www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 1 luglio 2014

Cento donne immigrate per un anno alla Scuola di Lingua Italiana per Stranieri dell’Università di Palermo. Tra di loro anche donne analfabete e vittime della tratta.

Lingua, diritti, lavoro
Cento donne immigrate
per un anno alla Scuola di Lingua Italiana per Stranieri
dell'Università di Palermo
Tra di loro anche donne analfabete e vittime della tratta



Importante riconoscimento della qualità dei percorsi di inclusione sociale che ormai da anni vengono  realizzati dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo. Il suo progetto "I Saperi per l'inclusione" è risultato vincitore di un bando del Ministero dell'Interno – Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione (Fondo Europeo per l'Integrazione di cittadini di Paesi terzi). Si tratta dell'unica Università ammessa al finanziamento ed una delle poche realtà del Sud fra le migliaia di progetti presentati soprattutto da Onlus ed Enti territoriali.

Il progetto permetterà a donne immigrate che vivono a Palermo, tra cui vittime ed ex vittime della tratta, di seguire un percorso integrato di formazione linguistica e civica e di essere avviate al lavoro attraverso due corsi professionali: uno per la gestione di strutture di accoglienza e l'altro di taglio e cucito. I prodotti del laboratorio di sartoria saranno venduti attraverso un portale di e-commerce realizzato dall'agenzia di comunicazione Kappaelle, che si occupa del merchandising ufficiale dell'Ateneo di Palermo ed è partner del progetto presentato dal Dipartimento di Scienze Umanistiche insieme al Comune di Palermo, la Biblioteca delle Balate, le associazioni Pellegrino della Terra, Casa di tutte le genti e Incontrosenso,  l'Istituto Comprensivo Perez – Calcutta e il Ctp La Masa – Federico II.

"L'importanza del progetto sta nel coniugare inclusione linguistica e inclusione sociale attraverso un percorso articolato che vede le donne protagoniste e che potrà proseguire in futuro utilizzando i proventi della vendita dei prodotti dei laboratori che entreranno anche nei circuiti universitari – dichiara Mari D'Agostino, referente del progetto e direttrice della Scuola di Lingua italiana per Stranieri. - Siamo particolarmente felici di questo successo che ci consente di sostenere il nostro impegno nei confronti del mondo dell'immigrazione e in particolare delle categorie più vulnerabili, in questo caso le donne analfabete e vittime della tratta. Lavoreremo in sinergia con realtà con le quali collaboriamo quotidianamente da anni come le scuole, la Biblioteca delle Balate e l'ufficio Nomadi e Immigrati del Comune di Palermo, preziosi alleati e direi compagni di strada in questo ed altri progetti che vedono l'Università arricchirsi anche di idee e progettualità scientifica. La tematica dell'insegnamento delle lingue a soggetti a bassa e bassissima scolarizzazione è divenuto un tema rilevante del dibattito internazionale nell'ambito della didattica delle lingue e il nostro gruppo di lavoro è in prima fila con ampi riscontri nella comunità scientifica. Chiediamo da anni e senza alcun successo alla Regione Sicilia, che gestisce parte rilevante dei Finanziamenti europei per l'immigrazione, di dedicare attenzione al tema dell'insegnamento della lingua italiana, pensando a percorsi di qualità. Si preferisce disperdere  e sprecare. Anche in questo caso la lontananza fra la nostra realtà e quella di tante altre Regioni italiane è enorme. Senza l'italiano non vi è possibilità di inclusione sociale e senza una didattica di qualità il raggiungimento di traguardi linguistici sufficienti è lento e spesso non avviene affatto. Per "altre italie" questo è senso comune; per la nostra è una conquista ancora di là da venire."

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