. That State is the best governed which is governed the least". Per questa ragione il discorso su etica e violenza rimane prerogativa di una classe intellettuale e mediatica zeppa di ipocriti dalla doppia morale, forti contro le violenze dei deboli e muti contro le guerre dei forti. Gente che magari nel '68 non lanciava sassi, ma si portava le P38 da casa, e oggi si straccia le vesti sdegnate contro la violenza dei cittadini tappandosi gli occhi di fronte alle guerre degli stati.

8) Per questa ragione condividerò e farò mia ogni critica alle azioni violente di Roma che arrivi da persone stimabili e impegnate in azioni dirette nonviolente che lottano da sempre contro ogni forma di violenza, e sosterro' ogni forma di resistenza nonviolenta al potere che sta schiacciando i popoli come mai era capitato nella storia recente. Guarderò con diffidenza alle critiche della gente che sta con le mani in mano a casa propria, e pretenderò che oltre alle critiche suggeriscano anche delle alternative praticabili di lotta nonviolenta, impegnandosi a realzzarle in prima persona anche rischiando manganelli e carcere come chi fa violenza di strada oggi e come chi ha fatto lotta nonviolenta ieri ai tempi di Gandhi e Martin Luther King. Respingerò al mittente le critiche dei guerrafondai perbenisti e ipocriti che si mettono la "maschera della nonviolenza" per riempirsi la bocca di grandi principi, quando in realtà sono complici sul piano culturale, morale, politico e giornalistico di una violenza ben superiore a quella che criticano.

9) Tutto ciò premesso, sono convinto che il settore dell'antagonismo, che ho avuto modo di conoscere direttamente e di stimare per tantissime ragioni è purtroppo pieno di colossali teste di minchia che non vedono l'ora di menare le mani per sfogare le loro frustrazioni facendo i capetti delle masse popolari. E in tanti anni che li seguo, non ho mai visto un grande leader antagonista sanguinare per i manganelli tanto quanto i ragazzi onestamente indignati e stufi del potere e delle sue violenze, mandati al macello sul fronte dello scontro sociale assieme alla loro voglia di cambiare il mondo.

10) Aggiungo anche che il settore del giornalismo, che ho avuto modo di conoscere direttamente e di stimare per tantissime ragioni, è purtroppo pieno di venduti e sepolcri imbiancati, che strillano a comando come galline spennate quando i cassonetti bruciano a Roma, e festeggiano le grandi conquiste della democrazia quando i cassonetti bruciano in guerra assieme alle case e alle persone. E in tanti anni che li seguo, non ho mai visto un grande opinionista consumarsi le scarpe per raccontare le guerre e le tensioni sociali rischiando tanto quanto i cronisti onestamente indignati e stufi del potere e delle sue violenze, mandati al macello sul fronte delle guerre umanitarie assieme alla loro voglia di raccontare il mondo.

Ne concludo pertanto che la vera lotta da combattere non è solo la lotta collettiva contro le strutture violente di potere organizzato, ma anche la lotta individuale contro la tentazione del potere in tutte le sue forme: il potere di poter spaccare impunemente quello che ci pare quando siamo in piazza a viso coperto, il potere che ci permette di far crollare impunemente le economie di intere nazioni premendo dei tasti sul computer giocando in borsa, il potere che ci permette di ordinare impunemente agli stati la devastazione del loro stato sociale e dei diritti dei lavoratori quando scriviamo letterine ai governi dall'alto della Banca Centrale Europea, il potere che ci permette di benedire impunemente potenti, dittatori e criminali anche nome di un dio che li maledice nei cieli quando vestiamo un abito relgioso, il potere che ci permette di controllare impunemente con le menzogne l'opinione di milioni di persone quando facciamo i giornalisti sui media di massa, il potere che ci permette di picchiare impunemente cittadini inermi quando siamo in divisa, il potere che ci permette di approvare impunemente guerre e missioni militari dopo aver preso i voti di pacifisti, nonviolenti, antimilitaristi e cittadini stufi dei soldi buttati nel cesso per il controllo militare e poliziesco di un mondo in rivolta, che potrà salvarsi combattendo le mille facce del potere con le mille tecniche della nonviolenza.

Fonte: Peacelink



domenica 20 marzo 2011

24 marzo, Palermo: L'esperienza Nonviolenta in Egitto e Tunisia


Giovedì 24 marzo alle ore 21
Chiesa Valdese
Via Spezio 43 - Palermo

Il Mir americano ha stampato in arabo per l'Egitto pubblicazioni
sulla lotta per i diritti civili di M.L. King.

I ragazzi di Piazza Tahrir, in un video di Al Jazeera,
spiegano i loro contatti con Otpor! ed i ragazzi di Belgrado
che hanno cacciato Milosevic
addestrati alla nonviolenza da Gene Sharp.




lunedì 4 gennaio 2010

Marzo e maggio 2010: Laboratorio su Nonviolenza e Diritti umani


Laboratorio su Nonviolenza e Diritti Umani. Esperienze a confronto e testimonianze dirette.

L’associazione H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization e l’ M.D.U. (Movimento degli Universitari) in collaborazione con il Centro Buddhista palermitano Muny Gyana organizza un laboratorio di 25 ore riguardante il tema della nonviolenza e dei diritti umani da svolgersi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo; Docente di Riferimento nell'ambito di realizzazione dell'intero Laboratorio Prof. Valeria Andò (Clicca qui per maggiori dettagli).

Il laboratorio prevede diversi incontri nel periodo compreso fra il 12-14 marzo 2010 e il 7-9 maggio 2010, le attività si andranno ad organizzare tenendo conto della disponibilità dei locali messi a disposizione dalla Facoltà di Lettere e Filosofia esse si andranno ad organizzare sia nelle ore mattutine (10:00-13:00) che pomeridiane (14:30-17:30).

Esso verrà suddiviso in tre fasi:

-
Cineforum: Proiezione 4 Film sul tema della nonviolenza e dei Diritti Umani;

- Laboratori sulla Nonviolenza;

- Incontri con un Lama Tibetano

Durante la realizzazione si vedrà la partecipazione di esperti nel campo della Nonviolenza e dei Diritti Umani, l’idea è quella di creare un momento di riflessione e al tempo stesso un momento di formazione utile alla crescita degli studenti sulla base del metodo nonviolento.

Il Laboratorio non è finalizzato esclusivamente agli studenti iscritti ma è di libero accesso a chiunque voglia prenderne parte.
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lunedì 9 novembre 2009

10 novembre, Palermo: Primo incontro su Nonviolenza e Diritti Umani. Uno sguardo sul "Tetto del Mondo"


Iniziano gli incontri su Nonviolenza e Diritti Umani, promossi dal MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione), presso la Chiesa Valdese di Palermo in via dello Spezio 43.



Il Primo incontro sarà dedicato alla conoscenza ed all'aggiornamento sulla lotta nonviolenta del popolo tibetano.



Presenterà l'incontro Marco Farina dell'associazione "Human Rights Youth Organization".



"La compassione è un qualcosa di simile a un sentimento di altruismo, un senso di preoccupazione per le difficoltà e per il dolore degli altri. Non solo la famiglia e gli amici, ma tutte le altre persone, anche i nemici. […] Nel momento in cui ci preoccupiamo per gli altri, capiamo che anche loro, proprio come noi, vogliono la felicità, vogliono l'appagamento.” *



*S.S. Dalai Lama" La saggezza del perdono"



Il Tibet è sotto l’occupazione cinese dal 1959.



Nello stesso anno Sua Santità il XIV Dalai Lama è stato costretto a fuggire in India per salvarsi la vita.



Più di 1.200.000 tibetani sono morti nel corso degli anni vittime della violenza e dei soprusi del governo cinese.



Ancora oggi vi sono profonde difficoltà di reperire informazioni adeguate alla reale situazione di quelle zone teatro di massacri e crimini contro l’umanità, nonostante l’ausilio delle tecnologia che ha favorito il diffondersi dell’informazione.



Bisogna, quindi, non arrestare l’informazione e la denuncia di tutte le violazioni in termini di Diritti Umani.



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lunedì 28 settembre 2009

2 ottobre: Palermo chiama mondo, manifestazione per la marcia mondiale per la pace e la nonviolenza


“Palermo chiama Mondo”
Manifestazione per la Marcia Mondiale
per la Pace e la Nonviolenza
2 ottobre 2009

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, lanciata dall’organizzazione internazionale Mondo senza Guerre e da moltissime altre associazioni, istituzioni ed individui, partirà dalla Nuova Zelanda il 2 ottobre 2009 – anniversario della nascita di Gandhi, dichiarato dall’ONU “Giornata internazionale della Nonviolenza” - per arrivare in Argentina il 2 gennaio 2010.
Attraverserà 100 paesi con un obiettivo preciso: dare coesione e visibilità a tutti coloro che aspirano all'affermazione di Pace e Nonviolenza.
La proposta iniziale si è sviluppata molto velocemente. In pochi mesi la Marcia Mondiale ha suscitato l'adesione di migliaia di persone, gruppi pacifisti e nonviolenti, istituzioni di tipo diverso, personalità del mondo della scienza, della cultura e della politica sensibili all'urgenza del momento.
L'obiettivo è attirare l'attenzione dei governi di tutto il mondo su una nuova sensibilità, su un nuovo comune bisogno di Pace e Nonviolenza; che si traduce in chiare e puntali rivendicazioni: smantellamento degli arsenali nucleari, riduzione della spesa per gli armamenti, rinuncia dei governi a utilizzare la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti, ritiro delle truppe d'invasione dai territori occupati, fine di ogni forma di violenza razziale, sessuale, politica.
Il comitato promotore palermitano nasce dalla volontà di un gruppo eterogeneo di realtà associative, di unirsi per sensibilizzare il territorio palermitano e siciliano alle istanze di cui la Marcia si fa promotrice. Ma non solo. In un'ottica di "think global, act local", la Marcia è infatti un'occasione, imperdibile, per rivendicare, simultaneamente con il resto del mondo, una quotidiana realtà di Pace e Nonviolenza, con le modalità e i significati che questa assume nel territorio siciliano.
Reclamiamo il nostro diritto a vivere in pace e libertà, e non si vive in libertà quando si viene oppressi dalla minaccia di violenza.
Per questo, anche Palermo festeggerà il 2 ottobre 2009 la partenza della Marcia e la giornata Internazionale della Nonviolenza, con la manifestazione “Palermo chiama Mondo”. In questa data infatti, come per tutta la durata della Marcia, in centinaia di città si realizzeranno marce, festival, forum, conferenze e altri eventi per attirare l'attenzione del più grande numero di persone, in tutto il mondo, sui temi della Pace e della Nonviolenza.

sicilia@theworldmarch.org
WWW.MARCIAMONDIALE.ORG WWW.THEWORLDMARCH.ORG

Programma della giornata:

_ La Conferenza _

Testimonianze da Palermo per la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
Alle 16.30 presso la “Bottega dei Sapori e dei saperi della legalità", Piazza Castelnuovo n°13 si terrà una conferenza all'interno della quale avranno spazio le differenti anime del comitato cittadino per la Marcia Mondiale. Verrà dunque data testimonianza di come, a partire dal territorio palermitano o nel territorio palermitano, possano svilupparsi esperienze di impegno e lavoro per lo sviluppo e l'applicazione dei principi di Pace e Nonviolenza. Interverranno rappresentanti di Libera,Emergency Palermo, Istituto per la formazione politica “Pedro Arrupe”, e CESIE.

_Marcia Simbolica_

Palermo chiama Mondo – Fiaccolata per la Pace e la Nonviolenza
Da Piazza Castelnuovo, conclusasi la conferenza, partirà una marcia simbolica,
interculturale con musica e balli, che si concluderà a Piazza Verdi.
Vogliamo creare un'occasione per far sfilare insieme per la via principale della città tutte le realtà sociali che rivendicano un urgente bisogno di pace e che reclamano una quotidianità di nonviolenza: dagli immigrati, ai senza casa, agli imprenditori impegnati nella lotta contro la mafia, agli studenti e sopratutto a tutta la popolazione che si riconosce negli ideali di pace e nonviolenza.

_ Il concerto a Piazza Verdi _

Parole e suoni per la Pace
La giornata si concluderà con una grande festa in piazza. Si esibiranno :
- 4 Cozze Anplugghed
- Concrete
- Hidria
- Red Absinth
- The Squawker
In piazza saranno presenti gli stand informativi della Marcia e delle associazioni che la promuovono nel territorio.