www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


giovedì 24 maggio 2012

7 giugno, Modena: Assemblea MODENA 7 giugno 2012

Centro di Identificazione ed Espulsione CIE

Una realtà vergognosa alle porte di Modena

Una realtà poco distante dal centro cittadino, alcuni chilometri insufficienti per non percepire il dolore e l'angoscia di chi vive al suo interno, trattenuto fino a 18 mesi per la mancanza di permesso di soggiorno e spesso proveniente da vicende personali di miseria e umiliazione. Una realtà da anni legittimata dalla legge italiana, che non rispetta e non fa onore alla nostra preziosa costituzione. Una realtà insopportabile.

Come possiamo non sentirci sdegnati da una legge come la "Bossi Fini"? Siamo nati in Italia per una fortunata coincidenza, ma l'Italia e la Terra appartengono ai suoi abitanti. Come possiamo ancora tollerare che una parte di questi viva in condizioni di forte ingiustizia sociale? I confini tracciati dagli uomini sono stabiliti da regole economiche che spesso non rispettano i diritti di ogni essere umano. Chi parte dal proprio paese per immigrare, spera di trovare condizioni di vita minime migliori, tenta di sfuggire alla fame, spesso alla guerra.

Non possiamo pensare e permettere che strutture come il CIE risolvano i problemi legati al fenomeno inarrestabile della immigrazione.

C'è bisogno di maggiore conoscenza di tutti i meccanismi che stanno alla base del fenomeno migratorio, di maggiore consapevolezza dei cambiamenti strutturali sociali avvenuti negli ultimi anni in tutto il mondo, di più curiosità per comprendere e interagire con ogni cultura e religione, di maggiore responsabilità personale nei comportamenti quotidiani in relazione alle persone e all'ambiente in cui viviamo, di più umanità e solidarietà con ogni essere. C'è bisogno di buona politica, arte del governare un paese.

Dobbiamo scegliere in quale mondo vogliamo vivere, impegnarci seriamente per costruirlo, abbattendo strutture come i CIE .


NO AI CIE

COSA PROPONIAMO

Nell'ambito di una generale riflessione sugli effetti della globalizzazione, sulle migrazioni, sui rapporti tra culture diverse, sulle nuove forme di cittadinanza e di identificazione nell'epoca della crisi dello Stato-Nazione, ci sembra urgente e necessario agire subito.

Un intervento che superi la legge "Bossi-Fini", ritenuta artefice di una larga parte della produzione di clandestinità amministrativa nel nostro paese, nell'ottica del rispetto delle convenzioni internazionali firmate, ma inapplicate dall'Italia, come quelle contro la tortura, contro la violazione dei diritti umani, seguendo l'idea espressa nel recentemente pronunciamento della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato.

Dal punto di vista della riduzione dei problemi d'identificazione, proponiamo percorsi che puntino alla riduzione della clandestinità.

Al via un confronto fra pratiche e legislazioni per trovare delle alternative a strutture di identificazione ed espulsione rivelatesi costose ed inefficaci sia dal punto di vista sicuritario, sia nella garanzia e nel rispetto dei diritti umani.

Allo stesso tempo riteniamo utile una campagna di solidarietà con segnali concreti a sostegno dei bisogni delle persone che si trovano recluse nei CIE, in accordo con le associazioni di volontariato già attive.


Vi aspettiamo

giovedì 7 Giugno 2012 alle ore 20.30

Presso Casa delle Culture di Modena, Via Willigelmo, 80 – Modena

Per adesioni al testo e all'assemblea scrivere ad Antonia Massimini all'indirizzo email primo.marzo.ufficio.stampa@gmail.comspecificando in oggetto "Adesione assemblea 7 Giugno 2012"
Considerato il poco tempo a disposizione per l'organizzazione vi chiediamo di confermare la vostra adesione entro venerdì 25 maggio.

Vi chiediamo, inoltre, massima diffusione dell'iniziativa.


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Cécile Kyenge Kashetu
....." Je fais le rêve que mes  jeunes enfants vivront un jour dans une nation où ils ne seront pas jugés par la couleur de leur peau, mais par le contenu de leur personne. Je fais ce rêve aujourd'hui ! "....M.L.King


1 commento:

Elena Carradori ha detto...

mi piace il tuo blog, complimenti! io ho da poco iniziato con un blog interculturale.. mi piacerebbe diventasse interessante e ricco come il tuo! Elena