www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


giovedì 2 giugno 2016

1 giugno 2016, Palermo: Media for Peace-Media per la Pace

Si è svolta ieri a Palermo nell'Aula Magna "Li Donni" dell'ex Facoltà di Economia (ora Dipartimento SEAS, Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche) la seconda di tre iniziative dedicate alla Pace nel corso di questa settimana.

La prima, “Ospedali per la Pace” , si è svolta martedì 31 maggio all’Ospedale Cervello. La terza ed ultima avrà luogo al Teatro di Verdura sabato 4 giugno e sarà una serata che vedrà non solo la partecipazione di Prem Rawat, cittadino onorario della città di Palermo, ambasciatore di Pace e della Dichiarazione di Bruxelles “Pledge to Peace”, ma anche interventi musicali, video e tanto altro.

L’iniziativa di ieri è stata dedicata al ruolo che i mezzi di comunicazione di massa e gli operatori della comunicazione hanno e possono avere nel promuovere e sostenere una vera cultura di Pace. Tra gli intervenuti, Michele Zanzucchi, giornalista e scrittore e direttore della rivista “Città Nuova”, Anna Maria Giordano, giornalista Rai Radio3 e conduttrice di Radio3 Mondo, Teresa Di Fresco, Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia e Gianfranco Marrone, ordinario di Semiotica e delegato del Rettore allo Sviluppo e al Coordinamento delle attività di comunicazione dell’Ateneo palermitano.

Particolarmente incisivo, il breve ma intenso discorso che Prem Rawat ha rivolto ad una vasta platea di uditori provenienti non solo dalla Sicilia ma da ogni parte del mondo.

Che cos’è un giornalista e che cos’è la pace?”, ha esordito Prem Rawat. “Anche un giornalista è un essere umano e, in quanto tale, ha un obbligo nei confronti di tutta l’umanità: preservare l’umanità e creare le condizioni affinché il “buono” che esiste in essa possa essere perpetuato. È questa la responsabilità primaria che abbiamo tutti.” Non solo i giornalisti, dunque, ma ogni essere umano ha responsabilità nei confronti dell’umanità in generale. Tuttavia, i giornalisti e gli organi di informazione, che hanno il compito di “confezionare” e divulgare notizie presso il pubblico dei loro lettori, hanno se possibile una responsabilità maggiore, poiché “le parole possono guarire, possono gettare luce sulle cose o distruggere. Di conseguenza, la responsabilità che avete voi giornalisti non è solo quella di riportare un fatto. Il modo in cui usate le virgole, i punti interrogativi, i punti fermi avrà un effetto anche sul modo di pensare dei vostri lettori.”

È dunque spesso il “punto di vista” a fare la differenza quando si tratta di questioni che riguardano gli esseri umani. E a tale proposito, Prem Rawat – che non è un giornalista, come ha detto di sé stesso, ma un grande “comunicatore” secondo le parole del semiologo Gianfranco Marrone – ha accennato ad un esperimentocondotto in Gabon, nell'Africa Centrale, dal fotografo Xavier Hubert Brierre, il quale ha posizionato un grande specchio nella giungla per filmare le reazioni degli animali, tra cui alcuni gorilla.  “Come raccontereste la notizia? Direste che il gorilla ha visto sé stesso, cioè la propria immagine riflessa nello specchio, o un altro gorilla? Il gorilla si è visto allo specchio, ma non essendo in grado di capire che si trattava della propria immagine, ha avuto reazioni aggressive, attaccando “l’altro” gorilla per difendere il proprio territorio.

Riferendosi all’essere umano, Prem Rawat ha quindi posto l’accento sul modo in cui un essere umano vede “gli altri”: “Una delle caratteristiche degli esseri umani è che, a differenza dei gorilla, sono in grado di riconoscere la propria immagine allo specchio. Ma cosa vede un essere umano quando ha di fronte a sé un altro essere umano? Cosa ci hanno insegnato a vedere? Vediamo una donna o un maschio, un vecchio o un giovane, una persona colta o non colta, un ricco o un povero. Ci bastano pochi secondi per formulare un giudizio sulla persona che abbiamo di fronte. Se di notte, mentre state camminando in una strada poco illuminata, incrociate una bella ragazza, vi sentite minacciati? No. Eppure potrebbe benissimo trattarsi di una rapinatrice. Ma se incrociate un uomo grande e grosso, con una cicatrice sul volto, probabilmente avrete paura, anche se in realtà è una persona per bene.

È questo, secondo l’ambasciatore del Pledge to Peace, il meccanismo che scatta nella mente della maggior parte degli esseri umani di fronte ai propri simili: categorizzare, valutare secondo parametri non sempre a misura di essere “umano”, giudicare gli altri secondo schemi prefabbricati che non sempre corrispondono alla realtà dei fatti: “Ma funziona questo meccanismo? Non credo. Oggi, durante un’intervista che ho rilasciato, ho citato Albert Einstein, il quale ha dato la seguente definizione di “follia”: continuare a fare la stessa cosa, in continuazione, e aspettarsi un risultato diverso. Continuano ad esserci guerre nel mondo, ma quali sono i risultati? I poveri diventano sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi, più del 50% del cibo prodotto viene sprecato e chi ha fame ha sempre più fame… Non funziona. Non vi è alcun riconoscimento di cosa e di chi sia veramente l’essere umano. Non si comprende cosa sia veramente un essere umano. E vogliamo il benessere, ma non comprendiamo cosa sia la pace.”

Prem Rawat  giunge così al “cuore” di uno dei temi centrali della conferenza di oggi: Che cos’è allora la pace? In una prospettiva “spirituale”, si pensa che “sentirsi in pace” sia un po’ come essere una pianta: te ne stai fermo immobile, non proferisci parola, non mangi molto, non vai al cinema, tieni gli occhi chiusi, forse ti radi anche la testa… È  questa la pace? La vera pace è quella che si è in grado di sentire dentro di sé. È uno stato dell’essere che tutti noi abbiamo in questo medesimo istante. Proprio in questo momento. Qui e adesso. La pace non è qualcosa a cui “dare origine”, che dev’essere “creata”.”

Se, allora, come afferma Rawat, la pace è una risorsa di cui ogni essere umano dispone, cos’è che spinge le persone a combattere, ad essere perennemente in guerra [con sé stessi e con gli altri, ndr.], nonostante gli scarsi o nulli risultati?: “Le guerre si combattono non tanto perché gli esseri umani non capiscono la pace, quanto perché non capiscono e non conoscono sé stessi. Non si comprende che siamo tutti fatti nello stesso modo. Che “io” sono fatto della stessa materia di cui sono fatti “gli altri”.”

Sembra essere questo il vero problema dell’umanità: non riconoscersi uguali al di là delle differenze che certamente ci sono, non comprendere l’essenza vera e profonda dell’essere “umani”. Ma soprattutto – ed è questo un assunto a cui forse non si pone sufficiente attenzione e non si dedica abbastanza sforzo di comprensione – la capacità di trovare e sperimentare la pace non già fuori di noi, ma dentro noi stessi. Una pace che non dev’essere “costruita” – come dimostrano abbondantemente i tentativi fallimentari di tanti governi e politici di ogni parte del mondo – ma una pace insita nell’essere umano già dalla nascita: “La pace non è assenza di guerra, ma qualcosa che si può sentire dentro, anche in mezzo alla guerra.”

Una felice opportunità quindi, che merita, anche secondo noi, tutta la nostra attenzione e i nostri sforzi. Un dovere e una responsabilità di cui ognuno dovrebbe farsi carico; non solo quindi giornalisti e chi si occupa di comunicazione, ma ogni essere umano, tanto più se non si vuole contribuire a perpetuare all’infinito atteggiamenti e comportamenti i cui risultati devastanti per l’intera umanità sono sotto gli occhi di tutti.

Noi che nel nostro piccolo seguiamo Prem Rawat  sin dalla nascita del nostro Blog e conosciamo le attività della Fondazione Prem Rawat Foundation, consigliamo di approfondire attraverso i seguenti siti:

http://tprf.org/it/home2/ il sito della The Prem Rawat Foundation (italiano) e la pagina dedicata al Programma di Educazione alla Pace http://tprf.org/it/peace-education-program-4/
http://www.wopg.org/it/ la pagina della Fondazione Parole di Pace (italiano)
http://www.associazionepercorsi.com/ la pagina dell’Associazione Percorsi che promuove iniziative di pace e assolve la funzione di Segretariato in Italia della Dichiarazione di Bruxelles "Pledge to Peace".

A chi si è perso Media for Peace e a chi desidera riascoltare il messaggio di Prem Rawat, inoltre, ricordiamo che interverrà sabato 4 giugno al Teatro di Verdura, alla serata Palermo for Peace – Palermo per la Pace (link all’evento su Facebook https://www.facebook.com/events/523192941201083/ e alla pagina dell’Associazione Percorsi http://www.associazionepercorsi.com/for-peace/), iniziativa promossa da Comune di Palermo, Associazione Percorsi, Fondazione Prem Rawat, e che ospiterà i seguenti interventi artistici:
Lello Analfino, leader dei Tinturia
il compositore Mario Crispi
la cantante e attrice Noemi Smorra
le elaborazioni video di Cinzia Garofalo
gli Spiritual Ensemble.
con la direzione artistica di Nanni Zedda. Presenterà l'evento la giornalista di Radio Azzurra Filippa Dolce.




Tindara Ignazzitto, 1 giugno 2016

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