www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 9 ottobre 2012

Verso il Primo Marzo 2013 - Comunicato stampa

Verso il Primo Marzo 2013
Sciopero della fame, chiusura dei Cie, reddito minimo di cittadinanza

 

Ha aperto il 7 ottobre nella Casa delle culture di Modena, il lungo percorso d'incontri per la definizione del documento relativo alla prossima piattaforma politica del Primo marzo 2013, che  toccherà, nei prossimi mesi diverse città.


Il Primo marzo è un appuntamento oramai consolidato e maturo che, per il suo quarto anno, intende portare in piazza le istanze di una vasta rete di associazioni che lavorano sui diritti di migranti e italiani, nella convinzione che la società attuale sia il risultato di un meticciato sempre più forte e consapevole, in grado di rivendicare un'idea di mondo e di relazioni basate sul rispetto e sulla libertà di circolazione delle persone nello spirito della Carta mondiale dei migranti.


Fra i punti per ora in discussione, anche il rafforzamento della rete a livello nazionale e internazionale in previsione della prossima mobilitazione e del Forum Sociale Mondiale in Tunisia. Ma ancora, la proposta di uno sciopero della fame fuori e dentro i Cie e il rilancio della petizione di chiusura dei Centri d'identificazione ed espulsione con la campagna "L'Italia è migliore senza CIE", su cui la rete ha lavorato nell'ultimo anno con gli eventi 'Razzismo istituzionale' e la precedente campagna 'LasciateCIEntrare', fra convegni, lotte, denunce di casi emblematici e visite di monitoraggio in tutta Italia.


Al contrario di quanto dichiarato dal sottosegretario Saverio Ruperto, la rete chiede la chiusura dei CIE per iniziare un approccio diverso nell'immigrazione. A breve un incontro con il prefetto di Modena ed il tavolo istituzionale provinciale di monitoraggio nei CIE, in seguito al colloquio intercorso venerdì mattina 5 ottobre, con il presidente della consulta Fausto Cigni. Chiediamo inoltre di riportare l'attenzione sui costi della gestione dei centri del consorzio Oasi, con 28 euro e della Misericordia con 75 euro a detenuto.


In merito allo sciopero della fame in discussione nei diversi gruppi della rete si evidenzia che, se da un lato può costituire un percorso verso la maggiore visibilità della mobilitazione, costituendo un'importante iniziativa collettiva di solidarietà per i diritti dei reclusi nei CIE, dall'altro non intende escludere il confronto e la proclamazione dello sciopero eventualmente indetto dai sindacati aderenti, sulle problematiche del lavoro migrante.


Altre tematiche che non si dimenticherà di portare nelle piazze sono i diritti di cittadinanza e libera circolazione delle persone, con la richiesta di un reddito minimo di cittadinanza e residenza per tutti, la revisione della legge N.91 del 1992 e diritto di voto amministrativo, le problematiche del lavoro migrante, dei permessi e sanatoria in corso, della revisione della Bossi Fini, senza dimenticare l'ancora attuale emergenza nordafricana, il conflitto in Siria e il diritto ai permessi umanitari, a particolari permessi e aiuti per i terremotati e gli sfollati in Emilia. Un ulteriore richiesta sarà quella di avviare attività di sensibilizzazione su tutto il territorio e in particolare nelle scuole, chiedendo la valorizzazione di tutte le lingue madri e la revisione dei programmi scolastici che comprendano anche le culture di diversa provenienza dall'autoctona. In programma anche il primo festival della rete Primo Marzo, che potrebbe svolgersi a Matera. Questi sono solo i primi punti emersi dall'articolato dibattito, ancora in corso, che giungerà a piena definizione ad inizio 2013. 

 

Link alle video interviste

https://www.youtube.com/watch?v=RBfVWio7Tyg&feature=player_embedded

 

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Primo Marzo Sciopero degli Stranieri - Ufficio Stampa

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PRIMO MARZO
"Una giornata senza di noi. Sciopero degli stranieri"
Stranieri non dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.



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