www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 12 luglio 2014

29 giugno, Genova: Io non tratto. Riunita l’assemblea delle vittime della tratta


Nelle foto Favour & Loveth
da cui il Coordinamento Antitratta di Palermo prende nome

"Io non tratto" è la denominazione della campagna di informazione, sensibilizzazione, azione contro la tratta, promossa dal Coordinamento Antitratta di Palermo; undici donne nigeriane, da diverse località italiane, rilanciano l’appello per il riconoscimento della rappresentatività delle nigeriane vittime della tratta.

Un anno fa, a Genova, lanciammo un appello per il riconoscimento della rappresentatività delle nigeriane vittime della tratta. Oggi, 29 giugno 2014, ancora a Genova, ribadiamo l’importanza di quella richiesta. Eravamo nove operatrici pari lo scorso anno, oggi siamo undici a fare accoglienza in modo autogestito e autofinanziato in diverse località italiane.

Esprimiamo anzitutto grande soddisfazione per il lavoro portato avanti dal Cordinamento Antitratta di Palermo, intitolato alla memoria delle nostre sorelle recentemente assassinate a Palermo, Favour e Loveth, volgendo il nostro pensiero anche a Bose, uccisa poco tempo dopo di loro.

Le nostre sorelle uccise in Italia, una dopo l’altra, in diverse località, sono tantissime; un giorno riusciremo a raccogliere tutti i loro nomi per ricordarle. Il Coordinamento di Palermo dimostra che per affrontare i nostri problemi è indispensabile che le istituzioni, gli enti, le associazioni, lavorino insieme riconoscendo a noi una vera e diretta rappresentatività perchè non siamo solo l’oggetto di un lavoro sociale, ma siamo le protagoniste, i soggetti attivi, le donne che rappresentano se stesse.

Abbracciamo per questo la nostra sorella Osas che a Palermo muove i suoi primi coraggiosi passi nell’affermare la dignità delle giovani nigeriane che sono o sono state vittime della tratta.

Chiediamo che tutti coloro che sono impegnati contro la tratta, riconoscano la nostra voce, ascoltino le nostre proposte.

Ringraziamo Isoke che ci rappresenta e le chiediamo un altro anno di impegno perchè noi non siamo ancora pronte a confrontarci, come lei fa, con i media, con le istituzioni, con l’opinione pubblica che spesso intepretano le nostre difficoltà culturali e linguistiche, come il segno della incapacità di rappresentarci: solo chi vuole affermare la sua superiorità, culturale, sociale, ecc. può chiudere gli occhi di fronte al fatto che esistiamo e che ci rappresentiamo.

Il nostro pensiero va alle studentesse rapite in Nigeria; sono oltre 200 che si aggiungono alle centinaia di migliaia che in circa 20 anni la Nigeria ha venduto all’Occidente come schiave al mercato del sesso, dei bambini, degli organi.

Isoke, Genova - Pat,Torino - Joy, Milano - Sharon, Firenze - Evelyn, Roma - Stella, Napoli - Linda, Verona - Iziegbe, Asti - Sandra, Cagliari - Susan, Pavia - Ruth, Aosta

Fonte: Womenews

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