www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 12 aprile 2014

13 aprile, Palermo: Testimonianza di Isoke Aikpitanyi. Ionontratto #controlatratta


Domenica 13 aprile
ore 17.00
Salone della Chiesa Valdese
via dello Spezio, 43

Proiezione del documentario
Orizzonti mediterranei
Storie di migrazioni e di violenze
di Maria Grazia Lo Cicero e Pina Mandolfo

a seguire

Una testimonianza contro la Tratta
Incontro con Isoke Aikpitanyi

Isoke e Claudio visiteranno Palermo nell’ambito del programma di iniziative del progetto ROOT - Azioni integrate contro la Tratta, promosso dal CISS in partenariato con il CESIE e con la collaborazione delle associazioni aderenti al Coordinamento Anti-tratta ”Favour e Loveth” e realizzato con il contributo dell’Unione Europea. La visita di Isoke sarà un’occasione per commemorare la scomparsa delle giovani donne nigeriane Favour Adekunle, Loveth Edward e Bose Uwadia, vittime della tratta nella nostra isola.

Di seguito un articolo di Set pubblicato su © Copyright Redattore Sociale

Tratta, confronto con gli studenti palermitani. Isoke: ''Si combatte unendo le forze" Isoke Aikpitanyi (Le ragazze di Benin City) incontra gli alunni dell’Iti A. Volta. ''A volte non basta una vita intera per sanare le ferite profonde''. Darawsha (Consulta culture): ''Servono fondi che possano attivare progetti di uscita"

10 aprile 2014 - 16:31
L’incontro con Isoke Aikpitanyi

PALERMO – Unire tutte le forze per lottare contro la tratta delle donne costrette a vendere il loro corpo per la strada. Una lotta che deve partire anche dalla scuola, istituzione formativa per eccellenza. E’ stato questo l’obiettivo con il quale oggi si è svolto l’incontro con Isoke Aikpitanyi presso l’Iti A. Volta impegnata a portare avanti il progetto "Le ragazze di Benin City" : un'associazione dedicata al lavoro per sostenere e liberare altre giovani donne vittime della tratta. Isoke Aikpitanyi è intervenuta nell’ambito del programma di iniziative del progetto Root - Azioni integrate contro la Tratta” promosso dall’ong Ciss – Cooperazione Internazionale Sud Sud in partenariato con il CESIE e con la collaborazione delle associazioni aderenti al Coordinamento Anti-tratta” Favour e Loveth” realizzato con il contributo dell’Unione Europea.
“La tratta si combatte unendo tante realtà e forze insieme – dice Isoke Aikpitanyi -. Avevo poco più di 20 anni quando sono finita in strada nell’inferno della tratta: un imbuto in cui si finisce col diventare schiave e vittime di violenze che superano ogni immaginazione. Ci sono altre ragazze che oggi sono uscite dalla strada e meritano di essere sostenute ed aiutate. La tratta è un fenomeno della criminalità organizzata internazionale che entra in collaborazione con la mafia locale per gestire il racket degli esseri umani”. “Chi non si adatta alla vita in strada viene picchiata e violentata - continua -. Uscirne è tanto difficile. Io per uscirne ho rischiato la vita forse per mancanza di consapevolezza sulla situazione drammatica che vivevo. Sono stata in coma per tre giorni ma poi sono riuscita a scappare da quella realtà. Ho pensato dopo che potesse essere importante aiutare queste giovani sostenendo tutta la rete di servizi che lotta contro il fenomeno. A me, oggi che vivo il mio impegno contro la tratta pienamente, spesso, le ragazze mi chiedono quanto tempo ci vuole per uscire definitivamente ma a volte non basta una vita intera per sanare le ferite profonde e riuscire a costruire una nuova vita”.
“Il coraggio di Isoke è stato chiaro e straordinario – aggiunge Adham Darawsha, presidente della Consulta delle culture di Palermo – perché ha contrastato la rete gerarchica e di omertà che c’è sul fenomeno. La scuola è sicuramente un terreno importante su cui lavorare per costruire i cittadini di domani. La società cresce se ci sono grandi esempi e modelli da seguire e la Casa di Isoke ne è un esempio. Per aiutare le ragazze servono, però, fondi che possano attivare progetti di uscita, di accompagnamento e di reinserimento sociale”.
“Dopo soli sei mesi di strada la donna è distrutta – racconta Vivian Wiwoloku, presidente dell’associazione Pellegrino della terra -. Le ragazze ci raccontano che il cliente a volte è anche benestante ed è un padre di famiglia con molti problemi. Oggi, oltre che nella strada, c’è anche molta prostituzione negli appartamenti dietro copertura di altre attività che deve essere combattuta. Le ragazze che riescono ad uscire ci chiedono, l’alternativa e cioè di avviarle verso un lavoro dignitoso per rompere definitivamente con il passato. Per fare questo occorre, naturalmente incrementare ulteriormente le azioni di sostegno e accompagnamento sociale”. 
Ad intervenire è stato anche Peppe Pavan di “Uomini in cammino”. “Il primo punto è quello di attivarsi per il cambiamento della nostra cultura e del nostro modo di stare nel mondo nelle relazioni sociali – dice -. La cultura del consumo sessuale di potere comprare e usare chi ti piace va combattuta attraverso una presa di coscienza lenta e consapevole. Solo così l’uomo non diventa schiavo del suo vizio e del suo giro di appagamento, complice di una catena infame che sottomette la donna. L’uomo non è solo questo ed è possibile vivere l’amore vero con un progetto di vita profondo con una donna. Due aspetti su cui lavorare sono la consapevolezza delle conseguenze nefaste dell’educazione patriarcale e l’educazione all’affettività. Nella scuola poi si deve partire, dalla consapevolezza della differenza sessuale e dal rispetto della persona che deve partire dagli adulti. Si esce dal buio soltanto prendendo consapevolezza graduale del bisogno di costruire una realtà diversa fondata sulla libertà di essere e di costruire una relazione affettiva sana”. (set)


Nessun commento: