Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

martedì 15 maggio 2012

17 maggio, Palermo: Seminario "Immigrazione e Integrazione. Il ruolo della Comunicazione nella formazione dell'opinione pubblica"



Progetto Co. In- Comunicare l’Integrazione


Sintesi operativa
Il progetto Co.In è stato finanziato per l’importo di € 500.000 dal Fondo Europeo per l’Integrazione dei Cittadini dei Paesi Terzi-linea “Azioni di sensibilizzazione, informazione e comunicazione, anno 2010. L’Unione Europea segnatamente al primo principio di base comune della politica di integrazione dei cittadini migranti nell’UE, rappresenta l’integrazione come un processo dinamico e bilaterale di adeguamento reciproco da parte degli immigrati e i residenti negli Stati  membri.

In coerenza con tale approccio è parso necessario da un lato favorire l’inserimento dei cittadini stranieri nel tessuto socio-economico, dall’altro sensibilizzare la società italiana ad accogliere i migranti apprezzando il valore della loro cultura e l’arricchimento reciproco che può derivare dalla piena integrazione.

In questo contesto, i media svolgono un ruolo fondamentale nella rappresentazione del fenomeno migratorio contribuendo con la loro azione a facilitare l’integrazione degli immigrati nella società italiana. Al riguardo, nell’affrontare il tema dell’immigrazione è auspicabile – come evidenziato nel Manuale sull’Integrazione redatto dalla Commissione Europea - che il giornalismo italiano si rimetta in discussione, superando stereotipi e pregiudizi culturali che spesso, anche inconsapevolmente, finiscono con distorcere fatti focalizzati esclusivamente sugli aspetti negativi relativi alle migrazioni e alle minoranze, raramente  bilanciati da storie positive di successi economici e sociali.  Anche l’OCSE, nell’International Migration Outlook: Sopemi 2010 ha segnalato l’impellenza di garantire una maggiore e più obiettiva copertura da parte dei media sul tema dell’integrazione, al fine di limitare l’effetto dei pregiudizi e dei malintesi e di consolidare la conoscenza e la comprensione pubblica circa l’impatto economico, sociale e culturale della migrazione. Nel 2008 la Federazione Nazionale Stampa Italiana ed il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti hanno sottoscritto la c.d. “Carta di Roma”, protocollo deontologico sull’informazione concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti.

   La Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha individuato fra le proprie priorità la promozione di interventi finalizzati ad incrementare la precisione, l’imparzialità e la neutralità dell’informazione giornalistica. Co.In. punta dunque a migliorare l’approccio dei media rispetto al fenomeno migratorio, attraverso la sensibilizzazione dei giornalisti nel veicolare in maniera completa, obiettiva e positiva le informazioni relative all’immigrazione e all’integrazione. Le attività previste dal progetto includono tre linee di intervento:

   Elaborazione di un handbook da distribuire nelle redazioni stampa, radio tv e web di rilievo nazionale e locale, relativo al tema dell’immigrazione e al rapporto tra mass-media ed integrazione volto a veicolare buone pratiche e storie positive aventi per protagonisti cittadini immigrati. L’handbook fornirà anche una disamina del quadro di riferimento relativo al riparto di competenze istituzionali in materia di immigrazione, dati quantitativi e indicatori territoriali che mettano in luce i benefici del fenomeno migratorio per la società ospitante; proporrà una sintesi comparativa a livello europeo delle principali norme che regolano l’ingresso ed il soggiorno degli stranieri e dei principali indici di integrazione e offrirà, infine, esempi di buone prassi comunicative tratte da differenti contesti mediatici e racconti di storie di migrazione di successo.

   Organizzazione in cooperazione con gli OdG regionali, di 6 seminari di aggiornamento tenuti da personalità di spicco del mondo dell’informazione attivi nel settore immigrazione, disseminati tra i capoluoghi regionali più rilevanti per quanto concerne la presenza migratoria e rivolti a giornalisti (stampa, radio, tv e web) di testate e emittenti con copertura regionale. Ognuno dei seminari affronterà l’analisi generale dello scenario migratorio in Italia, proponendo fatti di cronaca specifici aventi ad oggetto il rapporto immigrazione/integrazione, raccontati tramite supporti documentali video di breve durata. Nella trattazione delle tematiche sarà utilizzato e diffuso l’handbook.
 
Organizzazione di una Spring School, rivolta a 50 giovani giornalisti, allievi delle Scuole di Giornalismo riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti, selezionati a seguito di un concorso volto a vagliare, tramite una commissione coordinata dalla DG dell’immigrazione e delle Politiche di Integrazione, i migliori articoli, inchieste e reportages, inerenti l’integrazione e l’immigrazione. Alla Spring School parteciperanno come relatori esperti sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione provenienti dal mondo accademico, dal giornalismo e dalle pubbliche amministrazioni.

15 maggio, Palermo: Presentazione del libro "Razzisti a parole" di Federico Faloppa

Razzisti a parole (per tacer dei fatti) di Federico Faloppa// Laterza editore
 
Kursaal Kalhesa
Foro Umberto I, 21
 
In collaborazione con l'Università Degli Studi di Palermo e con ARCI Sicilia

Interventi di Franco Lo Piparo e Elena Mignosi

Da vu' cumprà a vu' lavà,
da letterature etniche a campi nomadi,
quando parliamo usiamo espressioni che ci sembrano normali,
ma che invece sono banali, approssimative, contraddittorie.
E non fanno che dimostrare un'evidenza che vorremmo nascondere:
che spesso siamo razzisti, proprio a partire dal linguaggio.



Mahalla - Maggio 2012 13:27 - Scritto da Alessandra Montesanto
    In Razzisti a parole (per tacer dei fatti) - un saggio edito da Laterza nella collana Il nocciolo - Federico Faloppa prende in considerazione parole, modi dire e frasi ricorrenti nella comunicazione degli italiani che suggeriscono una mentalità ancora molto, troppo chiusa nei confronti degli stranieri. Ma il linguaggio è anche un pretesto per analizzare le politiche in atto, il mondo dell'informazione e la società stessa in relazione ai temi dell'intercultura e delle nuove forme di polis e di cittadinanza.
Perché ha sentito l'urgenza di scrivere questo saggio? Si può parlare, oggi, ancora di "razzismo"?
Lavoro sui temi del libro da una quindicina d'anni, ormai. E proprio dall'osservazione del linguaggio, e dei suoi usi, ho avuto l'impressione che in questi ultimi quindici anni - malgrado nel frattempo la società italiana sia diventata più complessa, si sia arricchita di presenze, sia diventata, per usare un termine chiaro ancorché discusso, molto più "multiculturale" - il nostro modo di rappresentare questa ricchezza, questa "diversità" (in particolare quella apportata dai migranti), e di parlarne, sia diventato paradossalmente più approssimativo, più stereotipico, e poco rispondente alla realtà. Anzi, mi pare che - per una serie di fattori precisi e concomitanti - atti non sporadici di xenofobia, un evidente "razzismo istituzionale" (a questo proposito, invito a leggere il recente libro di Clelia Bartoli Razzisti per legge), un disarmante conformismo dell'informazione - si sia anche creato, in particolare nel decennio 2001-2011, un discorso razzista diffuso, direi egemonico: talmente egemonico da apparire spesso normale, da non fare più scandalo, da non poter essere quasi messo in discussione. Da passare paradossalmente per "realista" (malgrado gli stessi dati lo sconfessino), in opposizione a quel presunto "buonismo" cui si attribuiscono - artatamente - tutti i mali... Da queste constatazioni è nata l'urgenza di scrivere un pamphlet che tentasse di decostruire questo discorso egemonico, proponendo al lettore alcuni semplici esercizi di smontaggio dei "testi" e quindi dei messaggi, più o meno celati, che questi veicolano.

Nel libro ha preso in considerazione alcune parole ed espressioni di uso comune: "negro", "clandestino", "vu' cumprà": soffermiamoci sulla loro accezione negativa - specie nel caso dei "clandestini" e cerchiamo di capire cosa nasconde questa terminologia...
Provo a essere sintetico, anche se certi argomenti - in termini linguistici - andrebbero sceverati con scrupolo. La lingua di per sé non è né buona né cattiva. Dipende dai contesti, dagli usi, da fattori para-linguistici ed extra-linguistici (come, rispettivamente, l'intonazione e le convenzioni sociali, ad esempio). È altrettanto vero, però, che sul piano del significato alcune parole hanno connotazioni negative, valutative, offensive più marcate rispetto ad altre. Ed il significato è legato certo al momento dell'enunciazione, ma anche alla storia, al "peso" che una certa parola porta con sé. Ebbene, gli esempi che lei ha fatto, da questo punto di vista, sono diversi. Negro, seppur etimologicamente "corretto", ha assunto nel tempo connotazioni estremamente negative, ed oggi viene utilizzato soprattutto con intento ingiurioso (in binomi lessicali o espressioni fisse come "sporco negro", "negro di merda"). Clandestino ha conosciuto uno slittamento semantico importante, ed e diventato, soprattutto nell'ultimo decennio, una sorta di iperonimo per migrante, immigrato irregolare, richiedente asilo, rifugiato, ecc.; anzi - questa e la tesi che sostengo - è diventato un termine per indicare non uno statuto temporaneo, ma quasi permanente: si è clandestini ontologicamente, per natura, prima ancora di esserlo di fronte alla legge. Vu' cumprà, neologismo degli anni Ottanta che sembrava scomparso, riaffiora non di rado nel linguaggio giornalistico, ed anzi - in ragione della sua stabilità nella lingua - è diventato anche morfologicamente produttivo (avendo originato i vari vu' lavà, vu' parcheggià, vu' stuprà, ecc.). Queste e altre etichette hanno usi e storie diverse, dicevo. Ma hanno una drammatica affinità: possono essere pericolosamente ambigue, insinuanti, offensive. E sono ormai parte di un lessico xenofobo riconoscibile, strutturato, diffuso. E di cui si fa sicuramente abuso, sia nel linguaggio politico, sia in quello quotidiano e - mi si perdoni il bisticcio - dei quotidiani e dei mezzi di informazione.

Molto interessante il capitolo che riguarda la cosiddetta "Discriminazione transitoria positiva": di cosa si tratta ? E quali sono le conseguenze nei confronti degli alunni stranieri?
Con quel capitolo ho tentato di criticare non solo l'impianto della cosiddetta "mozione Cota" (quella, tanto per capirci, che nel 2008 proponeva l'introduzione di "classi separate" nelle scuole italiane, indirizzate agli "immigrati" o ai "figli di immigrati" che non padroneggiassero l'italiano) - un impianto fondato su pochi triti luoghi comuni, privo di qualsiasi base glottodidattica - ma anche il linguaggio, approssimativo, sciatto, fumoso, con cui essa venne scritta e presentata, dentro e fuori il parlamento. Se si legge con attenzione quel testo, è facile trovarvi lacune, contraddizioni, falsi presupposti che non dovrebbero essere presenti in un documento del genere: un documento che tratta un argomento cosi importante come l'educazione delle nuove generazioni e l'idea di società che, a partire dalla scuola, si vuole costruire. Ma lo stesso esercizio di smontaggio si potrebbe fare su molti altri testi proposti e discussi negli anni scorsi, non solo dalle maggioranze di centro-destra. Perché il punto non è (soltanto) quello di accusare di incompetenza gli estensori di quella particolare mozione. È anche quello di puntare il dito contro i molti, troppi discorsi privi di argomentazioni solide, in tema di immigrazione: redatti per fini elettorali, o sull'onda dell'emozione suscitata da fatti di cronaca più o meno gravi. Tornando alla scuola, non dimentichiamo che questa istituzione ha un ruolo - e una responsabilità - fondamentale. Sia perché - nei fatti - è già da anni un formidabile laboratorio di convivenza, dialogo, "intercultura". Sia perché ha il ruolo, preziosissimo, di trasmettere un pensiero critico e di raccontare la complessità agli italiani e ai "nuovi italiani". Non a caso si è cercato, e si cerca di depotenziarla ad ogni occasione: sottraendole risorse, competenze, autorevolezza.

È ancora in atto, a suo parere, una "politica della paura" che porta a considerare gli immigrati come una minaccia per la sicurezza sociale?
Il governo in carica, per fortuna, ha smesso di calcare la mano sul tema. E anzi, mi pare aver derubricato la voce "paura percepita" dalla lista dei problemi e delle priorità della sua agenda politica. Tuttavia, se a livello politico nazionale la tensione si è (forse) affievolita, ed i toni sembrano meno allarmistici, non bisogna dimenticare che quei veri e propri carceri che sono i CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), sono ancora in piedi, e lavorano a pieno regime. E obbligano alla detenzione coatta centinaia di persone (molte delle quali - tra l'altro - avrebbero diritto a protezione internazionale senza se e senza ma) per le quali è stato di fatto abolito l'habeas corpus. Inoltre, a livello locale (sui media, nelle ordinanze comunali, ecc.), spesso i discorsi paiono essere sempre quelli: "attenzione, elettori, immigrati e rom sono sempre, per definizione, una minaccia!"

Perché la paura e la diffidenza sono rivolte, in particolare, nei confronti dei cittadini rom?
La paura nei confronti degli "zingari" ha origini lontane, e oggi vive - soprattutto - di "sentito dire", quando non di vere e proprie "leggende urbane", bufale (come quella sulle zingare rapitrici di neonati). Per questo è difficile da sradicare, o almeno da ridimensionare, da contestualizzare. Diciamo, in breve, che gli "zingari" hanno storicamente rappresentato (non soltanto in Italia) l'anomalia, l'altro che incombe - a milioni, ma in Italia sono circa 160.000 - sulle nostre certezze e sul nostro benessere, il mostruoso e repellente. Li abbiamo spesso visti, e usati, come capro espiatorio per eccellenza. E li descriviamo - si pensi a certa stampa locale, non solo di destra - come la principale causa di degrado urbano e di tensione sociale. Ebbene, questa "caccia alle streghe" (alimentata spesso ad arte a fini elettorali) dovrebbe finire. E dovremmo smettere di esprimerci per iperboli, senza sapere bene di che cosa stiamo parlando (rom, zingari, slavi, nomadi: siamo sicuri che queste parole siano sinonimi?), e cominciare invece ad affrontare razionalmente le questioni, qualora e quando queste si presentino, evitando ad esempio di "etnicizzare" ogni singolo comportamento, ogni singola devianza.

I mass-media (la stampa e la televisione, in particolare) contribuiscono a veicolare un certo "razzismo democratico"?
A ragione Giuseppe Faso ha coniato, alcuni anni fa, l'espressione "razzismo democratico" (si veda il suo - giustamente fortunato - libro Lessico del razzismo democratico, del 2008), mettendo alla berlina non soltanto gli usi più scopertamente "razzisti" del linguaggio (ad esempio gli insulti cosiddetti "razziali", le espressioni chiaramente offensive) ma anche le formule che sembrano più neutre, e che neutre - a ben guardare - non sono affatto: penso al tanto diffuso «non sono razzista, ma...», penso - come già accennato - all'abuso di clandestino, penso alla stessa parola etnico (ed "etnici" guarda caso sono sempre gli altri), o a giovani immigrati per parlare delle "seconde generazioni", e di persone nate qui, che quindi non sono mai "migrate". Ma non si tratta solo del lessico, che è poi l'aspetto più superficiale. Si tratta anche di argomentazioni fallaci, di errate implicazioni (in presenza di un crimine, il sospetto cade prima sullo straniero), di cliché infondati, di strategie discorsive che riducono i fenomeni migratori - e le rivendicazioni dei migranti - a "problema", o il concetto di sicurezza a una questione di ordine pubblico legata alla presenza di stranieri, ecc. Ebbene, i media (ad eccezione di rari casi) hanno troppo spesso veicolato, più o meno deliberatamente, quest'insieme di pratiche discorsive. O meglio: troppo spesso non hanno fatto nulla per contrastarlo. E non bastano delle scuse una tantum (vedi l'ormai celebre caso de "La Stampa", l'11 dicembre scorso) per fermare la tendenza, per dissimulare l'abitudine. Lo sanno bene i colleghi dell'associazione "Carta di Roma", o dell'associazione "Giornalisti contro il razzismo", o di COSPE, o di "Occhioaimedia", che tentano con attività di monitoraggio e formazione a vari livelli di chiedere ai giornali, e ai giornalisti, di riflettere criticamente su usi e abusi, e di dimostrare maggiore responsabilità e professionalità nel dare notizie riguardanti i migranti, gli "zingari", le minoranze.

Quale soluzione suggerisce per una vera "integrazione" degli stranieri?
Non sono né un politico né un "tecnico". E quindi non ho una "soluzione". Anche perché le soluzioni non possono essere "una" soltanto, né unilaterali. Vanno tentate e negoziate, sempre: tra tutti gli attori sociali (anche, quindi, ascoltando e coinvolgendo gli "altri"). Senza contare che, in termini di "integrazione" milioni di stranieri sono (e si sentono) già parte della comunità nazionale, sono italiani a tutti gli effetti: continuare a non riconoscerlo non solo è profondamente ingiusto nei loro confronti, ma stupidamente errato sul piano della conoscenza dei fatti. L'"integrazione" già c'è, e già - malgrado la complessità dei processi - funziona piuttosto bene: basta guardarsi intorno.

lunedì 14 maggio 2012

19 maggio, Napoli: Le ragazze sottratte alla tratta ospiti alla "Canzone di pace 2012"

COMUNICATO STAMPA
Le ragazze sottratte alla tratta ospiti alla "Canzone di pace 2012"


"Made in Castel Volturno" questa volta non è camorra, è la sartoria per donne sottratte alla tratta degli esseri umani che si propongono con una sfilata dei loro prodotti realizzati a  "Casa di Alice", in un bene confiscato, una volta casa di vacanza di Pupetta Maresca sul litorale domitio. Un evento tutto da gustare che coniuga la passione per il bello all'impegno civile dei volontari dell'Ass. Jerry Masslo.


Altri ospiti di eccezione i ragazzi dell'Istituto per minori di Airola che presenteranno una versione originalissima della "Gatta cenerentola".

Tante altre sorprese faranno da cornice alla dodicesima edizione della rassegna musicale con dieci gruppi in gara, con la regia di Raffaele Bruno e la direzione artistica di Emanuele Aprile.


La libera sottoscrizione indetta in occasione di tale manifestazione andrà a beneficio dell'"Asilo Gregorio Donato. Centro per i diritti dell'infanzia" di Quihà-Makallè nel nord dell'Etiopia. www.forumgregoriodonato.org  -  www.scuoladipacenapoli.it  

Sabato 19 maggio ore 18,30 - Teatro Totò – via Foria – Napoli 

 

Info: Ass. Scuola di pace - 3333963476



sabato 12 maggio 2012

13 maggio, Palermo: Fuoco, Aria, Mare e Terra Palestinese nel ricordo della Nakba

In questo mese nel 1948, nasce da un'idea del movimento sionista (Giudicato razzista dall'Onu) lo stato d'Israele. Stato che nasce sui territori palestinesi cacciando i gli abitanti dalle loro case, dalle loro terre e costringendoli in campi profughi sparsi a Gaza e nel resto del modo. Con l'occupazione della Palestina nasce l'unico regime d'apartheid ancora esistente.

La comunità Palestinese di Palermo, il Coordinamento di solidarietà con il popolo palestinese ed altre associazioni hanno deciso di dedicare a questo evento una giornata di riflessioni e dibattiti perché convinti che l'arte e gli artisti palermitani possano dare un contributo vitale alla lotta del popolo palestinese e sostenere la lotta in atto di centinaia di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, dove alcuni di loro sono arrivati al 67° giorno di sciopero della fame.

Facciamo appello alle coscienze delle persone e degli artisti di essere portatori di un messaggio di libertà e di umanità, e di sostenere la lotta e la resistenza del popolo palestinese.

Associazione Arca
Cobas
Cobas Antirazzista
Rifondazione Comunista Palermo
Arci
Sel Palermo
Associazione Malaussene
Siqiliah Ensemble
Ex Carcere
Forum Antirazzista
La Compagnia dei Focolieri


CONVEGNO BOLOGNA - Quali alternative ai Cie? Costi, class action, proposte emerse e altri casi nei Cie regionali

Quali alternative ai Cie?

Costi, class action proposte

emerse e altri casi nei Cie regionali

 

I dati

14mila euro annui pro capite per il mantenimento dei Cie contro i 2000 euro delle politiche d'integrazione, in un rapporto di uno a sette, dove i costi della sola gestione dei centri supera di oltre sette volte quello di adeguate politiche d'inclusione.

"I dati sono stati ricavati dalla Corte dei conti e si riferiscono al 2010 – ha affermato Andrea Stuppini, esperto d'immigrazione – I costi dei Cie, stimati per oltre 204 milioni di euro (suddivisi in 140 milioni per la costruzione; 30 milioni per la gestione e 34 milioni per i rimpatri) benchè l'analisi sia approssimata per difetto, superano quelli delle politiche d'integrazione". Questa la dichiarazione del tavolo sui costi dei centri d'identificazione ed espulsione all'atto del convegno Bolognese "Quali alternative ai Cie? Prospettive e proposte" inserito nell'ambito di Transeuropa Festival e promosso da European Alternatives, Rete pirmo marzo, associazione Giù le frontiere, LascieteCIEntrare, People power partecipation, nel quale si sono messe a confronto pratiche e campagne nazionali e internazionali al fine d'individuare azioni e percorsi alternativi per arrivare alla chiusura dei Cie.

 

I nuovi Casi

Tre almeno i nuovi casi riguardanti i Cie di Modena e Bologna.

Cècile Kyenge denuncia il caso di Fanin, un ragazzo marocchino di 27 anni rinchiuso al Cie modenese da dicembre a seguito di un'aggressione da parte di ignoti che l'ha fatto trasportare prima in ospedale e poi al Cie perchè privo di documenti. Ma Fanin è conosciuto perchè venuto alla ribalta delle cronache quotidiane: qualche mese prima aveva sventato una rapina in una farmacia di Bologna, intervenendo, nonostante l'assenza di regolare documentazione, per fermare e far arrestare i rapinatori, mettendo quindi a rischio la propria incolumità e il proprio futuro nel paese. Un motivo, questo, che ha spinto il legale Fabio Loscerbo a richiedere per lui il permesso per motivi di giustizia che gli è poi stato negato poichè il procedimento per rito abbreviato, relativo alla rapina, si era già concluso. Ieri scadeva invece il nuovo pronunciamento atteso da parte della Questura per una nuova richiesta di permesso per motivi umanitari giustificato dal lodevole comportamento di Fanin. Ad oggi tutto tace.

 A margine del convegno la giornalista Laura Pasotti dell'agenzia il Redattore sociale ha denunciato altri casi a seguito della sua entrata al Cie di Bologna di mercoledì 9 nell'ambito della campagna LasciateCIEntrare di aprile. Almeno due donne giacciono nel limbo degli sconvolgimenti politici del loro paese d'origine: Esma, di origine croata ma non riconosciuta nè dalla Croazia né dalla di Bosnia e Zineta, della ex Yugoslavia che con il suo Paese, l'attuale, la Bosnia, non ha più nessun legame. E poi tante altre nigeriane vittime di tratta e di violenze: almeno tre stanno denunciando i propri aguzzini. (se ne allegano le battute di agenzia del 10/05/2012).

 

Alternative per diminuire l'illegalità amministrativa

Premessa importante e largamente condivisa nei quattro tavoli di discussione è stata la necessità di un decisivo superamento della Bossi Fini, ritenuta artefice di una larga parte della produzione di clandestinità amministrativa nel nostro paese, nell'ottica del rispetto delle convenzioni internazionali firmate, ma inapplicate dall'italia, come quelle contro la tortura, contro la violazione dei diritti umani, seguendo l'idea espressa nel recentemente pronunciamento della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato.

 Oltre al rispetto dei diritti dei minori e dei richiedenti asilo e dell'applicazione della convenzione di Ginevra, si è auspicata l'adozione della convenzione Onu sui diritti dei lavoratori. Open society Foundation ha invece denunciato la pericolosità delle esternalizzazionidella detenzione dei migranti all'estero "Vi è la necessità - ha detto Costanza Hermanin – di un lavoro di advocacy internazionale con le istituzioni europee: per questo faremo rapporto nella prossima visita dei referenti del comitato prevenzione e tortura del Consiglio d'Europa in Italia e all'arrivo del rapporteur dell'Onu, a settembre, forniremo dati ed alternative".

 Dal punto di vista della riduzione dei problemi d'identificazione tutti italiani, la proposta si è focalizzata su percorsi che puntino alla riduzione della clandestinità avviando un differente iter in entrata che superi la logica dei flussi, prevedendo la registrazione al consolato o all'ambasciata per visto turistico, riconvertibile poi in visto lavorativo, con la possibilità di rientro in Italia dopo un certo arco temporale. Ma anche l'estensione dell'art 18 per le vittime dello sfruttamento lavorativo; l'adozione dei permessi per giustizia; leggi su ius soli e cittadinanza che possano essere ampliate ai familiari in modo da avere una gamma di soggetti esclusi, per diritto inclusivo, dall'illegalità amministrativa.

 

La class action

È inoltre in studio l'estensione su territorio nazionale, del percorso di azione popolare (ex art.9, comma 1, d.lgs. 18.08.2000, n.267), avviato contro il Cie di Bari dove, con l'iniziativa legale class action procedimentale, i cittadini si sono sostituiti al comune citando in giudizio la Presidenza del consiglio dei ministri, il Ministero dell'interno e il prefetto perché rispondano alla violazione dei diritti umani nel Cie a seguito di due accertamenti di verifica delle condizioni interne che si sono rivelate per molti versi inadeguate. "Abbiamo chiesto l'accertamento da parte del tribunale relativamente alla dichiarazione della struttura come detentiva e, tra le altre cose, mancante di un presidio sanitario nazionale a tutela dell'integrità fisica e psichica delle persone trattenute: attendiamo una risposta a luglio – ha spiegato l'avv. Luigi Paccione - La difesa della violazione dei diritti umani all'interno dei Cie è responsabilità della società civile laddove le istituzioni siano mancanti: una società civile che noi rappresentiamo con lo strumento della sovranità sociale quale rimedio democratico per superare le fragilità delle strutture pubbliche".


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Primo Marzo Sciopero degli Stranieri - Ufficio Stampa


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PRIMO MARZO
"Una giornata senza di noi. Sciopero degli stranieri"
Stranieri non dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.

giovedì 10 maggio 2012

Tutti gli esercizi di Edilingua diventano interattivi!


lunedì 7 maggio 2012
Tutti i nostri esercizi diventano interattivi!

Siamo veramente lieti di poter annunciare una grande novità: a partire da luglio, gli esercizi dei nostri libri più importanti saranno disponibili anche in forma interattiva, con correzione automatica!

Oltre al
risparmio di tempo che ne deriva, insegnanti e scuole avranno a loro disposizione una serie di dati analitici su ogni singolo studente!

La correzione automatica e la raccolta di dati analitici sono solo due degli strumenti che offre la piattaforma di Edilingua, che molto presto sarà gratuitamente a disposizione di chi usa i nostri libri.

Il
21 maggio saranno rivelati altri strumenti, ancora più utili, che renderanno l'apprendimento dell'italiano un'esperienza veramente unica!
Come avrete modo di scoprire, stiamo lavorando su alcune grandi  
Buon lavoro e... ancora un po' di pazienza.
P.S. i-d-e-e è un acronimo. Secondo voi, cosa significa? Visitate la nostra pagina facebook, indovinate e vincete!

Workshop di Edilingua a Milano
Edizioni Edilingua e "Il libro" di Milano sono lieti di invitarvi il 21 maggio 2012, dalle 16.00 alle 18.30, al workshop tenuto da Marco Dominici (autore e formatore), presso la sede della libreria stessa, in via F. Ozanam 11, e dal titolo:
"Arrivederci!", il nuovo corso di Edilingua: dal libro alla lavagna interattiva multimediale
Per confermare la propria partecipazione vi preghiamo di scrivere a info@il-libro.it con in copia info2@edilingua.it.
Per maggiori informazioni: www.il-libro.it.

A presto con altre novità.
Lo staff di Edilingua
www.edilingua.it

www.youtube.com/edilinguaidee

 





13 maggio, Palermo: Fuoco, Aria, Acqua e Terra in ricordo della Nakba




mercoledì 9 maggio 2012

7 maggio, Palermo: Incontro degli studenti stranieri dell'Università di Palermo con il regista Nico Bonomolo

Scuola di Lingua Italiana per Stranieri ItaStra
Università degli studi di Palermo
www.itastra.unipa.it


Comunicato stampa

Incontro degli studenti stranieri dell'Università di Palermo
con il regista Nico Bonomolo

Anche i cortometraggi d'animazione possono essere utili nella didattica e per l'apprendimento della lingua italiana. Questa la riflessione nata durante l'incontro con il regista Nico Bonomolo, tenutasi oggi pomeriggio presso la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo. Docenti, studenti stranieri e studenti del Master in Teoria, progettazione e didattica dell'italiano come lingua seconda e straniera hanno avuto la possibilità di assistere alla proiezione del primo lavoro realizzato dal giovane regista, Lorenzo Vacirca, un corto d'animazione interamente disegnato dalla mano dell'artista e ambientato a Bagheria. A seguire la proiezione del backstage del suo prossimo lavoro ancora inedito, Fur Hat, utile per comprendere le fasi di creazione di un corto animato. Durante l'incontro docenti esperti e regista si sono soffermati sull'utilità di queste opere. Diverse, infatti, le esperienze già fatte in aula dove il cortometraggio d'animazione è stato utile per apprendere la lingua italiana e sviluppare il lessico, come spiegato dalla docente Tindara Ignazzitto. L'incontro si è concluso con alcune domande poste al regista, che ha dichiarato come le sue opere nascano sempre dalla voglia di far riflettere. Inoltre il cortometraggio animato è per lui una nuova sperimentazione. "Mi sono sempre occupato di pittura e grafica, ma poi ho deciso di mettermi in gioco con una nuova arte a me sconosciuta. Ho imparato il cinema di animazione facendolo."

Palermo, 7/05/2012



12-13 maggio, Palermo: "Qui Emergency Palermo"

Sabato 12 maggio e domenica 13 maggio
il Poliambulatorio di Emergency di Palermo
sito in Via G. La Loggia, 5/a
apre le porte ai cittadini

Le giornate si articoleranno in vari momenti, tra cui l'educazione alla pace per i bambini, una mostra fotografica, la proiezione di un documentario, l'incontro con gli operatori di Emergency che lavorano sui vari progetti in Italia ed all'estero e tanto altro...

In allegato il programma completo.
Vi aspettiamo numerosi!

Tania Macaluso
Mediatrice socio-culturale
Poliambulatorio Emergency Palermo

domenica 6 maggio 2012

6 maggio, Italia/Venezuela: "A Slum Symphony" in onda su RAI5 alle 21.15


Il Sistema di Orchestre Infantili e Giovanili del Venezuela è uno dei progetti sociali più impressionanti del panorama internazionale. Il documentario "A Slum Symphony", in onda su Rai5 domenica 6 maggio alle 21.15, ne racconta la genesi e lo sviluppo. Fondato negli anni Settanta da José Antonio Abreu, vede un insieme di 157 orchestre, con relativi nuclei didattici disseminati su tutto il territorio nazionale, offrire attraverso lo studio della musica un importante contributo al riscatto sociale, agendo in quelle zone di disagio economico dove sono più alti i rischi di degrado e criminalità.

Grazie al "Sistema Abreu", oltre 300.000 bambini, dalle Ande fino all'Amazzonia, oggi possono studiare musica partendo dai rudimenti e utilizzando un metodo strettamente legato al gioco. Oltre al valore sociale dell'iniziativa, che le è valso il patrocinio dell'ONU, e l'apprezzamento di Papa Giovanni Paolo II, l'Orchestra Giovanile Símon Bolivar nata da questo sistema, si è conquistata la stima di musicisti come Claudio Abbado, Placido Domingo e Simon Rattle, tutti impressionati dal potenziale umano e musicale espresso dai giovanissimi musicisti venezuelani.

Da questa vicenda artistica e umana, è nata l'idea del film-documentario "A Slum Symphony", che, dopo aver seguito per cinque anni (dal 2004 al 2009) l'attività di questi ragazzi, racconta la loro vita, dalla quotidianità spesso segnata dal disagio sociale, alle tournée nei più grandi teatri del mondo.


sabato 5 maggio 2012

8-13 maggio, Palermo: “Rotte Migranti. Un viaggio diverso dagli altri” - mostra/gioco interattiva



Dopo il grande successo a Napoli e a Bari
CISS vi invita
da martedì 8 a domenica 13 maggio 2012
a vivere la mostra

"ROTTE MIGRANTI. Un viaggio diverso dagli altri"
presso il Centro Salesiano Santa Chiara
P.zza Santa Chiara 11 - Palermo
Martedì 8 maggio alle ore 11.00 si terrà la conferenza stampa di apertura presso il Centro Salesiano Santa Chiara.
"ROTTE MIGRANTI" è una mostra interattiva.
Una ricostruzione che permetterà ai visitatori di vivere in prima persona il viaggio di tre cittadini migranti: un cittadino etiope richiedente asilo, una minorenne non accompagnata proveniente dall'Albania e un cittadino pakistano immigrato per ragioni economiche. Si viaggerà, pertanto, tra Albania, Etiopia, Pakistan e Italia affrontando il viaggio e situazioni ignote al momento della partenza, sperimentando i tanti modi in cui i diritti umani vengono calpestati, ma scoprendo anche l'esistenza di soluzioni possibili.
Animatori-attori, diventando scafisti, sfruttatori, poliziotti, guideranno i viaggiatori attraverso animazioni, scenografie e video, che ricostruiscono i percorsi che i cittadini stranieri in arrivo in Italia vivono.
La mostra si rivolge ai ragazzi dalla III media alla V classe delle superiori e alla cittadinanza tutta.
Orari di apertura:
dalle ore 9.00 alle 13.30 (con ultimo ingresso alle ore 12.20) e dalle ore 16.00 alle 18.00 (con ultimo ingresso alle ore 17.20).
Apertura domenica 13 maggio dalle ore 9.00 alle ore 13.30 (con ultimo ingresso alle ore 12.20).
L'accesso alla mostra è consentito attraverso prenotazione a gruppi minimi di 10 persone. I turni si seguiranno a intervalli di 40 minuti.
Per informazioni e prenotazioni:
Lita Favetti tel. 091. 6262694 - mail:
l.favetti@cissong.org
locandina evento

L'iniziativa è realizzata nell'ambito del progetto "Rotte Migranti. Un viaggio diverso dagli altri", promosso dal COCIS in partenariato con le ONG CISS, CIES e GUS e cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e vede nella città di Palermo la collaborazione del Centro Salesiano Santa Chiara.
5 x mille
CISS YouTube
blog CISS
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Via Marconi n. 2/a – 90141 Palermo (Italia)
Tel. 0039.091.6262004 - 0039.091.6262694 - Fax 00.39.091347048




giovedì 3 maggio 2012

7 maggio, Palermo: Incontro con il regista Nico Bonomolo alla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università degli Studi di Palermo

Studenti e docenti della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo incontreranno, giorno 7 maggio dalle 15 alle 17, il regista Nico Bonomolo.

L’incontro sarà un’occasione per assistere alla proiezione del cortometraggio d’animazione “Lorenzo Vacirca”, realizzato da Bonomolo e iscritto a diversi festival sia nazionali che internazionali.

L’incontro si terrà nella sede della Scuola, in Piazza Sant’Antonino n. 1 e sarà aperto a tutti gli studenti e docenti della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Unviersità degli Studi di Palermo, che a termine della proiezione, potranno rivolgere le loro domande al regista e dibattere con lui.

Email: scuolaitalianostranieri@un
ipa.it
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martedì 1 maggio 2012

Luglio-agosto 2012, Palermo: Lingua, cinema e arte italiana. Torna la Summer School della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo

Scuola di Lingua Italiana per Stranieri
Università degli Studi di Palermo
www.itastra.unipa.it

COMUNICATO STAMPA
Lingua, cinema e arte italiana
Tornano i corsi della Summer School

Studenti, dottorandi, ricercatori, professionisti, lavoratori e privati cittadini provenienti da tutto il mondo si incontreranno a Palermo per studiare la lingua e la cultura italiana grazie ai corsi della Summer School della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo. I corsi si terranno nei mesi di luglio e agosto e quest'anno la Scuola prevede un'offerta formativa ancora più ricca. Oltre agli usuali corsi di diversi livelli (principianti, elementare, intermedio e avanzato) sono previsti infatti due corsi intensivi dedicati rispettivamente all'arte e al cinema.

"L'Italiano e le arti visive", rivolto solo agli iscritti ai livelli intermedio e avanzato, proporrà moduli monografici in grado di far emergere le peculiarità della cultura artistica italiana con particolare riferimento al contesto siciliano. L'obiettivo del corso è di far raggiungere agli studenti competenze specifiche nell'uso della microlingua settoriale di ambito storico-artistico preparandoli ad affrontare testi specialistici e lezioni universitarie in italiano. Il linguaggio dell'architettura classica, la formazione delle città storiche, la pittura rinascimentale e la storia dell'arte siciliana sono solo alcuni argomenti delle lezioni che saranno accompagnate da visite didattiche sia a Palermo che in altre importanti località siciliane. Il corso, dalla durata di due settimane, si terrà dal 30 luglio al 17 agosto 2012.

Un altro corso intensivo sarà invece rivolto a coloro che vorranno partecipare al programma del Festival Internazionale del Documentario SoleLuna che si svolgerà a Palermo dal 6 al 13 luglio. Ai corsi standard di lingua e cultura italiana e al programma del Festival si affiancheranno laboratori pomeridiani e visite didattiche per apprendere attraverso il linguaggio video e cinematografico. Questo corso, della durata di due settimane, si terrà dal 2 al 13 luglio 2012.

Tutte le lezioni saranno tenute da docenti universitari qualificati affiancati da studenti universitari e laureati italiani che seguiranno gli studenti stranieri sia durante le lezioni che nella vita di tutti i giorni. Inoltre, grazie all'Ersu (Ente siciliano per il Diritto allo Studio universitario) saranno offerti vitto e alloggio gratuiti (fino ad esaurimento dei posti disponibili e ad eccezione degli iscritti al corso "L'Italiano e le arti visive" e al corso abbinato al Sole Luna Festival).

Per informazioni su date, costi e iscrizioni contattare
Scuola di Lingua Italiana per Stranieri
Ex convento di Sant'Antonino
Piazza Sant'Antonino, 1
Palermo 90134
Tel 09123869601