www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 13 dicembre 2008

Petizione "Come un uomo sulla terra"

Oggi 13 dicembre 2008 alle ore 11.00, presso la sede succursale del liceo Vittorio Emanuele di Palermo, la Scuola di Lingua Italiana dell'Università di Palermo ha organizzato la proiezione di un interessante film-documentario che ha offerto agli studenti e ai professori sia del Liceo che della Scuola, di ascoltare da " la voce diretta dei migranti africani [...] le brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa. "

Il film-documentario, dal titolo COME UN UOMO SULLA TERRA , " è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale Dagmawi Yimer riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. "

Il protagonista Dagmawi Yimer " studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi. "




Alla proiezione erano presenti, oltre che la Direttrice della Scuola di Lingua Italiana per Stranieri Professoressa Mari D'Agostino che ha curato e promosso l'evento, i registi Riccardo Biadene e Andrea Segre, i quali hanno poi risposto ad alcune interessanti domande che gli studenti del Liceo hanno posto loro alla fine della proiezione.


COME UN UOMO SULLA TERRA è stato proiettato oggi pomeriggio anche agli Stati Generali del Documentario Italiano che si stanno attualmente svolgendo ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.



Gli autori del film, nell'intento di far conoscere al maggiori numero possibile di persone la realtà documentata nel loro lavoro, invitano scuole, organizzazioni, università, associazioni ad organizzare delle proiezioni in loco. Sul loro sito è possibile consultare sia il calendario delle proiezioni già fissate, che la procedura richiesta per organizzare una proiezione.

Ma il lavoro e l'impegno degli autori va anche oltre.

Oltre a sostenere un' interrogazione parlamentare in Commissione Affari Esteri della Camera presentata dall'On. Villecco Calipari, gli autori chiedono che il loro film venga presentato formalmente al Parlamento italiano.

Inoltre, insieme ai produttori del film e con la collaborazione di Fortress Europe e Nigrizia, hanno lanciato una petizione " affinché si arrivi presto ad una missione d’inchiesta europea sulla situazione libica ".



Di seguito, il testo integrale della Petizione, che si può anche firmare on-line:

A:
Presidenti Camera dei Deputati della Repubblica Italiana - On. Gianfranco Fini
Presidente Senato della Repubblica Italiana - On. Renato Schifani
Presidente Parlamento Europeo – Mr. Hans G. Poettering
Presidente della Commissione Europea – Josè M. Barroso
Commissario per Giustizia, Libertà e Sicurezza e Vice-Presidente Commissione Europea – Mr. Jacques Barrot
Alto Commissario UNHCR – Mr. António Guterres

Dopo aver ascoltato o letto (anche grazie al documentario COME UN UOMO SULLA TERRA) le storie di rifugiati africani residenti in Italia sui viaggi attraverso la Libia, noi sottoscritti:

- Riteniamo sia necessario fermare le violenze inflitte a migliaia di esseri umani arrestati e deportati dalla polizia libica, al fine di fermarne l’emigrazione verso l’Europa.

- Riteniamo sia anche necessario chiarire le responsabilità italiane rispetto a questa situazione.

Visti i noti e successivi accordi bilaterali con cui il Governo italiano sin dal 2004 sostiene finanziariamente e tecnicamente la Libia nel “controllo dei flussi di immigrazione clandestina”.

Pertanto con questa petizione chiediamo a

PARLAMENTO ITALIANO e PARLAMENTO EUROPEO

COMMISSIONE EUROPEA

UNHCR

1. di promuovere: una commissione di inchiesta internazionale e indipendente sulle modalità di controllo dei flussi migratori in Libia in seguito agli accordi bilaterali con il Governo Italiano. Inchiesta che sia anche finalizzata a chiarire le responsabilità italiane dirette o indirette, al fine di bloccare eventuali rinnovi degli accordi bilaterali, riconducendo la collaborazione con la Libia ad un quadro europeo ed internazionale.

2. di avviare rapidamente, vista l’emergenza della situazione, una missione internazionale umanitaria in Libia per verificare la condizione delle persone detenute nelle carceri e nei centri di detenzione per stranieri.

Per firmare on-line la petizione, cliccare qui



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