www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 9 ottobre 2012

ONU: il sistema di detenzione dei migranti irregolari viola i diritti umani. Comunicato stampa ASGI

COMUNICATO STAMPA

Torino, 9 ottobre  2012

ONU: il sistema di detenzione dei migranti irregolari viola i diritti umani.

Il Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti, François Crépeau, al termine della sua missione in Italia, detta le raccomandazioni al Governo italiano

"L'immigrazione irregolare non è un crimine, non è un reato contro le persone, non è un reato contro il patrimonio, e non è un reato contro la sicurezza pubblica, è solo l' attraversamento di una frontiera". Con queste parole lo Special Rapporteur delle Nazioni Uniti sui Diritti dei Migranti, François Crépeau, ricorda qual è il presupposto da cui bisogna partire nell'analizzare le politiche migratorie e verificare che vengano tutelati i diritti fondamentali dei migranti.

Con queste parole lo Special Rapporteur delle Nazioni Uniti sui Diritti dei Migranti, François Crépeau, ricorda qual è il presupposto da cui bisogna partire nell'analizzare le politiche migratorie e verificare che vengano tutelati i diritti fondamentali dei migranti.

Per far questo il relatore speciale elenca una serie di raccomandazioni : pieno accesso, dunque, alle organizzazioni di tutela dei diritti imani a tutte le strutture di trattenimento, no ai respingimenti "informali" ne' verso paesi a rischio come Grecia e Libia, ma anche una procedura per dei ricorsi più semplice ed equa e una generale riforma della normativa sulla detenzione amministrativa in Italia. Da questo bisogna partire per fare il punto sul rispetto dei diritti umani nella legislazione e la prassi in tema d' immigrazione.

ASGI ha più volte denunciato che il rispetto dei Diritti Umani deve derivare dalla messa in atto di un nuovo ed effettivo sistema giuridico - che ASGI sintetizza per punti - conforme agli standard internazionali in materia di protezione internazionale e dei diritti relativi ai lavoratori stranieri e alle loro famiglie.

Il Relatore Speciale dell'ONU ha raccolto le denunce mosse dai membri dell' ASGI con i quali si è riunito in più occasioni durante questa visita.
"E' sempre più evidente che l'attuale sistema dei Centri d'Identificazione ed Espulsione- CIE e l'intero sistema delle espulsioni producano sistematiche violazioni dei diritti fondamentali dei migranti" afferma l'avv. Lorenzo Trucco, presidente ASGI " Confidiamo che le modifiche richieste vedano impegnato in prima linea il Governo, spingendolo ad affrontare una seria e inevitabile riforma dell'intera normativa in tema d'immigrazione. Da parte nostra, siamo lieti di aver contribuito alla stesura del rapporto e continueremo nell'impegno quotidiano di tutela dei diritti."

Per approfondire: Il documento dell'ASGI

Le raccomandazioni dello Special Rapporteur:


- Assicurare che la cooperazione con la Libia in tema d'immigrazione non comporti il rimpatrio involontario di nessun migrante sulle coste libiche, sia da parte delle autorità italiane che da parte delle autorità libiche, con il supporto tecnico o logistico dei colleghi italiani.

- Vietare le pratiche dei respingimenti "informali" verso la Grecia.

- Garantire il pieno accesso delle organizzazioni internazionali, tra cui l'UNHCR e l'OIM, delle organizzazioni della società civile e degli avvocati in tutte le aree in cui i migranti sono presenti o detenuti nel processo d'identificazione,al fine di poter garantire una protezione giuridica agli stessi.

- Sviluppare un nuovo quadro normativo a livello nazionale, nel rispetto dei diritti umani, per l'organizzazione e la gestione di tutti i centri di detenzione per migranti.

- Sviluppare una normativa che preveda un sistema d'appello più semplice e più equo avverso all' espulsione e la detenzione che preveda il rispetto dei diritti dell'uomo in ogni fase procedurale.

- Sviluppare un sistema di identificazione rapida, nella quale venga previsto l'avvio delle procedure d'identificazione dei detenuti stranieri durante la permanenza in carcere, al fine di limitare più possibile la durata della detenzione dei migranti a scopo di identificazione, fino ad un massimo di 6 mesi.

Il report della visita in Italia

 

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