www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


mercoledì 7 maggio 2014

9 maggio, RAI 3: La storia di Isoke Aikpitanyi

IN ONDA VENERDÌ 9 MAGGIO 2014 ALLE 23:05
Isoke Aikpitanyi  è un ragazza nigeriana di Benin City
che decide di lasciare la sua famiglia
per cominciare una nuova vita in un paese europeo


Il suo è il sogno di una vita normale: un lavoro, una casa e anche la possibilità di aiutare la famiglia. Ma la scelta di partire si rivela una trappola. Isoke si ritrova a Torino di notte, sola e spaventata. Ad attenderla, una donna del suo paese dall’aspetto gentile che ben presto si rivela uno dei suoi aguzzini. Isoke deve prostituirsi. Notte e giorno, sette giorni su sette, in stato di gravidanza o subito dopo un aborto. La ragazza subisce una inaudita violenza fisica e psicologica. Isoke e le altre sono ricattate e minacciate di morte insieme alle loro famiglie. Devono restituire i soldi del viaggio e per la permanenza in Italia. Isoke, dopo anni di atroci sofferenze, decide di ribellarsi e scappare. Con l’aiuto di un  italiano, che poi diventerà suo marito, e insieme ad altre persone fonda un’associazione che si occupa di assistere le vittime della tratta. Il progetto “La ragazza di Benin City” sembra portare ad una conclusione a lieto fine, ma come Isoke, sulla strade italiane, ci sono migliaia di donne vittime del traffico di essere umani.

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