www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 16 novembre 2013

18 novembre-11 dicembre, Palermo: Il cinema ungherese si presenta a Palermo

Tra il 18 novembre e l’11 dicembre 2013, presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo verranno proiettati 4 film a ingresso gratuito.

Lunedì 18 novembre 2013
Ore 17.30 proiezione del film "L'eredità di Eszter" e successivo dibattito del regista József Sípos con gli allievi del II anno di corso del Centro Sperimentale di Cinematografia. 

Mercoledì 11 dicembre 2013
Ore 16.00 proiezione del film "Il Cavallo di Torino" e successivo incontro degli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia con il regista Béla Tarr.

La rassegna è stata organizzata dal Consolato Onorario di Ungheria in Palermo, in collaborazione con la città di Palermo, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema – sede Sicilia e con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri d’Ungheria, nell’ambito dell’Anno Culturale Ungheria-Italia 2013. 

Nell’ambito della rassegna verranno proiettati 4 film pluripremiati ai festival internazionali, che rappresentano la produzione cinematografica ungherese più recente. Tutti i film saranno proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano (eccetto "L’Eredità di Eszter" in italiano).

Lunedì 18 novembre,alle ore 17.30 è in programma al CSC la proiezione di "L’Eredità" di Eszter di József Sípos (2008), basato sull’omonimo romanzo di Sándor Márai (tradotto in oltre 30 lingue ed edito in Italia da Adelphi). Il film racconta l'insolita storia di Eszter, alla vigilia della seconda guerra mondiale, che eredita la tenuta di famiglia, conquistando una breve serenità destinata a essere bruscamente interrotta quando, a distanza di 20 anni, torna l'unico uomo che abbia mai amato e che però l'ha sempre ingannata. Alla proiezione sarà presente il regista. 

Il Festival continua domenica 24 novembre, alle ore 18, con la proiezione alla sala Vittorio De Seta (sempre ai Cantieri) di "Kaméleon" di Krisztina Goda (2008) sulla storia di Zsolt Kovács, un truffatore professionista che sceglie come vittime soprattutto donne disilluse e che seduce per arrivare ai loro soldi. Capace di assumere le più svariate personalità, Zsolt inizia a lavorare in uno studio di psicologi. Lì incontra Hanna che sarebbe la vittima ideale se non ci si mettesse di mezzo l'amore.

Domenica 1 dicembre 2013, alle ore 18, verrà proiettato al De Seta il "Final cut – Ladies and Gentlemen di György Pálfi", un’opera di mash up visivo dedicata al cinema, che racconta la storia d’amore universale tra un uomo e una donna tramite gli spezzoni dei film con protagonisti Brad Pitt, Marcello Mastroianni, Woody Allen, Greta Garbo, Brigitte Bardot e Charlie Chaplin. L’effetto del film è come se tutti questi attori famosi recitassero insieme. L'eccentrico regista ungherese György Pálfi ha lavorato per più di tre anni al banco di montaggio.

La rassegna si chiude al CSC mercoledì 11 dicembre, alle ore 16 con la proiezione de "Il cavallo di Torino" di Béla Tarr, (2011, 149’) regista cinematografico ungherese (n. Pécs 1955), che fin dagli esordi ha conquistato l’interesse della critica internazionale per il suo stile volto a promuovere l’idea di un cinema specchio della crisi comunicativa che affligge l’umanità. Riflesso stilistico di un'insanabile solitudine, lenti carrelli e lunghi piani-sequenza osservano nei suoi film i protagonisti muoversi in un'estrema dilatazione temporale. Tarr, con questo suo ultimo film, sembra voler chiudere un percorso iniziato con il monumentale Sátántangó (1994) e proseguito con Werckmeister harmóniák; opera cupa e visionaria dove protagoniste sono figure esemplari di un’esistenza che scivola nell’oblio lentamente. Il film ha ottenuto l’Orso d’argento al Festival del cinema di Berlino. Alla proiezione sarà presente il regista. 

Il cinema ungherese ha visto una rinascita produttiva negli anni ‘90, dopo le difficoltà e l'ombrello sovietico della guerra fredda. La costituzione di nuove società di produzione, gli aiuti statali e il passaggio da un'economia pianificata a una società consumistica, hanno permesso una rinascita creativa con pochi eguali nell'Europa Centrale. Autori come Márta Mészáros, István Szabó, Béla Tarr o Miklós Jancsó, István Gaál hanno continuato a girare lasciando al contempo spazio ai giovani enfants terribles come György Pálfi, Benedek Fliegauf, Kornél Mundruczó, Szabolcs Hajdú e János Szász, che con il suo ultimo film The notebook ha vinto il Festival di Karlovy Vari e veleggia verso una probabile candidatura agli Oscar. Una cinematografia che riflette ancora molto sul suo recente passato, sapendo però cogliere sia le influenze del cinema occidentale, sia le contraddizioni sempre più pressanti della moderna società ungherese.


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