www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 17 gennaio 2012

Lettera aperta degli africani di Rosarno al governo: `Ogni mattina ci alziamo alle cinque per raccogliere il vostro cibo`

Gli immigrati hanno scritto una lettera aperta ai ministri Cancellieri, Riccardi, Fornero e Catania per ricordare la loro situazione. "Abbiamo paura dei caporali, dei padroni, delle forze dell`ordine". "Paghiamo la crisi due volte, la prima come lavoratori e lavoratrici perdendo il posto e la seconda come immigrati, perché perdendo il lavoro perdiamo i nostri diritti".


Al Ministro delle Politiche Agricole e forestali Mario Catania
Al Ministro dell`Interno Anna Maria Cancellieri
Al Ministro del Lavoro Elsa Fornero
Al Ministro per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi

'Siamo i lavoratori che ogni mattina si alzano alle cinque e vanno raccogliere nei campi il vostro cibo. Viviamo nascosti in luoghi che chiamare casa è un insulto. Nostra compagna di vita è la paura. Paura dei caporali, che ogni mattina ci vengono a prendere e decidono chi lavora e chi no. Paura del lavoro perché dopo 10 ore se ci va bene ci troviamo in tasca 15 o 20 euro, se ci va male una pistola puntata. Paura dei padroni che ci trattano come bestie. Paura delle forze dell`ordine perché non abbiamo documenti. Paura della paura, perché siamo invisibili. Perché non possiamo denunciare i nostri sfruttatori. Se camminiamo per strada dobbiamo stare attenti a chi ci fa del male e a chi dovrebbe tutelarci. Siamo nemici per tutti.`

'Siamo gli uomini e le donne che lavorano nelle grandi città, immigrati sotto il costante ricatto del permesso di soggiorno. Paghiamo la crisi due volte, la prima come lavoratori perdendo il posto e la seconda come immigrati, perchè perdendo il lavoro perdiamo i nostri diritti. Siamo quelli che cadono nei cantieri e vengono buttati nella spazzatura, siamo quelle che curano i vostri vecchi e puliscono i vostri uffici!`

'Siamo gli uomini e le donne, italiani/e, che ogni giorno camminano con i fratelli/le sorelle immigrati/e. Contadini e consumatori che si organizzano per sottrarsi alle logiche di sfruttamento e non soccombere alla crisi, per difendere la sovranità alimentare, il proprio reddito e la terra.`

***

Scriviamo insieme questa lettera per denunciare ancora una volta le condizioni inumane che il 'Dio Mercato` impone a migliaia di uomini e di donne. A Rosarno, il 7 gennaio 2010 dopo l`ennesimo atto di violenza subito, scoppia la rabbia dei braccianti africani impiegati nella raccolta degli agrumi. I dannati della terra si ribellano e quello che ne segue sono la caccia all`uomo, i linciaggi, la deportazione di Stato.

Tuttavia migliaia di persone continuano ancora a lavorare per quattro soldi sotto la costante minaccia della Bossi-Fini, del padrone e dei suoi caporali. E di una guerra tra poveri alimentata dalla crisi.

Questa non è Rosarno, è l`Italia. L`Italia dei pomodori, delle patate, delle angurie, dei kiwi… 

Questo è il sistema agroindustriale, voluto dalla UE e dalle organizzazioni padronali. Questo è il capitalismo nelle campagne, la filiera tutta italiana dello sfruttamento, che porta il "Made in Italy" sugli scaffali del mondo e garantisce i profitti alla Grande Distribuzione Organizzata. Auchan, Carrefour, Esselunga, e Coop stabiliscono il prezzo di acquisto ai produttori, un prezzo che i piccoli sono costretti a subire e le medie-grandi imprese decidono di sostenere con l`abbattimento dei costi di manodopera. Ossia con lo sfruttamento dei lavoratori senza documenti. E nelle grandi città la situazione non è diversa. Diversi i lavori, stesso lo sfruttamento.

Da quel 7 gennaio del 2010, però, c`è chi ha deciso di non essere più invisibile. Lavoratori consapevoli di reggere una buona parte dell`economia italiana hanno cominciato a lottare per garantirsi un salario minimo, un alloggio dignitoso, la tutela sanitaria e le norme di sicurezza. I lavoratori deportati a Roma si sono auto-organizzati e hanno ottenuto il permesso di soggiorno e continuano a lottare per l`emersione dal lavoro nero.

Hanno incrociato le braccia a Caserta e Napoli alla fine del 2010. A Nardò nell`agosto 2011 i braccianti hanno scioperato e dopo pochi giorni il Parlamento ha reso il caporalato reato penale. Si stanno auto-organizzando a Rosarno e nella Piana, in un percorso che coniuga la salvaguardia del territorio, le istanze della piccola agricoltura e quella dei braccianti.

Come lavoratori, immigrati ed italiani, contadini e consumatori che lottano per una risposta alla crisi che neutralizzi la guerra tra poveri, chiediamo al Ministro degli Interni Cancellieri, al Ministro dell`Agricoltura Catania e al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l`Integrazione Riccardi, al Ministro del Lavoro Fornero di ascoltare le nostre ragioni e le nostre proposte:

CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE, FASCISMO E XENOFOBIA - Vogliamo cambiare il paradigma 'sicurezza`. Dal piano dell`ordine pubblico, repressione e militarizzazione dei territori a quello della giustizia sociale. L`omicidio di Joy e Zhou si consuma in un quartiere popolare dove il progressivo impoverimento di ampie fette di popolazione, comporta la rottura dei legami sociali e l`innesco di una guerra tra poveri. L`ultima cosa di cui ha bisogno Torpignattara è più polizia.

La caccia al negro di Rosarno, il pogrom di Torino, l`assassinio di Mor Diop e Samb Modou a Firenze, sono il frutto di un clima d`odio xenofobo alimentato per anni da diverse forze politiche istituzionali e dai gruppi neo-fascisti da questi tutelati e finanziati. La costruzione sistematica del capro espiatorio, l`immigrato, il diverso, serve come valvola di sfogo al crescente disaggio sociale dovuto ai provvedimenti anti-crisi, alle migliaia di licenziamenti, alla disoccupazione cronica e alla totale precarizzazione delle nostre vite.

CONTRO L`IMPOSIZIONE DELLA CLANDESTINITÁ E LO SFRUTTAMENTO:
  • tutela legale e permesso di soggiorno per i lavoratori vittime del caporalato che denunciano i loro sfruttatori, così come previsto per le donne vittime di tratta;
  • l`abolizione della Legge Bossi-Fini e una radicale revisione delle normative italiane in materia di immigrazione;
  • una sanatoria generale per gli immigrati presenti sul territorio nazionale;
  • la garanzia di un`accoglienza dignitosa per i lavoratori stagionali;
  • un sistema di collocamento pubblico in agricoltura che consenta di smantellare il caporalato;
  • l`instaurazione di indici di congruità che verifichino il rapporto tra fatturato e manodopera impiegata;
  • l`inserimento nei disciplinari di produzione (doc, dop, igp, bio…) di criteri che valutino il rispetto dei diritti dei lavoratori pena il decadimento;
PER LA DIFESA DELL`AGRICOLTURA CONTADINA CONTRO LE SPECULAZIONI:
  • una radicale revisione della PAC (Politica Agricola Comunitaria), che vincoli gli aiuti alla sostenibilità sociale oltre che ecologica delle produzioni, tutelando anche il lavoro e il territorio e instaurando un regime di aiuti specifico per la piccola proprietà;
  • politiche pubbliche di sostegno all`agricoltura contadina (infrastrutture viarie e agricole, servizi urbani nelle zone interne rurali, incentivi alla nascita di cooperative e consorzi tra piccoli produttori, sostegno alle filiere locali e equo accesso alla distribuzione); politiche di sostegno alla conversione produttiva che emancipi i territori dalle monoculture e aiuti diversificazione e integrazione;
  • un intervento sui prezzi dei prodotti agricoli che salvaguardi una corrispondenza tra quanto conferito al produttore e i margini necessari a sostenere i costi di produzione, primo tra tutti la manodopera regolarmente assunta;
  • l`assunzione della proposta della campagna 'Genuino Clandestino` per una regolamentazione dei mercati locali basata sull`autocertificazione partecipata dei prodotti agricoli freschi e conservati;
  • il blocco immediato della svendita dei terreni agricoli demaniali decisa dal Governo Berlusconi e l`attuazione di una riforma agraria che agevoli l`accesso alla terra dei giovani e in generale dei piccoli agricoltori, il recupero dei terreni abbandonati, contrastando le speculazioni.

Fonte: Terrelibere.org


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