www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


domenica 18 marzo 2012

Lunedì 19 marzo nuova mobilitazione per Andrea e Senad

Mobilitazione a sostegno della liberazione
e la regolarizzazione

di Andrea e Senad

 

L'Italia è anche Andrea e Senad

 

Presidio davanti al giudice di pace

Via San Pietro, 1 Modena

 

Lunedì 19 marzo 2012 alle ore 8.30 - 10.30 

 

"La situazione di Andrea e Senad denuncia la carenze di una buona legge organica sull'immigrazione e sulla cittadinanza, e mette in discussione l'utilità dei CIE. Nati come centri di identificazione ed espulsione, in realtà sono luoghi dove coesistono e s'intrecciano in condizioni di detenzione situazioni di fragilità estremamente eterogenee tra loro da un punto di vista sanitario, giuridico, sociale e umano, a cui corrispondono esigenze molto diversificate: molti migranti invece di scontare la pena in carcere, si trovano a scontare la fine della pena nei CIE luogo di detenzione amministrativa.  – dice Cécile Kyenge come responsabile nazionale primo marzo, associazione Giù le Frontiere e responsabile internazionale della campagna LasciateCIEntrare - Chiedo che si faccia chiarezza anche su questo trattamento diversificato della detenzione, dettato dall'appartenenza etnica di fronte alla legge che dovrebbe essere uguale per tutti. Rimane preoccupante anche il destino della struttura modenese e le condizioni dei migranti dopo una gara d'appalto al massimo ribasso del Cie modenese, andata deserta".

 

 

Alla luce delle oltre millesettecento firme raccolte nella petizione lanciata dall'associazione Giù le frontiere http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2012N21826

rilanciamo il presidio - sostenuto da Arci, Italia sono anch'io, Pd, Sel, Arci, Cgil, associazione Giù le frontiere, LasciateCientrare, Rete Primo Marzo e altre associazioni modenesi - per lunedì 19 marzo via San Pietro 1, Modena , davanti al tribunale.


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Primo Marzo Sciopero degli Stranieri - Ufficio Stampa


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